La noia delle risposte logiche.

Spesso mi accusano di essere ripetitivo, noioso, di ripetere sempre le stesse cose. Beh, in effetti è abbastanza vero, anch’io mi rendo conto di ripetermi spesso, però non so che dire, se mi chiedono quanto fa due più due, io risponderò sempre quattro, anche se è risposta già sentita.

Mi annoio da solo, infatti ho quasi smesso di scrivere anche per questo,perchè mi rendo conto che dico, più o meno, sempre le stesse cose, ma se i problemi sono sempre gli stessi, io suggerisco sempre le stesse analisi e soluzioni.

Se non altro ho la “soddisfazione ” di ritrovare esimi professori ed “esperti” che arrivano alle mie stesse conclusioni, anche se non capisco perchè ci si impieghi spesso cosi tanto. Ieri sera sono andato a cena da amici, e mi ha fatto piacere vedere che uno di noi, che si è impegnato politicamente, si è reso conto che fare politica non è affatto semplice, e che costa molto impegno, lavoro, l’ ingoiare un gran numero di rospi, oltre alla fatica di spiegare alle masse anche le cose più semplici. Lui che era il classico “politici tutti ladri e fannulloni” si è reso conto che risolvere i problemi non è assolutamente cosi facile come sembra al bar, e se sei un politico minimamente serio hai davanti a te impegni assai gravosi e grandissime responsabilità.

Ma tutti sono bravi a fare “i froci con il culo degli altri” ed a lamentarsi, ma io la penso in modo diverso, secondo me LOGICO.

Esempio banale? Io vorrei pagare 1 miliardo di euro di tasse all’anno.

Il perchè è ovvio, se pago un miliardo di euro di tasse, significa che ne guadagno, come minimo, il doppio. Banale come ragionamento, banalissimo, ma vi sfido a negarne la validità. Certo, molti dicono che non è giusto pagare il 50% di tasse, ma visto che ,come ho più volte ripetuto annoiando,  io imprenditore (e anche tutti gli altri se non sono cretini) le tasse di qualsiasi forma le considero, nella mia gestione economica, SPESE, e come tali LE RICARICO su ciò che vendo, servizio o merce che sia; per cui in definitiva non le pago io, MA IL MIO CLIENTE. Sbaglio?

E QUESTA NON E’ UNA TEORIA, è UN FATTO!. Che poi la pressione fiscale eccessiva renda meno competitivo il sistema paese è un’altra verità, ma non è più un problema mio, del singolo, ma della società nel suo insieme.

Altri esempi? Vogliamo riparlare dell’immigrazione? Salviamo i poveri bambini africani che muoiono di fame, favorendone la riproduzione e sopravvivenza, ma non preoccupandoci  del “dopo”. Poi ci lamentiamo che a vent’anni ce li ritroviamo qui a centinaia di migliaia sulle barche.

Vorremmo vivere tutti fino a 120 anni, lavorandone 35, e non tutti, ( netti 11 vedi articoli precedenti ) e poi ci stupiamo e incazziamo perchè il sistema pensionistico non regge.

Vogliamo avere una caserma di carabinieri in ogni paese, poi ci lamentiamo che non ci sono in giro pattuglie di carabinieri. Per forza, sono tutti a presidiare le caserme.

Ci lamentiamo se le banche non ci concedono prestiti, ma se poi li otteniamo e non possiamo restituirli le accusiamo di essere “bastardi” se lo pretendono.

Troviamo scandaloso pagare 250.000 euro l’anno un politico o un grande dirigente pubblico, ma troviamoassolutamente ragionevole pagare 20 milioni l’anno un giocatore o un cantante.

Pensiamo che per risolvere la crisi economica lo stato dovrebbe battere moneta, che crediamo significhi semplicemente stamparla. Ma se cosi fosse perchè esistono i debiti pubblici, o anche privati? Secondo questa assai strana teoria basterebbe che ognuno si stampi i soldi che gli servono per pagare ciò che acquista (lo stato è l’insieme dei cittadini). Allora dove stàrebbe il problema? FOLLIA.

Potrei continuare a lungo ma NON VORREI ANNOIARE, quindi concludendo continuiamo a ragionare da coglioni come si fa in gran maggioranza, usando ognuno il proprio metro che, è logico che possa avere delle ragionevoli differenze l’uno rispetto a quelle degli altri, grazie a dio non siamo tutti uguali, ma qui è un vero proprio elastico che allunghiamo e restringiamo secondo convenienza. Non sarebbe un problema se non fosse quando poi ci interfacciamo l’uno con gli altri dovendo confrontare, obbligatoriamente, i risultati delle misurazioni. Per forza la vedo difficile.

cinismo

 

 

 

La battaglia della classe media (l’ultima?)

La battaglia della classe media (l’ultima?)

Chi mi conosce sa che ho una teoria, per me è in atto una guerra alla classe media, una guerra scatenata dalle classi alte, quelle che tempo fa si definivano pluto-aristocratiche, contro la classe media. Essendo la classe media, appunto, media, si trova nel mezzo, tra i ricchi e i poveri, e i primi usano gli ultimi come arma per vincere la loro guerra.

“Perché questo scontro?” Qualcuno mi chiede; in fondo i ricchi sono diventati ancora più ricchi grazie all’allargarsi della classe media, quindi perché dovrebbero? Per spiegare meglio il concetto, ho osservato recentemente una piccola cosa, ma estremamente significativa. Ero in ferie, in Polonia, con mia moglie e una coppia di amici, ad un certo punto ci siamo fermati ad uno di quei piccoli negozietti che si vedono lungo le strade, perché la mia amica aveva visto qualcosa di interessante. Ora, non vi annoio con i particolari, ma l’esito finale è stato che ce ne siamo andati senza acquistare nulla, e il commento della mia amica, molto seccata, è stato “si vede che non hanno bisogno di vendere”.

Per me è stata una folgorazione, non che non l’abbia sentito o visto fare molte altre volte, ma in quell’istante ho capito perché le classi alte vogliono distruggere la classe media, perché la classe media può permettersi di non avere bisogno di loro, di fatto d’ignorarli. Pensateci, finchè una persona, anche il semplice operaio, può permettersi di rifiutare, che so, di fare gli straordinari perché ha un lavoro sicuro e uno stipendio dignitoso, il potere di chi stà in alto, è limitato, e questo è inaccettabile per la gran parte di loro. Certo, hanno la forza di imporsi comunque, ma per farlo devono impegnarsi e questo non è potere, ma solo forza, il vero potere non è obbligare qualcuno a sottomettersi, ma fare in modo che costui si sottometta spontaneamente, riconoscendo cosi il loro potere e, contemporaneamente, la propria accettata inferiorità.

Questo succede nel momento che l’altro abbia BISOGNO di te, e lo riconosca. Il potere non vuole servitori, vuole SERVI. Essere potenti non significa avere dipendenti, da sfruttare o meno, ma avere dipendenti sfruttati che te ne sono anche grati, vogliono mendicanti, la dignità è il loro peggiore nemico.

La classe media, che unita è sicuramente la massima potenza esistente, si stà sviluppando sempre di più anche in altre parti del mondo, impedisce tutto questo, e per questo deve essere distrutta. Come? Con l’aiuto dei poveri imbevuti di culture religiose in cui l’obbedienza è fulcro, che come naufraghi inconsapevoli cercano di salire tutti insieme sulla barca della classe media facendola ribaltare condannando tutti a cadere di nuovo in acqua.

Chi vincerà? Sicuramente la classe media è la più forte, ma manca di consapevolezza, e questo potrebbe portarla ad una disastrosa sconfitta che ci porterebbe socialmente indietro di centinaia di anni.

Riassumendo, si è classe media quando non si ha il bisogno di vendere o di vendersi, e se lo si fa, e succede spesso, è comunque per una propria scelta.

Ingratitudine e stupidità, caratteristiche umane.

L’Ingratitudine è uno dei principali difetti dell’essere umano, che è la prova della sua, nostra, stupidità. Perchè stupidità? Perchè l’ingratitudine è figlia dell’arroganza e ci porterà a perdere ciò che abbiamo e si è in gran parte fortunosamente ottenuto .

Mi spiego, prendiamoad esempio, la pensione, (ma anche la sanità, le ferie, i permessi, la maternità ecc.ecc.) per noi sono diritti sacrosanti e inviolabili: e perchè sarebbero tali, chiedo io? Risposta standard: perchè noi lavoriamo. Ora, ne ho già scritto altre volte, cosa vuol dire che noi lavoriamo? A parte il fatto che non mi sembra che lavoriamo poi sto gran che, almeno noi occidentali, (e non vado a vedere quanto “lavora” ad esempio un’impiegato in una grande azienda o nello stato… ) 1750 ore l’anno in media nei paesi avanzati, che su 8760 ore anno,  http://www.giornalettismo.com/archives/1485623/quante-ore-si-lavora-in-italia-e-nei-paesi-ocse/  non mi sembra sto gran che, il 20% circa del tempo lavorativo, cioè 40 anni circa su una vita media di 80 (fatevi 2 conti) , e in cambio di questo cosa otteniamo? Una casa calda, acqua, luce, cibo, sanità, le ferie, automobile, abiti, tempo libero, cultura, divertimento, ecc.ecc. . e non considerando i periodi di cassa integrazione, malattia, disoccupazione, PENSIONE,cioè quando si percepisce un reddito anche quando NON lavoriamo.

La cosa mi stà bene, sia chiaro, ma che mi fa incazzare fuori misura, è come tutto questo per noi sia UN DIRITTO INALIENABILE, qualcosa che ci spetterebbe quasi per volere divino; nessuna riconoscenza verso una società che ci permette di vivere cosi, con un rapporto lavoro-vantaggi che in gran parte del mondo è un sogno quasi irraggiungibile, un mondo dove miliardi di persone lavorano quotidianamente molto di più di noi e  in condizioni spaventose

ingratitudine

ottenendo in cambio solo una frazione di ciò che per noi è benessere SCONTATO.

Quante volte ci rendiamo conto di quanto siamo stati FORTUNATI a nascere qui e ora? Quante volte ringraziamo il fato e chi ha lottato per portarci dove siamo?  Io sento solo lamentele. Ma davvero siamo tutti cosi stupidi da credere di  guadagnarci il nostro benessere? Molti sono cosi stupidi da pensarlo veramente, e questo è il problema, perchè dare per scontate certe cose, è la via più breve per perderle.

Riassumendo: Siamo dei privilegiati, il rapporto lavoro/benefici è sicuramente a nostro vantaggio, faremmo bene a ricordarcelo se non vogliamo perdere tutto.

 

Povero Renzi, povero capro.

Povero renzi, e poveri “primo ministro” si devono caricare di tutte le colpe, anche di quelle più assurde. Ora, io non amo molto Renzi, ma non capisco come mai si debba sempre tirare in ballo lui in ogni situazione. Che io mi lamenti della politica a favore degli extracomunitari, e me la prenda con lui e il suo governo per questo ci stà, questa è una sua politica, ma che lo si tiri in ballo perchè in Calabria un ponte stradale sia a rischio di crollo, o per la situazione delle banche, è assurdo.

E’ il primo ministro, non Dio ( già mi sembra gasatello, non mi sembra il caso di alimentare la sua autostima), cosa volete che ne sappia lui di ponti, di banche, e dei mille problem che attraversano questo nostro bellissimo e disgraziato paese? Le banche hanno cominciato i loro loschi traffici ben prima di Renzi, e se adesso stanno saltando cosa ci può fare il governo? Io ovviamente impalerei un pò di pezzi grossi delle banche, ma questo non risolverebbe la situazione, anche se si spera sarebbe un ottimo deterrente a chi viene dopo, e i buchi rimangono lo stesso, e non è che il governo possa farci molto, a meno che non si voglia che al solito paghi pantalone, (NOI SIAMO PANTALONE) ma poi non ci si lamenti della pressione fiscale.

cinismo

Tipico esempio della stupidità italica ( ma forse solo umana)  i soliti stupidissimi commenti sulle accise sui carburanti: “E’ una vergogna, ci sono ancora le accise per il terremoto del friuli, della guerra d’abissina, della ricostruzione di Roma dopo il sacco del 1527, e del terremoto di messina del 1908”. E CHISSENEFREGA!

lo stato a bisogno di soldi per mantenere un sacco di gente, (provate a guardarvi intorno, e scoprirete quanti ne avete anche molto vicino che prendono soldi dallo stato, più o meno a torto o a ragione, ogni mese) e se al posto di essere l’accise sul terremoto del 1908 fosse un’accise per il sostentamento degli extracomunitari, o sulla salerno- reggio cosa cambierebbe? Sempre pagare bisogna. Ma no, noi dobbiamo lamentarci per forza, come se questo servisse a assolverci dai nostri peccati di cittadini, dagli al capro.

L’importante è piangersi addosso, prendersela con chi comanda; che poi, se si fosse sotto dittatura, si avrebbe anche ragione, ma ricordo che siamo una democrazia, “QUELLI” LI ABBIAMO ELETTI NOI, RICORDATE? Un paese dove i Razzi sono in parlamento è una vergogna, e noi che facciamo? A già, certo, non andiamo a votare; peggio ancora.

La corruzione, il malaffare, la burocrazia, le mafie, i parassitismi e i furbi di ogni genere c’erano prima che arrivasse Renzi, cosi come c’erano prima di Monti, di Berlusconi e di tutti gli altri( prima c’eravamo noi, gli Italiani) e ci saranno anche dopo, e non credo che continuare a dare addosso a lui (ma vale per tutti i primo ministro) sia molto utile; anzi, mi sa che se fossi al loro posto, tutto ciò mi spingerebbe a rubare tutto il possibile, visto che tanto sono ladro per antonomasia, almeno non m’insulterebbero per nulla.

ma possibile che non ci siano dei politici con le palle da prendere giornalisti e critici e dirgli:”Adesso vieni qui tu, chiaccherone, e illuminaci con la tua genialità. Cosa faresti tu per risolvere il problema? “. Mi divertirebbe sentire le scemenze che si sentirebbero, a parte quelle dei giornalisti, che si limiterebbero a dire “non è il mio lavoro”, a rompere i cogli… siamo capaci tutti.

Perciò propongo di tornare alla monarchia assoluta ed ereditaria, almeno se ce la si prende con il Re, lo si farebbe con ragione.

Cinismo, aziende, errori e business.

Sono tornato. Scusate.

Beh, dopo un pò troppo tempo, rieccomi. Per cambiare, comincerò con parlare un pò di me, cosa che non faccio praticamente mai; non so perchè lo faccio, ma in fondo perchè no? Chi mi segue sa che sono, anche a parere di tutti i miei amici e conoscenti, un “cinico”.

cinismo

Ora, personalmente sono abbastanza d’accordo, perlomeno se visto nell’ottica di Oscar Wilde, “Il cinismo é l’arte di vedere le cose come sono, non come dovrebbero essere”; io aggiungerei anche “o come si vorrebbe che fossero” che è anche più esatto.

Perché si diventa cinici? Immagino per esperienze di vita, personalmente ne ho avute alcune spiacevoli, ma ho cercato di farne tesoro. Tranquilli, parliamo ovviamente di “business”, non parlo mai delle mie esperienze emotivo-sentimentali, e posso dire che ho avuto la mia parte di fallimenti, fortunatamente, o prudentemente, sopportabili dal punto di vista finanziario. Ora, io le considero tutte lezioni di vita, costose 🙁 🙂 ma utili, che mi hanno insegnato a considerare tante variabili da valutare quando ci si vuol riprovare.

Cosa ho imparato? Ad esempio a considerare i tempi, ho tentato una esperienza web nel lontano 92, dapprima con un sito che presentava le offerte dei supermercati, fallito perché erano troppo pochi allora i fruitori della rete e le connessioni troppo lente, poi provai a coinvolgere degli investitori per creare un qualcosa di ciò che poi altri hanno creato, sarebbe diventato Netflix, che a me sembrava una cosa talmente ovvia da fare, ma quando la presentavo ai possibili investitori sembrava di proporre un incontro con i marziani; più avanti ho cercato di creare una rete commerciale particolare legata ai distributori di carburante, idea che ritengo tutt’ora molto valida ma abortita in fasce di fronte alla mancanza di fantasia dei “clienti” che a grande maggioranza non riuscivano a vedere l’insieme del progetto; e ancora ho provato con la produzione e commercializzazione di alcuni articoli di mia invenzione e adesso stò riprovandoci nuovamente con la rete.

Ora, premetto che considero quasi tutte questi miei tentativi sensati, non degli errori conclamati, ma dove ho sbagliato i tempi, calcolato male il rapporto costi/benefici  e sopravvalutato la capacità d’immaginazione.

Ma la cosa più importante che mi hanno insegnato i miei errori, è che la logica non è uguale per tutti, ( che di per se non ha senso, la logica è logica, quindi dovrebbe essere uguale per tutti)  ma non funziona con gli esseri umani. Una delle mie citazioni più classiche è “non esistono i fatti, ma solo le opinioni” e queste ultime non sono quasi mai obbiettive, ma sono un effetto conseguente delle esperienze passate e della percezione superficiale del presente ( un po’ come spiegare nel 500 che la terra era rotonda, un’idea che si scontrava, e si scontra, con la nostra percezione immediata della realtà e quindi allora assai difficile da accettare), e questo rende difficile il lavoro a chi, come me, guarda al futuro.

Alcuni dei siti da me immaginati ormai più di 20 anni fa, oggi sono stati realizzati con successo da altri confermando e confortandomi se non altro sulla loro validità  concettuale, ma non trovai appoggi ne finanziari ne operativi. Altre mie iniziative si sono scontrate con la mancanza d’immaginazione, nell’incapacità di vedere i vantaggi dell’agire in gruppo e nella sfiducia di base che è sempre presente ( a meno che tu non sia una figura istituzionale. Se sei un banchiere il truffare è facilissimo), altre a banali, ma sanguinose, questioni finanziarie, i costi PUBBLICITARI semplicemente non erano sopportabili. Mie colpe? Una soprattutto , non sono un tipo insistente, e mi stanco facilmente. Qualcuno direbbe che sono un pigrone. Se non fosse cosi faticoso, negherei. 🙂

Iniziare un’impresa di successo non è affatto facile, specie oggi, dove ai problemi logici, il mercato, i costi, la concorrenza, si aggiunge una burocrazia asfissiante, che ancora più del fisco, impedisce alle aziende di decollare. Meno male che oggi c’è la rete, che a prezzi accettabili permette di provare iniziative che , anche se con pochissime probabilità, danno però la possibilità di avere successo, anche un grandissimo successo, e su queste intendo insistere.

P.S.

E qui, mi sembra giusto spezzare una lancia a mio favore: mi si accusa di essere pessimista (catastrofista a volte), eppure nella mia vita sono già “caduto” 6 volte, iniziando un’attività e chiudendola, ma mi sono sempre rialzato e continuo a riprovarci, cosa che stò rifacendo anche in questo momento; è un comportamento normale per un pessimista?

Mi scuso

DIstrazione

ma in questi ultimi tempi sono un pò stanco,  passo 8 ore davanti al pc per seguire un corso, e questo mi stronca un pò, per cui sono piuttosto restio a rimettermici davanti la sera.

Alcune osservazioni veloci su alcuni fatti recenti:

Il caso Alfano: certo che se non si può nemmeno raccomandare il fratello, che gusto c’è a fare il ministro?

Razzismo a Fermo: non capisco come si possa rompere cosi tanto le palle per una cosa del genere, visto che aldila di tutto, sembra che il pirla  non abbia ucciso intenzionalmente il nero, che tra l’altro lo aveva attaccato per primo (fisicamente), per cui si stà facendo tanto rumore per nulla… O per evitare di parlare di cose più serie? Problema banche, scandalo alfano ecc ecc.

Razzismo a Fermo 2. A proposito di giornalisti, sapete qual’è la differenza tra un ultrà razzista ( e simili) e un giornalista di sinistra ( e buoni vari )? Che il primo è convinto che gli altri siano inferiori, mentre per i giornalisti di sx non è vero che gli altri siano inferiori, semplicemente sono loro che sono “superiori”. D’altra parte è logico, di solito gli aiuti (come la merda) cadono dall’alto verso il basso.

Cecchino uccide poliziotti a Dallas: certo che il fatto di mandare sotto le armi i figli delle classi più disagiate è un buon modo di controllarle, ma può avere delle controindicazioni.

*Tipico il caso di un giornalista ebreo, ferocemente antirazzista che dimentica, o fa finta, di far parte del sedicente “popolo eletto”; ora, non so come possa venire interpretato questo fatto se non come una (autoconcessa) patente di superiorità, e per diritto di nascita. O sbaglio?

E’ sempre la stessa storia.

Mi stò stufando. Sono sempre le stesse cose ripetute all’jnfinito, e inutilmente a quanto pare. I “buoni” parolai imperversano, personaggi ipocriti e stupidi che raccolgono l’approvazione di ipocriti imbecilli come loro.

I “buoni, sempre loro. Quelli Europei, che condannano l’Italia per discriminazione contro gli omosessuali, http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/30/news/niente_ricongiungimento_a_coppia_gay_la_corte_europea_condanna_l_italia-143113395/ evidentemente l’Europa non ha molti problemi seri a cui stare dietro, se le sue istituzioni sprecano cosi il loro tempo. Poi si lamentano se c’è chi vuole uscire.

Tra l’altro, sarei curioso di sapere per quale motivo a più di 50 anni questi due sono rientrati in Italia; sarò maligno, ma sono pronto a scommettere che è per motivi medici; secondo me l’italiano aveva bisogno di cure (quale altro motivo potrebbe avere per rientrare nell’orrida, omofoba e arretrata Italia? Se fosse per un tempo breve, non ne sarebbe nato il caso, quindi la ragione doveva essere un’altra e l’unica che mi sembra plausibile è questa); perchè l’Italia è un paese omofobo,cattivo e retrogrado, ma con una buona sanità gratuita; in fondo meglio avere a che fare con omofobi generosi, che con libertari a pagamento, vero? Ma quegli stronzi che fanno i “buoni” se ne guardano bene da verificare queste cose, condannano l’Italia a pagare 20.000 euro, ma di quanto l’Italia spende per curare lo stronzo, che lavora, paga le tasse e spende in Nuova Zelanda non se ne parla.

Nota: Queste considerazioni non valgono solo per gli omosessuali, ma anche per i “poveri” pensionati  e i “cervelli”che vanno a vivere all’estero , che come già detto spesso sono diventati tali a nostre spese, in fuga: io gli toglierei il diritto di usufruire gratuitamente della sanità a chiunque paghi le tasse all’estero. Giovani brillanti laureati abbandonate il paese? D’accordo, ma prima ci ripagate parte delle spese sostenute a prepararvi, poi andate dove cazzo volete, e la poi rimanete, e qui tornate solo per le ferie.

E poi sempre la solita manfrina dello stato ladro, ladro , ladro, Giannino dixit, che deruba i poveri Italiani sulle cui spalle ricade il sempre più grande debito pubblico. Ma chi cazzo lo ha fatto questo debito pubblico, se non gli Italiani? O forse sti giornalisti del piffero, populisti e imbroglioni, che si guardano bene dal ricordare che i miliardi di debiti lo stato li ha creati regalando diritti a cani e porci senza pretendere nulla in cambio? Sanità, pensioni, casse integrazioni, lavori pubblici, pubblica amministrazione, finanziamenti, corruzione, scuola, il cosidetto welfare, tutto ciò ha creato il debito, si è creato perché si è speso di più di quel che si è guadagnato, cioè non si è lavorato abbastanza, o meglio alcuni hanno lavorato anche troppo, altri, molti altri, molto meno, e costoro di solito sono anche quelli che allo stato costano di più. Anche il business dell’assistenza agli extracomunitari rientra in questa filosofia di inventarsi un lavoro per distribuire reddito a pioggia, ma un lavoro se non è veramente utile, non è vero lavoro, non crea vera ricchezza ma è solo altro debito mimetizzato.

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_maggio_25/atac-dossier-procura-9b6e5808-22a9-11e6-889d-0e478b0d5f56.shtml   Troverete decine di scandali che riguardano l’ATAC di Roma, una  delle centinaia di aziende dove GLI ITALIANI rubano allo stato,  uno dei mille esempi di ruberie VERSO LO STATO, BREBEMI, MOSE, mafia Capitale, banche, , furbetti del cartellino, corrotti e corruttori di ogni genere e tipo;  dove sono i cittadini che rubano allo stato, gli stessi che poi vanno in televisione a lamentarsi dello stato ladro. Ma chi, cosa è lo Stato se non la comunità?  O forse credono che li hanno rubati tutti i “politici” i 2300 MILIARDI di euro del debito pubblico? Cavolo, sarebbero tutti davvero ricchissimi.Ma no, meglio considerare lo stato un mostro impersonale, un’entità astratta su cui scaricare tutte le colpe, assolvendo cosi le nostre, un essere perfido attaccando il quale si può fare carriera, politica o giornalistica.

Si chiama tagliare il ramo su cui si è seduti, ma siamo cosi scemi, ma cosi scemi, da non capirlo.

 

 

Risparmi, mercati, debiti e crediti.

Articolo interessante, un pò complesso ma interessante.http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/viale-del-tramonto.html Premesso che io non sono uno studioso, però personalmente credo che il nocciolo della questione stà in quel “ i risparmi sono consumo differito”, affermazione che mi trova solo parzialmente d’accordo. Cosi è come dovrebbe essere, lo scopo del risparmio  dovrebbe proprio essere quello, lavorare, ottenerne un reddito e accumularlo fino ad averne la quantità sufficente all’acquisto del bene desiderato; invece non è cosi. I grossi potentati economici  hanno creato (radunandole) grandi masse di risparmi per usarle come fonte di profitto, prestandolo, in una forma di autoriproduzione.

Per poterlo fare hanno creato anche i loro clienti, i debitori,cioè consumatori che consumavano  PRIMA DI DIMOSTRARE la loro effettiva capacità di “meritarsi” i beni che consumavano, ovvero prima di produrre a loro volta quei prodotti , merci o servizi, con cui barattare. La storia, purtroppo anche quella quotidiana,  ci insegna che purtroppo molti non sono stati in grado, o non hanno voluto, produrre totalmente ciò che ci si aspettava da loro  da qui gli enormi crediti accumulati che sappiamo non saranno mai ripagati. Curioso, un credito non ripagato si trasforma in debito per chi l’ha erogato. IL CREDITO NON ESISTE, C’E’ SOLO IL DEBITO CHE SI NASCONDE.

A costo di essere noioso e ripetitivo, ricordo che gran parte dei prestatori di denaro, banche e finanziarie, gestiscono il denaro, cioè non usano il PROPRIO di denaro, questi li rende molto meno selettivi.

Quando si parla di mercati, occorrerebbe dividere in maniera netta la finanza dall’economia reale, il denaro dalle merci, il falso dal vero. A mio modestissimo parere, chi sostiene che i mercati si autoregolano sbaglia; Say https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Say   sbagliava sostenendo che tutto il reddito viene, prima o poi, consumato; non è affatto cosi, specie in un mondo dove vi è qualcuno ( o molti) il cui reddito supera abbondantemente i bisogni, per cui troverà normale accumulare denaro, specie avendo LA POSSIBILITA’ DI TRASFORMARLO IN UN’ULTERIORE FORMA DI REDDITO, a fatica zero. Say, o era un povero, o un gran spendaccione :-). Sarebbe diverso se il risparmio fosse accumulato sotto forma di merci, allora si che in un modo o nell’altro queste verrebbero o utilizzate, o destinate a deperire nel tempo, evitando cosi l’accumulo inoperoso o speculativo.

Finchè non si accetta il fatto che il denaro è solo un accessorio dell’economia, anzichè il mezzo di riferimento, le disastrose crisi finanziarie saranno inevitabili, e tanto più disastrose quanto grosse sono le masse di moneta fiat circolante. Il baratto è l’unica vera economia, merci e servizi che produciamo in cambio di altre merci e servizi di cui necessitiamo e che non possiamo o sappiamo produrre; invece che senso, che utilità avrebbe scambiare denaro con altro denaro? Nessuno . Perchè è cosi difficile da capire?

Ricchi, Poveri e Superciuk

Mi spiace dover ritornare su questo discorso, ma ciò che leggo e sento mi costringe a farlo.

Qualcuno ricorda Superciuk? Era un personaggio di un fumetto, Alan Ford, che rappresentava un “supereroe” un pò particolare, rubava ai poveri per donare ai ricchi, difendeva i ricchi “dall’arroganza dei poveri”. Beh, comincio a domandarmi se non avesse ragione, almeno in parte. Penserete che io sia impazzito, ma , anche se adesso stò chiaramente esagerando, rimane il fatto che si stà diffondendo un modo di pensare piuttosto strano, cioè che i poveri abbiano dei diritti solo perchè poveri; sempre più spesso non è che chiedano aiuto, ma lo pretendono, e questo mi sembra pericoloso.

Essere poveri è diventato uno stato che da, o almeno cosi si vorrebbe, accesso ad un sacco di “privilegi”, case gratis, redditi di cittadinanza, cure e studi gratuiti e chi più ne ha più ne metta, e tutto questo a spese di chi? MA SOPRATUTTO, IN CAMBIO DI COSA?

E’ questo che non sopporto, non capisco perchè chi aiuta i poveri, soprattutto lo stato, lo debba fare, a “fondo perduto”. Perchè io stato non posso pretendere, ad esempio, che i poveri disoccupati che vivono in case popolari contribuiscano alla manutenzione delle stesse con la prestazione di manod’opera? Migliaia di disoccupati che si lamentano delle condizioni fatiscenti dei palazzi pubblici in cui vivono, ma perchè nessuno chiede che si diano da fare per mantenere in condizioni dignitose gli stabili dove abitano?

No, centinaia di migliaia di persone chiedono, anzi, PRETENDONO che lo stato provveda a loro, ma senza che si sentano in dovere di dare qualcosa in cambio ne tantomeno si aspettano che lo stato gli chieda qualcosa, e tutto ciò nel generale silenzio dei media; è assurdo.

Essere poveri non è un merito, non da nessun diritto se non quello di avere la possibilità REALE di poter migliorare la propria condizione, e questo si può fare solo lavorando e impegnandosi. Questo è ciò che devono pretendere i poveri: la possibilità di riscattare la propria posizione, e questo può succedere solo se smettono di aspettare il pesce dal cielo, ma chiedano che gli venga data la possibilità di pescare.  Queste masse di persone giovani che si stanno abituando a vivere di welfare cosi da poter coltivare i propri interessi e la propria libertà stanno distruggendo dall’interno il nostro sistema e creando la situazione che porterà alla caduta della classe media, e non verseremo, verseranno, abbastanza lacrime per le conseguenze di questo spaventoso enorme errore.

superciuk

 

 

Cara vecchia locomotiva.

A forza di ignorare la manutenzione della locomotiva per occuparsi dei vagoni, questa stà tirando gli ultimi.images

In questi giorni il Giannino di radio 24 ha parlato dei “furbetti del cartellino” a proposito della nuova “stretta” del governo Renzi. La cosa che mi ha fatto, tanto per cambiare, andare in bestia è un tizio che telefona, un calabrese che lavora nella P.A. che dice che a volte è meglio che certe persone anzichè stare in sei in un ufficio a non fare nulla, e magari a litigare,è meglio che vadano a fare la spesa. (devo decidermi a segnare data e ora cosi da fornirvi il link al podcast). Mi ricorda una bella battuta di un comico che diceva di aver lavorato alle ferrovie a reggio calabria, che più o meno era cosi: ieri il mio capo mi ha visto uscire con il timbra cartellino, e mi ha chiesto cosa stavo facendo: “mi porto il lavoro a casa”. Ma nessuno si ricorda che costoro SONO PAGATI?

E quelli dei 5stelle vogliono il reddito di cittadinanza? Ma quanti sono in Italia coloro che di fatto ce l’hanno già da anni, e anche un buon reddito, che da anche una buona, se non ottima, pensione? Ma dove crediamo di poter arrivare così? Nota che Giannino non ha commentato, spero che lo abbia fatto per ragioni di opportunità. La stessa opportunità che giornalisti, ovviamente, negano agli altri, ad esempio ai candidati sindaci di Roma, dove un giornalista , mi sembra vicedirettore del Messaggero, rimproverava i due candidati sindaci di non aver accennato al problema dello stipendio accessorio che  viene dato ai dipendenti del comune di Roma. In campagna elettorale? In una città che tra dipendenti diretti e indotto vive al 80% sulla burocrazia?

O questo giornalista è completamente coglione, o probabilmente il solito ipocrita italico che si fa bello a spese degli altri. Immagino che costui in una trasmissione televisiva mattutina chiederebbe di verificare se tutti i pensionati che prendono la minima siano poveri, o sosterrebbe la revisione contributiva delle pensioni o parlerebbe contro le casalinghe. Non lo farebbe dite?  Chissà perchè. Povera Italia. A già, comunque è colpa dell’Europa e dei Tedeschi.

Ps, una curiosità: ma secondo voi, l’anno horribilis è quello in cui ci si ammala, o quello in cui si muore? E’ l’anno della Fornero o quando hanno fatto leggi pensionistiche insostenibili economicamente? E’ l’anno in cui le banche danno mutui a cani e porci, o quello in cui saltano travolte dai crediti non riscossi? O l’anno horribilis è quello pieno di imbecilli, cioè ogni anno?