Beh, se non altro ….

vedo che le mie teorie spesso sono valide. Non che sia una grandissima soddisfazione, ma meglio di niente; a cosa mi riferisco? Ieri in una trasmissione tv hanno chiesto ad un pò di persone quanto era il nostro debito pubblico, ma a romani, gente di classe media, non nei bassifondi e quasi nessuno ne aveva idea. Ora, anche mettendoci il fatto che probabilmente  il servizio, era ” guidato” rimane il fatto che, come sempre sostenuto, l’Italiano medio non capisce un cavolo di economia, sente parlare di debito pubblico, ma non sa neppure quanto è, a cosa corrisponde: e questo è ciò che ci stà colando a picco, insieme ai sindacati. Ho davanti a me Barbagallo, uno dei tre dirigenti sindacali, e stà sparando fuori di quelle cazzate indegne, ma si capisce che non ha mai lavorato davvero negli ultimi 35 anni (se c’è qualcosa che non sopporto, sono coloro che non si rendono conto che c’è lavoro e lavoro, e che tra fare il commercialista, il muratore, fare le pulizie,  l’artigiano, o il sindacalista c’è un’enorme differenza, anche se sono tutti lavori, differenza di fatica, impegno, stress, rischio, soddisfazione, riconoscimento, guadagno ecc.ecc.)

Perchè vedete, chi davvero lavora è l’imprenditore, piccolo o grande che sia, non perchè gli operai o i dipendenti non lavorino, sia chiaro, ma perchè a differenza di questi, il suo lavoro non finisce mai, non ha orari ne ferie, ed è quasi sempre con la testa sul lavoro, perchè tranne casi fortunati, i problemi ci sono sempre e comunque, se c’è lavoro di solito è troppo, se non c’è bisogna trovarlo . Molti contesteranno questa mia affermazione, ma sono convinto che, con le debite eccezioni, (ci sono dipendenti che pensano al lavoro sempre,mentre l’imprenditore che non ci pensa di solito fallisce) e senza estremizzare,sia vera, e chiunque sia stato autonomo lo sa.

Comunque ascolto tutti, giornalisti, esperti, gente comune,ma mi sembra che sia sempre la stessa cosa, lo stato paghi, ma non facendoci pagare le tasse. Ci credo che non capiamo quanto è il nostro debito pubblico.

Tasse.

Non ho ancora capito bene cosa s’intende per pressione fiscale. La somma di tutte le tasse e le imposte? Perchè la verità è che se intendiamo entrambe le cose, una parte del peso fiscale diventa variabile, se non spendo, non pago l’IVA, se non ho casa, barca o auto non pago le tasse relative, e la pressione fiscale cala. Certo è una stronzata, se non li spendo, a cosa servono i miei soldi? Inoltre, se io non pago le tasse, le mie “parcelle” sarebbero le stesse? Mi spiego, il prezzo di ciò che io vendo, siano manufatti o servizi, è COMPRENSIVO delle tasse che io ci pago sopra; se non si pagassero, il prezzo di vendita dei miei prodotti sul mercato sarebbe lo stesso? Direi di no, è ovvio che se non c’è l’IVA, anche il consumatore finale non la paga, quindi il bene costerebbe il 22% in meno, stesso discorso vale per tutte le tasse, o no? Perchè io titolare dovrei pagare per dipendente la stessa cifra che pago oggi per tasse contributi + paga se non fossi obbligato a farlo? Che ci guadagnerei? E se non si pagassero tasse, quanto mi costerebbero i vari servizi tipo sanità, trasporti, strade ecc.ecc.?
Ciò che stò cercando di spiegare, è che è difficile stabilire il giusto livello di tasse, anche perchè dipende dalla qualità e quantità dei servizi che grazie ad esse vengono forniti, non è tanto importante quanto incidono le tasse, ma cosa viene dato in cambio di esse, se vengono utilizzate bene, per creare mercato o solo spreco. La ricchezza diffusa dipende da come viene ridistribuito il monte ricchezza, e se oggi da noi in occidente ci sono molti più ricchi e benestanti di un secolo fa, compresi i lettori di questo blog, è perchè la ricchezza è stata ridistribuita, questo ha allargato il mercato e con esso è stata data la possibilità di arricchire a molti più individui. Se sono in cento a poter comprare camicie, solo 1 si arricchirà a farle e a venderle, se sono milioni a poterle comprare serviranno migliaia x poterle produrre e quindi ad arricchirsi grazie a esse.
Concludendo, non occorre essere un professore americano per capire che l’eccesso di tasse uccide l’economia, il problema è proprio trovare il punto mediano, quale è la pressione fiscale corretta sulla produzione, e quella sui consumi. Di sicuro io sarei ben felice di pagare 100 milioni di irpef all’anno.

Germania

Questa è la mia risposta all’interno di una discussione su un blog, icebergfinanza, essendo io un pigro, la copio qui per dare modo di fare alcune riflessioni sull’argomento “Teteschi cattifi”.

Boh, avrete ragione voi, però io so che se io guardo la media del rapporto lira marco dal 1950 ad oggi
http://fxtop.com/it/tassi-cambio-storici.php?C1=DEM&C2=ITL&A=1&DD1=01&MM1=01&YYYY1=1953&DD2=31&MM2=12&YYYY2=2000&MA=1&YA=0&LANG=it&CJ=0
vedo che la media dei cambi rispetto all’entrata nell’euro è GIA favorevole all’Italia; infatti se escludiamo un’anomalo aumento dopo l’”acquisto” della germania dell’est, anomalo perchè in teoria, con il cambio marco ovest con marco est 1/1 il marco tedesco avrebbe dovuto indebolirsi, invece aumentò in modo esagerato cosi da permettere ai tedeschi di risparmiare un pò sull’investimento, la media del periodo è sensibilmente inferiore al cambio 1 DM 1000 lire con cui entrammo nell’Euro, per cui checchè tutti chiaccherino, i fatti sono li da vedere.
Poi si sostiene che se la golf (che è già più cara della FIAT, visto che l’Alfa Romeo sarebbe, in teoria, in concorrenza con AUDI e BMW molto più care) fosse ancora più cara comprerebbero alfa e fiat, sarà, ma secondo me compreremmo Toyota, hunday, Nissan, Renault ecc.ecc. .
Io compro un’auto perchè mi piace, se ho problemi di soldi compro una Dacia, e come dimostra la 500 se un’auto è valida la comprano, indifferentemente da che marca sia, solo nelle vetture premium il discorso cambia, ma non è certo per una questione di soldi, come dimostra il caso fiat 130 nel passato o la Phaeton recentemente.Che poi una thema o una 164 fossero paragonabili ad un Audi 6, basta vedere le vendite per avere una risposta. La realtà è che l’Italia si è indebitata fortemente per motivi elettorali, ha mantenuto e mantiene schiere di parassiti parziali e totali, e finchè si è cosi indebitati si è ricattabili, ci siamo arricchiti a spese dello stato e la nostra situazione patrimoniale lo testimonia, ma come degli stupidi abbiamo curato le nostre cabine a spese dello scafo della nave, e adesso rischiamo di affondare.
Che poi, se l’italia è la seconda industria d’Europa, di cosa vi lamentate? Abbiamo il sole, il mare, la tecnologia, la cultura, l’inventiva, la tecnologia, il cibo… ma la colpa è dei tedeschi se non siamo capaci di amministrarci? Se abbiamo milioni di parassiti è colpa dei tedeschi? Se i processi durano anni è colpa dei tedeschi? Se le leggi le facciamo fare agli avvocati la colpa è dei tedeschi? Perchè se ordino un prodotto ai tedeschi lo pago subito se non in anticipo, mentre in Italia lo pago (SE lo pago) a minimo 60 gg? Se abbiamo un assenteismo e una produttività vergognosa in molti settori e nessuno ne risponde, è colpa dei tedeschi? Se svendiamo le aziende sane per mantenere in piedi carrozzoni di stato e di clientelismo è colpa dei tedeschi? Se abbiamo intere regioni in mano alla delinquenza e al degrado è colpa dei tedeschi? Se in sicilia migliaia di ex dipendenti della regione hanno pensioni superiori all’ultimo stipendio è colpa dei tedeschi? Beh, se il paese si liberasse da buona parte di tutto questo, credete che la Germania ci farebbe paura?

Il socialismo spiegato in poche righe.

Sono stati scritti centinaia, forse migliaia, di libri sul socialismo e la sua evoluzione. Sciocchezze, bastano poche righe.

Riassunto del concetto fondamentale: gli altri mi aiutano, io aiuto gli altri.

Accade che gran parte delle persone legga solo la prima parte e subito entusiasticamente aderisca; ma non funziona. Tutti aspettano l’aiuto (degli altri, cioè dello Stato), ma questo ovviamente non arriva o arriva poco e male.

Allora i pochi veri socialisti concludono: perchè funzioni dobbiamo ribaltare il concetto (ecco i comunisti) e scrivono fiduciosi: io aiuto gli altri, gli altri mi aiutano . Niente da fare, come prima le masse leggono solo la prima parte… e se ne guardano bene dall’aderire. Un’altro flop.

Si provano altre formule, io e gli altri aiutiamo ad aiutarci, ma troppo confusione, non si capisce, quindi niente da fare.

 

I socialisti si scoraggiano, e si mettono a rubare. :-)

Incredibile.

Una vecchia telefona a telelombardia per lamentarsi perchè non ha ancora ricevuto la 14A. La quattordicesima? Ma si pagano le 14 me nelle pensioni? A si, alle pensioni minime. (Però per le minime non tengono conto della situazione finanziaria del coniuge, cosi che se sei la moglie o il marito di un milionario ti spetta lo stesso la sociale? E perchè?) Queste sono cose che non capisco, perchè devo dare 14 mensilità anziche 12? Sarà una questione psicologica? O giusto per spendere un pò più in burocrazia e commissioni? Niente da fare, siamo rovinati. L’Italia è un paese sempre più per vecchi, ma i vecchi possono tenere a galla un paese? L’unica domanda è: quanto tempo ci resta?

Saranno felici quei giovani coglioni che non prendono nemmeno la 13a. A volte mi domando se davvero se ai giovani non serva davvero andare a farsi ammazzare in qualche guerra, civile o meno che sia cosi da farli maturare un pò alla svelta; quando vedi la mancanza di’interesse per quello d’importante che succede intorno a loro, con la quasi convinzione di avere diritto per nascita ad una vita piacevole e protetta, non riesco ad immaginare altro modo per riparametrarli.

Ma sono cosi ingenui come sembrano a me? Premetto che non ho figli e quindi non frequento giovani se non per puro caso, quindi magari sbaglio, ma quei pochi con cui mi capita di parlare mi sembrano completamente avulsi dalla realtà, alcuni bravi altri teste di c… come in ogni generazione, ma forse perchè noi più anziani abbiamo avuto un’infanzia più difficile siamo meno buoni, meno creduloni, un pò più cinici, mentre questi mi sembrano volare a tre metri da terra. O forse sbaglio tutto. Mah. Comunque una cosa è sicura, questi stranieri ci mangiano quando vogliono, per adesso non sono ancora abbastanza forti, ma manca poco.

Comunque, giovani troppo buoni e vecchi troppo cattivi… pop corn per tutti.

Però al limite è divertente…

Mi sono sempre chiesto come faceva nel 39 la gente a accettare passivamente l’arrivo della guerra senza reagire. Adesso lo sò.

A volte credo che l’essere umano aspiri alla morte e al dolore, a patto che sia per tutti. Non è la disgrazia che si teme, ma il fatto che riguardi solo noi.

Non è Dio che ha creato l’uomo, è l’uomo che ha creato dio per avere qualcuno da cui farsi perdonare.

Il giappone ha venduto i suoi bot TRENTENNALI allo 0,47 %. Un paese che tra 30 anni avrà più vecchi che lavoratori, con un debito pubblico al 230% del PIL in continuo aumento. No comment.

Il fondo Atlante ha una disponiobilità di 6 miliardi, di fronte a sofferenze per 200 miliardi. Dormiamo tra 2 guanciali.

Continuo a sentire scemenze su svalutazioni competitive, sull’abolizione dell’euro, su giochi valutari… se non si torna a lavorare, investire, sviluppare SI MUORE. E BASTA.

Curioso mondo.

Tutti che rompono le palle sul fatto che non si vogliono i politici di professione, (io si, credo che i politici debbano essere dei professionisti con scuola e formazione dedicate) e contemporaneamente non si vuole che nascano conflitti d’interesse. Ora, qualcuno mi sa dire come è possibile che chiunque abbia una professione, anzi chiunque sia umano, possa non avere conflitti d’interesse? Solo i morti  possono darsi alla politica allora, visto che qualunque altra attività si abbia, posso come politico non essere neutrale, e quindi rischiare il conflitto d’interesse Perfino avere degli hobby porta a conflitti d’interesse, se sono un ciclista posso cercare di far costruire più piste ciclabili o alleggerire l’IVA sulle biciclette, se sono un verde cercare di far chiudere la caccia o al contrario se sono un cacciatore, ampliarne i tempi e le specie da cacciare. Mi sembra ovvio, siamo esseri umani. Ripeto, è da cretini pretendere la neutralità, l’onestà o la correttezza assoluta; l’unica cosa sensata è rendere assolutamente NON conveniente essere disonesti, cosi da non dover contare sull’onestà, ma sull’intelligenza e l’autoconservazione, non mi conviene rubare, non lo faccio. Piantiamola di fare sempre tutti i santi, nessuno lo è, e neanche lo è mai stato.

Che modo di sprecare tempo e soldi.

L’iatat dichiara che chi studia di più vive di più. http://www.corriereuniv.it/cms/2016/04/indagine-istat-chi-si-laurea-vive-5-anni-piu-a-lungo/.

Mi domando se sono cretini, parassiti che cercano di giustificare  in qualche modo la propria (costosa) esistenza o è solo un modo per sponsorizzare la scuola; me lo chiedo perchè è talmente stupida come ricerca, che prova l’inutilità di certe realtà intellettuali e dello spreco che c’è nell’uso delle risorse nel pubblico, e specialmente nella scuola. Perchè dico cosi? Semplice, qualsiasi imbecille arriva alla conclusione che, specie se consideriamo il periodo storico di riferimento, cioè quello di chi oggi ha 70/80 anni, questa “ricerca” racconta una banalità, cioè che chi 80 anni fa poteva studiare, specie fino alla laurea, era un benestante, per cui, oltre ad avere una vita più sana e curata, una volta diplomato o laureato, facendo parte di un limitato numero di “acculturati”, aveva sicuro e facile accesso (spesso i laureati erano figli d’arte, quindi già inseriti) ai posti di lavoro migliori, più pagati e protetti. Che tutto ciò garantisse una vita più facile e che questo abbia portato ad un’allungamento dell’aspettativa di vita rispetto a chi invece ha lavorato in miniera, mi sembra un fatto che qualsiasi imbecille dotato di un minimo di buon senso è in grado di ipotizzare.

I “ricchi” mediamente vivono più dei poveri, questa è la brillante conclusione di questa ricerca. Porca troia, meno male che ci sono dei laureati, delle ricercatrici pagate da noi, che sono arrivati a questa sorprendente  conclusione, di cui noi, poveri idioti non laureati, mai saremmo arrivati, e della quale avevamo assolutamente bisogno.  Veramente soldi spesi bene. Ma andate aff…… . E ci fanno pure articoli sui giornali.

Ps. Scommetto che se altri geni tra 60 anni, ammesso che ci saremo ancora, rifaranno lo stesso studio, mi sa che con i laureati di oggi i risultati saranno un pò diversi.

Che cosa curiosa

Mi sembra curioso il fatto che milioni, miliardi di persone credano in Dio. Mi sembra strano per un motivo molto semplice, io credo che la gran parte dell’umanità abbia pochissima immaginazione, questa mia impressione è sostenuta ampiamente da fatti, storicamente il potere ha sempre contato su questo fatto per poter governare le masse, posso fare mille esempi, ma mi limito a vedere la fatica che si fa ad immaginare quanto è un miliardo di euro, o anche solo 100 milioni. In effetti, se davvero ci si rendesse conto di quanto è un milione di euro, certi stipendi, di sportivi, personaggi dello spettacolo, manager non potrebbero esistere, perchè la massa non li accetterebbe; invece non è cosi, e giocatori pagati milioni di euro all’anno non sollevano moti di ribellione, (anzi, ho conosciuto molti operai da 1200 euro al mese che richiedevano a gran voce giocatori da 8 milioni di euro l’ANNO, per la loro squadra :-(  ) se non in una minoranza, ma si accettano queste enormità come stipendi “normali”, di mercato.****

Ora, io credo (spero) che si accettino non perchè si sia d’accordo, ma perchè non si riescono a visualizzare, immaginare realmente, la grandezza di queste cifre;  la gran parte della gente, se si parla di decine o centinaia di migliaia di Euro riesce a tradurle in qualcosa di reale, di tangibile, ma se si va oltre le cifre diventano qualcosa di confuso, irreale, come avvolto quasi in una nebbia di leggenda che porta ad un’altra realtà, ad un’altro mondo a se stante. Mancanza d’immaginazione, come dicevo, incapacità di tradurre grandi cifre in qualcosa che si possa “vedere” con gli occhi della propria fantasia.

Però, si crede in Dio, un qualcosa che dovrebbe essere Eterno, Onniscente, Onnipotente, cioè tre definizioni che sono FUORI DALLA SCALA DELL’ UMANA COMPRENSIONE, perchè per la mente umana non è possibile immaginare l’eterno e l’infinito. Però ci si crede. Curioso, no? Non si riesce ad accettare ed immaginare il grande, però si accetta l’infinito. MAH.

Siamo proprio strani.

**** Potrei citare molte altre assurdità, il mercato dell’arte, spettacolo, ecc. ma non voglio annoiare.

Anche questa non è mia, ma conferma un mio precedente post.

Da Facebook, alla faccia di quelli che: ci pagheranno le pensioni. (  Sperando che non abbiano portato qui i vecchi genitori, a cui verseremmo anche la pensione) SVEGLIAAAAAAAAAA

 

Questa è la busta paga di un lavoratore con moglie a carico e tre figli a carico.
I contributi Inps che vengono versati all’Inps a carico azienda sono 349 euro sulla retribuzione lorda ma, al contempo, l”Inps deve al lavoratore 317 euro per gli assegni familiari; inoltre il lavoratore versa a suo carico all’Inps il 9,19% (130 euro) ma ottiene detrazioni fiscali per 260 euro (quindi non paga un euro di tasse) e in aggiunta riceve anche gli 80 euro.
Quindi sommando importi a debito e a credito questo lavoratore allo Stato non versa nulla ma, al contrario, prende.
Ecco questa è una busta paga tipica di un lavoratore dipendente immigrato, quelli che ci pagheranno le pensioni.
Questo lavoratore che, ripeto, non versa un euro allo Stato, grava sul welfare con il suo nucleo familiare di 5 persone usufruendo dell’assistenza sanitaria gratuita, asili nido, abitazione del Comune, scuola pubblica.
Ripeto non versando un euro allo Stato, ma a carico del contribuente italiano, figuriamioci se può pagarci la pensione. Spiegatelo ad Oliviero Beha.

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