Lo stato è, o dovrebbe essere, l’organismo che

costruisce le scale sulle quali il cittadino comune può, a seconda delle proprie capacità e caratteristiche, salire o scendere la scala sociale. La scala dev’essere fatta con perizia, con gradini della giusta altezza, ne troppo alti ne troppo bassi; se ce ne sono alti 3 metri, (impedendo alla maggioranza di chi stà in basso di risalire), o esistono ascensori (ad uso dei pochi privilegiati) lo stato ha fallito il suo compito, e va riformato.

Democrazia sta’ cippa!

Cerco di non essere volgare quando scrivo qui, ma devo dire che è proprio difficile a volte non usare termini come: coglioni, stupidi, cretini, teste di cazzo, ecc.ecc. . Ad esempio questo discorso sulla Grecia, sui Greci  e sul loro referendum; ho sentito molti, politici, giornalisti, persone comuni, fare dichiarazioni tipo: non tengono conto del desiderio del popolo Greco, non sono DEMOCRATICI! FASCISTI! Ma sono tutti scemi? Cosa c’entra la democrazia? I Greci hanno votato? E allora? Si dovrebbe tenere conto del parere dei Greci che hanno fatto un referendum riassumibile in: Vuoi tu debitore insolvente poter non pagare più i tuoi debiti? Secondo voi, stupisce che abbia vinto il SI (Cioè il No)? E dovrebbe valere perchè è una decisione  democratica? Allora facciamo anche un referendum in Germania (o in Europa) chiedendo: volete voi che i Vs debitori vi paghino i loro debiti? Secondo voi chi vincerebbe? il SI o il NO? E visto che gli Europei sono molti di più dei Greci, la Grecia dovrebbe, DEMOCRATICAMENTE, essere lasciata colare a picco. Ma che scemenza.

Cosa cazzo c’entra il “desiderio” dei popoli? Se facessi un referendum se far pagare la benzina o no avrebbe senso? O, come si dice, facciamo scegliere ai bambini tra la gita a l lunapark e la visita dal dentista?

No, a volte certi termini sono proprio inevitabili, un semplice “poco riflessivi” non rende l’idea.

Indovinate di cosa parlo?

Perchè è cosi difficile chiedersi cosa succede dopo? Sembra che l’arco temporale della gran parte delle persone sia alquanto breve, massimo pochi mesi prima e dopo. Dalle cose più stupide alle cose più importanti, sembra che si affrontino un passo per volta, ma a me sembra sciocco. Esempio: oggi alla radio hanno parlato di 5 ladruncole con figli, rom, che sono state arrestate 47 volte o giù di li. Ovviamente i commenti si sono sprecati, perchè non le arrestano, perchè sono sempre in circolazione ecc.ecc. ecc. . Ora, il problema di quanto costa allo stato, a noi, ogni carcerato, non se lo pone nessuno? Se mettessimo in galera tutti i ladruncoli, spacciatori, bulli e plebaglia simile, avete idea del costo del loro mantenimento? E lasciamo perdere il “facciamoli lavorare”, perchè controllarli costerebbe un sacco, e toglierebbero i già pochi posti di lavoro, e nemmeno è semplice il “rimandiamoli al loro paese” perchè anche questo è estremamente difficile e costoso, processi, ammesso che poi l’altro stato accetti di riprendersi i delinquenti, e sopratutto possa impedire che ritornino qui dopo tre mesi.  Vedetela cosi, nell’insieme delle problematiche, e vedrete che non è cosi immediata la soluzione.

Parlando di lavoro, visto che se ne parla molto, vorrei ricordare che esiste una enorme differenza tra volere un lavoro e volere uno stipendio sono due cose moooolto differenti, nel primo caso si crea ricchezza, nel secondo sopratutto debito.

 

Se vi piace, condividete.

Se vi piacciono i miei post, fateli conoscere, condivideteli please. Ora, io so che non sono cosi elaborati e documentati come altri, ma sono solo miei pensieri che, spero, hanno come caratteristica di cercare il nucleo oggettivo dei problemi. Le mie riflessioni economiche e sociali, non analizzano tutti gli aspetti dei vari problemi, ma cercano, io credo, di arrivare all’origine, al nocciolo delle questioni, soprassedendo agli aspetti morali, moralistici e sentimentali. Se c’è la cancrena, io taglio o lascio morire, le cure sono solo uno spreco per la società e il prolungamento dell’angoscia e del dolore del paziente (ed un business per le aziende farmaceutiche).

Dove nasce il denaro, come funziona il sistema bancario, può reggere un sistema pensionistico come il nostro, quanti emigranti possiamo assorbire ragionevolmente, ecc.ecc. sono domande fondamentali a mio parere,  io cerco di ” restare sul pezzo” chiedendomi come si può far funzionare al meglio una cosa, non correndo dietro all’utopia della perfezione. Come ho già scritto, l’elemento base del nostro mondo è l’essere umano, e dato che non è nemmeno lontanamente perfetto, non si può pretendere che possa creare una società perfetta, mi accontento di qualcosa che funzioni ragionevolmente bene, e per ragionevolmente intendo che una quota di errori e di ingiustizia è inevitabile, stà a noi cercare di ridurla al minimo.

Le riflessioni di tipo moral-sentimentale non le voglio considerare, ma non perchè non le veda o non le capisca, ma perchè non sono utili alla soluzione del problema, e la ricerca della perfezione, della giustizia assoluta, porta solamente alla paralisi del sistema. La perfezione costa troppo, il rapporto costi benefici è assolutamente sconveniente e a volte è meglio rinunciare a una parte di giustizia che fermare tutto. Chi mi segue da un pò, sa come l’ho sempre pensata su pensioni, lavoro, beneficenza, diritti e doveri, e credo che i fatti mi stiano dando (purtroppo) ragione, i rischi sono sempre più grandi e anche se molti cercano di tenere la testa sotto la sabbia, ormai non possono più fare finta di nulla; dobbiamo guardare in faccia la realtà prima che questa ci esploda in faccia.

Il pericolo “buonisti”.

Chi sono i buonisti? In maggioranza ( non tutti) sono persone che non hanno paura della competizione sul posto di lavoro, e non l’hanno perchè di solito lavorano in ambienti protetti, almeno per ora. Pubblico impiego, grandi aziende, parastato, pensionati ricchi, famiglie agiate, ambienti altolocati; costoro sono o si sentono sicuri, e non temono di rischiare il proprio reddito; ciò gli permette di fare i generosi, anche perchè di solito, lo fanno a spese dello stato, mica loro. Questi non hanno paura degl’immigrati, perchè non li vedono come concorrenti , visto che anche se costoro dov’essero entrare, ad esempio, nella P.A. , non lo farebbero a scapito dei “buonisti”, che non verrebbero sostituiti come accade dove si lavora davvero,  ma al massimo affiancati, senza rischi di competizione salariale o al massimo verrebbero sostituiti per pensionamento. La competizione per loro è cosa da sport, a loro nessuno chiede di abbassarsi lo stipendio o di lavorare di più; questi ambienti li si riconosce facilmente, perchè sono quelli dove spesso vengono incentivati i migliori, ma non vengono sanzionati i peggiori; insomma la carota senza il bastone. Comodo no?

La cosa assurda, è che costoro parlano di “lotta tra poveri”, il che è stupido, perchè sono sopratutto i poveri che sono nella condizione di dover lottare davvero, i ricchi perchè dovrebbero farlo? Butta delle monete a terra in una riunione del Rotary, se qualcuno si piegherà a raccoglierle, sarà solo per darti una mano a raccoglierle, ma prova a farlo in una strada povera di Bombay e vedi cosa succede. I famosi terroristi dell’Isis, sono per la maggior parte stipendiati, per molti combattere, uccidere e morire, è un lavoro, un modo di garantirsi un reddito, e questa è la realtà, i poveri devono combattere per garantirsi la pagnotta, e lo fanno tanto più spietatamente quanto è alto il loro livello di disperazione.

Essere “buonisti” è, prevalentemente, un gioco per previlegiati, cosi come fare la beneficenza. Qualcuno disse una volta: ” Fare la carità non è donare i tuoi avanzi al povero, ma dividere il tuo ultimo pezzo di pane con lui”. Quanti sarebbero capaci di farlo? Io no, quindi insisto, se vogliamo eliminare la povertà dobbiamo eliminare i poveri, e questo si può fare in solo due modi: o facendoli arricchire, “aiutiamoli a casa loro”, o ammazzandoli, sempre che non siano loro ad ammazzare noi.

Farli arricchire aiutandoli a casa loro è possibile, ma certo ad un sacco di gente qui, multinazionali in primis, non conviene; dovrebbero guadagnare solo qualche miliardo anzichè molti miliardi.

Ultima osservazione, tutto questo “buonismo” è un ulteriore peso che ricade sulle spalle di coloro che davvero producono, i quali sono sempre più soggetti alla concorrenza spietata, salariale, operativa, produttiva, che rende il lavoro sempre più impegnativo, meno redditizio e più tassato. Sono sempre meno quelli che ce la fanno a resistere, le migliaia di aziende private che chiudono ne sono la prova, quando questi scenderanno sotto la soglia minima di equilibrio, e ormai ci siamo molto vicini, cosa succederà?

Si prevede che ‘Africa raddoppierà la sua popolazione entro il 2050, da un miliardo e 100 milioni, a due miliardi e trecento, dove pensate di sistemarli voi buonisti?

Inflazione e deflazione.

Qualcuno mi ha chiesto perchè è negativa la deflazione, e perchè dopo anni che si parla dell’inflazione come di un mostro, la BCE cerca di crearla artificialmente mediante il QE. Credo che chi si interessa a questi argomenti abbia chiara la risposta, ma già che ci siamo proviamo a spiegarlo per chi è meno ferrato in materia.

DEFLAZIONE.

Perchè è negativo che i prezzi calino? In realtà ciò che è negativo non è che calino, ma la causa : il motivo può essere solo uno:un calo della domanda. Ora, se questo fenomeno è circoscritto a particolari prodotti o comparti, il problema è relativo, è ovvio che siano in calo le domande di telefoni a gettone o di tubi catodici e quindi il loro prezzo, ma se il fenomeno è generalizzato allora suonano tutti gli allarmi. Significa che stanno calando i consumi, e ciò si riflette pesantemente sulla produzione, sui guadagni delle aziende e sui loro investimenti; quindi sugli stipendi e sui posti di lavoro. L’aumento della disoccupazione porta al calo degli stipendi e questo si traduce in un’ulteriore calo dei consumi, in un avvitamento micidiale. La deflazione è il pericolo peggiore per un’economia sviluppata ad alta capacità produttiva, peggio se è un’economia molto indebitata (situazione tipicamente occidentale); perchè è chiaro che se le entrate calano, in proporzione i tuoi debiti diventano sempre più pesanti (chiaro che se hai 700 euro di mutuo e guadagni 2000 euro hai 1300 euro da consumare, ma se ti abbassano lo stipendio a 1500 diventano 800), riducendo la capacità di spesa; questo vale per i salariati che per le aziende. Aggiungiamoci alla fine il creare l’effetto “attesa”, cioè la tendenza a rimandare gli acquisti prospettando un ulteriore calo dei prezzi , il continuo aumento della sensazione d’insicurezza che ci porta a spendere di meno e si capisce facilmente perchè si rischia il disastro economico.

INFLAZIONE.

Invece se il mercato tira, per cui la domanda è superiore all’offerta, è normale che i prezzi salgano, e questo crea inflazione. Ora, se il rapporto tra domanda e offerta è corretto, con una leggera predominanza di domanda sull’offerta significa che c’è richiesta di merci,  aumenta la produzione ,c’è bisogno di nuovi lavoratori, i salari e i profitti tendono a crescere che a loro volta generano nuova richiesta di consumi. Ulteriore domanda favorisce l’aumento dei prezzi, quindi dell’inflazione. In conclusione: se è moderata, è indicatore di sviluppo economico.

Poi c’è il mostro, la cosa più temuta in assoluto, l’iperinflazione. weimar_iperinflazione_4 inflazione

E’ temutissima, specialmente dalle banche e dal mondo della finanza, perchè è ciò che prova nella realtà quello che deve rimanere segretissimo: che il denaro non è reale. Ad un certo punto ti trovi a scambiare borse di banconote per acquistare un kilo di carne, e questo non deve succedere in un mondo che è basato sul dominio del dio denaro perchè può far capire alla massa che lo scopo del denaro non è quello di essere investito in speculazioni (cioè x creare altro denaro) ma deve essere speso per l’acquisto di beni e servizi, creando lavoro. Fa capire che il risparmio è giustificato solo fino ad un certo punto, poi diventa dannoso e serve solo ad arricchire pochi, banche e finanzieri.

Il concetto fondamentale è che creare denaro è facilissimo, ma creare ricchezza no. Non è la quantità di denaro esistente che determina il benessere di una popolazione, ma la sua VELOCITA’ di circolazione che ne permette la trasformazione in LAVORO e ricchezza reale: è come il sangue, se ce ne troppo poco, si ferma e si muore, ma se ce nè troppo, (indebitamento eccessivo e speculazione finanziaria) la pressione troppo alta provoca l’ictus e l’infarto, e si muore lo stesso.

In realtà non è complicato, basta ricordare che alla base dell’economia c’è il baratto; se io scambio un’ora del mio lavoro per un kilo di patate, che queste costino una  lira o un miliardo in realtà non ha nessuna reale importanza, non è vero? Perchè funzioni occorre che si mantenga il giusto rapporto tra il denaro circolante e le merci e i servizi esistenti.

Non sono concetti troppo difficili, occorre solo riflettere con la propria testa, utilizzando tutte le informazioni, compresa la mia, non come vangelo, ma come punti di vista; dopodiche trarre le proprie conclusioni.

 

Vendere cara la pelle.

Una tiratura di 5.000.000 di copie di Charly Habdò, contro una tiratura media tra le 50 e 70 mila copie, in più magliette, felpe e simili: Un business della madonna, qualcuno stà guadagnando una fortuna. Beh, almeno non si potrà dire che sono morti per niente…

Questo mi “piace” dell’occidente, siamo pieni di umanità, di sentimento, di umana pietà, insomma di valori, ma non dimentichiamo mai quelli economici, monetari. Il capitalismo è un vero Re Mida, tutto si trasforma in Oro per qualcuno. Nessuno parla mai del fatto che le catastrofi, le epidemie, gli immigrati, gli attentati, gli omicidi alimentano grassi interessi economici, politici, pubblicitari. Ipocritamente si sorvola, abbiamo una forma di imbarazzo a parlarne, ma ci sono , eccome.  Risarcimenti alle vittime, ricostruzioni (ricordate la famosa telefonata la notte del terremoto all’Aquila? Non è assolutamente un’eccezione, all’idea del business, in molti si leccano i baffi quando accadono queste situazioni), forniture mediche, avvocati che si fanno belli con processi famosi, speculazioni politico giornalistiche vergognose, comparsate in tv di parenti e conoscenti delle vittime di omicidi, o degli omicidi stessi. Tutto fa business, spettacolo o carriera. Come commentare quell’operaio diventato deputato del PD solo perchè sopravvissuto all’incendio della Tyssen? O dei parenti di morti famosi che diventano personaggi pubblici e che poi passano alla Rai come collaboratori, o vengono eletti in politica? E i giornalisti? Shhhh, non è carino parlare di queste cose, silenzio, piangiamo sulle vittime o cantiamo l’inno nazionale.

Occidente ipocrita, siamo opportunisti fino all’assurdo, usiamo due pesi e due misure così sfacciatamente da essere imbarazzanti. Prendiamo,ad esempio, il nostro rapporto con l’Islam: io sono contro le religioni in generale e contro quelle monoteistiche con tendenze temporali in particolare, e chi mi segue sa benissimo come la penso. Fermiamoli! Dipendesse da me, avrei già invaso la penisola Arabica e il suo petrolio, e per il resto si fottano. Detto ciò, trovo inaccettabile la pretesa di superiorità morale che ci arroghiamo. Su quali basi? Ricordo che se gli islamici uccidono a casa nostra, (e in  rapporto al numero di islamici presenti in Europa non mi sembra granchè il rischio), è altrettanto vero, vi sfido a negarlo, che sono 150 anni che noi li ammazziamo allegramente A CASA LORO; solo negli ultimi 20 anni ne abbiamo ammazzati direttamente o indirettamente , diciamo, più di un milioncino? Ora, non è che non dorma per questo, ma metterci a fare la morale, a fare le vittime mi sembra alquanto scorretto. E credo che se fossi un musulmano accetterei che mi si uccida, tanto vado in paradiso, ma ciò che mi farebbe incazzare davvero è che mi vengano a dire che ” è per il mio bene”. Sia chiaro, questo non significa che le vittime siano loro, i Musulmani hanno devastato le coste Europee per secoli quando erano loro i più forti. Siamo tutti bastardi alla stessa maniera.

Tra l’altro non capisco neppure certe nostre prese di posizione, prendiamo ad esempio i “foreigner fighters”: perchè li ostacoliamo? Lasciamoli partire, almeno ce ne liberiamo, magari si fanno ammazzare, (o ammazziamoli noi là) un problema risolto, se poi non ci riusciamo, limitiamoci a non lasciarli rientrare. Mi sembra più pratico.

E comunque, da un punto di vista “morale” perchè li si considera così negativamente? Che differenza c’è tra costoro e coloro che andavano volontari nelle “brigate Internazionali” in Spagna nel 36? O nella Falange spagnola se fascisti? O con quelli che salivano in montagna nel 43? Per non parlare delle Crociate…. Ripeto, se li consideriamo pericolosi ammazziamoli tutti, niente in contrario, ricordo che lo stiamo tuttora facendo con i droni e l’aviazione, (molto meno rischioso), ma vi prego, non facciamolo perchè loro sono i cattivi e noi i  buoni, ma solo perchè è nostro interesse farlo. Uccidere il nemico in guerra è consentito, sputare sulla sua tomba no.

Eppure mi sembra semplice.

Basta vedere l’economia come un corpo umano, il lavoro è il midollo, che produce il denaro , il sangue, che alimenta le cellule di tutto il corpo; ma perchè questo serva, deve circolare e per questo necessita un CUORE che lo spinga, e questo cuore è LA FIDUCIA.

Finchè non si danno al cittadino consumatore delle sicurezze, è inutile continuare a iniettare artificialmente del denaro, se non circola non serve a niente , ma anzi è estremamente dannoso.

Una frase utilizzata spesso per spiegare il calo dei consumi è “E’ inutile portare il cavallo all’acqua se non ha sete”, ma nell’attuale situazione non è corretta : in effetti non è che il cavallo non desideri bere, cioè non è che il consumatore non voglia consumare, ma il cavallo ha paura che l’acqua sia avvelenata. Oggi il consumatore ha paura del futuro, di non avere garantito un ragionevole reddito nel futuro, e questo lo porta a risparmiare, rallentando ulteriormente la circolazione del denaro e contemporaneamente alimentando il mercato finanziario-speculativo con tutte le distorsioni e i danni che esso crea.

Occorre garantire una ragionevole sicurezza di reddito DA LAVORO, i contratti di lavoro a tempo determinato sono micidiali da un punto di vista psicologico, ti senti sempre “in bilico”, e chiaramente in questo caso ti muovi con prudenza, spesso troppa, e con te la banca che deve concederti un mutuo. La soluzione? Permettere invece una ragionevole libertà di licenziamento, garantirebbe a tutti una maggiore sicurezza, sia al lavoratore sia all’imprenditore, invece di una continua incertezza. Mi rinnoveranno il contratto? Se lo assumo con un contratto indeterminato, non comincerà a fare il lavativo il giorno dopo? Tagliamo la testa al toro. Permettere il licenziamento senza troppi problemi; è vero che permette all’imprenditore di liberarsi più facilmente di un dipendente, ma altresi aumenta di molto le possibilità di quest’ultimo di trovare un’altro lavoro, quindi di consumare creando ulteriori posti di lavoro. Cioè si aumenta la fiducia di tutti.

Un paese che ha paura del futuro è un paese che non fa figli, cioè che invecchia con tutto ciò che questo significa. Un corpo umano si rinnova continuamente, cellule, sangue, tutto deve rinnovarsi continuamente per mantenersi sano e forte. E non è importando sangue esterno, (immigrazione) che si risolve la situazione ma può solo stabilizzarla per un pò, ma se non si risolve il problema alla radice, la morte comunque arriva, solo molto più lenta, dolorosa e costosa.

Debito pubblico.

Curioso questa separazione netta tra il debito pubblico, di stato, e i cittadini privati, il male e il bene. Che ipocrisia, almeno lo stato può ONESTAMENTE dire che gran parte del debito pubblico è andato a favore di molti privati (pensionati, pubblici dipendenti e cassintegrati) che si sono fatti comprare i voti dalla classe politica, per non parlare del magna magna dei privati sulle opere di stato, di cui La mafia romana, il Mose, e l’Expò, sono solo gli ultimi esempi, (ma qualcuno si è davvero stupito?). Ma so già che in molti non sarete d’accordo, noi tutti siamo onesti e integerrimi lavoratori sfruttati, compresi quelli che, milionari, si sono comprati ville, yacht e Ferrari ma grazie solo ai propri “sacrifici”, lavorando 36 ore al giorno, (miracolo) e rinunciando al cibo, al riscaldamento e alle ferie per comprarsi il “Patek Philippe” .Ma  Vaff…. . E’ la nostra ipocrisia che ci ucciderà.