Debito privato e debito pubblico.

Trovo curioso questo modo strabico di vedere il debito. Ora, i debiti sono, o dovrebbero essere, tutti uguali, sia che si parli di stati, di banche o di privati. Invece se si parla di debiti verso banche, centrali o meno, il punto di vista cambia; proviamo allora a portare il ragionamento su un livello più consono, cioè al nostro livello.

Immaginiamo che un nostro cugino, sapendo che abbiamo disponibilità, ci  chieda un prestito, come ci comporteremmo? Personalmente farei alcune valutazioni/domande:

  1. A cosa ti serve il prestito? Investimento o spesa? Cioè, si vuole avviare un’attività, o potenziarla, o cambiare l’arredamento di casa (per sfizio e non per necessità)?
  2. E’ un prestito scoperto o no? Cioè, se mi chiedi 10.000 euro, è perchè non li hai e nessuno te li presta, o li hai ma preferisci tenerli di riserva in caso di emergenza?
  3. Nel caso che sia per investimento, dove li vuoi investire?

Queste informazioni, semplificando, mi servono per valutare il rischio che il prestito non mi sia restituito, cosa sempre implicita in queti casi, è questa analisi che mi permette di fare un calcolo probabilistico sui rischi. Se il prestito è utilizzato per investimenti sensati, per me il rischio “default” cala, quindi sono molto alte le possibilità che recupererò credito e interesse (se l’attività funziona, mio cugino creerà facilmente i fondi per pagare interessi e restituire capitale) al contrario, se il prestito è per cambiare mobilio e senza nessuna copertura probabilmente sono soldi a fondo perduto. ( Se mio cugino non riusciva prima  a risparmiare quel tanto per potersi permettere di cambiare mobilio , difficilmente potrà farlo poi). Ora, ripeto, niente è sicuro, è sempre un calcolo probabilistico, e come tale possibile di risultati diversi e imprevisti, ma tant’è: si cerca di usare un minimo di logica.

Perchè ho fatto questo esempio? Perchè non capisco come mai quando si parla di debito pubblico, o verso le banche, sembra che si parli di qualcosa di diverso, di un debito “a se stante”; ho amici che, in gravi difficoltà ci tengono a sottolineare che “però ho pagato tutti i miei debiti, non devo niente a nessuno. Ho solo 300.000 euro di debito con le banche”. ???? Ora, capisco in parte il ragionamento, la banca è ricca, ma sempre debiti sono, e non capisco perchè ce la si prenda cosi tanto se le banche ne pretendano la restituzione.Ora, io detesto le banche come moltissimi altri, però se mi prestano dei soldi, è giusto che glieli renda, o no? Questo strano modo di vedere i debiti in modo assimmetrico, mi lascia confuso, e lo stesso dicasi del debito pubblico. Ci vantiamo di avere un avanzo primario dal 1991, AL NETTO DEGLI INTERESSI,ed è una bella cosa, ma se non ne veniamo fuori è perchè ABBIAMO UN GROSSO DEBITO SU CUI DOBBIAMO PAGARE INTERESSI, e la colpa di chi è? Torniamo al discorso iniziale, questo debito è stato fatto per investimenti o per cambiare il mobilio?

Dopo di che, possiamo dare la colpa all’euro, ai tedeschi e ai marziani, ma la triste realtà è che quel debito,  è stato creato da spesa corrente cosi come gran parte delle odierne spese statali, spesa scarsamente, o per nulla, produttiva, (si cambia il mobilio) ci si aggiunga la spesa per interessi, e sappiamo cos’è che ci impedisce di ripartire. Dobbiamo fare investimenti, ma questo non significa costruire altre autostrade e M.O.S.E, ma investire sul lavoro, creando infrastrutture che aiutino chi ha idee e voglia di intraprendere a crescere ma LAVORANDO e non sotto forma di finanziamenti a fondo perduto, di cui troppi approfittano, ma di servizi. Ad esempio, creando servizi gratuiti regionali o nazionali per aiutare aziende nella commercializzazione dei prodotti, nella loro certificazione e distribuzione; gestita bene questo potrebbe essere fonte di guadagno a medio termine anche per lo stato.

Se si torna a puntare sulle idee e sul lavoro, ce la possiamo ancora fare, in caso contrario… ognun per se e Dio (e un kalasnikov) per tutti.

PS Ci tengo inoltre a ricordare che banche e finanziarie prestano i NOSTRI soldi, non i loro.

 

Guerra e guerrieri.

Mi è capitato di vedere un filmato recente di un drone che attaccava una colonna dell’isis: impressionante,. Ora, non verso lacrime su costoro, ma devo dire che mi disgusta vedere come dei guerrieri (spero che lo fossero) siano stati assolutamente indifesi contro delle macchine guidate da migliaia di km di distanza da personaggi che di fatto giocano ad un videogame, che non rischiano nulla. E poi c’è chi da dei vigliacchi ai kamikaze.

Beh, cosi è la guerra, e non ci si puo fare nulla, ma posso dire che ho trovato vergognoso i commenti che accompagnavano questo video su facebook, tutti inneggianti a questo massacro degno di macellai e non di soldati. Ripeto, non critico l’uso di questi mezzi, ma critico coloro che non si vergognano di usarli; è sempre stato cosi “il fine giustifica i mezzi” ma lasciatemi dire che è disgustoso, ne più ne meno di quando vedo quelli dell’Isis decapitare i prigionieri o fucilare dei civili. Attaccare senza dare modo all’avversario di difendersi è sempre una vigliaccheria, lo accetto, ma vorrei che non ce ne si vantasse o si facesse il tifo.

Armi e antiarmi.

Trovo assurdo, come mille altre cose, la politica antiarmi della sinistra. Ora, capisco il punto di vista, non lo condivido, ma lo capisco. Trovo invece assolutamente idiota le motivazioni di questo comportamento, la logica è che le armi sono un rischio per la salute pubblica; ora, non voglio negare che un pò di pericolo lo rappresentano, però occorre anche considerare alcune cose.

  1. Chiunque desideri uccidere in modo premeditato non usa armi denunciate, questo credo sia chiaro anche ai più idioti, sarebbe come fare telefonate oscene o di minaccia dal proprio cellulare.
  2. Esiste innegabilmente la possibilità che il proprietario di armi “regolari” impazzisca, e cominci a sparare ma questo può succedere anche a poliziotti, carabinieri, guardie giurate, militari… che facciamo, disarmiamo tutti (tranne i delinquenti, ovvio)?
  3. Può anche impazzire il pilota d’aereo (ricordate il caso German Wings?) il camionista, il guidatore di autobus o un semplice autista, e fare una strage; tutti a piedi?
  4. Molti di casi di omicidio sono effettuati con armi da taglio comuni, oggetti contundenti, a mani nude, veleno, cosa si fa? Posate di plastica tenera e martelli di gomma?
  5. Per non parlare di quelli che ce l’hanno con chi ha molte armi, cosa che spesso accade agli appassionati che possono detenerle in buon numero; ho letto spesso di qualcuno che deplorava il fatto, con argomenti tipo “cosa se ne fa di 10 fucili e 5 pistole?”. Potrei rispondergli “cosa se ne fa di 10 paia di scarpe, di 5 giacche o (visto che molte donne sono antiarmi) di 50 abiti?” per non parlare delle 3 case, 4 televisori, 4 orologi, 3 automobili ecc.ecc. . Ma poi, poveri idioti, cosa pensate che uno possa andare in giro a sparare con tre fucili contemporaneamente, uno per mano e il terzo nel c…? Provateci a sparare con un’arma per mano se siete capaci. Guardate troppi film di Rambo.
  6. Ultima novità, chi vuole possedere un determinato tipo di arma, secondo le ultime intenzioni dell’UE, dovrebbe frequentare assiduamente i poligoni di tiro dimostrando di essere “sportivi”. Cosi, al posto del collezzionista che si limita a sparare di tanto in tanto, la cui vera passione è quella a pulirle e “truccarle” (non avete idea di che livelli di barocco si riesce ad arrivare tra i customizzatori di armi 🙂 ) prepariamo tiratori abili ed esperti che, in caso di impazzimento, loro si che sono davvero in grado di fare stragi.

Io non capisco se sono matto io oppure…

 

PS, le armi in foto, sono armi ILLEGALI sequestrate.

Il pensiero umano, guida o seguace?

Una discussione fatta con un mio amico mi pone la questione: il pensiero umano, guida o segue l’evoluzione sociale e tecnologica? Secondo me segue. Voi sapete (forse) che io sono angosciato dal concetto “non esistono i fatti, esistono solo le opinioni” di Nietzsche, perchè mi rendo conto che questo detto è tanto vero quanto sbagliato, ed è molto vero; lo verifico ogni giorno, ognuno vede la realtà che lo circonda attraverso la propria sensibilità e sopratutto attraverso le proprie esperienze e convenienze e questo rende assai difficile stabilire delle regole valide per tutti con tutto ciò che ne consegue. Come può esserci giustizia se ognuno la vede a modo suo?

Ma però quello che adesso m’interessa in questo articolo è fare alcune riflessioni sull’effettiva importanza del pensiero sullo sviluppo dell’umanità. E’ il pensiero filosofico e teorico, che ha tracciato la linea dello sviluppo sociale e tecnologico? Secondo me solo in minima parte. Se noi ripercorriamo la storia ci accorgiamo che quasi tutte le grandi scoperte sono frutto non di pensiero, quanto su osservazioni casuali sulle quali poi il pensiero (lo studio, la ricerca) si è applicato. Certo, si sono sviluppate anche molte teorie, politiche, religiose, scientifiche, ma moltissime di esse  si sono poi rivelate completamente sbagliate, mentre gran parte di quelle poi rivelatesi utili sono state quelle sviluppate sull’osservazione di fenomeni naturali, CIOE’ DI FATTI, di cui si è teorizzato il funzionamento, cioè non è stato l'”opinione” a creare il fatto, ma il contrario.Preso un fatto, si teorizza ciò che lo rende tale, ma alla fine solo la sperimentazione, cioè la creazione di un fatto replicabile, certifica la validità di una teoria su un’altra. D’altra parte basta vedere come nessuno sia mai riuscito davvero ad immaginare il futuro e alcune delle più grandi evoluzioni non sono mai state teorizzate se non come sviluppo, e solo le religioni mantengono la loro forza teorica, di puro pensiero, perchè di fatto esistono solo nelle opinioni, nel soprannaturale, e come tale non verificabile. Un pò troppo facile ma funziona con le anime semplici.

Con questo non intendo dire che il pensiero non serva, anzi, penziamo solo a chi si è “inventato” certi calcoli, come la costante di Planck o le equazioni di Maxwell e cosa abbiano significato per noi; purtuttavia, erano basate sempre su fatti, a cui loro dovevano, grazie al pensiero, trovare il collegamento.

Ma tutto ciò non serve a nulla, i fatti sono tenuti in considerazione molto, ma molto meno delle opinioni; aveta mai sentito parlare di “facts leader”? Mai, si parla solo di “opinions leader”, perchè sono quelle che influenzano le masse,  (i fatti lasciano poco spazio all’immaginazione e all’egoismo) e può essere facilmente manipola la percezione che esse hanno della realtà le masse. Ma non cosi i fatti, puoi anche essere dell’opinione di avere lo stomaco pieno, ma se non mangi muori, cosi come possono convincerti, è successo, che un amuleto ti renda invulnerabile per poi scoprire spiacevolmente che non è proprio cosi.. Perchè i fatti sono fatti, non opinioni, è loro l’ultima parola.

 

Io non sono femminista, anzi. Ma a volte … .

Sia chiaro, io non sono affatto un femminista, considero le donne positivamente, ma andicappate da un problema genetico/antropologico; sono fondamentalmente “madri”*, e come tali, naturalmente e logicamente, troppo legate al concetto di vita. Come problemi di tipo demografico stanno dimostrando, anche questo non è sempre un bene come si è portati emotivamente a pensare, salvare bambini oggi può diventare un grave problema domani, da qui le mia riserve su di esse. E non dimentichiamo anche che sono loro che allevano i figli, e specialmente da noi, stanno allevando generazioni di rammolliti ultraprotetti, e questo non è bene per nessuno, specie per i figli.

Detto ciò, devo oggi togliermi il cappello davanti alle donne polacche, 7/8 milioni di donne scese in strada per difendere il loro diritto all’aborto, dimostrano una forza e una capacità di organizzazione meritevole del più alto rispetto e considerazione . Standing Ovation.

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Che  lezione per noi squallidi Italiani, maschi e femmine, che ormai ci muoviamo a grandi numeri solo per l’apertura di nuovi centri commerciali o per i saldi.

 

*Incredibile il cambiamento della maggioranza delle donne quando diventano madri.

La noia delle risposte logiche.

Spesso mi accusano di essere ripetitivo, noioso, di ripetere sempre le stesse cose. Beh, in effetti è abbastanza vero, anch’io mi rendo conto di ripetermi spesso, però non so che dire, se mi chiedono quanto fa due più due, io risponderò sempre quattro, anche se è risposta già sentita.

Mi annoio da solo, infatti ho quasi smesso di scrivere anche per questo,perchè mi rendo conto che dico, più o meno, sempre le stesse cose, ma se i problemi sono sempre gli stessi, io suggerisco sempre le stesse analisi e soluzioni.

Se non altro ho la “soddisfazione ” di ritrovare esimi professori ed “esperti” che arrivano alle mie stesse conclusioni, anche se non capisco perchè ci si impieghi spesso cosi tanto. Ieri sera sono andato a cena da amici, e mi ha fatto piacere vedere che uno di noi, che si è impegnato politicamente, si è reso conto che fare politica non è affatto semplice, e che costa molto impegno, lavoro, l’ ingoiare un gran numero di rospi, oltre alla fatica di spiegare alle masse anche le cose più semplici. Lui che era il classico “politici tutti ladri e fannulloni” si è reso conto che risolvere i problemi non è assolutamente cosi facile come sembra al bar, e se sei un politico minimamente serio hai davanti a te impegni assai gravosi e grandissime responsabilità.

Ma tutti sono bravi a fare “i froci con il culo degli altri” ed a lamentarsi, ma io la penso in modo diverso, secondo me LOGICO.

Esempio banale? Io vorrei pagare 1 miliardo di euro di tasse all’anno.

Il perchè è ovvio, se pago un miliardo di euro di tasse, significa che ne guadagno, come minimo, il doppio. Banale come ragionamento, banalissimo, ma vi sfido a negarne la validità. Certo, molti dicono che non è giusto pagare il 50% di tasse, ma visto che ,come ho più volte ripetuto annoiando,  io imprenditore (e anche tutti gli altri se non sono cretini) le tasse di qualsiasi forma le considero, nella mia gestione economica, SPESE, e come tali LE RICARICO su ciò che vendo, servizio o merce che sia; per cui in definitiva non le pago io, MA IL MIO CLIENTE. Sbaglio?

E QUESTA NON E’ UNA TEORIA, è UN FATTO!. Che poi la pressione fiscale eccessiva renda meno competitivo il sistema paese è un’altra verità, ma non è più un problema mio, del singolo, ma della società nel suo insieme.

Altri esempi? Vogliamo riparlare dell’immigrazione? Salviamo i poveri bambini africani che muoiono di fame, favorendone la riproduzione e sopravvivenza, ma non preoccupandoci  del “dopo”. Poi ci lamentiamo che a vent’anni ce li ritroviamo qui a centinaia di migliaia sulle barche.

Vorremmo vivere tutti fino a 120 anni, lavorandone 35, e non tutti, ( netti 11 vedi articoli precedenti ) e poi ci stupiamo e incazziamo perchè il sistema pensionistico non regge.

Vogliamo avere una caserma di carabinieri in ogni paese, poi ci lamentiamo che non ci sono in giro pattuglie di carabinieri. Per forza, sono tutti a presidiare le caserme.

Ci lamentiamo se le banche non ci concedono prestiti, ma se poi li otteniamo e non possiamo restituirli le accusiamo di essere “bastardi” se lo pretendono.

Troviamo scandaloso pagare 250.000 euro l’anno un politico o un grande dirigente pubblico, ma troviamoassolutamente ragionevole pagare 20 milioni l’anno un giocatore o un cantante.

Pensiamo che per risolvere la crisi economica lo stato dovrebbe battere moneta, che crediamo significhi semplicemente stamparla. Ma se cosi fosse perchè esistono i debiti pubblici, o anche privati? Secondo questa assai strana teoria basterebbe che ognuno si stampi i soldi che gli servono per pagare ciò che acquista (lo stato è l’insieme dei cittadini). Allora dove stàrebbe il problema? FOLLIA.

Potrei continuare a lungo ma NON VORREI ANNOIARE, quindi concludendo continuiamo a ragionare da coglioni come si fa in gran maggioranza, usando ognuno il proprio metro che, è logico che possa avere delle ragionevoli differenze l’uno rispetto a quelle degli altri, grazie a dio non siamo tutti uguali, ma qui è un vero proprio elastico che allunghiamo e restringiamo secondo convenienza. Non sarebbe un problema se non fosse quando poi ci interfacciamo l’uno con gli altri dovendo confrontare, obbligatoriamente, i risultati delle misurazioni. Per forza la vedo difficile.

cinismo

 

 

 

La battaglia della classe media (l’ultima?)

La battaglia della classe media (l’ultima?)

Chi mi conosce sa che ho una teoria, per me è in atto una guerra alla classe media, una guerra scatenata dalle classi alte, quelle che tempo fa si definivano pluto-aristocratiche, contro la classe media. Essendo la classe media, appunto, media, si trova nel mezzo, tra i ricchi e i poveri, e i primi usano gli ultimi come arma per vincere la loro guerra.

“Perché questo scontro?” Qualcuno mi chiede; in fondo i ricchi sono diventati ancora più ricchi grazie all’allargarsi della classe media, quindi perché dovrebbero? Per spiegare meglio il concetto, ho osservato recentemente una piccola cosa, ma estremamente significativa. Ero in ferie, in Polonia, con mia moglie e una coppia di amici, ad un certo punto ci siamo fermati ad uno di quei piccoli negozietti che si vedono lungo le strade, perché la mia amica aveva visto qualcosa di interessante. Ora, non vi annoio con i particolari, ma l’esito finale è stato che ce ne siamo andati senza acquistare nulla, e il commento della mia amica, molto seccata, è stato “si vede che non hanno bisogno di vendere”.

Per me è stata una folgorazione, non che non l’abbia sentito o visto fare molte altre volte, ma in quell’istante ho capito perché le classi alte vogliono distruggere la classe media, perché la classe media può permettersi di non avere bisogno di loro, di fatto d’ignorarli. Pensateci, finchè una persona, anche il semplice operaio, può permettersi di rifiutare, che so, di fare gli straordinari perché ha un lavoro sicuro e uno stipendio dignitoso, il potere di chi stà in alto, è limitato, e questo è inaccettabile per la gran parte di loro. Certo, hanno la forza di imporsi comunque, ma per farlo devono impegnarsi e questo non è potere, ma solo forza, il vero potere non è obbligare qualcuno a sottomettersi, ma fare in modo che costui si sottometta spontaneamente, riconoscendo cosi il loro potere e, contemporaneamente, la propria accettata inferiorità.

Questo succede nel momento che l’altro abbia BISOGNO di te, e lo riconosca. Il potere non vuole servitori, vuole SERVI. Essere potenti non significa avere dipendenti, da sfruttare o meno, ma avere dipendenti sfruttati che te ne sono anche grati, vogliono mendicanti, la dignità è il loro peggiore nemico.

La classe media, che unita è sicuramente la massima potenza esistente, si stà sviluppando sempre di più anche in altre parti del mondo, impedisce tutto questo, e per questo deve essere distrutta. Come? Con l’aiuto dei poveri imbevuti di culture religiose in cui l’obbedienza è fulcro, che come naufraghi inconsapevoli cercano di salire tutti insieme sulla barca della classe media facendola ribaltare condannando tutti a cadere di nuovo in acqua.

Chi vincerà? Sicuramente la classe media è la più forte, ma manca di consapevolezza, e questo potrebbe portarla ad una disastrosa sconfitta che ci porterebbe socialmente indietro di centinaia di anni.

Riassumendo, si è classe media quando non si ha il bisogno di vendere o di vendersi, e se lo si fa, e succede spesso, è comunque per una propria scelta.

Povero Renzi, povero capro.

Povero renzi, e poveri “primo ministro” si devono caricare di tutte le colpe, anche di quelle più assurde. Ora, io non amo molto Renzi, ma non capisco come mai si debba sempre tirare in ballo lui in ogni situazione. Che io mi lamenti della politica a favore degli extracomunitari, e me la prenda con lui e il suo governo per questo ci stà, questa è una sua politica, ma che lo si tiri in ballo perchè in Calabria un ponte stradale sia a rischio di crollo, o per la situazione delle banche, è assurdo.

E’ il primo ministro, non Dio ( già mi sembra gasatello, non mi sembra il caso di alimentare la sua autostima), cosa volete che ne sappia lui di ponti, di banche, e dei mille problem che attraversano questo nostro bellissimo e disgraziato paese? Le banche hanno cominciato i loro loschi traffici ben prima di Renzi, e se adesso stanno saltando cosa ci può fare il governo? Io ovviamente impalerei un pò di pezzi grossi delle banche, ma questo non risolverebbe la situazione, anche se si spera sarebbe un ottimo deterrente a chi viene dopo, e i buchi rimangono lo stesso, e non è che il governo possa farci molto, a meno che non si voglia che al solito paghi pantalone, (NOI SIAMO PANTALONE) ma poi non ci si lamenti della pressione fiscale.

cinismo

Tipico esempio della stupidità italica ( ma forse solo umana)  i soliti stupidissimi commenti sulle accise sui carburanti: “E’ una vergogna, ci sono ancora le accise per il terremoto del friuli, della guerra d’abissina, della ricostruzione di Roma dopo il sacco del 1527, e del terremoto di messina del 1908”. E CHISSENEFREGA!

lo stato a bisogno di soldi per mantenere un sacco di gente, (provate a guardarvi intorno, e scoprirete quanti ne avete anche molto vicino che prendono soldi dallo stato, più o meno a torto o a ragione, ogni mese) e se al posto di essere l’accise sul terremoto del 1908 fosse un’accise per il sostentamento degli extracomunitari, o sulla salerno- reggio cosa cambierebbe? Sempre pagare bisogna. Ma no, noi dobbiamo lamentarci per forza, come se questo servisse a assolverci dai nostri peccati di cittadini, dagli al capro.

L’importante è piangersi addosso, prendersela con chi comanda; che poi, se si fosse sotto dittatura, si avrebbe anche ragione, ma ricordo che siamo una democrazia, “QUELLI” LI ABBIAMO ELETTI NOI, RICORDATE? Un paese dove i Razzi sono in parlamento è una vergogna, e noi che facciamo? A già, certo, non andiamo a votare; peggio ancora.

La corruzione, il malaffare, la burocrazia, le mafie, i parassitismi e i furbi di ogni genere c’erano prima che arrivasse Renzi, cosi come c’erano prima di Monti, di Berlusconi e di tutti gli altri( prima c’eravamo noi, gli Italiani) e ci saranno anche dopo, e non credo che continuare a dare addosso a lui (ma vale per tutti i primo ministro) sia molto utile; anzi, mi sa che se fossi al loro posto, tutto ciò mi spingerebbe a rubare tutto il possibile, visto che tanto sono ladro per antonomasia, almeno non m’insulterebbero per nulla.

ma possibile che non ci siano dei politici con le palle da prendere giornalisti e critici e dirgli:”Adesso vieni qui tu, chiaccherone, e illuminaci con la tua genialità. Cosa faresti tu per risolvere il problema? “. Mi divertirebbe sentire le scemenze che si sentirebbero, a parte quelle dei giornalisti, che si limiterebbero a dire “non è il mio lavoro”, a rompere i cogli… siamo capaci tutti.

Perciò propongo di tornare alla monarchia assoluta ed ereditaria, almeno se ce la si prende con il Re, lo si farebbe con ragione.

Mi scuso

DIstrazione

ma in questi ultimi tempi sono un pò stanco,  passo 8 ore davanti al pc per seguire un corso, e questo mi stronca un pò, per cui sono piuttosto restio a rimettermici davanti la sera.

Alcune osservazioni veloci su alcuni fatti recenti:

Il caso Alfano: certo che se non si può nemmeno raccomandare il fratello, che gusto c’è a fare il ministro?

Razzismo a Fermo: non capisco come si possa rompere cosi tanto le palle per una cosa del genere, visto che aldila di tutto, sembra che il pirla  non abbia ucciso intenzionalmente il nero, che tra l’altro lo aveva attaccato per primo (fisicamente), per cui si stà facendo tanto rumore per nulla… O per evitare di parlare di cose più serie? Problema banche, scandalo alfano ecc ecc.

Razzismo a Fermo 2. A proposito di giornalisti, sapete qual’è la differenza tra un ultrà razzista ( e simili) e un giornalista di sinistra ( e buoni vari )? Che il primo è convinto che gli altri siano inferiori, mentre per i giornalisti di sx non è vero che gli altri siano inferiori, semplicemente sono loro che sono “superiori”. D’altra parte è logico, di solito gli aiuti (come la merda) cadono dall’alto verso il basso.

Cecchino uccide poliziotti a Dallas: certo che il fatto di mandare sotto le armi i figli delle classi più disagiate è un buon modo di controllarle, ma può avere delle controindicazioni.

*Tipico il caso di un giornalista ebreo, ferocemente antirazzista che dimentica, o fa finta, di far parte del sedicente “popolo eletto”; ora, non so come possa venire interpretato questo fatto se non come una (autoconcessa) patente di superiorità, e per diritto di nascita. O sbaglio?