Risparmi, mercati, debiti e crediti.

Articolo interessante, un pò complesso ma interessante.http://www.rischiocalcolato.it/2016/06/viale-del-tramonto.html Premesso che io non sono uno studioso, però personalmente credo che il nocciolo della questione stà in quel “ i risparmi sono consumo differito”, affermazione che mi trova solo parzialmente d’accordo. Cosi è come dovrebbe essere, lo scopo del risparmio  dovrebbe proprio essere quello, lavorare, ottenerne un reddito e accumularlo fino ad averne la quantità sufficente all’acquisto del bene desiderato; invece non è cosi. I grossi potentati economici  hanno creato (radunandole) grandi masse di risparmi per usarle come fonte di profitto, prestandolo, in una forma di autoriproduzione.

Per poterlo fare hanno creato anche i loro clienti, i debitori,cioè consumatori che consumavano  PRIMA DI DIMOSTRARE la loro effettiva capacità di “meritarsi” i beni che consumavano, ovvero prima di produrre a loro volta quei prodotti , merci o servizi, con cui barattare. La storia, purtroppo anche quella quotidiana,  ci insegna che purtroppo molti non sono stati in grado, o non hanno voluto, produrre totalmente ciò che ci si aspettava da loro  da qui gli enormi crediti accumulati che sappiamo non saranno mai ripagati. Curioso, un credito non ripagato si trasforma in debito per chi l’ha erogato. IL CREDITO NON ESISTE, C’E’ SOLO IL DEBITO CHE SI NASCONDE.

A costo di essere noioso e ripetitivo, ricordo che gran parte dei prestatori di denaro, banche e finanziarie, gestiscono il denaro, cioè non usano il PROPRIO di denaro, questi li rende molto meno selettivi.

Quando si parla di mercati, occorrerebbe dividere in maniera netta la finanza dall’economia reale, il denaro dalle merci, il falso dal vero. A mio modestissimo parere, chi sostiene che i mercati si autoregolano sbaglia; Say https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Say   sbagliava sostenendo che tutto il reddito viene, prima o poi, consumato; non è affatto cosi, specie in un mondo dove vi è qualcuno ( o molti) il cui reddito supera abbondantemente i bisogni, per cui troverà normale accumulare denaro, specie avendo LA POSSIBILITA’ DI TRASFORMARLO IN UN’ULTERIORE FORMA DI REDDITO, a fatica zero. Say, o era un povero, o un gran spendaccione :-). Sarebbe diverso se il risparmio fosse accumulato sotto forma di merci, allora si che in un modo o nell’altro queste verrebbero o utilizzate, o destinate a deperire nel tempo, evitando cosi l’accumulo inoperoso o speculativo.

Finchè non si accetta il fatto che il denaro è solo un accessorio dell’economia, anzichè il mezzo di riferimento, le disastrose crisi finanziarie saranno inevitabili, e tanto più disastrose quanto grosse sono le masse di moneta fiat circolante. Il baratto è l’unica vera economia, merci e servizi che produciamo in cambio di altre merci e servizi di cui necessitiamo e che non possiamo o sappiamo produrre; invece che senso, che utilità avrebbe scambiare denaro con altro denaro? Nessuno . Perchè è cosi difficile da capire?

Aiuto. Ho bisogno di sapere…

Aiuto. Ho bisogno di sapere se sono matto io, o lo sono gran parte degli altri. Faccio ragionamenti folli? Perchè a me non sembra di fare ragionamenti illogici, ma se mi dite che lo sono, folli, allora sono disposto a farmi ricoverare e smettere di rompervi le storie (ma però voglio sapere dove sono sbagliati :-))

Prendiamo questo fatto delle banche, Etruria, Marche, Carichieti ecc., ma vi sembra sensato quello che sta succedendo? Da gennaio entra in funzione il BAIL IN, spero sappiate cos’è se no cercatevelo, e noi che facciamo? Terrorizziamo azionisti e obbligazionisti in un momento assolutamente delicato per le banche (200 MLD di sofferenze), spingendo milioni di risparmiatori a fuggire da investimenti bancari diretti, obbligazioni e azioni bancarie, peggiorando cosi la situazione finanziaria, e quindi la solidità,delle banche stesse. Ma vi sembra sensato? Ora, i casi sono due: o davvero è in atto un progetto mefistofelico per distruggere la classe media (e non lo dico per battuta, la considero una possibilità reale) impoverendola tramite la distruzione dei suoi risparmi e l’arrivo di milioni di poveri immigrati, oppure siamo in mano ad un’inconcepibile accozzaglia di cretini laureati che non hanno idea di cosa sia la vita vera. Perchè io non contesto il BAIL IN di per se, che considero giusto, ma è il momento di applicazione che non poteva essere più sbagliato.

Tra l’altro, anni fa c’erano le banche di stato, BCI, CI e altre, che avevano lo stato come garante, ma non andavano bene, ci voleva “il libero mercato” e le abbiamo privatizzate tutte; adesso però vorremmo che lo stato intervenisse e chiudesse i buchi delle banche private?. Privatizzare i guadagni e socializzare le perdite? E il liberismo che fine ha fatto? Un ragionamento troppo comodo ma che alla lunga non può funzionare, perchè anche lo stato sociale ha dei costi fissi molto alti, e se a questi si continua ad aggiungere le spese per coprire i buchi dei privati, questi diventano troppo alti alla fine salta tutto. Cioè saltiamo noi, e come ripeto spesso, guardate che cadere oggi non è come cento anni fa, allora si saltava dal primo piano, adesso siamo al 20° piano, e sopravvivere non è difficile, è miracoloso.

Meditate gente meditate (sempre sul senso e non sulla forma) 🙂

Ps, se trovate interessante il post, condividetelo, sò che con le foto di gnocche/gnocchi è più facile, però… .

 

Evviva, se tutto va MOLTO bene siamo rovinati.

DIstrazione

Si sperimentano ovunque autobus senza pilota, selfservice, automatismi vari, dalle casse dei supermercati ai caselli autostradali l’uomo viene sostituito; affascinante, ma i posti di lavoro? Quelli di basso livello, d’accordo, ma mica tutti possono fare gl’ingenieri, dottori e avvocati no? Vedete, le macchine del passato erano fatte per aumentare la produttività, ma avevano sempre bisogno di esseri umani che le servissero, e anzi, la maggior produzione richiedeva più manod’opera ma oggi la sostituzione è sempre più totale in ogni parte della filiera, anche perchè lo scopo della macchina non è più di aumentare la produzione, ma di MIGLIORARNE LA QUALITA‘. All’uomo e alla donna non rimane che il ruolo di consumatore, il che non è neppure male, ma il problema è: in cambio di cosa? Come ripetuto più volte, un economia si basa defacto sul baratto, tu dai qualcosa a me, io do qualcosa a te; ma se uno non fa nulla, cosa può dare in cambio di ciò che consuma? In una parola chi paga? Ovvio, facendo debito con tutto quello che questo significa.

IL DEBITO E COME LA DROGA, TI RENDE SCHIAVO E CARNEFICE DI TE STESSO.

Qualcuno dirà che la tecnologia crea nuovi posti di lavoro, ma è solo parzialmente vero; come possono testimoniare molti imprenditori, lo sviluppo tecnologico è cosi rapido da non permettere l’ammortamento degli investimenti, portando molte aziende al fallimento: allo stesso modo, le nuove tecnologie creano nuovi posti di lavoro, ma ne distruggono contemporaneamente  un numero ben maggiore, come un lago da dove si toglie più acqua di quella che ne entra, è destinato a seccarsi cosi sta succedendo alla nostra economia. Finora si è riusciti a nascondere la cosa con prepensionamenti, mobilità, sussidi vari, garantendo cosi un reddito, spesso ingiustificato, a milioni di consumatori, ma tutto questo sempre più a debito, sia privato sia degli stati , che hanno reagito aumentando in modo abnorme la tassazione diretta e indiretta danneggiando cosi gravemente la competitività delle aziende, che devono ridurre i costi, licenziare, in una spirale sempre più perversa e autodistruttiva.

Inoltre, tornando a quei pochi che invece continuano a lavorare davvero, oltretutto a ritmi sempre più faticosi dovendo adattarsi alla velocità e ai tempi delle macchine, che motivazione hanno? Io mi faccio il culo e gli altri si godono il frutto del mio lavoro? Chi me lo fa fare? Questo ragionamento non è campato in aria, ho sentito con le mie orecchie un operaio di una grande azienda che si lamentava perchè “chi va in mobilità sono sempre i soliti”, come dargli torto? Lui fa i turni e si prende 1200 euro al mese, quando non meno, chi è in mobilità ne prende 900. Detrai le spese, aggiungi un pò di lavoretti extra, ed ecco che stare in mobilità è molto più riposante ed economicamente vantaggioso che lavorare. Poco onesto, ma comprensibile.

Ve lo dice uno che odia lavorare: se si smette di lavorare veramente tutto crollerà, il lavoro è l’UNICA fonte “energetica” che fa girare l’economia di un paese moderno e capitalista, ma questo lavoro deve essere REALMENTE UTILE, cioè o produttivo, o atto ad aiutare la produttività altrui, ( è locomotiva o è la sua manutenzione, carburante e tutto ciò che ne rende più efficace il funzionamento). Il “servizio” autoreferenziale, come è gran parte della burocrazia statale e parastatale, è solo stipendificio, spreco e, alla fine, debito.

PS. Ad una trasmissione radiofonica, zoo, uno spettatore ha telefonato alla segreteria telefonica per mandare a fanc… la sua azienda che gli ha portato lo stipendio da 5, 80 euro all’ora a 3.90. Non so se ho capito bene o se è vero, ma se lo fosse… , no comment.

Mercato e politica.

DIstrazione

Un mio amico mi ha rimproverato, dicendomi che in questo blog ormai non parlo quasi più di economia. In effetti dal suo punto di vista ha ragione, lui ha un’idea dell’economia molto scientifico, ama le statistiche, i grafici, i dati ed effettivamente io non li uso quasi mai; per questo esistono molti blog molto meglio informati del mio, Icebergfinanza, mlnews, Rischio calcolato, Goofynomics, Zerohedge ecc.ecc. . Purtuttavia, io parlo sempre di economia. Cosa è l’economia? E’ ciò che fa la differenza tra vivere nel benessere o nella miseria, e più tecnicamente, l’insieme del mercato e della politica. Ecco, tutto il sistema economico si basa sull’equilibrio di queste due forze. Al mercato spetta il compito di espandersi e crescere, alla politica spetta il compito di regolarne la crescita, un pò come fa un giardiniere con un giardino; lo scopo del mercato, in un mondo ideale, sarebbe quello di espandersi garantendo un’equa distribuzione della ricchezza, (non lo stesso livello di ricchezza per tutti, ma un minimo di benessere dignitoso per ognuno) con lo scopo di creare benessere diffuso; invece, lasciato libero tende a funzionare in modo “piove sempre sul bagnato” i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.: è una regola economica basilare, se un prodotto ha successo, più c’è richiesta più il suo prezzo cresce, mentre se diminuisce la domanda il suo prezzo cala. E’, ripeto, una norma fondamentale dell’economia, ma se ci riflettete vi accorgerete che alla fine è  la logica  del più forte che stravince, se già vendo molto, perchè devo anche guadagnare di più in percentuale? Ma va cosi, è normale. E qui che deve, o dovrebbe, intervenire la politica, per mettere dei limiti allo strapotere dei vincenti, i quali, appunto, tendono a voler stravincere, a distruggere ogni avversario per arrivare al monopolio con tutto ciò che questo implica per noi, la massa. Le leggi antitrust servono a quello, ma perchè siano efficaci occorre che la politica dietro di esse sia forte e indipendente, ma mi sembra che oggi non sia cosi, che stia venendo sconfitta dal capitale, e grazie a qualcosa che il popolo spesso considera un proprio bene prezioso, la democrazia. Buffo no? Il “potere del popolo” come arma che il grande capitale usa contro di esso per spadroneggiare; almeno a mio modesto parere, è ciò che sta succedendo: ma come?

In democrazia il potere appartiene a chi controlla i media. E questi da chi dipendono, chi li finanzia? Sempre più dalla pubblicità, cioè dal capitale;  mentre la politica ne viene sempre più estromessa, con i coglioni che non vogliono pagare il canone e non vogliono la tv pubblica e che ne sono anche contenti. “Fuori la politica dai media” grida la plebe, senza domandarsi chi poi ne prenda il posto, cioè il denaro che finisce con il diventare il vero potere, sul quale la massa non ha il minimo controllo. Perchè credete che al grande capitale non piacciano i dittatori, perlomeno quelli seri? Perchè in democrazia, grazie ai media, loro possono indirizzare la massa senza che questa se ne renda conto, farla votare in modo tale che si tagli le palle da sola e poi non possa nemmeno lamentarsi, visto che è una “propria” scelta chi in quel momento governa, e se lo fa male la colpa è solo del popolo che non sa votare. Se poi, i vari gruppi politici li mettiamo uno contro l’altro, meglio ancora, e vai col “dividi et impera”. Invece un dittatore serio, stabile, avendo già rubato per se e per i propri figli nipoti e pronipoti, perciò non più corruttibile, per raggiunti limiti di saturazione, può anche mettersi in testa di fare l’interesse del proprio paese, può diventare un problema serio e magari privatizzare o dire no: questo ai grandi potentati economici non stà bene. In quel caso una bella rivoluzione colorata e democratica può essere un’ottima soluzione, non per il popolo di quel paese, ma per i coglioni seguimedia occidentali si. (com’è quella frase: riferimenti a fatti e personaggi reali è da considerarsi puramente casuale).

Concludendo io parlo comunque di economia, anche se non si direbbe. Ripeto, per me lo scopo dell’economia è di garantire a tutti un livello minimo di benessere dignitoso, e questo non dipende da quanta è la ricchezza che circola, ma da come viene distribuita e in base a quali criteri.

Giusto per rimarcare ai signori della sx del “pasti gratis a prescindere”, nessuno ha un diritto se non è disposto ad adempiere ad un dovere.

Varie ed eventuali.

1) La germania accoglie i profughi Siriani perchè è un popolo più facilmente assimilabile culturalmente ed economicamente avanzati, laici, tecnologicamente aggiornati. Domanda: Ma se sono cosi, dico io, sarà anche merito da chi e da come sono stati governati, cioè di Assad; perchè allora l’occidente lo vuole abbattere? Preferiamo la Libia, l’Isis o il Sudan?

2) Molti pensano, tra cui anche molti giornalisti e politici, che il problema profughi ha un risvolto positivo, cioè quello di creare molti posti di lavoro. Capisco la logica da elementari, ma mi permetto una osservazione: ma questi posti di lavoro, rendono? Torno ad un vecchio esempio, pagare qualcuno per scavare una buca e poi riempirla, è creare ricchezza? dove si crea quel valore aggiunto che poi si trasforma in mercato? Un lavoro vero, produttivo, è quello che produce qualcosa, servizi o merci, che qualcun’altro è disposto a comprare, cosi che il lavoratore ne ottenga un PLUSVALORE, che è l’anima dello sviluppo economico. Che plusvalore si forma in questo caso? Che speranze ci sono di ammortizzare i costi? Certo, qualcosa consumando si recupera, ma sarà sempre in perdita, cioè si crea sempre nuovo debito.

3)La Russia si stà impegnando sempre di più a favore di Assad, proteggendo il suo sbocco sul mediterraneo. Ho già scritto sulle grandi guerre causate dalla necessità di avere un accesso sui mari, per la Russia si stà ripresentando lo stesso problema, problema che non esisterebbe con una Russia parte dell’Europa Unita. Ma a qualcuno questo non piace, si preferisce rischiare una guerra, che ovviamente sarà combattuta sopratutto in Europa, di nuovo.

4)Continuo a non capire perchè la lega continui a differenziare tra profughi e immigrati, se si vuole dare una mano, la si da sia a chi muore per bombe che per chi muore di fame, trovo la differenziazione stupida o ipocrita, oltre che inutile. Non li vogliamo perchè ci impoveriscono senza poer migliorare la loro situazione, punto e basta. Ogni altra distinzione è illogica.

5)Per coloro che dicono che gli stranieri portano ricchezza e che pagheranno le nostre pensioni vorrei chiedere una cosa: ma costoro, quanto rendono? Perchè visto che molti di loro fanno figli, e molti, quando non fanno venire i vecchi genitori, lo stato italiano (cioè il suo contribuente) si trova a dover: mantenere la sanità e la scuola per tutti, spesso aiutare con l’alloggio, assegni famigliari, cassa integrazione, pensione, cassa malattia e servizi pubblici vari. Tutto ciò con uno che magari lavora in un capannone a 1000 euro al mese? Secondo me non è un grande affare, però… .

6)Fuga dei cervelli. Altro esempio dell’imbecillità dell’Italiano medio: si trova normale, anzi quasi consigliabile che i nostri giovani cervelli se ne vadano all’estero; come avrete visto se ne parla tranquillamente in pubblico, i genitori se ne vantano addirittura di questo fatto. Ora, vorrei ricordare che allo stato Italiano, CIOE A NOI, portare un ragazzo alla laurea costa, e non poco; trovo perciò discutibile che il mio paese spenda miliardi per preparare giovani che , quando è il momento che restituiscano ciò che sono costati, se ne vadano tranquillamente all’estero, cosi che altri godano del frutto del nostro lavoro, guardandoci e ridendo. Sarebbe come se io preparo, a costo di milioni di dollari, un pilota militare e poi quando è pronto questo andasse in un’altro paese, vi sembrerebbe sensato? Ora, che possa succedere lo ammetto, ma che sia considerato quasi giusto decisamente no. Che poi si ponga la questione del lasciare libertà nell’indirizzo degli studi, è una questione che rimane aperta.Se da noi ci sono troppi laureati disoccupati dipende soprattutto dalle facoltà scelte. Meno avvocati e insegnanti, più biologi e tecnici, e vedrete che il lavoro si trova. Lo studio non è una libera scelta, non un diritto, ma un dovere.

7) E ultima: lo so, sono fissato ,ma continuo a non capire perchè cosi in tanti ribadiscono “ho lavorato 35 anni per la pensione” quindi ho un sacco di diritti. Senza ripetere soliti concetti, una questione: ma in quei 35 anni, come hai vissuto se tutto ciò che guadagnavi era versato per la pensione? Con cosa ti sei mantenuto tu e la famiglia,vitto alloggio, scuola, sanità, servizi, svaghi, automobili ferie e tutto il resto? Trovate cosi economicamente corretto che si lavori per 35 anni ( effettivi circa 10, 8/ 9 ore al giorno x260 giorni l’anno )  e ci si possa mantenere discretamente bene per 80?

 

Risposta ad un buono.

Da facebook:

AUSCHWITZ E’ COLPA VOSTRA, RAZZISTI DI MERDA

Ingrandite la foto e squartatevi gli occhi, bestie da social, perché questo è il risultato delle vostre politiche di repressione, il risultato delle vostre grida contro i più deboli venerando il più forte.
Auschwitz è colpa vostra, razzisti di merda, ed è ora che ve lo diciamo chiaro e tondo, i responsabili siete voi.

Non finirà come in Germania, che dopo il nazismo tutti dissero “non sapevamo”. Noi, oggi, sappiamo.
Noi, oggi, conosciamo i nomi, e i nomi sono i vostri. Voi che dietro “l’Italia agli italiani” “prima gli italiani” e “pensiamo prima ai nostri poveri”, nascondete il fango che siete. Voi, cari razzisti di merda, siete gli escrementi disinteressati alle sorti di chiunque, italiani compresi e per primi, basta vedere come avete governato quando siete stati al potere.
Non ci fate paura, razzisti, solo tanto schifo. Siete il vomito di ciò che resta dopo il comizio, e perderete. Sarà sempre tardi ma perderete. Lo dobbiamo agli uomini colorati (e non) che voi state uccidendo.
Saverio Tommasi

Povero idiota, sono quelli come te che causano auschwitz, i coglioni che credono che il mondo sia diviso tra buoni e cattivi. Questi morti non mi toccano assolutamente, e solo le nullità come te che se non vedono non capiscono, si possono scandalizzare davanti a foto cosi, ogni giorno milioni d’individui muoiono di miseria e spesso sono invidiati da chi in quella miseria ci vive, e chi ha coscienza non ha bisogno di vederli per saperlo; ma per quelli come te, sono reali solo se appaiono in tv o in foto. Vi sentite tanto buoni perchè a parole fate del bene, voi siete quelli che salvano i bambini piccoli e poi li lasciate crescere da miserabili, che poi finiscono per diventare assassini o vittime della miseria in cui vivono, o vengono qui a morire sui tir. IPOCRITI, IGNORANTI, VIGLIACCHI, non avete il coraggio di incidere la ferita ma vi lamentate del fetore che ne esce, vi lavate la coscienza scaricando la responsabilità addosso a noi “cattivi” che abbiamo il coraggio di ammettere il nostro egoismo, e che affrontiamo i problemi faccia a faccia, e non, come sempre fate voi gridando “qualcuno faccia qualcosa” limitandovi a frignare. Nella storia è sempre chi si è sporcato le mani, di fango o di sangue che ha permesso il progresso, che vi piaccia o no, quelli che pregavano, hanno solo fatto ingrassare i preti o i politici. Per voi contano solo i morti, che hanno smesso di soffrire, mentre sono i vivi quelli di cui occorre occuparsi, e non basta la vostra carità pelosa.

Grecia, debito e pensioni.

C’è un gran dibattito in rete sulle pensioni greche, chi mi legge sa che le pensioni sono sempre state una mia fissa, mi danno uno spunto per alcune osservazioni.

1) Le pensioni non sono tutte uguali; oltre a quanto è stato realmente versato, che è il primo parametro da considerare, occorre anche valutare alcune altre cose, e in particolare se i contributi versati hanno un valore reale. Sò che mi odierete, ma torniamo sul discorso soldi veri o falsi; io posso considerare soldi veri quelli versati da un operaio, un artigiano, un infermiere, un poliziotto (privilegi a parte) perchè il loro lavoro è utile alla società, è produttivo; ma posso considerare allo stesso modo i contributi versati da coloro che di fatto non rendono nulla? Per esempio, un politico  che non fa niente, ce ne sono con assenze del 90%, o un impiegato pubblico molto assenteista versano, o meglio lo fa lo stato, i loro contributi, ma questi soldi esistono? se lui di fatto non produce nulla, come possono essere “veri” i denari da lui ,o per lui, versati? Se costoro non producono ricchezza reale, i contributi  versati alla fine cos’altro sono se non debito? Mi rendo conto che è un ragionamento un pò contorto, perciò provo a spiegarmi con un esempio estremo.

Io assumo una persona per costruirmi una casa, ok? Bene, a fine mese io gli pago il concordato, ma lui non ha fatto nulla. Domanda: visto che difatto il denaro da me pagato è stato speso inutilmente, visto che non si è trasformato in qualcosa di reale, che valore ha per me questo denaro?  IO  vedo diminuire il mio gruzzolo ma senza arricchirmi di nulla, la casa non c’è, quindi non è come se si io avessi PRESTATO soldi al muratore? Cioè si fosse creato  DEBITO? Quando si paga un servizio non erogato, o erogato solo parzialmente, si crea DEBITO.

Lo stesso ragionamento vale per i sussidi di ogni genere, se io dò denaro sotto qualunque forma, disoccupazione, cassa integrazione, abitazioni, aiuti vari, reddito di cittadinanza, non significa che io stato PRESTO soldi, cioè creo un DEBITO? Certo, in caso di cassa integrazione o pensioni, IL TEORIA uso denaro che è stato versato in anticipo, in attesa di verifiche contabili torno però all’esempio di prima, se coloro per cui io stato ho versato contributi non hanno di fatto reso nulla, o molto meno del dovuto, ho solo creato debito? Prendiamo ad esempio  l’esercito: se un soldato fa tutta la sua carriera senza mai fare una guerra, a cosa è servito?  Per lo stato è solo un debito? Attenzione, non stò criticando l’esistenza delle forze armate, stò facendo solo una riflessione economico finanziaria fine a se stessa e poche cose illustrano meglio il concetto; un carro armato, un caccia, un autoblindo che di fatto non ottempera a quella che è la sua funzione, combattere, è o non è un debito? Chiunque, poliziotto, infermiere, insegnante, operaio, politico, dirigente, è stipendiato per fare qualcosa che poi non fa, alla fine non si trasforma in debito?

E tornando alle pensioni, se un militare ha (incolpevolmente) creato debito durante la sua vita lavorativa, non continua ad aumentare il debito andando in pensione? Non avendo di fatto avuto nessuna utilità ne creato ricchezza, ha  realmente pagato i suoi contributi? Ovvio, qualcosa ha reso, ha consumato, e anche questo è un modo di creare economia, ma ovviamente solo in parte. Se vi è venuto mal di testa, capisco. ce l’ho anch’io.

Però questi cervellotici ragionamenti servono per capire cos’è il debito che tanto ci assilla, perchè solo conoscendone le varie forme possiamo cercare di controllarne gli effetti, e io continuo a pensare che sia molto più sfuggente di quel che sembra. Forse ricorderete che in me l’interesse per l’argomento nacque quando 30 anni fa lessi di un miliardario giapponese che fece bruciare con se un Van Gogh del valore di svariati miliardi di lire. La domanda che mi posi fu: dove diavolo finiva il valore monetario di quel quadro? Mi risposero che non era scomparso, che lo possedeva colui che aveva venduto il quadro, ( la teoria del denaro  che non scompare ma solo si trasforma, si trasferisce) ma la cosa non mi convinceva ne mi convince ora. Ipotizzando un valore di 10 miliardi del quadro, finchè io ho il quadro io ho un valore totale di 20 miliardi, i 10 rappresentati dal quadro, e i dieci che si sta spendendo il venditore, ma se io brucio l’opera d’arte, mi scompare metà della cifra. Dove sono andati a finire? Quando la borsa “brucia” x miliardi, dove sono andati a finire? Qualcosa che è stato pagato x, dopo vale molto meno o addirittura nulla; e allora? Per me si trasforma in un valore che deve essere ricostruito o recuperato nel futuro, e cos’è questo se non una definizione di debito?

Lo stato serve (o dovrebbe servire)…

… A costruire quelle scale sulle quali il cittadino possa salire, o scendere,  assecondando i propri meriti e qualità. Più queste scale sono fatte bene, migliore è lo stato. Se i gradini sono di 2 metri d’altezza  (penalizzando le classi inferiori) o ci sono ascensori (che privilegiano solo alcune categorie), lo stato (politica + cultura+ governo) non stà facendo il proprio dovere e va riformato.

Riflessioni monetarie.

Dicevamo che occorre capire che la realtà economica è tutt’ora basata sul baratto, infatti quando noi acquistiamo qualcosa “barattiamo” il nostro denaro ( o per essere più corretti il suo potere d’acquisto) con la merce che acquistiamo. Certo, il problema nasce dal fatto che il valore del denaro è soggetto a variazioni anche enormi’ vedi svalutazioni o rivalutazioni, per cui quello che ieri compravi con un dollaro dello zimbabwe, oggi non lo puoi comprare più ma ce ne vogliono 300. Questo perchè il valore del denaro non è effettivo, ma nominale, mentre una mela è sempre una mela, una casa sempre una casa. Invece, una moneta d’oro aveva un suo valore intrinseco, dato dal suo peso , percui io in realtà prima barattavo una merce, o un servizio, di mia produzione con dell’oro che poi avrei ribarattato poi con un’altra merce o servizio. -con il denaro invece, cartaceo prima e virtuale poi, di fatto scambio un prodotto il cui valore è solo teorico, sorretto solo da una convenzione, un’asserzione di fiducia; noi crediamo, o vogliamo credere che abbia un valore, è quello che tutti facciamo quando accettiamo un assegno o un pagamento dilazionato, noi abbiamo fiducia nel fatto che questo pagamento sarà effettivamente onorato. Curioso se ci si pensa, no? Un sistema basato SOLO sulla fiducia, alla fine. Trovo la cosa affascinante, anche se un pò inquietante.

E qui entra in ballo lo STATO, cioè un qualcosa che deve, o dovrebbe, fare il garante a tutto ciò, che è IL SUO COMPITO PRINCIPALE, cioè garantire il mantenimento degl’impegni. Per questo non capisco i “liberisti” più fanatici, che contestano lo stato, se non c’è uno stato che con le sue (si spera giuste) leggi ti protegge, chi può farlo? Tu non puoi fidarti e basta, in tal caso, non servirebbe neppure il denaro, basterebbe la parola, ma sapere che c’è un albitro che veglia sulla correttezza.

Un sacco di gente contesta lo stato, che può giustamente essere criticato, ma solo un idiota ne può negare la fondamentale importanza; poi tutto dipende da come questo viene organizzato, ma negarne la necessità è da coglioni.

PS. Chissà perchè nessuno pensa che avere più servizi significa aumentare i costi per lo stato, e quindi aumentare, o il debito o le tasse.

 

Roma ladrona.

Una città ricca, http://www.comuni-italiani.it/statistiche/redditicapo2010.html, ma piena di debiti. Debiti che ogni anno lo stato deve ripianare in gran parte, una città con un’enorme numero di dipendenti http://www.panorama.it/economia/roma-cloaca-dove-mafia-capitale-soldi-degli-italiani/  ma con servizi alquanto scadenti, una città dove i dipendenti scioperano perchè gli fanno usare il “badge”, un’azienda che perde milioni ogni anno.http://www.lastampa.it/2015/07/23/italia/cronache/la-mia-vita-da-pendolare-ore-al-giorno-sul-bus-nella-roma-paralizzata-da-giorni-di-sciopero-m5QNCzUAJFMxZTzoeYw7VK/pagina.html

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_atac_assenteismo_autisti_assenze_lavoro/notizie/1327913.shtml

Ha anche un vasto patrimonio immobiliare che rende mediamente 60 euro al mese http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_giugno_21/roma-case-campidoglio-affitti-77-euro-mese-f1a8bb82-17d8-11e5-b9f9-a25699cf5023.shtml?refresh_ce-cp Naturalmente è anche la città con le pensioni medie più alte. Insomma, città povera e cittadini ricchi. però ogni anno chi deve ripianare i buchi da milioni di euro del bilancio comunale ? Indovinate. Sia chiaro, non me la prendo con il Sindaco, perchè anche se tutti rompano le palle alla radio o in tv, un dirigente deve avere anche i mezzi per dirigere, non solo il potere teorico, se Marino potesse licenziare immediatamente tutti i macchinisti che scioperano, allora potremmo rimproverargli molte cose, ma se non può fare nulla… .

Beh, un popolo che accetta situazioni simili, merita tutto quello che gli stà capitando, non basta comportarsi bene, occorre OBBLIGARE GLI ALTRI a fare altrettanto. Bisogna passare a vie di fatto, ma occorre avere le palle, e noi Italiani si sa, alle palle preferiamo il …pallone.