Armi e antiarmi.

Trovo assurdo, come mille altre cose, la politica antiarmi della sinistra. Ora, capisco il punto di vista, non lo condivido, ma lo capisco. Trovo invece assolutamente idiota le motivazioni di questo comportamento, la logica è che le armi sono un rischio per la salute pubblica; ora, non voglio negare che un pò di pericolo lo rappresentano, però occorre anche considerare alcune cose.

  1. Chiunque desideri uccidere in modo premeditato non usa armi denunciate, questo credo sia chiaro anche ai più idioti, sarebbe come fare telefonate oscene o di minaccia dal proprio cellulare.
  2. Esiste innegabilmente la possibilità che il proprietario di armi “regolari” impazzisca, e cominci a sparare ma questo può succedere anche a poliziotti, carabinieri, guardie giurate, militari… che facciamo, disarmiamo tutti (tranne i delinquenti, ovvio)?
  3. Può anche impazzire il pilota d’aereo (ricordate il caso German Wings?) il camionista, il guidatore di autobus o un semplice autista, e fare una strage; tutti a piedi?
  4. Molti di casi di omicidio sono effettuati con armi da taglio comuni, oggetti contundenti, a mani nude, veleno, cosa si fa? Posate di plastica tenera e martelli di gomma?
  5. Per non parlare di quelli che ce l’hanno con chi ha molte armi, cosa che spesso accade agli appassionati che possono detenerle in buon numero; ho letto spesso di qualcuno che deplorava il fatto, con argomenti tipo “cosa se ne fa di 10 fucili e 5 pistole?”. Potrei rispondergli “cosa se ne fa di 10 paia di scarpe, di 5 giacche o (visto che molte donne sono antiarmi) di 50 abiti?” per non parlare delle 3 case, 4 televisori, 4 orologi, 3 automobili ecc.ecc. . Ma poi, poveri idioti, cosa pensate che uno possa andare in giro a sparare con tre fucili contemporaneamente, uno per mano e il terzo nel c…? Provateci a sparare con un’arma per mano se siete capaci. Guardate troppi film di Rambo.
  6. Ultima novità, chi vuole possedere un determinato tipo di arma, secondo le ultime intenzioni dell’UE, dovrebbe frequentare assiduamente i poligoni di tiro dimostrando di essere “sportivi”. Cosi, al posto del collezzionista che si limita a sparare di tanto in tanto, la cui vera passione è quella a pulirle e “truccarle” (non avete idea di che livelli di barocco si riesce ad arrivare tra i customizzatori di armi 🙂 ) prepariamo tiratori abili ed esperti che, in caso di impazzimento, loro si che sono davvero in grado di fare stragi.

Io non capisco se sono matto io oppure…

 

PS, le armi in foto, sono armi ILLEGALI sequestrate.

In Italia “onesti” fa rima con “coglioni”.

http://www.corriere.it/cronache/15_febbraio_20/reati-colletti-bianchi-solo-230-06percento-carcere-37bd5010-b8c5-11e4-b4ca-88f092eacdcb.shtml

Ecco perché la Germania non si fida dei paesi del sud, qui i dati della Grecia non ci sono, ma mi sa che somigliano più ai nostri che a quelli tedeschi.
Onestamente, neanche io mi fiderei di gente come noi. Noi Italioti, siamo abituati a vedere i truffatori e i bidoni che vincono, che la fanno franca e che spesso ci ridono anche dietro. In Italia, il non essere pagati per il lavoro fatto è la normalità, chi si scandalizza davanti a parole come  “insoluto”, “concordato” “fallimento” “corruzione”? Nessuno, per noi è vita quotidiana. Ma altri popoli no, loro non la pensano cosi, ed è per questo che la loro economia funziona meglio, e anche se anche la ci sono i bidoni, vedi banchieri tedeschi e francesi, almeno non li prendono ad esempio, là, se possono, li mettono in galera. Da noi invece sono i “furbi” da imitare. Stiamo diventando tutti napoletani, “chi ha dato a dato chi ha avuto ha avuto… ” ma non mi sembra che Napoli sia da prendere ad esempio come città, e immaginate se dovesse fare “crack” lo stato. Non è cosi che può funzionare un paese moderno, da come affronteremo queste situazioni incancrenite si deciderà  la sopravvivenza o meno del sistema economico italiano. Trovo assurdo che si facciano ore e ore di trasmissioni televisive e radiofoniche sulla morte di una ragazzina, mentre non “sprechiamo” che pochi minuti su decine di suicidi di piccoli imprenditori; abbiamo un metro di misura strano, che considera i morti “economici” di 3a classe, mentre i morti per violenza  di 1a. Eppure per me è più grave, MOLTO piu grave portare al suicidio qualcuno, che ucciderlo, basta immaginare il doloroso percorso che l’ha portato a quella scelta, e alle conseguenze per la sua famiglia che, oltre al dolore per la perdita del padre, della madre o del figlio, si vede caricata anche del senso di colpa insieme alle conseguenze economiche del gesto. Senza contare le conseguenze sociali, dipendenti e fornitori. Ma forse sbaglio.

Prendiamo un’Ansa di pochi giorni fa: «L’azione di responsabilità contro gli ex amministratori di Seat Pagine Gialle non ci sarà più. L’assemblea degli azionisti, riunita a Torino, ha accettato a maggioranza la proposta degli ex manager: 30 milioni di euro per chiudere con il passato e voltare pagina. Una cifra molto distante dai 2,4 miliardi ipotizzati dall’azione di responsabilità nei confronti di alcuni amministratori della società, tra i quali l’ex ad Luca Majocchi e l’ex presidente Enrico Giliberti, deliberata dall’assemblea a marzo 2014, ma il segnale della volontà di chiudere definitivamente una pagina buia. Venti milioni saranno pagati da due compagnie di assicurazione, gli altri 10 dai fondi che erano azionisti di riferimento della società dal 2003 al 2012. L’accordo chiude ogni possibilità di rivalsa da parte della società nei confronti degli ex amministratori…».

30 milioni di cui 20 delle assicurazioni contro 2,4 miliardi. Come effetto deterrenza non mi sembra gran che, voi che ne dite?

MA PORCACCIA DI QUELLA TROIA, COME MAI NON SI CAPISCE CHE SE SALTA LA NOSTRA ECONOMIA FINIAMO NELLA MISERIA PIU’ BIECA? VI PREGO, CERCATE DI CAPIRE COSA SIGNIFICA RIDIVENTARE POVERI, MA POVERI DAVVERO, COME PROBABILMENTE SUCCEDERA’ SE NON CI SI DA UNA MOSSA. POVERI DAVVERO, NON VUOL DIRE NON AVERE L’IPHONE o LA 500, SIGNIFICA NON AVERE LUCE, ACQUA E GAS IN CASA, AMMESSO DI AVERE UNA CASA, SIGNIFICA FARE LA FILA PER ORE PER IL CIBO E PER FARE UNA DOCCIA, E NON RIUSCIRE COMUNQUE A MANGIARE O A LAVARSI PERCHE’ I POVERI DAVANTI A TE SONO TROPPI. Catastrofista? Forse, ma perchè rischiare?

Scusate, avete visto le nostre palle?

Qualcuno sa dove sono finite le nostre palle? Perchè l’Islam ci stà invadendo approfittando del fatto che siamo diventati delle mezze seghe, che censuriamo Peppa Pig, perchè le immagini di maiali potrebbero offendere Ebrei e Musulmani (non è una battuta, lo hanno proposto in UK). Pazzesco, non aspettiamo neppure che ce lo domandino o ce lo impongano, infatti anche loro hanno giudicato la cosa “esagerata”, lo facciamo da soli, come togliere i crocifissi e i presepi dalle scuole. Sapete che negli USA non si può più dire “Merry Christmas” perchè si rifà a Cristo, ma solo “Greetings”? Tutto per colpa di coglioni “politically correct” che essendo di solito (sedicenti) intellettuali lazzaroni e ricchi, la famosa “gauche caviar”, che credono di potersi permettere di parlare a nome di tutti, anche di quella maggioranza colpevolmente silenziosa, perchè troppo impegnata a lavorare e sopravvivere, che evidentemente può invece essere tranquillamente spogliata delle proprie tradizioni, umiliata e derisa. (Beh, un pò stronzi lo siamo, visto che glielo lasciamo fare).

La cosa che vorrei ricordare a i “buoni” (di “sta cippa”) che gl’immigrati non hanno nessun diritto di pretendere che noi cambiamo le nostre tradizioni e abitudini, perchè loro, a differenza dei neri americani che sono stati portati  negli Usa e schiavizzati a forza, SONO VENUTI SPONTANEAMENTE, sono ospiti in casa altrui, e di solito, l’ospitato non pretende che si cambi il colore delle pareti, o critichi come è vestita la padrone di casa.

Aggiungo inoltre che questi NOSTRI atteggiamenti da calabraghe, non fanno che indebolire i laici e i musulmani moderati, che nello scontro con i fanatici vengono ridicolizzati,  visto che questi possono usare questi nostri cedimenti come prova della loro superiorità morale (e militare) e della nostra debolezza, cosi da primeggiare nella loro comunità.

Comincio a pensare che tutte quelle palle colorate dove si immergono i bambini nelle aree giochi dei supermercati  siano le nostre.

Se approvate, diffondete.

 

Meglio vivere a lungo, o vivere bene?

Mi sembra che si stia esagerando con tutto questo buonismo, che ci stà venendo a costare molto, troppo. Che la vita non abbia prezzo è una stronzata enorme, tanto stupida quanto falsa e ipocrita. O riconosciamo che alla prova dei fatti la stragrande maggioranza delle persone mette il proprio benessere economico davanti alla vita altrui, a volte anche di parenti stretti figuriamoci con sconosciuti o extracomunitari, o continueremo a infognarci in situazioni che non sappiamo più gestire. E’ un pò la storia del “Aiutarli? D’accordo, dimmi quanti ne prendi a casa tua”, che come argomento è un pò bastardo e scontato, ma però ha un suo senso. E non parlo solo di accoglienza di extracomunitari, sarebbe interessante provare a togliere la copertura medica pubblica facendo pagare le spese mediche al 100% e vedere quanti casi di lungadegenza rimarrebbero operativi. Sono argomenti che sollevano malumori, e reazioni anche furiose, ma mi chiedo quanti metterebbero a rischio la propria serenità economica, magari vendendo la casa e indebitandosi, per garantire pochi mesi di vita in un letto d’ospedale ad un anziano o un malato senza speranza di guarigione. Qualcuno certamente lo farebbe, ma quanti in %? E infine, sarebbe sensato?

La domanda finale è: possiamo permettercelo di essere buoni e generosi, oggi?

Visioni particolari.

Curioso ma indicativo dei motivi per cui questo paese sprofonda nella melma. Ieri mi è capitato di vedere un pezzo del film “Benvenuti al nord” con Bisio e Siani,  la storia la conoscete, finisce “in bellezza”. Dove per bellezza s’intende che al posto del superefficente ufficio postale (cattivo e inumano) del ” milanese” Bisio, “trionfa” il classico (spero pregiudiziale) ufficio “napoletano” di Siani, quello dove il pubblico è incazzato in coda mentre gl’impiegati leggono i giornali, fanni i cavoli loro e se ne fottono. Che dire, da un’idea precisa di una certa visione  del mondo no? Ma a voi piace?

 

Leggi di mercato.

Una legge fondamentale del mercato dice che l’abbondanza di offerta abbassa il prezzo e viceversa, ovvero la poca disponibilità  alza il prezzo.

Perchè allora se  sono moltissimi , ad esempio, gli aspiranti insegnanti o bancari questi hanno buoni trattamenti economici e normativi, mentre i puliscicessi o gli addetti alle fogne, lavori che non vorrebbe fare nessuno sono maltrattati e malpagati?

 

Una Repubblica basata sul Lavoro?

Ho provato a calcolare quanto tempo mediamente si dedica da noi, in questa società “sfruttatrice e capitalista” al lavoro salariato, visto che è da questo che ci viene il sostentamento, (anche se oggi tutto sta cambiando). Parliamo di lavoro dipendente. Allora: 40 ore x 48 settimane, qualche festività e assenza, tot. 1910 ore, x 35 anni, sempre finora, (ma non per tutti, anzi per molti non è stato cosi), arriviamo a 66.850 ore di LAVORO EFFETTIVO RETRIBUITO, pari a anni 7,63, ovvero 7 anni e otto mesi. Su una vita media di 75 anni, significa, con margine d’errore, che lavoriamo ” a reddito” circa un decimo della nostra vita! D’accordo, non è cosi per tutti, ma è vero che se c’è chi lavora di più c’è anche chi lavora di meno, e non ho calcolato la “costanza d’impiego”, visto che in moltissimi casi, il lavoro non è 8 ore continue senza alzare la testa o staccarsi dalla macchine, come facebook prova (non sono rari coloro che sono in rete dalla postazione di lavoro) e chiunque abbia lavorato non può negare, penso che la produttività effettiva media non superi il’70/80%. Se poi aggiungiamo chi fa le 36 ore settimanali e anche meno, Insegnanti e molti comparti del pubblico impiego, ad esempio, credo che il mio calcolo MEDIO sia abbastanza corretto, ma sono pronto a ricevere e pubblicare smentite documentate.

Ripeto, stiamo parlando della situazione MEDIA in ITALIA, negl’ultimi 30/40 anni.

Ora, non so cosa ne pensiate, ma secondo me, se questi dati sono ragionevolmente corretti, non è che ci s’ammazzi di lavoro, (e ve lo dice uno che non  ha la minima intenzione di morire così. 🙂 ). Se poi consideriamo il livello medio di benessere raggiunto, in cui la gran parte della popolazione ha coperto abbondantemente i propri bisogni primari molti di quelli secondari, e, spesso, andando anche nello spreco (per capirci comprare le scarpe o abiti firmati  o al figlio i videogiochi è già “lusso”) capite perchè trovo assurdo sentir parlare cosi spesso  di “sfruttamento”. Ovvio, ci sono categorie che lavorano molto di più,  però occorrerebbe valutare cosa rende  in termini economici, il loro impegno, visto che se uno si fa “il mazzo” per 25 o 30 anni, ma poi si ritira vivendo più che agiatamente, o continua a lavorare pur non avendone necessità (buona cosa che ci siano) non penso si possano lamentare o dire di essere stati sfruttati. Non si nega neanche la presenza di “veri” sfruttati, ma ri-ribadisco, stiamo facendo un discorso medio in cui rientra la maggioranza assoluta della popolazione.

La questione è importante perchè a forza di vedere il lavoro, specialmente quello salariato, come una forma di sfruttamento, si è sviluppato nei suoi confronti una specie di avversione che sta destabilizzando tutto il sistema rischiando di farlo crollare. IL LAVORO è ciò che ognuno di noi DEVE alla società come contributo in cambio della propria esistenza e del proprio benessere, è’ il DOVERE che giustifica l’esistenza del DIRITTO, e dovremmo esserne consci e responsabili. In caso contrario  è privilegio, o ingiustizia e sopraffazione.

Ma non è cosi, nel sentire comune in Italia siamo tutti sfruttati, i salariati dai datori di lavoro e dallo Stato, i datori di lavoro dallo Stato e dai propri dipendenti, lo Stato dai cittadini salariati e dai cittadini datori di lavoro, i pensionati sono stati, secondo loro, sfruttati prima e i disoccupati prevedono che lo saranno poi. Io sono un rompiballe, ma ci farei la firma a garantirmi questo livello di “sfruttamento” nel futuro, ma sono sicuro che lo rimpiangeremo, ma alla grande. Noi Italioti non ci lamentiamo del brodo grasso,  ci lamentiamo dell’arrosto con patatine e dessert, e chiunque abbia girato un pò il mondo, non nei villaggi turistici, lo sa bene, e non parlo dell’India o della Cina, ma degli USA. Informatevi su quanti giorni di ferie hanno li.

Per questo probabilmente la pagheremo cara.

L’unica vera guerra è quella tra i poveri.

Curioso come si parli spesso, anche a sproposito, della “guerra tra poveri” come esempio d’insensatezza. Ora, se c’è una guerra che ha “senso”, è quella tra poveri, perchè tra ricchi non si fanno la guerra, giocano.
Ciò che rende brutale una guerra, è ciò che si rischia, e chiaramente, tranne eccezioni, il ricco di solito vince o perde, ma raramente viene completamente distrutto Cosi non è per i poveri, loro non POSSONO PERMETTERSI DI PERDERE, e questo rende la lotta estremamente feroce. Se avete 100 milioni di euro, e ne perdete 80, sopravvivete tranquillamente, ferite all’orgoglio a parte, ma se vi giocate il posto di lavoro o la cena, è diverso, li lo scontro sarà senza quartiere. Per questo occorre avere paura dei poveri, perchè non hanno niente da perdere, ma quel niente lo difenderanno con le unghie e i denti, perchè è la loro vita. Nessuno è più spietato (non crudele, è un’altra cosa) di chi lotta per sopravvivere. Concludendo: il modo migliore per evitare il problema è fare in modo che ci siano pochissimi poveri, e per far questo occorrerebbe una migliore ripartizione delle ricchezze, che non significa essere tutti uguali, ma eliminare gli estremi. Uno può anche essere anticomunista, ma asserire che sia giusto che ci sia qualcuno che spende 500 milioni di euro per uno yacht, il TOPAZ, l’ho visto a Trieste giorni fa, mentre c’è chi non ha da mangiare mi sembra decisamente da coglioni. Il problema non è il TANTO, ma il TROPPO,  ci devono essere i ricchi, ma  non ci dovrebbero essere i troppo poveri, che tra l’altro hanno la brutta abitudine di fare una marea di figli che poi vengono qui a rompere.