Ohi vita, ohi vita mia…

Il caso del suicidio assistito del DJ Fabo mi porta a fare alcune riflessioni sul concetto di vita, la prima delle quali porterà molti a “toccamenti scaramantici” (tra l’altro, per i maschi si sa cosa si tocca, ma per le femmine? Non pervenuto. E comunque a certe operazioni ci si potrebbe affezionare  🙂 ): Signori, tutti dobbiamo morire. Questa banale osservazione già mette in dubbio il concetto stesso di “ la vita umana non ha prezzo”; visto che già ha una durata tutto sommato breve, se poi aggiungiamo che dai 20 anni in poi comincia a perdere qualità fino a raggiungere livelli decisamente bassi ecco che ci troviamo davanti ad una dichiarazione oggettivamente discutibile.

A maggior ragione se poi guardiamo la realtà che ci circonda, dove si muore con una facilità impressionante per i più futili motivi, (tralasciando cause naturali come malattie o catastrofi naturali varie) dagli omicidi per furti anche di poco conto,  per gelosia, ira, odio razziale, interesse, guerre , violenza gratuita o meno, fino a sempre più giovani, che si ammazzano a causa di sport o azioni estreme, pericolose ed adrenaliniche o, peggio, per farsi selfie o filmati da mettere sui media, vedi il fenomeno “Jackass”. O, anche più triste, semplicemente cadendo da una sedia (incredibile la recentissima morte di un povero ragazzo che è morto cadendo in un tombino cercando di recuperare le chiavi dell’auto e ci è affogato); in ragione di tutto ciò posso asserire che non è assolutamente vero che la vita non ha prezzo: non solo ce l’ha, ma che è anche molto basso.

In realtà quando asseriamo è perché proiettiamo. E’ la nostra vita, e di coloro che amiamo, che non ha prezzo, mentre quella degli altri può essere sottoposta a ulteriori valutazioni: molte persone che sostengono la tesi della “vita bene impagabile” e “solo Dio può togliere la vita” sono assolutamente favorevoli a sparare ad un ladro che provasse a rubargli la bici, il che rende il concetto di “valore impagabile” alquanto aleatorio.

Sicuramente la vita prende grande valore economico quando paga lo stato; si sono pagate cifre consistenti, si parla di 11 milioni di euro più spese varie, per salvare persone come le due tipe che erano andate in Siria, per le quali io non avrei speso un cent, ma si sa che quando paga pantalone, sono tutti brillanti, fermo poi lamentarsi perché si pagano troppe tasse. Anche con le assicurazioni la vita prende grande valore, almeno nelle richieste degli avvocati di parte, dove un’anziano pensionato che viene normalmente presentato come “povero” (si sa, i pensionati sono poveri per antonomasia), o il genitore alcolizzato e violento, in caso di morte per incidente diventano improvvisamente fulgidi esempio di educatore e dolcissimo padre colonne della società e, pur essendo disoccupato, con un promettente futuro economico.

Ma la vita è sacra, specie alle religioni, anche perchè esistono in gran parte grazie ad essa, o per essere più precisi, le religioni vivono, sembra un gioco di parole, grazie alla paura della morte. Cos’hanno in comune le religioni? Che, in un modo o nell’altro, tutte garantiscono una vita oltre la morte, ed è questo il pilastro principale che le regge. Riflettiamoci un attimo, se dopo c’è solo la morte vera, cioè il nulla, (scompare la nostra coscienza di noi stessi, NOI diventiamo nulla, per molti è un concetto molto difficile da elaborare) Dio, qualunque esso sia, che “C’azzecca”?

D’altra parte, la ricerca dell’immortalità è stato un classico che ha attraversato la storia, la pietra filosofale, la fonte della vita eterna, L’errante, quanti ne sono stati affascinati? Quanti ci hanno anche provato? Eppure basterebbe avere 5 neutroni funzionanti in tenta per vederne l’orrore, prima ancora dell’assurdità. Vivere in eterno? Ma ci si rende conto di cosa significherebbe? A parte la solitudine totale, la vita degli altri per voi non durerebbe un attimo, pensate solo alla caccia spietata che altri idioti con ambizioni di eternità vi darebbero: immaginate cosa potrebbe farvi un potente, perchè sono sopratutto i ricchi e potenti che hanno ambizioni di questo genere, per estorcervi il segreto? Immaginate di non poterlo fare, e che per punizione vi seppellissero vivi in un blocco di cemento di vari metri e voi rimarreste li per migliaia di anni senza potervi muovere ne morire? Certo, prima o poi ne uscireste, ma cosa vi aspetterebbe? Bleah. Immortalità? No grazie.

Ma torniamo al povero DJ Fabo, non capisco perché si unisca il concetto di suicidio assistito a quello di eutanasia; sono due cose diverse, e potrebbero essere legiferate separatamente. Nel primo caso è una scelta dell’individuo, è lui che sceglie di morire, e non capisco perché non si debba aiutare qualcuno ad anticipare semplicemente un fatto inevitabile risparmiando a lui, ai suoi famigliari e alla società dolori, difficoltà e costi. Diverso è l’eutanasia, dove è la società o i parenti che devono decidere, e li capisco maggiori problemi etici, morali e pratici, il rischio che certi zii ricchi e anzianotti che si ammalano, aumenterebbero considerevolmente J.

Ma nel primo caso, non vedo la difficoltà il problema a fare una legge che lo permetta e contemporaneamente impegni lo stato e le assicurazioni a rispettare gl’impegni economici presi, visto che in caso di suicidio le assicurazioni non pagano.

La chiesa? Ma se io decido di suicidarmi significa che, o non credo, o credo che l’eventuale Dio coglierà la differenza, quindi chi se ne frega della chiesa?.

Profughi 2.

DIstrazione

Commento al mio post di ieri.
Marco Benini e tu, staresti ammassato in un campo profughi da circa 35 mila unità in una turchia dove ne sono ospitati più di UNMILIONEESETTECENTOMILA (fonte repubblica.it)? per fare il paragone bovezzo conta 7500 abitanti. il conflitto si è inasprito dal 2011, visto che tra afghanistan, palestina e quant’altro dove ormai i conflitti hanno durata decennale, se fossi uno di loro e ne intravedessi la possibilità, ti ficcheresti in un cazzo di merdoso campo in culo alla turchia certo che creperai lì, mentre il mondo discute le tue sorti, o cercheresti di fuggire il più lontano possibile, magari dove hai già parenti per costruirti un futuro forse migliore?

Se mi trovo in mezzo al mare su una barca, e mi accorgo che poco distante è affondato un grosso battello con su centinaia di persone, è mio dovere intervenire per prestare soccorso. Però mi si pone un problema, sulla mia barca possono salire al massimo una cinquantina d’individui, mentre in mare sono molte centinaia: che faccio? Ovviamente tutti cercheranno di salire a bordo, ma io non posso permetterglielo, perché correremmo il rischio di colare a picco anche noi, cosi come non posso riempire all’inverosimile la mia imbarcazione, perché devo prevedere che può scoppiare una tempesta, e se fossimo troppo carichi affonderemmo. Inoltre, come selezionare chi salvare? Probabilmente i primi che salirebbero sarebbero non i più deboli e bisognosi, ma al contrario i più forti e decisi, (spietati? che potrebbero diventare anche pericolosi). Voi pensatela come volete, ma io avrei uomini armati vicini a me, e devi essere pronto a sparare.
Che i Siriani, e tutti gli altri, vogliano scappare è assolutamente ragionevole, ma questo non deve mettere a rischio il mio paese e il mio benessere; tra loro e noi, mi spiace, ma io scelgo noi senza dubbi cosi come non ho dubbi che loro farebbero lo stesso.
Io credo che la soluzione sia in Siria, Mali, Libia ecc. ecc., e spetta a loro liberarsi dell’influenza della religione e delle multinazionali che causano le guerre civili, perché non bisogna dimenticare che non sono stati invasi da stranieri, ma hanno fatto tutto “da soli”, o meglio si sono fatti turlupinare da interessi economico/politici esterni. E’ vero che la maggioranza di loro si sono trovati in questa situazione senza volerlo, ma è anche vero che troppo spesso la massa si comporta come le famose scimmiette, io non vedo non parlo e non sento, ma poi si pagano le conseguenze. E attenzione a dire”sono innocenti”, perché allora lo erano anche i vicini tedeschi del campo di sterminio di Belsen Belsen, gli stessi che gli americani hanno spinto a frustate e colpi di calci di fucile a seppellire i cadaveri del campo. Loro e tutti quelli che dicono: io non sapevo, io non ho visto.

Lo stato serve (o dovrebbe servire)…

… A costruire quelle scale sulle quali il cittadino possa salire, o scendere,  assecondando i propri meriti e qualità. Più queste scale sono fatte bene, migliore è lo stato. Se i gradini sono di 2 metri d’altezza  (penalizzando le classi inferiori) o ci sono ascensori (che privilegiano solo alcune categorie), lo stato (politica + cultura+ governo) non stà facendo il proprio dovere e va riformato.

Giusto per ricordarvelo:

Le banche sono organi delegati, insieme alle finanziarie di tutti i tipi, fondi d’investimento, casse pensioni, ecc. , a gestire non “del” denaro, ma “il” denaro. IL NOSTRO DENARO! Quindi quando sento molti che dicono che occorre lasciar fallire le banche, sono un pò sconcertato, visto che evidentemente non si è ancora capito  che le proprietà reali delle banche, le garanzie, non superano probabilmente il 3/4 % delle somme  in ballo( senza contare l’effetto che la svendita dei beni normalmente produrrebbe anche per loro) cioè riassumendo, indovinate chi sono i soliti coglioni che ci rimetterebbero? Esatto, i contribuenti e i risparmiatori, cioè NOI.

Perchè è cosi difficile capire che occorre evitare di tovarsi in certe situazioni? Il sistema finanziario cosi com’è concepito va radicalmente cambiato, ma sperare nel suo fallimento semplicemente, è la stessa assurdità di sperare che fallisca l’azienda dove si lavora perchè si odia il proprio titolare. Se non si ha un reddito alternativo, è solo prova di un’enorme immensa stupidità.

Prima preparare le barche di salvataggio, poi abbandonare la nave.

 

Democrazia sta’ cippa!

Cerco di non essere volgare quando scrivo qui, ma devo dire che è proprio difficile a volte non usare termini come: coglioni, stupidi, cretini, teste di cazzo, ecc.ecc. . Ad esempio questo discorso sulla Grecia, sui Greci  e sul loro referendum; ho sentito molti, politici, giornalisti, persone comuni, fare dichiarazioni tipo: non tengono conto del desiderio del popolo Greco, non sono DEMOCRATICI! FASCISTI! Ma sono tutti scemi? Cosa c’entra la democrazia? I Greci hanno votato? E allora? Si dovrebbe tenere conto del parere dei Greci che hanno fatto un referendum riassumibile in: Vuoi tu debitore insolvente poter non pagare più i tuoi debiti? Secondo voi, stupisce che abbia vinto il SI (Cioè il No)? E dovrebbe valere perchè è una decisione  democratica? Allora facciamo anche un referendum in Germania (o in Europa) chiedendo: volete voi che i Vs debitori vi paghino i loro debiti? Secondo voi chi vincerebbe? il SI o il NO? E visto che gli Europei sono molti di più dei Greci, la Grecia dovrebbe, DEMOCRATICAMENTE, essere lasciata colare a picco. Ma che scemenza.

Cosa cazzo c’entra il “desiderio” dei popoli? Se facessi un referendum se far pagare la benzina o no avrebbe senso? O, come si dice, facciamo scegliere ai bambini tra la gita a l lunapark e la visita dal dentista?

No, a volte certi termini sono proprio inevitabili, un semplice “poco riflessivi” non rende l’idea.

Indovinate di cosa parlo?

Perchè è cosi difficile chiedersi cosa succede dopo? Sembra che l’arco temporale della gran parte delle persone sia alquanto breve, massimo pochi mesi prima e dopo. Dalle cose più stupide alle cose più importanti, sembra che si affrontino un passo per volta, ma a me sembra sciocco. Esempio: oggi alla radio hanno parlato di 5 ladruncole con figli, rom, che sono state arrestate 47 volte o giù di li. Ovviamente i commenti si sono sprecati, perchè non le arrestano, perchè sono sempre in circolazione ecc.ecc. ecc. . Ora, il problema di quanto costa allo stato, a noi, ogni carcerato, non se lo pone nessuno? Se mettessimo in galera tutti i ladruncoli, spacciatori, bulli e plebaglia simile, avete idea del costo del loro mantenimento? E lasciamo perdere il “facciamoli lavorare”, perchè controllarli costerebbe un sacco, e toglierebbero i già pochi posti di lavoro, e nemmeno è semplice il “rimandiamoli al loro paese” perchè anche questo è estremamente difficile e costoso, processi, ammesso che poi l’altro stato accetti di riprendersi i delinquenti, e sopratutto possa impedire che ritornino qui dopo tre mesi.  Vedetela cosi, nell’insieme delle problematiche, e vedrete che non è cosi immediata la soluzione.

Parlando di lavoro, visto che se ne parla molto, vorrei ricordare che esiste una enorme differenza tra volere un lavoro e volere uno stipendio sono due cose moooolto differenti, nel primo caso si crea ricchezza, nel secondo sopratutto debito.

 

Ricchi.

Ho appena finito di leggere un post sul solito problema, se è giusto o no tassare di più chi è ricco o no. Al che nasce la domanda: fino a che punto chi è ricco lo è per merito proprio?  Quanta della possibilità di arricchirsi deriva dalle sole capacità personali e quanta dalla situazione socio politica generale? Intraprendere oggi in Italia o  negli anni 60 non fa differenza? Nascere a Milano o nascere in un paesino dell’entroterra siciliano? Essere figlio di un ricco o di un povero? Personalmente credo che le capacità personali siano importanti, che possano fare la differenza, ma SOLO la differenza, da sole non bastano a garantire nulla; come in formula uno, il pilota è importante, ma se non c’è la macchina… . Anni fa, 1980, un ricco industriale di Lumezzane mi disse: “Guarda, Ruggero, ho fatto un’enorme fatica ad arrivare al primo miliardo, ma da allora in poi, entravano da soli”. Quindi, anche la società in cui viviamo ha la sua ENORME importanza, e qualcosa dobbiamo riconoscergli, cioè le tasse, che chiaramente devono essere ragionevoli. Se per 5000 anni i ricchi sono stati 1 su 100.000 ( e i poveri erano veramene poveri) e oggi sono 1 su 1000 ( e i poveri veri sono 50), significa che è cambiata la situazione, visto che di sicuro non è cambiato l’uomo.
Che poi, che siano ricchi gl’ imprenditori, mi stà anche bene, ma sullo strapagare, milioni di Euro all’anno, Manager, consulenti, esperti, professionisti ecc.ecc. ho già molte riserve in più. E credo che le abbiano essi stessi, visto che la gran parte se ne guarda bene di diventare imprenditori a loro volta, preferendo una posizione che ai grandi vantaggi , non unisce altrettanti grandi rischi. L’imprenditore usa il suo di culo, il manager, e similia, no. Vale anche per dottori, avvocati, professionisti, magistrati, burocrati dove quando vincono, lo fanno in società, ma se perdono, è un problema solo del cliente o dello stato: un esempio per tutti, sarei curioso di vedere quante cause in meno ci sarebbero se gli avvocati fossero in compartecipazione con il loro assistito anche per la pena.

Mi ripeto, non ho nulla contro i ricchi, anche i molto ricchi, a patto che questa ricchezza si ridistribuisca attraverso la creazione di posti di lavoro veri, pagati correttamente e che alimentino la creazione di altra ricchezza. E’ quello che è successo in occidente negli ultimi 100 anni, creando una forte classe media che ha aumentato di molto il livello medio del benessere generale; temo che però stiamo tornando sui nostri passi.

Mondo 2.0

Internet come nuova linfa vitale al sistema economico mondiale. Ridurre il mondo, togliere i confini tra genti e culture, una nuova arena globale. Anche Renzi  e il governo italiano vuole investirci miliardi di euro. Mah, non che non ne capisca l’utilità, ma mi chiedo anche quali siano i pericoli, e non alludo alle stronzate tipo la pedofilia e cose del genere. Quanti milioni di posti di lavoro stà distruggendo la rete? Quanti milioni di persone prima lavoravano nel commercio e adesso stanno perdendo il posto “grazie” all’ E-Commerce? Quanti professionisti e consulenti? Sapete quanto lavoro distruggono, ad esempio, gli E book? E l’audio video digitale? E l’industria  dei supporti, le videoteche, le discoteche, la logistica e produzione, che fine fanno? Tutta la famigerata “filiera” che i coglioni sono felici scompaia, senza capire che con essa scompaiono molti milioni di posti di lavoro, e con che cosa sostituirli?

E poi, la domanda che mi pongo io è anche un’altra, dove ci porterà la totale fine della privacy? Facebook, twitter, telefonini, telecamere, tutto questo controllo sempre più asfissiane e invasivo delle nostre vite non è decisamente esagerato? Non è che questa presunta ricerca di convenienza e di “sicurezza” stia diventando troppo costosa? Non è che le macchine stanno prendendo il sopravvento sull’uomo?  O meglio pochi uomini controlleranno il resto dell’umanità grazie all’uso delle macchine? Se non erro, nel Job act, è prevista anche la possibilità di monitorare i dipendenti tramite telecamere. Ora, capisco che uno dica: se faccio il mio dovere non ho motivo di temere, ma la domanda è: chi stabilisce il limite del mio “dovere”? Come si misura? Quali i parametri? Quelli decisi dal dirigente in base ai bisogni dell’azienda e delle sue macchine (e del suo bonus)? Certo che se poi si legge che la differenza salariale tra dirigente e operaio è di 350 ad uno, capisco che l’azienda abbia bisogno di produttività, ma come operaio o impiegato mi domanderei se il dirigente davvero produca 350 volte più di me. Ma sopratutto, il mega dirigente, risponde dei danni causati dai suoi errori in modo comparabile ai guadagni? O per loro vale il sempreverde “chi ha dato a dato a dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto? Trovo accettabile gli stipendi milionari, a patto che siano milionari anche i rimborsi degli eventuali errori fatti, ma come già ho detto, non succede mai.

Ora qualcuno dirà che è un discordo già fatto nell’ottocento, i “nichilisti” chi allora distruggeva i telai, ma è vero che la tecnologia ha spostato gran parte delle masse lavoratrici dalla produzione al terziario prima e terziario avanzato poi, ma adesso se l’intelligenza artificiale ci scaccia anche da li, dove andremo a finire? A fare il consumatori puri e semplici? Le macchine che lavorano al nostro posto e noi pagati solo per consumare? Beh, sarebbe interessante, ma è possibile?

Ieri ho assistito a quella che per me era una novità, un posto di blocco con un aggeggio in grado di verificare “in tempo reale” se le auto che passavano erano assicurate e/o avevavano fatto la revisione. Chi non superava l’esame era fermato e subiva il sequestro immediato dell’auto. Ora, concettualmente la cosa non fa una grinza, però poi, come al solito mi sono chiesto qual’è l’altra faccia della medaglia: mi sono chiesto il perchè qualcuno vada in giro senza assicurazione e senza revisione; ora criminali veri a parte, l’unica risposta ragionevole è che “non hanno i soldi per assicurare l’auto e per rivisionarla”. Mi metto nei panni di qualche povero cristo che, senza lavoro, specie tra gli agenti di commercio e piccoli professionisti oggi il problema è molto diffuso, cercano di arrabattarsi in qualche modo gironzolando qua e la per comprare o vendere qualcosa, o facendo lavori saltuari. Però per poter fare questo l’uso dell’automobile è spesso indispensabile, perciò mi chiedo, cosa cavolo possono fare costoro? Perchè il governo anzichè spendere soldi in casse integrazioni e sussidi vari, “a perdere” non crea milioni di posti di lavoro che vengono pagati con le stesse risorse, obbligando però costoro a lavorare, insegnandogli contemporaneamente un lavoro e sviluppando nuove conoscenze tecniche che il lavoratore possa poi eventualmente riciclare in attività privata? Asili, assistenza anziani, contruzione case popolari, gestione del territorio, ordine pubblico, controllo fiscale, ristrutturazioni e recupero di aree e monumenti pubblici, chiunque riceva un aiuto economico dallo stato dovrebbe lavorare, o studiare, senza riserve, producendo e imparando, con lo stato che possa fare anche da start Up a coloro che magari s’inventano nuove soluzioni creando imprese e prodotti che possano piacere al mercato. Oltretutto si eviterebbero le migliaia di truffe, vedi piloti e dipendenti Alitalia, che sulle casse integrazioni e simili ci speculano.

Sono stufo di sentire che tutti coloro che sono in difficoltà pretendono aiuto dal governo “a prescindere”, lo stato non deve regalare niente a nessuno, ma deve dare a tutti la dignità di un lavoro, decentemente pagato, dopo di che occorre arrangiarsi con le proprie forze.

Cicale e formiche.

“Gli ultimi anni sono stati un’occasione d’oro anche per i mutuatari più arrischiati per ottenere capitali a basso spread, perché il mondo ricco (da cui proviene la maggior parte degli investimenti stranieri) era inondato di risparmio alla ricerca di un ritorno decente. Nelle circostanze attuali, ci sarebbero un sacco di investitori desiderosi di lanciarsi a finanziare gli investimenti in Grecia, Spagna, Irlanda, ecc., se questi paesi ristrutturassero drasticamente i loro debiti. ” http://vocidallestero.it/2015/02/09/ftalphaville-michael-pettis-spiega-la-crisi-delleuro-e-anche-tante-altre-cose/
Hanno ragione coloro che continuano ad aumantare le tasse, ma sbagliano sul dove metterle, non dovrebbero applicarle sul lavoro, MA SUI RISPARMI. Scoraggiare i risparmi eccessivi significa mantenere alti i consumi e quindi maggiori investimenti nel commercio e nella produzione quindi alta occupazione; si eviterebbero “inondazioni di risparmio alla ricerca di un ritorno decente”, che finiscono inevitabilmente nei vari subprime, bolle immobiliari, finanza speculativa, debito pubblico e stronzate derivate che hanno creato gli splendidi risultati che tutti vediamo.

Siamo in una situazione interessante: da una parte cresce la pletora dei “poveri” che “devono ” essere aiutati, case, vitto, assistenza sanitaria ecc.ecc, senza che debbano avere l’obbligo di lavorare; dall’altra i grandi risparmiatori, che vogliono anch’essi guadagnare ulteriormente senza lavorare,  ma solo investendo i loro risparmi (possibilmente con la garanzia degli stati). Insomma, il lavoro ha sempre meno estimatori.

Ora, lo sapete, per me il lavoro è REALMENTE l’unica vera origine del benessere, perciò capite facilmente perchè sono molto seccato e preoccupato della piega che stanno prendendo le cose. E ripeto REALMENTE perchè non è una questione morale, ma economica, non esiste crisi dove c’è sicurezza e fiducia nel futuro, e questa c’è solo se c’è alta occupazione.

Il denaro nasce solo dal lavoro.

Morti opportune.

Ci sono altri 300 morti sul mare (se è vero), poveri africani disgraziati. Chi è il responsabile? Alfano? Il Papa? La Boldrini? Sicuramente chi ha creato e appoggiato l’operazione “Mare Nostrum” . Infatti lo scopo di questa (se è vera) ennesima strage è evidente: sollevare rumore per costringere l’Italia a rimettere in moto l’operazione “Mare Nostrum”, che per gli scafisti e bastardi simili era, è, una miniera d’oro (e non solo x loro),  il fatto di avvicinarci alla costa libica a raccogliere i migranti, rende infatti molto più facile e redditizio il lavoro degli scafisti e simili mentre la “Triton”, l’operazione Europea,  è molto meno redditizia.

Siamo un popolo discutibile, ma i nostri rappresentanti politici riescono a farci vergognare di loro, il che  dice tutto; non si capisce se sono disonesti o, peggio ancora, stupidi. Probabilmente entrambe le cose.