Milioni e miliardi.

Sapete che cosa bisogna fare? INSEGNARE ALLA GENTE A CONTARE. Non cAntare, cOntare. Sembra stupida come idea? Beh, provate a far caso quanti, anche di voi, confondono i milioni con i miliardi: e parlo anche di giornalisti, politici, gente di cultura e la cosa divertente, che quando si accorgono, o gli fate notare l’errore, spesso fanno spallucce, come dire -va beh, niente d’importante-. In fondo che cosa c’è di cosi grave, confondere miliardi con milioni, è solo una questione di zeri. Onestamente, quanti di voi ci fanno caso a questi errori? Eppure stiamo parlando di una differenza di 1000 a 1, e scusate se è poco. Per la massa, dire 100.000 euro ha un senso immediato, dopo di che diventa tutto sempre più nebuloso, indefinito, qualcosa inerente ai miti e alle leggende. Pensateci, se la “gente” si rendesse conto di cosa sono davvero 10 milioni di euro, nessun giocatore, sportivo, attore, manager, potrebbe avere “stipendi” cosi alti, (altro discorso per gli imprenditori). Invece ci si fissa sui 150.000 euro anno del politico, buono stipendio, d’accordo, ma che rapportato ai 30 milioni, pubblicità incluse, di un campione di Formula 1, ad esempio, è sempre un rapporto di 1 a 200 anni di lavoro. Non riesco quasi mai a far passare l’importanza di questo fatto, ma se ci riflettete seriamente, capirete che è questo che permette di prendere coscienza di ciò che è giusto e cosa è esagerato. Il problema non è il TANTO, ma il TROPPO. Sopratutto se e si riuscisse a visualizzare, a capire certe cifre, non sarebbero possibili gli enormi furti, truffe e sprechi che ci rovinano, perchè si scenderebbe nelle strade per chiedere la testa dei responsabili. Invece, visto che la massa non sa distinguere i milioni dai miliardi, anzi i centinaia di migliaia dai miliardi, i “furbi” che la differenza la capiscono eccome, ci derubano di miliardi. Tanto visto per noi massa è lo stesso, e quindi anche il rischio che corrono, tanto vale puntare in alto.

Anzi, pure possibile che rischino molto meno, ditemi se non è vero, se rubi una catenina,  rischi il linciaggio, se rubi miliardi, passi per furbo, e magari diventi una star. Che poi, ci costi, indirettamente, 100 catenine o il posto di lavoro, quello non lo capiamo, perchè non è immediato, e la massa si sa, vive solo nel presente..

Un piccolo gioco/esercizio di mia invenzione (parola di boys scout),che può aiutare a capire le grandezze:

QUANTO TEMPO CI VUOLE SECONDO VOI PER CONTARE FINO A UN MILIARDO? UNO, DUE, TRE, ECC.ECC.

Calcolando una media di 2,5 secondi per numero, per dire trecentoventicinquemilionisettecentoquarantatremilaseicentoventicinque, ci vogliono tutti,

si ottengono 2.500.000.000 di secondi, che trasformati in  minuti ore giorni e anni, 60/60/24/365  equivalgono a 79 anni ca. Provateci, verificate.

Quanti di voi l’avrebbero immaginato? 80 anni a contare senza mai smettere.

A dire “un miliardo” non si direbbe, vero?

 

E tu chiamale se vuoi emozioniiii…

 

Devo fare un annuncio che a molti spiacerà: “la Natura, delle nostre emozioni se ne frega assolutamente”. E finchè noi esseri umani continueremo a tentare di piegare  la Natura (e la logica) alle nostre emozioni, siamo destinati al fallimento sempre e comunque.

Le emozioni, (note anche come sentimenti, passioni ecc.) che godono davvero di ottima stampa, sono una lente deformante, che spesso ci inganna, e ci fa sbagliare completamente i punti di riferimento e precipitare. A cominciare proprio dall’idea di esse che abbiamo: io dico emozioni, o sentimenti, e subito, quasi tutti istintivamente vedono cuori, amori, bambini sorridenti, profumi , cuccioli, birra e zoccole (mica son tutti santi  :-)) e via andando, emozioni buone e dolci, vero o no? Ma anche l’ira, la gelosia, l’invidia, l’odio, la rabbia, l’aggressività sono emozioni, o no? Anzi, guardate il mondo che ci circonda, secondo voi chi è dominante, le buone o le cattive emozioni?

Però, per qualche strano fenomeno biochimico, le emozioni più forti, quelle legate al nostro egoismo, si mimetizzano, le nascondiamo a noi stessi. E’ un pò come quando muore qualcuno , tranne rari casi, tutti ne parlano bene, anche se era un G.F.d.P.. Non è neanche semplice ipocrisia, è qualcosa di più profondo, di istintivo, una forma di inconcio scongiuro verso la morte. In effetti quelle che noi chiamiamo “emozioni” in realtà non sono altro che il nostro istinto, la nostra parte più squisitamente animale. Ma anche sotto questa veste, ha sempre un’ottima stampa, l’istinto è buono, ti salva la vita. Davvero? Mah, andatelo a dire a quelli morti a Duinsburg, all’Heisel, o  in mille altri luoghi. Per limitare i danni dovevano solo fare una cosa semplicissima, stare calmi e fermi, ma l’istinto ha scatenato il panico, e da qui le stragi, ma dicono che è buono. Cosa è che ti fa fare il passo più lungo della gamba? Che cosa spinge a cercare i propri limiti? La ragione? Assolutamente no, la ragione capisce che l’unico modo di scoprire i propri limiti è superandoli, ma a quel punto non puoi più tornare indietro. E’ l’istinto, le emozioni , che ti portano a cercare l'”oltre”. Non è detto che sia sempre un’errore, però dopo non ci si dovrebbe lamentaredelle conseguenze, invece ,  l’istinto, sempre lui, ci fa cercare un qualcosa o un qualcuno sul quale addossare la responsabilità, che rifuggiamo. D’istinto!

Io mi considero un pragmatico. Questi argomenti possono sembrare più “filosofici”, ma hanno sempre uno valore preciso finalizzato ai problemi pratici che dobbiamo affrontare ogni giorno, quelli economici in particolare. Prima di dare pareri o giudizi, dobbiamo analizzarli, pesarli al netto,  chiederci quanta “tara” emozionale essi contengano e cercare di avere una visione, il più neutrale possibile della situazione. Solo cosi le soluzioni che si possono trovare e proporre possono essere funzionali.

Il cinico è, secondo O.Wilde, “colui che vede le cose per come sono e non per come vorrebbe che fossero”, in questa definizione io mi ci riconosco completamente, sono un cinico.

Una risposta che racconta un pò il mio modo di pensare.

Caro Dorf, credimi, non sono, ma nemmeno lontanamente, uno sgobbone. Io credo solo di essere un egoista intelligente, cioè credo che se si fa in modo che le cose vadano bene per tutti, sia MOLTO più facile anche per me vivere tranquillamente senza farmi il culo quadro. Perchè questo succeda, occorre che TUTTI tirino la carretta, cosi alla fine andiamo avanti insieme con MOLTA MENO FATICA!
In quanto ai FINTI MUTUI, rimane il fatto che se le banche li erogano, è perchè qualcuno glieli chiede, io non ho mai avuto un mutuo, vivo in affitto e il mio direttore di banca non lo conosco neanche, perchè non ho bisogno di lui e spero di non averne mai. Se poi, non esistesse la riserva frazionaria, ci sarebbero molti meno soldi (a debito) in giro, cosa questo significa per la nostra economia, non saprei valutarlo, ma se ci sono molti debiti in giro è perchè ci sono anche molti crediti, o sbaglio? Significa che sono stati CHIESTI o sbaglio? Quanti di questi crediti sono stati investiti e quanti sprecati? E se i banchieri/ari ci hanno speculato sopra, è perchè c’è chi ne ha dato la possibilità. Mi hanno mandato decine di carte di debito e proposte di prestito, io le ho sempre stracciate subito, e se un giorno le accetterò, sarà una MIA responsabilità.
Assumersi le proprie responsabilità non è una questione morale, è una questione PRATICA. Solo se tutti ammettono i propri errori ( almeno ammettere di averne fatti) si può cominciare a capire dove e come intervenire per risolvere i problemi, ma se pensate che sia + utile cercare la pagliuzza nell’occhio del vicino… . Come dico sempre io, è vero che “non esistono i fatti ma solo le opinioni”, ma è PIU’ vero che i fatti delle opinioni se ne possono fregare, il contrario no, al massimo si puo fingere di farlo.

Ritorniamo a parlare di denaro. (1° parte)

Una vecchia leggenda metropolitana, o meglio, paesana, degli anni 50/60 racconta che due tizi, si stavano picchiando di santa ragione a causa di un insulto: uno aveva dato dell’”Individuo” all’altro. Da qui al “ A chi individuo, individuo sarai tu” si passa allo scontro. Chiaramente la cosa veniva raccontata a guisa di sfottimento, per ridicolizzare il livello culturale dei protagonisti, ma poi riflettendoci, discutendone con amici sostenni la tesi che la rissa era sensata, poiché al di la del reale significato della parola, l’intenzione era l’insulto, per cui il pestaggio era “giustificato”.

In effetti, la parola è solo un codice, e come tale di per se privo di significato fino a che questo codice non sia riconosciuto e accettato come tale. In effetti, il termine “maiale” vale per chi parla l’italiano, ma per un inglese è “Pig” , “Schwein“ in tedesco,“Porc“ in francese e via andando, ciò dimostra che di per se una parola può essere VERA o  FALSA secondo che venga  riconosciuta o meno all’interno di una codifica precisa, infatti ci sono parole che hanno significati completamente diversi in lingue diverse. Però in alternativa, per superare l’ostacolo, potrei mostrare un maiale, o, più comodamente una sua foto, cosi anche se non conosco il codice (parola) vengo comunque capito.  Esistono vocabolari „internazionali“ basati sulle immagini. Cioè se ne deduce che La parola può rappresentare gli oggetti  ma non può sostituirli , mentre l’oggetto può sostituire la parola.

Dove voglio arrivare? All’anomalia del denaro. Concettualmente il denaro è solo la rappresentazione dei beni reali, merci e dei servizi, I QUALI SONO, E SOLO LORO, FISICAMENTE la ricchezza, quindi anch’esso, come la parola, è un codice.

Però per uno strano sviluppo, si è sostituito ad essa, non sono più le merci che creano il denaro, ma il contrario. E questo non ha senso, IL DENARO FISICAMENTE NON ESISTE, è un’impulso elettrico su un terminale, l’economia reale è sempre e comunque basata SOLO sul baratto, io do un servizio o una merce a te in cambio della possibilità di un’altro servizio o un’altra merce, e sono solo queste (merci o servizi) che hanno l’unica reale utilità. Nessuna moneta ha reale valore se non come “promessa” di poterla scambiare con un bene fisico.

E in teoria dovrebbe essere cosi, ma se è cosi, come possono esistere gl’interessi? Come può autoriprodursi un qualcosa che di fatto neppure esiste? Sarebbe come se il vocabolario si arricchisse non di nuove parole che indicano oggetti o situazioni che si vengono a creare giorno per giorno, ma di parole autoreferenziali, senza utilità alcuna solo fini a se stesse. Io ti lascio utilizzare 10 parole, ma tu me ne devi ridare 11. ” E l’undicesima?” ” Inventala”. ??

Ricapitolando, le parole nuove nascono dalla necessità di codificare lo svilupparsi di nuovi oggetti, concetti, situazioni che prima non c’erano, mentre il denaro  in parte cresce, correttamente, coll’aumentare di beni e servizi, ma gran parte si crea per autoriproduzione, come se s’inventassero una gran quantità di parole e poi si deve cercare un significato da associarvi. Questo crea un problema (fine 1a parte)

Alcune precisazioni…

Vorrei chiarire alcuni miei punti di vista, su alcuni argomenti che tratto. Qualcuno in un blog, mi ha detto che condivide il mio modo di vedere le cose, tipo ” non lamentarsi, e testa bassa e pedalare”, mentre mia moglie mi ha detto che io mi preoccupo della pensione. Allora, temo ci sia un grosso freintendimento, quindi preciso il mio pensiero:
1) -Testa bassa e pedalare?- No, assolutamente no, sono i buoi che fanno cosi.  Pedalare, d’accordo ma la testa ben alta, a controllare che anche gli altri pedalino, visto che il pesante carro che dobbiamo tirare, è collegato a tutti, ciò significa che se altri non pedalano, tocca anche a me farlo per loro. No, grazie. Quindi due possibilità, o prendere a pedate chi, pur avendone la possibilità, non pedala, (soluzione da me caldamente consigliata) o smettere di pedalare tutti e vediamo cosa succede, cioè “uccelli senza zucchero” per tutti.
2) Le pensioni: A me non è che interessi + di tanto la pensione, visto che probabilmente non la vedrò, ma mi fa INCAZZARE di brutto, che si tolgano diritti ad alcuni per mantenere privilegi ad altri, e questo non l’accetto. E’ come se in uno di quei posti dove si mangia a buffet a basso prezzo, ad un certo punto si dicesse a chi è in fila che d’ora in poi si pagherà molto di più per entrare, ma si dovrà mangiare molto poco perchè chi è entrato prima stan mangiando come porci, sprecando la gran parte del cibo , (come succede sempre nei buffet 🙂 )  E SONO LASCIATI LIBERI DI CONTINUARE A FARLO. Ora, se io potessi dire,” fanculo, faccio a meno e me ne vado”, potrei ancora ingoiare la situazione, ma visto che sono OBBLIGATO a pagare ed ad entrare, col cavolo che la cosa mi sta bene. Non è questione della MIA pensione, è una questione di giustizia e buon senso.

Cosa intendo per privilegio.

Un privilegio è qualcosa che tu hai senza avere dato nulla in cambio. Se passeggiando tu trovi 100 euro, quello è un (piccolo ed effimero) privilegio. Un aiuto dato da uno sconosciuto è un privilegio, un colpo di fortuna, un privilegio. Niente di grave, capita a tutti di essere privilegiati prima o poi. Quando diventa invece una cosa grave? Quando il privilegio diventa uno stato continuativo. Esempio: se nel medioevo un soldato salvava la vita al re, di solito veniva fatto nobile. Bene, il suo non era un privilegio, aveva rischiato la vita per salvare il re, ma lo diventa per suo figlio, che il titolo lo eredita senza merito alcuno. Se uno è ricco perchè si è creato la propria ricchezza, non è un privilegiato, ha avuto le capacità, il coraggio, o, a seconda dei casi, la mancanza di coscienza, di conquistarsela la sua agiatezza, mentre previlegiato lo è sicuramente chi quella ricchezza la eredita. Ma privilegiato è anche chi è riuscito ad avere la casa del comune a canone ridotto, ma , pur essendo cambiate le condizioni per cui avrebbe la possibilità di pagare un affitto normale, continua a viverci. Privilegiato è il disabile , o un suo parente, che pur non avendone bisogno, percepisce la pensione. Previlegiato è il pensionato che è andato in pensione dopo 16 anni 6 mesi e un giorno, mentre gli altri ci devono andare dopo 42 anni. Anche chi è stato “accompagnato” alla pensione, magari con premio d’uscita, cassa integrazione e simili è un previlegiato. Per moltissimi altri c’è stato solo il licenziamento.Prendiamo ad esempio gli scatti d’anzianità: il fatto che uno invecchi sul posto di lavoro garantisce di per se, una maggiore abilità e/o competenza? Non credo proprio, si, può essere, ma non è detto. Ci sono burocrati che non hanno assolutamente voluto imparare ad usare il pc, ritardando o ingolfando tutto il lavoro dell’ufficio, cosi come disegnatori che non hanno mai voluto usare il CAD, e potremmo continuare a lungo, lo sapete tutti. La capacità non dipende dall’età, ma dalle caratteristiche individuali, la curiosità sopratutto, l’esperienza aiuta, ma non sempre.

Come vedete, la lotta ai privilegi è molto difficile, perchè se alcuni sono evidenti, le varie caste, politici, notai e simili, in realtà molti sono coloro che ricevono più di ciò che danno o hanno dato in passato, e questo è privilegio.

E, come chi sa far di conto sa, milioni di piccoli privilegi sono molto più costosi e dannosi di pochi grandi privilegi, ma essendo più difficili da ammettere ed individuare, perchè ormai istitualizzati saranno molto più difficili da eliminare, quasi impossibili. Ma se non lo faremo, niente ci salverà dal naufragio.
Un RE chiese un giorno al suo primo ministro di raggranellare dei soldi perchè voleva fare una guerra, il ministro gli rispose:-Nessun problema maestà, metteremo una piccola tassa sui poveri-. Il re gli chiese perchè sui poveri che avevano poco, e il ministro rispose:- E’ vero maestà, i poveri possono dare poco, ma sono tanti-. Il ragionamento funziona anche al contrario.

Concludendo, sapete qual’è il guaio? Che si è pensato che fosse meno difficile concedere privilegi a tutti (che applaudono) invece che toglierli ai pochi, (che combattono) per compensare.  Bel tentativo,  solo che non funziona, ma proprio per niente.

Autombulanze

Occorre incentivare la piena occupazione, quello da me espresso potrebbe dare un aiuto. L’alternativa storica è una bella guerra, che di solito crea sempre piena occupazione :-), infatti gli USA sono usciti dalla crisi del 29 grazie ad essa, (in effetti le guerre hanno anche dei risvolti molto positivi) ma specie oggigiorno, potrebbe essere una soluzione troppo drastica e definitiva ai nostri problemi, anche se, però, mi sa che il pianeta ringrazierebbe. Ridistribuzione della ricchezza significa essenzialmente questo, creazione di posti di lavoro correttamente salariati, ma devono essere posti di lavoro produttivi, non assistenzialismo travestito ( vedasi migliaia di forestali al sud). Se si ha il lavoro, si ha un salario, si spende, si crea mercato, si crea lavoro, in un classico circolo virtuoso. Certo che però anche il grande imprenditore privato dev’essere motivato, e dato che i soldi contano solo fino ad un certo punto, una volta che hai 100.000.000 di euro i soldi perdono d’interesse, se non come mezzo di potere, quindi occorre, ed è giusto, dare loro il riconoscimento d’utilità e prestigio sociale. L’alternativa “tutto pubblico” tanto cara alla sinistra estrema, mi lascia dubbioso, personalmente sono favorevole ad un misto pubblico privato in concorrenza tra loro, perchè nessuno dei due da solo è un bene per la società. Il monopolio, pubblico o privato inevitabilmente porta all’abuso, e, come dico sempre, l’equilibrio tra le forze diverse è la cosa fondamentale. Ma perchè ciò funzioni la cosa + importante da capire, è che lo Stato non dev’essere concepito come un asino che ti porta in groppa sempre e comunque, ma come un amico che ti aiuta a rialzarti nel momento del bisogno, finito il quale ti lascia, deve lasciarti, camminare con le tue gambe.
Le autombulanze servono quando ti fai male, non per andare a spasso.

In mezzo a tante chiacchiere, una proposta pratica.

Ho una proposta, perchè non stabiliamo che il “bene comune” , la “ricchezza” è rappresentato da ciò che è creato dal lavoro? Per cui ridistribuire la ricchezza significa ridistribuire lavoro, ovviamente correttamente salariato. Stabilito questo principio, anche la tassazione dovrebbe seguire questa logica. Per cui, all’imprenditore dovrebbe essere applicata una tassazione variabile, collegata al numero di dipendenti, più sono meno paghi di tasse. Cosi s’incentiverebbe la creazione di posti di lavoro, disincentivando contemporaneamente un’eccessiva meccanizzazione e tutti coloro che guadagnano tanto creando pochi posti di lavoro, tipo notai, avvocati, commercialisti, calciatori, attrici, sportivi, (circenses insomma). Inutile dire che anche i dipendenti dovrebbero essere maggiormente responsabilizzati all’andamento dell’azienda, e non garantiti sempre e comunque. L’economia si salva creando lavoro, non posti da lavoro.

Potere di vita e di morte.

Chiunque conosca un pò la storia sa che il sangue è l’inchiostro con cui la si scrive, per cui è “normale” che accadano certe cose. Sia chiaro, per il potere causare la morte è prassi normale, e trovo ingenuo, o ridicolo, quando qualcuno dice” figurati se possono permettere tutte quelle morti” 11/9/2001 ad esempio. Credete che i responsabili delle migliaia di guerre con i relativi milioni di morti, spesso inutili, che la storia ci tramanda stessero svegli la notte? Credete che il generale Cadorna, che fu il principale responsabile del mare di sangue sull’ Isonzo (450.000 morti) nel 1915/18 si tomentasse tutte le notti? Illusi. Carne di cannone, feccia, ecco cosa moriva, come disse un generale, ottimo concime.

Ma sapete cosa non riesco ad accettare? Che gente ricca, quando non molto ricca, causi la morte di gente che non conosce per motivi di denaro. Ricordate il ministro DeLorenzo e Poggiolini? Fosse dipeso da me la punizione sarebbe ancora nel ricordo di tutti. Invece molti oggi non sanno o ricordano neppure di cosa stò parlando.
SBAGLIARE NON SIGNIFICA ESSERE STUPIDI, MA LO SIAMO QUANDO NON CI ASSUMIAMO LA RESPONSABILITA’ DEI NOSTRI ERRORI, COSI DA IMPARARE DA ESSI PER POI EVITARE DI RIPETERLI.