Il Grillo si sveglia!

Finalmente anche Grillo si stà stufando delle parole. Vedete, mia mamma quando avevo 5 anni mi disse:- Le botte fanno male, le parole ingrassano il cu.o – e io non l’ho mai dimenticato. Che la penna uccida più della spada, è una stronzata, se fosse vero saremmo pieni di cadaveri, personaggi che invece godono di ottima salute. A meno che, non siano dei poveracci, ma quelli si sa li uccidi in mille modi. Certo, anche le parole servono, se no non sarei qui a scrivere, ma ad un certo punto non bastano più, ci vogliono le azioni.

9 Milioni di voti, assolutamente inutili e scomparsi dalla vita politica, spero che anche  Grillo finalmente accetti il fatto che se non si va in TV, almeno ogni tanto, ci sono un sacco di persone che ignorano totalmente i progetti, le proposte e le rimostranze dei M5S. La rete, è ancora minoranza, chi accede ad essa, specialmente per informazione politica, è ancora una minoranza. troppo pochi, se le ultime elezioni il M5S ha avuto voti, e perchè i tg ne parlavano continuamente, male, ma ne parlavano. Adesso più astutamente è il silenzio, e il silenzio è l’anticamera dell’oblio.

Su Grillo, ammetti che è ora di cambiare tattica, a meno che non vogliamo fare la rivoluzione, ma in questo caso, il sistema Gandhi serve a poco, anche perchè lui godeva di ottima stampa.

MITICO!

 

Cina, cinesi e ragionamenti banali.

Mi fanno ridere quelli che confrontano i costi degl’operai italiani con quelli cinesi,

1) E’ solo una questione di tempo e aumenteranno, e io non nego che sia giusto andare in Cina a produrre , ma per il mercato cinese, dove NON CREDO PROPRIO che paghino le merci al prezzo che li paghiamo noi, o meglio, come li pagheremmo se non ci avessero costretti ad andare a comprare dai cinesi.

2) La Cina è per noi una grande opportunità di mercato, se solo avessimo un governo abbastanza intelligente da impedire alle aziende che portano la produzione all’estero di utilizzare il marchio “made in Italy”, costringendo chi vuol vendere l’italia in Cina, a produrre in Italia.

3) I Cinesi a mio parere non sono nostri nemici, semplicemente hanno fatto ciò che tutti , noi compresi, abbiamo fatto per far decollare l’economia, puntare sull’esportazione a prezzi convenienti, ma adesso il mercato interno cinese è pronto ad esplodere, e se noi l’aiutiamo a farlo, i prezzi aumenteranno anche là, come già succede nelle grandi città cinesi, e perderanno la loro competitività sul prezzo, potremmo scambiarci i prodotti civilmente, specializzandoci in cose diverse. La logica è semplice, se ogni paese si specializzasse in cose diverse, materie prime, tecnologia, moda, cibo, elettronica, ecc.ecc. una volta trovato l’equilibrio, basterebbe interscambiare e ci si guadagnerebbe tutti.

La mia filosofia personale è sempre la stessa, io sono per L’EGOISMO INTELLIGENTE, se tutti stanno bene, anche per me sarà facile vivere bene, se è tutto una gara, “il secondo che arriva è solo il primo dei perdenti”. Perchè devo rischiare 1 a 1000 quando posso puntare sul 90 su 100? Perchè ricordate che se le cose vanno bene per tutti, c’è la piena occupazione, e in questo caso la forza contrattuale ce l’ha anche il lavoratore. Niente è più crudesle, spietato e pericoloso della miseria, La battaglia tra benestanti è sempre molto meno feroce che tra i poveri, perchè nel secondo caso, basta poco, perchè diventi una battaglia per la sopravvivenza.

 

Uomini e macchine, o Macchine e uomini?

Io non sono un “professore”, ma sono assolutamente convinto che un forte aumento dell’occupazione è l’unica possibilità per fermare questo autoavvitamento in cui stiamo precipitando. Pochi  posti di lavoro significano meno stipendi, in calo per effetto della competizione salariale, per cui calo del potere d’acquisto, meno acquisti significano maggiore concorrenza, prezzi +bassi, bassa o nulla redittività per le aziende che chiudono e licenziano, cioè meno lavoro, meno stipendi ecc.ecc. .Abyssus, abyssum invocat.

IL LAVORO VERO, PRODUTTIVO è la base, anzi, E’ l’economia, non il denaro che ne è solo il “simbolo”, ma sembra che ormai quasi nessuno se ne renda più conto. è il lavoro che ha reso diverso l’uomo dall’animale, che gli ha consentito di sviluppare la propria intelligenza (non a tutti) e lo ha portato a dominare il pianeta, nient’altro, pochissimi se ne rendono conto, addirittura qualcuno diceva che “il lavoro abbruttisce l’uomo e lo rende simile alle bestie” mentre è vero il contrario.

Sono moooolto pessimista perchè mentre assisto/iamo a un continuo aumento della popolazione, contemporaneamente continua la corsa nello sviluppo di tecnologie che tolgono il lavoro. Queste tecnologie dovrebbero limitarsi a sollevare l’uomo dalla parte più pesante del proprio lavoro, essergli di assistenza, migliorarne l’efficenza ed efficacia; invece oggi tendono, anzi lo fanno già, a SOSTITUIRLO totalmente. Ormai le macchine sono in grado di fare lavori sempre più sofisticati, che non solo tolgono posti di lavoro qualificati, già grave di per se, riducendo tutti a “bassa forza” con il relativo effetto sui salari, ma proprio sostituendo l’essere umano nella sua totalità. Non solo, i sempre piu pochi che mantengono un lavoro diventano “macchine umane al servizio delle macchine”  che devono anche  adattarsi al ritmo della macchina, che ovviamente non si stanca ne si ammala mai. Il risultato? Lavori sempre più degradati, caricare una macchina a controllo numerico e immettere dati in un pc non è esattamente un lavoro gratificante che porta a sviluppare professionalità e imprenditorialità, e una grande disoccupazione/bassa occupazione, alla quale gli stati rispondono, o tentano, a mio parere inutilmente, di rispondere con l’assistenza sociale. Ma non può funzionare, perchè i suoi sempre più alti costi, visto l’alto numero di disoccupati, pensionati, sottoccupati e finto/inutilmente/occupati (burocrazia e derivati) possono solamente essere fatti ricadere sulla produzione o sul debito.  Questi oneri (tasse) le aziende li scaricano ovviamente sui prodotti, e ciò li rende troppo costosi per i sempre più poveri consumatori, che per un pò reggono  indebitandosi, cosi come lo stato, ma poi col tempo questo peggiora ulteriormente il loro potere d’acquisto (interessi passivi); quindi meno acquisti, meno lavoro ecc. ecc. . Qualcuno potrebbe obbiettare che la costruzione di nuove macchine ècrea nuovo lavoro, non è vero, o meglio è vero, ma non è un fenomeno solido, è solo una bolla. é come quando si apre un supermercato perchè “crea posti di lavoro”, in realtà se si supera un certo punto d’equilibrio, ogni posto di basso livello creato da un Iper, fa sparire 1, 2 posti di lavoro nei piccoli negozi, che normalmente erano posti più redditizi, per cui a conti fatti, la società s’impoverisce e il divario ricchi poveri aumenta.

Ripetendo un esempio che amo, è come cercare di vuotare una nave con sempre più falle con le pompe e i secchi; l’acqua non si stanca ad entrare, anzi , ma i marinai a buttarla fuori si. Volete scommettere su chi vince?

 

 

La malattia dell’occidente, l’ipocrisia.

La faccia tosta dei nostri media è imbarazzante. Il caso Siria ne è la prova evidente, che la disinformazione sia di uso comune e generalizzata è normale, ma che ci si racconti balle cosi enormi senza neppure una minima prudenza è avvilente. NON HA NESSUN SENSO che la Siria di Assad, che sul campo STA VINCENDO, usi dei gas per sconfiggere i ribelli, specialmente quando è il casus belli, la linea rossa, ardentemente desiderato da alcuni Paesi occidentali, da Israele e dall’Arabia Saudita per giustificare un intervento diretto contro Assad. Nessun senso. Io vi chiedo solo una cosa, ma voi lo fareste? Immaginate di combattere su un ring di pugilato, fuori del quale c’è Mike Tyson che vi dice” se provi a colpire il tuo avversario sotto la cintura intervengo io e ti distruggo”. Ora , voi state vincendo avete messo l’avversario all’angolo e lo state martellando, e voi che fate? Vi mettete davanti a Tyson ( ispettori dell’ONU in visita, poi i satelliti ecc.ecc.)  e ….un bel colpo nelle palle! Vi sembra sensato? Voi lo fareste? Suicidarvi per suicidarvi, fareste meglio con una pistola, o no? Ma i nostri media non sollevano mai la totale assurdità di questa situazione, loro hanno già scelto chi sono i buoni e i cattivi a prescindere, e ciò li qualifica come velinari della peggiore specie,sono proprio l’emblema della vecchia casa discografica, “La voce del Padrone” e senza nessuna astuzia, nessun rispetto degli spettatori. Siamo proprio considerati dei co….. . Oddio, è vero che molti lo sono, almeno a giudicare dalle scemenze che riusciamo a ingoiare senza attivare il minimo senso critico.
Ieri sull’Espresso citavano Putin come “Despota”. Le elezioni le ha mostrate in diretta tv con la presenza degl’ispettori ONU, e stiamo parlando della Russia, non dello Paesuncolocistan, andate a vedere i risultati economici dell’era Putin, sopratutto in termini di aumento del Reddito medio e calo della povertà, e poi dite onestamente cosa ne pensate, se è cosi irragionevole che i Russi l’abbiano votato. Ma lui è un despota, perchè non si sottomette ai desideri del padrone, perchè mette in galera tre zoccole che si credono di poter far tutto in nome di una discutibile libertà d’opinione. Perchè c’è libertà di opinione, ma questo non significa che non ci siano delle regole. Forse che io in Italia posso acquistare una pagina di quotidiano e, che sò, dire che bisogna ammazzare tutti gli Ebrei o i Mussulmani o gli omossessuali? O più semplicemente che mister X è cornuto e sua moglie una T….? No, non posso. Ed è ragionevole. Allora manca la libertà d’opinione? O è giusto che anche questo debba sottostare a delle regole di civiltà e convivenza? Ma non se si parla di Putin, o di chiunque altro sia inviso ai padroni dei Media, in questo caso è sempre  prevaricazione, dittatura. A me un governo come quello di Putin adesso mi starebbe bene. Almeno qualcuno che si prende la responsabilità delle sue decisioni c’è, invece del regno delle nebbie a cui siamo ormai abituati, dove non si capisce mai chi sbaglia, ma si sa sempre chi paga gl’errori. NOI.

Democrazia, voce di popolo o ricatto?

Come può un governo, Italiano ma vale anche per altri, ad esempio ridiscutere i “diritti acquisiti/privilegi” se chi ne gode, direttamente o indirettamente sono la maggioranza dell’elettorato? Pensionati, pubblico, grande industria godono di garanzie di un certo tipo. Ora, se queste garanzie sono corrette, dovrebbero essere applicate a tutti i cittadini lavoratori, no? Invece non è cosi, perchè? Perchè, è provato e io sono d’accordo, il sistema economico e produttivo non lo sopporterebbe.
Esiste quindi una diversità di trattamento con un’evidente situazione di privilegio, forse esiste una qualche forma di compensazione garantita tra le due diverse realtà?Maggiori stipendi o minore tassazione?  Non mi risulta. Quindi, qualcosa non va,  perchè dovrebbe valere la regola del “tutti o nessuno”, stessi diritti e  doveri per ogni cittadino lavoratore, ma non è cosi, alcuni hanno più diritti rispetto ad altri, e questi non possono essere allargati. Come dire che se alcuni prendono una fetta di torta troppo grossa, è evidente che non si potrà distribuire  la stessa quantità a tutti, quindi, o qualcuno resta a mani vuote, o dovrà accontentarsi di fette molto più piccole del giusto.??? Chiariamo una cosa, non stiamo parlando di ridistrubuire il reddito, ma di un’evidente ingiustizia di base, non è come dire “io do a tutti 100  lire e poi arrangiatevi”, e si sa che alla fine qualcuno avrà 1000 e qualcuno nulla, ma qualcuno all’inizio ha 200 lire e altri 20, e questo è inaccettabile. Le regole di partenza devono essere uguali per tutti, perciò o si stabilisca il principio che  i cosidetti “diritti acquisiti” possano essere ridiscussi,  tutti, oppure non è giusto che si discutano solo quelli di determinate categorie (compresa quella dei politici). Un diritto o è un diritto, o è un privilegio. Un privilegio, va eliminato o ridiscusso e non dipende dalla cifra. Se uno ruba, non è la quantità che determina la gravità del reato, ma la situazione. Chi ruba un pane ad uno che muore di fame è più ladro di chi ruba un milione di euro ad un miliardario, credo sia indiscutibile. Se poi calcoliamo che un piccolo privilegio diciamo di 1000 euro all’anno a 10 milioni di persone, è molto più dannoso all’erario di 100.000 regalati a pochi, specie se non è spesa  “una tantum” ma esborsi che continuano nel tempo come sono le pensioni dove perciò è più urgente metterci mano. Risulta altresi evidente il problema per l’uomo  politico, quando ci sono in ballo, come nel caso delle pensioni, 16 milioni di persone, cioè di voti. Ma il tempo stà per scadere.

P.S.

Quello che non mi sembra possibile è che sia costituzionale togliere a chi viene dopo qualcosa, che a chi è arrivato prima VIENE MANTENUTO! E’ come impedire il doppio senso di circolazione in una strada, ma solo per chi non c’è mai passato prima!!! A me sembra assurdo.

Economia elementare 2°

Premessa. Oggettivamente essere ricchi significa poter soddisfare le proprie esigenze fondamentali, avere un’abitazione confortevole, cibo e acqua a sufficienza, avere rapporti sociali, e la possibilità di sprecare un po’. Dopo di che il concetto di ricchezza diventa soggettivo, se considerate che c’è chi si permette di spendere 550 milioni di euro per uno yacht, (vedi TOPAZ o AZZAM) capite che tutto diventa relativo. Oltre un certo limite, il denaro perde di senso, l’obbiettivo diventa il POTERE. /
Riprendo il discorso iniziato sul post precedente, chi mi segue avrà gia letto che io paragono il rapporto creditore/debitore al rapporto spacciatore/drogato. Lo scopo dello spacciatore, non è tanto quello di vendere la droga,  è più importante creare dipendenza, assuefazione. In questo caso, il consumatore non è più un semplice “fornitore” di denaro, ma nel tempo sviluppa nei confronti del suo spacciatore una forma di reale dipendenza psicologica, che se si aggiunge alla mancanza di denaro diventa anche sottomissione fisica. Sono normali gli eccessi a cui arrivano drogati, ( ma anche alcolizzati, giocatori d’azzardo ecc. ecc.) per soddisfare il proprio bisogno, dalle violenze e furti in famiglia, alla prostituzione, dal diventare spacciatori a propria volta, alla violenza, tutto in cambio di una dose. Ecco il reale potere.
La dipendenza è ciò che da il potere. Ora, ragionando nuovamente sui debiti pubblici, (ma vale anche per i privati) mi chiedo se non si rincorra una logica simile. Quando si parla d’intreccio finanza/politica, si pensa soprattutto a legami di tipo corruttivo, ma mi domando se questo non sia che il male minore. Osservando i bassi, a volte addirittura negativi, tassi d’interesse pagati sui vari debiti pubblici, ho l’impressione che lo scopo finale non sia quello di guadagnare con gl’interessi, tutto sommato troppo bassi in rapporto al rischio, ma quello di aumentare il debito fino a creare dipendenza; aumento causato dalla tendenza dei governi in presenza di abbondanti disponibilità finanziarie, (sono sempre esseri umani), allo sperpero delle risorse, fenomeno comune anche alla maggioranza dei privati cittadini, vedi subprime.
Ad un certo punto, inevitabilmente l’esposizione debitoria supera il punto di non ritorno, cioè non è più oggettivamente possibile per lo Stato in questione ripagare il debito,  quindi la sua sopravvivenza dipende solamente dal continuo rinnovo del proprio credito.

Les jeux sont faits! Ecco, l’assuefazione è diventata dipendenza !
Ora ditemi, quale governo DEMOCRATICO può a questo punto fare leggi contro la finanza quando da questa dipendono le “dosi” di credito di cui ha disperatamente bisogno? Sia per mantenere lo spreco di Stato, che serve soprattutto per mantenere il proprio sostegno elettorale? Nessun governo DEMOCRATICO reggerebbe dovendo fare tagli così dolorosi, lo vediamo ogni giorno.
E questo ragionamento mi fa porre una domanda: è  forse da qui che nasce la necessità di “esportare” la democrazia? Dell’ eliminazione dei “dittatori” soggetti meno ricattabili perchè  possono imporre decisioni drastiche come il pagamento a tappe forzate del debito,anche ricorrendo al sequestro di parte dei beni privati? Come ha fatto PUTIN,che come primo obbiettivo ha voluto il pagamento del debito estero e ridurre al minimo quello pubblico? Come disse la Clinton dopo un viaggio in Cina ad un giornalista che gli chiese se aveva parlato di “Diritti Umani”: – E’ difficile discutere di politica col tuo banchiere”,  ma solo se gli devi un mare di denaro che non hai,aggiungo io. In caso contrario è facilissimo.
Soluzioni? Chiunque abbia avuto a che fare con casi tragici di dipendenza, sa che ci sono solo 3 possibilità.
1) Una durissima, dolorosissima e costosa cura disintossicante.
2) Sperare in una rapida morte del soggetto.
3) Provocare la morte del soggetto. (non scandalizzatevi, ci si pensa spesso)
Una teoria folle? È possibile che esista una così ampia astuta e potente organizzazione? O è solo la mia fantasia? Forse si, però mi sembra una tesi affascinante e assolutamente plausibile. Certo, per realizzare un progetto simile, occorrono due cose, il controllo dei flussi finanziari e sopratutto dei media, le pecore devono restare nell’ignoranza .

Di una cosa però sono sicuro: funzionerebbe.

Obbligazioni di stato, domande e riflessioni.

Una domanda che mi pongo spesso, è perchè nessuno trovi “strano” il mercato delle obbligazioni di stato. Prendiamo i BOT, (ma vale per i Bund, i T.bond, e per molti altri), la cosa che mi colpisce è che rendono pochissimo, anzi per nulla. Ieri il BOT annuale era quotato a 1,53, ridicola remunerazione che, ripulita da tasse, spese e inflazione programmata, (quella reale è molto peggio), diventa addirittura negativa. Migliaia di miliardi  prestati in perdita???

Ora, ammettiamo pure che lo si faccia per “amor patrio”, però come espresso nel post precedente, il tasso d’interesse è commisurato , o dovrebbe, sul rischio capitale. Ora, questo significa che è tutta una questione di garanzie, se io deposito in banca del denaro a garanzia del prestito richiesto i tassi sono molto bassi, ok?. Ciò che vorrei che qualcuno mi spiegasse, è: che garanzie da uno stato sovrano? Se un paese da default, l’investitore che cavolo può fare? Abbiamo già visto, Argentina, Grecia, e immagino molti altri nella storia, decidono di fallire, l’investitore su cosa si rifà? Cosa lo garantisce? In realtà niente e nessuno . Immaginate che gli USA dichiarino default, che si fa? li s’invade? 🙂   O ci si fa dare un pezzo del deserto del Nevada a rimborso? Niente impedisce loro di dire : sorry, siamo a secco, chi ha dato a dato! Certo, decisione per loro non facile, ma come per i fallimenti privati,  succede, e secondo molti, me compreso, spesso è la soluzione migliore, però non  è che ci si dovrebbe sentire molto garantiti. Ma ciò che faccio fatica a spiegarmi sono, visto le condizioni presenti, debiti pubblici in continuo aumento ( USA sono al 105%  in aumento) , mancanza di reali garanzie, alto rischio ecc. sono I BASSI TASSI D’INTERESSE, che in questa situazione non dovrebbero aver ragione d’esistere: a meno che…

Tutto ciò mi fa pensare che l’intreccio grandefinanza e politica, sia più forte e “sensato” di quel che si pensi, visto che i primi sono gli “spacciatori” del credito ormai indispensabile agli stati, ovvia la forza ricattatoria della prima sulla seconda. Si chiama “dipendenza”. Che, amico c’hai cento lire?

Il CREDITO, l’arma finale suprema 🙂 l’avreste detto?

E Voi che ne dite?

Economia elementare. 1°

Sembra che debba, in seguito a discussioni avute, ribadire una, credevo evidente, informazione economica di base.
Il TASSO D’INTERESSE è ciò che viene pagato come remunerazione del RISCHIO di credito, sul denaro prestato. La sua stima è stabilita sul livello di rischio percepito, ovvero dalla maggiore (il tasso cresce) o minore ( il tasso cala) probabilità che il denaro non venga , in parte o totalmente, restituito.

Mi scuso, ma sembra che sedicenti “esperti finanziari” abbiano dimenticato questo concetto fondamentale, e pensino che il rendimento sia stabilito a tavolino. Ora, che non sempre si applichi, è evidente, basta vedere le quotazioni dei debiti pubblici USA e Giapponese, ma di fondo vale la regola sopra descritta.

Sono sicuro che chi acquista certo debito rischiasse i propri soldi anzichè quelli di altri, col cavolo che vedremmo certi bassissimi tassi.

A meno che, il mondo non sia pieno di buoni samaritani che prestano il loro denaro, al netto di  tasse, spese e inflazione, perdendoci. Se cosi è, prego costoro di contattarmi, pago uno 0,50, anzi un 1% di tasso in più del debito giapponese su qualsiasi somma.

kurskit@yahoo.it     🙂

 

Politica, diritti acquisiti e “i buoni”.

Se io fossi un politico in un dibattito TV, all’ennesima richiesta di abolizione di benefits, riduzione stipendio ecc.ecc. , farei una proposta: – Visto che questi stipendi, pensioni, diarie e benefits vari sono DIRITTI ACQUISITI, propongo un referendum per abolirli e ridiscuterli. Ma non solo i nostri, se vale per noi, il principio deve valere per tutti, quindi  per i diritti acquisiti di TUTTI i cittadini Italiani. –

Vi lascio con la domanda: secondo voi, come andrebbe il referendum?
E’ un pò come quando discuti con “i buoni” ,di solito di sinistra, che, nel 90% dei casi, vogliono aiutare tutti, extracomunitari, pazzi, drogati, alcolizzati, malati terminali, handicappati gravi, poveri ecc.ecc.ecc. , poi quando gli chiedi: – allora, quanti ne prendi in casa?-,s’incazzano e troncano la discussione. Bisogna aiutare, ma è “lo stato”, cioè gli altri che devono farlo, che poi ci siano o no i mezzi economici per farlo, è solo burocrazia capitalistica, loro il “beau geste” l’hanno fatto. Comodo.
Ipocrisia, la malattia che stà uccidendo, forse già ucciso, l’occidente.

Cosa rende diverso l’uomo (non tutti) dall’animale? Il “?”

Temo che per risolvere i problemi occorra una cosa che manca, il coraggio di assumersi le responsabilità di scelte difficili. Viviamo in una società guidata dall’ipocrisia, dove i buoni sono i generosi, specie con i soldi altrui, mentre le persone razionalmente spietate diventano i cattivi. E’ come nelle aziende, tutti i capi amano assumere e dare aumenti, ma licenziare e ridurre gli stipendi è altra faccenda, li ci vogliono le palle. E, nel caso che le persone siano le stesse, prima sono angeli generosi e bravissime persone, poi diventano dei pezzi di merda. E’ cosi difficile pensare che le situazioni cambiano? Quanti si fermano a chiedersi o a chiedere il perchè di una scelta?
Eppure è questo che ha differenziato l’essere umano dagli animali, la capacità di porsi il fatidico: perchè? “?” Il dubbio è ciò che ci rende umani.

Io cerco di spiegare da anni che alla soluzione “giusta” ci si arriva solamente dopo aver scartato un tot di soluzioni sbagliate, e sono  il ragionamento e la fortuna che soli possono abbreviare i tempi della ricerca, ma mai questa potrà essere eliminarla. Per fare un esempio semplice, quando voi cercate una parola nel vocabolario, voi lo fate per ESCLUSIONE. Per questo serve l’ordine alfabetico, per velocizzare la ricerca, se invece la soluzione fosse “magica”, immediata, basterebbe aprire una pagina a caso e trovereste la parola giusta. Cosi, a mio parere, funziona il nostro cervello, scartando tutto ciò che sicuramente non funziona, ci si avvicina alla soluzione corretta. Spero di essermi spiegato, (in caso contrario kurskit@yahoo.it 🙂 ). Ma quanti sono quelli che non cercano domande ma solo le risposte? Che sperano nella magia della soluzione facile giusta e immediata? Il 90%? E in un sistema democratico, non è un problema da poco. 🙂