Razzismo, religione, gay, morale.

Io credo che oggi ci si trovi davanti alla dittatura delle minoranze, e la qual cosa non mi sembra giusta. Ora, io personalmente dei gay me ne frego altamente, mi sono completamente indifferenti, e sono favorevole al riconoscimento dei diritti delle coppie gay, ma trovo assai irritante che con tutti i guai che abbiamo, siano sempre in prima pagina per ogni cazzata; se pestano a sangue me, o se un povero cristo si suicida per i debiti, scrivono due righe striminzite (forse), ma se pestano un gay, apriti cielo, ne parlano i TG. Ora, visto che non stiamo parlando di handicappati ma di baldi giovani che passano molto tempo in palestra, non devono fare altro che difendersi, punto e basta. E che cazzo… . In quanto alla religione, anche qui, io sono totalmente ateo, e per me la religione è l’oppio dei poveri, ma detto ciò, trovo che Putin abbia ragione quando dice che non è la religione autoctona che deve ritirarsi davanti a quelle degli “ospiti”, ma se proprio si deve, il contrario, visto che è l’immigrato che è venuto a casa mia di sua volontà, non è che siamo andati a prenderlo con la forza. Altro che razzismo. E poi, perchè non si può essere razzisti? Se uno è  RAZZISTA, ha il DIRITTO di esserlo, a patto che questo si limiti all’opinione personale, e non si trasformi in  fatti concreti. Ricordo di una polemica apparsa anni fa su un paesino degli USA dove non volevano gente di colore. Ora, magari è discutibile e anacronistico, ma è un loro diritto. Almeno da loro i cessi li puliva un bianco, non come nelle cosidette città multiculturali dove sono tutti uguali, ma chissà perchè i cessi li puliscono solo i non bianchi, anche se sono laureati,  forse che alcuni sono meno uguali di altri? Giusto, sbagliato? non lo so, ma non credo che sia diverso tra i neri, gli indiani  o i cinesi, sono gl’ ipocriti di sinistra i peggiori razzisti, coloro che dicono che “loro sono uguali a noi” ( perchè non “noi siamo uguali a loro”? Perchè inconsciamente , innalzano gli “altri” alla propria altezza, di fatto ritenendosi moralmente e culturalmente superiori, grazie ai “valori occidentali”, cosi poi si esporta la democrazia esattamente come nel 1800 esportavamo la nostra tecnologia, sulla punta dei fucili. Ipocriti. Sono cosi razzisti, gli antirazzisti, da non capire che anche gli “altri” lo sono, e che molti di loro ci disprezzano, cosi come si disprezzano tra loro e molti di noi li disprezzano. Credete che tra un arabo e un nero, o tra un senegalese e un ivoriano non ci sia razzismo? O tra un cinese e un malese o tra un giapponese e un coreano? Un Argentino e un boliviano? E vale per tutti. Tutti siamo razzisti, chi più o chi meno e quindi non rompete le palle.
Concludo dicendo che sono stufo di sentir parlare di moralità, la “morale” non si mangia,  è un lusso, perchè è tra i più poveri che si raggiunge la peggiore abiezione, non è un’accusa solo una triste osservazione, se mi fanno schifo i pederasti che vanno a cercare bambini in Cambogia, non dimentico che questi bambini vengono venduti,  spesso dalle madri stesse, che lo fanno,  (ricordare che anche in Italia succedeva fino a pochi anni fa, “La pelle” di C.Malaparte, 1944)  non per crudeltà ma per miseria. Per cui, ben venga il capo che lavora non per i diritti, ma per migliorare l’economia, perchè niente è peggio della miseria vera, in ogni senso, mentre il “politically correct” e il buonismo sono un lusso che ci si può permettere solo con la pancia piena.

 

A Milano in via della Spiga un Nero scende da una Rolls Royce, un bambino lo vede e dice: -Mamma mamma, guarda un Negro- E la madre:- Ma no, sciocchino quello non è un negro, è un ricco- Elle Kappa

Scontro di civiltà

Oggi, in Italia c’è uno scontro di civiltà, qualcuno penserà agli extracomunitari, ma non è di questo che parlo, ma dello scontro tra le parole e i fatti. Da una parte abbiamo la “carta”, la “legge” e la “teoria” con tutti i suoi scherani, politici, avvocati, giudici, intellettuali, burocrati, giornalisti, consulenti, dall’altra abbiamo i  “fatti”,  con gli agricoltori, imprenditori, operai, artigiani, trasportatori, costruttori e commercianti.

In realtà è la stessa questione  del debito e del credito, di cui si parla come se fossero due entità diverse, ma di fatto sono solo le due facce della stessa medaglia, uno non può esistere senza l’altro, ma, ed è qui l’inghippo, è la nostra prospettiva, la nostra posizione che che cambia il nostro atteggiamento e ci fa reagire d’istinto, senza riflettere; da qui, la reazione. Buffo se ci si pensa, si lotta per distruggere un nemico che è parte di noi stessi, di cui non possiamo fare a meno.

C’è qualcosa di grottesco in tutto ciò,  basterebbe fare un pò di sforzo, spostare un pò il nostro punto di vista x vedere l’insieme e farci capire che le posizioni  nel tempo possono invertirsi e costringerci a trovare un compromesso accettabile per entrambe le parti, un compromesso che, come tutte le cose giuste, ci lascerebbe insoddisfatti, perchè è il dramma della giustizia, se è giusta non ci regala nulla; tranne il continuare un’esistenza degna, che non mi pare poco.

La verità non è irragiungibile, è davanti a noi alla portata di tutti, ma la menzogna è (o sembra) più confortevole.

Concludendo, è’ una battaglia impari, perchè i primi “i teorici” hanno un enorme vantaggio, non rischiano nulla, mentre i secondi ” i pratici” tutto, e questo è forse lo squilibrio, l’inganno  che è la causa dello scontro in atto e che sta facendo esplodere tutto.

L’ho detto e lo ripeto.

Il migliore complice del truffatore è il truffato. é quasi sempre l’avidità o la stupidità della vittima che permette al truffatore di ottenere il suo scopo. Provate a pensarci, dietro una truffa non c’è sempre un “AFFARE”? Quando compri a 20 qualcosa che vale 100, o vi offrono un’interesse del 30% quando quello ufficiale è del 5%, è un affare, vero o no? Ma la colpa è del bastardo truffatore, che ci deruba dei nostri soldi guadagnati onestamente, che approfitta della nostra “buona fede”! Buona fede? Quando si compra un Rolex a 400 euro sapendo che ne vale 2000 in un vicolo che cosa può essere se non, ammettiamolo, ricettazione? O strozzare qualcuno che ha bisogno? E questa sarebbe la nostra “buona fede?

Non è sempre cosi, a volte davvero abusano della nostra “innocenza” o forse della nostra ignoranza, però questo tipo di truffa è delegata ai grandi, banche, assicurazioni, consulenti finanziari, che stranamente nei truffati suscitano spesso meno rabbia dei piccoli truffatori, e mi sono chiesto il perchè. Posso ipotizzare che nel caso della truffa spicciola ci si sente più stupidi, perchè è una questione personale, IO sono stato trattato da scemo, mentre nel caso di banche assicurazioni ecc., li siamo in molti, per cui non sono io fesso, ma loro furbi, insomma, mal comune mezzo gaudio.

Potenza della deresponsabilizzazione, funziona sempre. Per questo la massa è cosi importante, perchè ci solleva dal dovere prendere una decisione, e sopratutto di assumercene la responsabilità, “lo fanno tutti”, “erano ordini” “è la moda”, ritorna sempre a galla  il concetto di “gregge” di evangelica memoria: nel nostro DNA è sempre forte l’istinto del branco. Siamo sempre scimmie, ricordiamolo. Devo dire che la tecnologia di cui ci vantiamo tanto non ha migliorato di molto la cosa, anzi, ha dato ad alcuni i mezzi tecnologici per sfruttare al massimo questa caratteristica istintuale della nostra parte animale, cosi assistiamo a situazioni tipo quella Greca, dove stanno scatenando una guerra tra la destra e la sinistra, mentre i figli di gran T…. che hanno causato tutto il disastro, se la ridono e si salvano più grassi e ricchi di prima.

Ma perchè siamo cosi scemi? 10.000 Anni di sviluppo dovrebbero averci fatto avanzare almeno un pò, infatti siamo 10.000 volte più tecno-logici, ma come logici e basta siamo più o meno fermi allo stesso punto giusto un pelo più avanti. La cosa è preoccupante, perchè la tecnologia ci ha messo in mano armi che sono molto più potenti e avanzate della nostra capacità logica di gestirle. Mah.

Proponiamo Teorie, ma ragionevoli.

Creare lavoro vero  e correttamente pagato per tutti, investendo in parte i miliardi tolti ai grandissimi patrimoni e ai monopoli parassitari, finanza, petrolio, spettacolo, materie prime, pubblicità, e in parte usando fondi e crediti statali,  poi utilizzati, non a pioggia ma a goccia, per la creazione di miliardi di posti di lavoro decenti nel terzo mondo che  cosi perderebbe la sua competitività salariale, bloccherebbe l’emigrazione,  stimolerebbe la nascita imprenditoriale, aumentarebbe i consumi interni e fermerebbe la crescita demografica. Venendo a crollare l’immigrazione e la concorrenza salariale da una parte, ed un aumento delle richieste di prodotti  sofisticati si andrebbe verso la piena occupazione anche nel mondo avanzato!

Piena occupazione a livello mondiale! L’unico modo per garantire una vita comoda e sicura nel tempo per tutti, cittadini, lavoratori, giovani,pensionati, e anche agl’imprenditori. Piena occupazione significa aumento del reddito dei lavoratori, dei loro consumi e di conseguenza dei fatturati e dei guadagni per gl’imprenditori, e contemporaneamente perdita del potere di ricatto sui dipendenti , la presenza costante di possibilità d’impiego permette una trattativa tra salariato e imprenditore soggetta solo ad un compromesso tra le parti ( non mi sento giustamente valorizzato e retribuito? Cambio. Non mi stai bene come dipendente?, ti licenzio.) regolando i rapporti di forza tra le parti, cosi che ognuno se ne assuma personalmente la responsabilità e le conseguenze; cosa che non è possibile negli accordi di massa, dove c’è chi ci rimette o chi ci guadagna senza avere colpa o merito. Classico esempio  il comportamento dei crumiri, che pur non scioperando,  godono però dei vantaggi della battaglia sindacale vinta, ma senza rimetterci nulla in caso di sconfitta, oppure esempio contrario c’è chi si è trovato a perdere il lavoro per motivazioni spesso pretestuose che nulla avevano a che vedere con la realtà aziendale, vedi lotte e scioperi squisitamente “politici” che hanno portato aziende alla chiusura.

Permetterebbe anche di mettere un freno all’avidità, emozione che personalmente aborro. Cos’è in poche parole l’avidità? Non il desiderio di aspirare al “tanto”, ma di possedere troppo. Mi spiego, se io ho 10.000 dipendenti, e su ognuno di loro guadagno  2.500 euro l’anno, Io guadagno 25.000.000 di euro anno che è tanto, ma se io lo faccio permettendo ai miei dipendenti di avere una vita dignitosamente confortevole, cosi che possano consumare anche I MIEI prodotti, questo è bene. Ma se al contrario, per voler guadagnare il doppio sfrutto esageratamente le mie maestranze, allora guadagno troppo, e questo andrebbe pesantemente punito. La cosa bella è che però in una società a piena occupazione questo non potrebbe accadere, perchè avendo i dipendenti l’alternativa allo sfruttamento chiaramente questo diventa altamente improbabile. Insomma ci sarebbero buoni stipendi, buoni consumi, buoni fatturati e arricchimenti personali per gl’imprenditori sani. (ferrero docet).

Perchè questo possa funzionare è anche importantissimo  intervenire sullo stato sociale, che non deve aiutare i lazzaroni, che devono essere abbandonati a se stessi, ma solo i realmente bisognosi. Importante poi è intervenire limitando la meccanizzazione selvaggia dell’industria e del lavoro in generale, dove il compito delle macchine deve essere quello di coadiuvare l’opera dell’uomo non di sostituirlo.

Mi rendo conto che tutto ciò è abbastanza utopico, ma almeno “in teoria” funzionerebbe.

 

Lavorare non basta.

Lo stato deve dare lavoro, perciò assume  persone per scavare buche e altre persone per riempirle. Poi però ne assume altre tot per fare da supervisori a questi, e altre ancora per organizzare i “lavori”, e altre ancora per supervisionare chi organizza i supervisori che supervisionano i “lavoratori”, poi tutta questa massa di gente necessita di mezzi, e di addetti all’acquisto di mezzi  e della loro manutenzione, poi di uffici personale, paghe e un ministero per i lavori inutili, e un’ente per l’abolizione dei lavori inutili.Una montagna costruita sul nulla, dove tutti lavorano ( facciamo finta che sia sempre cosi), MA NON PRODUCONO RICCHEZZA.

E il lavoro che non produce ricchezza, non è lavoro, è perdita di tempo e di denaro. Certo, se costoro fossero pochi, allora potrebbero in parte recuperare i loro costi non come produttori, ma come consumatori, permettendo ad altri di produrre, limitando cosi i danni, ma devono essere pochi.

Ma quanti sono in Italia oggi coloro che operano in quei servizi che non avrebbero ragione d’esistere?

Lavoro e produzione. Insisto!

Mi sembra che si continui a dimenticare un particolare fondamentale, che un conto è il lavorare, un’altro il produrre. Se uno dev’essere salariato, è perchè ha PRODOTTO qualcosa di utile, merci o servizi, non perchè ha lavorato (SE ha lavorato). Pagare persone perchè scavino una buca e poi la richiudano, economicamente non ha senso, si può farlo occasionalmente per aiutare qualcuno, ma solo sporadicamente in ogni altro caso è solo spreco di risorse, come buttare fuori bordo acqua che entra da grandi  falle che non si possono chiudere, meglio abbandonare la nave.

Altra cosa da imparare è l’enorme differenza tra ridurre le spese e ridurre gli sprechi, non è ASSOLUTAMENTE la stessa cosa. Se in un azienda un titolare in difficoltà taglia le proprie spese evitando di comprarsi lo yacht è una cosa, se lo fa non aggiornando l’attrezzatura della propria azienda, un’altra, non vi pare? Il problema è tutto qui, Dovremmo comportarci come quei vermi bianchi e cicciotti che vengono usati mettendoli sulle ferite infette, perchè mangiano SOLO LA CARNE MORTA, lasciando intatta quella sana. Solo cosi si può poi concentrare le scarse risorse su un terreno solido dove poter iniziare l’opera di ristrutturazione prima e ampliamento poi.

Merita attenzione. Lo dico io, che sono un saggio :-)

“In un attimo di rara sincerità, l’altro ieri il mio commercialista ha ammesso che almeno metà di loro esistono per la sola ragione che le leggi sono talmente complesse che una persona normale non è in grado di comprendere le varie normative.”

Riprendo questo commento postatomi, per approfondire un argomento per me fondamentale: premetto che non ce l’ho con avvocati, commercialisti, notai ecc.ecc. a livello personale, al loro posto farei la stessa cosa, ma loro , insieme a molti altri professionisti, fanno parte di quei servizi “autoreferenziali e autoalimentanti”, che hanno innescato una reazione a catena che probabilmente ci distruggerà. Da dove cominciare…

Una volta si diceva che “Il meglio è nemico del bene”, e forse questo riassume bene i termini del problema. La ricerca della perfezione, che è erroneamente considerata  positiva, (sia la perfezione che la sua ricerca) sviluppa  un rapporto costo/benefici che risulta SEMPRE molto negativo. Prendete lo sport, ad esempio, immaginate lo sforzo  che richiede il miglioramento di un record mondiale, provate a calcolare i costi di ogni genere, economico, fisico, psicologico necessari per preparare degli atleti a giocarsi tutto magari in 10 secondi, quando alla fine ne resterà soltanto uno. Delle migliaia di atleti che partecipano alle olimpiadi, e che sono a loro volta una selezione, ad esempio, di quanti rimane davvero traccia? 

IN OGNI GARA, IL SECONDO ARRIVATO è SOLO IL PRIMO DEI PERDENTI.

SE QUESTO è VERO, E PER ME LO è, CI SI CHIEDE SE LE GARE SERVONO PER CREARE VINCENTI, POCHISSIMI, O PERDENTI, QUASI TUTTI.

La stessa logica fondamentale la possiamo trovare, ad esempio nella legge, che dovrebbe essere  la giustizia, (ma di solito non lo è), che nella ricerca della “perfezione”, entra in un coacervo tale di eccezioni, osservazioni, cavilli, garbugli, sofismi, interpretazioni, speculazioni ecc. ecc. , che di fatto ne impediscono CONCRETAMENTE l’applicazione, mancando cosi totalmente la propria ragione di esistere; per impedire il condannare di un innocente, oltre ogni ragionevole dubbio,( si, lo so, non vale proprio per tutti, ma è altro discorso) si finisce con il lasciare impuniti molti colpevoli, con le conseguenze immaginabili. Questo si può applicare in molti campi, dal lavoro, dove l’eccesso di regole porta l’imprenditore a rinunciare all’impresa, o al contribuente che ad un certo punto si chiede se, visto che comunque non si è MAI in regola, non vale la pena di evadere il più possibile, valutando i pro e contro con un calcolo delle probabilità,  che poi è ciò che fanno le assicurazioni.

Ora, sempre senza estremizzare, capisco che tutto ciò ha una sua validità e ragion d’essere, non contesto una certa utilità a queste categorie, ma il loro eccessivo numero e costo causato da una sofisticazione esasperata della società che di fatto la stà paralizzando. Chiaro è che il sospetto che siano gli stessi operatori a complicare il tutto per risultare necessari ci sfiora, o meglio, c’investe come un treno. Avere avvocati che scrivere le leggi, mi sembra un’evidente caso di conflitto d’interessi, e in parlamento ce ne sono una caterva.

Tutto ciò mi ricorda il famoso “Nodo gordiano”, e continuo a sostenere la scelta di Alessandro. Diamogli un taglio.

 

Che noia, ma ” repetita iuvant”.

Sempre ripetere i soliti discorsi. L’Italia sta fallendo perchè sono TROPPO POCHE le persone che PRODUCONO RICCHEZZA REALE!

E’ SOLO IL LAVORO VERO  che paga i debiti,  crea occupazione,  incentiva l’imprenditoria, la ricerca e il commercio. Ma in questo caxxo di paese siamo pieni di avvocati, notai, commercialisti, burocrati, politici, sindacalisti, giornalisti, consulenti,  fancazzisti specializzati, analisti, cassintegrati, pensionati, brocker, e via dicendo, la gran parte dei quali, effettivamente NON PRODUCE NULLA.

Magari non è tutta colpa loro, è chiaro che in un sistema legal/burocratico eccessivamente complesso hanno una ragione di esistere, ma il risultato finale non cambia. La loro utilità nasce da un ostacolo che non dovrebbe esistere, è come trovarsi a dire “grazie dottore” a uno che ti sta curando la  martellata in testa che ti ha appena dato, è apprezzato l’aiuto, però…

Se un contadino deve produrre 1 Qle di grano, ma per far questo, deve passare sotto le forche caudine di 6 tra “osservatori, ispettori, consulenti o professionisti”, alla fine il costo di questo grano sarà altissimo,  perchè, de facto, in 7 avranno prodotto COMUNQUE solo quell’unico quintale di grano, (che probabilmente sarebbe stato prodotto anche senza il loro intervento) ed è questo che dev’essere venduto ad alto prezzo, da qui  bassissima produttività e competitività.

Mi sembra un concetto semplice.

La differenza…

Curioso che se tu lavori davvero, in una normale azienda, quando indovini una previsione, quando fai qualcosa di buono, ti dicono sostanzialmente,-” Allora? Che c’è? Ti paghiamo per questo, hai fatto solo il tuo dovere”-, mentre se sbagli, ovvio, ti fanno un culo tanto.

Invece, nel mondo degli”esperti”, professori economisti, giornalisti, e pennivendoli vari, senza assolutamente dimenticare gl’immancabili e onnipresenti “ANALISTI” di borsistica memoria, per loro funziona al contrario. Se, come quasi sempre succede, sbagliano, – ” Pazienza, capita”-, se l’indovinano una volta o due, diventano dei GURU. E vengono strapagati.Ma è perchè sono più intelligenti di noi?

 

NO, siamo solo più stupidi di loro. Mamma mia che poveracci, ignoranti, coglioni, plebei, suburra ignobile che siamo, non hanno bisogno di schiacciarci, lo facciamo da soli.

SVEGLIA!

 

lavori in corso

Un piccolo problema fisico mi condiziona in questi ultimi giorni, un pò di lavori di riparazione. La salute prima di tutto, dicono. Verissimo, però, come diceva una vecchia signora, ” Essere poveri è essere già un pò malati”. Io non sono un grande estimatore della saggezza popolare, ma questo lo appoggio in pieno.

Qualcuno dei miei amici mi accusa di parlare sempre di soldi,o meglio di economia ed è vero, o meglio, IO parlo di economia, loro di soldi, non concepiscono la differenza, anche perchè “g’interessa poco” .Però la loro indifferenza verso l’argomento mi preoccupa assai, perchè non riesco a fargli capire che il 90% delle loro seghe mentail, delle loro problematiche pseudo morali, esistenziali e sentimentali, sono possibili solo perchè hanno la pancia piena e il c… al coperto, e questo è grazie alla ricchezza (vera o presunta, comunque tutt’altro che garantita ) in cui attualmente viviamo: il guaio è che, ovviamente, loro NON si sentono ricchi, anzi . A volte vorrei poter far capire loro da differenza, poter fargliela provare la fame, la miseria sarebbe una gran maestra di vita, e forse sarebbe interessante fare delle full immersion ogni tanto, cosi da goderci di più la nostra vita di tutti i giorni,

Vedete, io sono d’accordo sul fatto che non siamo tutti uguali, e questo lo accetto totalmente, però quello che è sbagliato è che, quando prendiamo le misure, ognuno tenda a farlo usando il proprio metro, ed è questo che  non va assolutamente bene, che confonde tutti i risultati e che impedisce una visione oggettiva della realtà e dei suoi problemi, mi sembra ovvio che se usiamo un metro ognuno, la possibilità di trovarsi d’accordo sono limitate.

Ma tutti vogliono semplificare, e ecco gli stereotipi, cosi questa mentalità sciocca dove si crede che i poveri sono buoni e i ricchi siano cattivi, e viceversa,  Un”non” ragionamento pregiudizialmente stupido, frutto o dell’invidia, dell’ignoranza e della superficialità. Ad oggi il risultato è sempre stato lo stesso, la catastrofe, solo che nell’antichità questa evoluzione impiegava anche centinaia d’anni, ma la tecnologia ha  accellerato sempre di più questo fenomeno, e oggi gl’imperi cadono molto più in fretta. Saremo abbastanza saggi da non ripetere gli stessi errori? Mah, ad occhio e croce non direi, ma non si sa mai.