Debito di stato, la panacea di tutti i mali?

  • L’indebitamento può essere utile per rilanciare l’economia di uno stato, su questo non c’è dubbio. Ma USA e Irlanda dimostrano che aumentare il debito è un mezzo la cui utilità può venire vanificata da quella che è la situazione internazionale, quando questa è difficile le possibilità che funzioni calano clamorosamente. Volendo fare un esempio semplice, è come spingere un’auto con la batteria scarica per farla partire, sensatissimo, ma se la strada è in salita… .

Mi spiego meglio, se la mia azienda attraversa un brutto momento, che sò un grosso pagamento finito male, ricorrere ad un prestito potrebbe essere la soluzione per riuscire a risalire la china. Però, le mie possibilità di riuscire a farlo, sono condizionate pesantemente dalla situazione generale del mercato in cui opero. Infatti, I MIEI MARGINI, cioè ciò che mi permette alla fine di risalire la china, dipendono non tanto da me e dalla mia azienda, ma dal mercato. Nel caso in cui la reddittività del settore è molto bassa a causa della crisi, chiaramente le mie possibilità di sopravvivere, essendo oltretutto gravato dal costo del debito, sono molto minori. Nel momento in cui altri stati, per attirare investimenti abbasseranno anch’essi le tasse, anche l’irlanda, ad esempio, perderà il suo fascino, mentre i suoi  bassi introiti fiscali saranno falcidiati dal costo dell’alto debito, con le ovvie conseguenze a livello sociale. Il pericolo di questa crisi, è che è mondiale, che è come trovarsi in un crollo di una casa, ma c’è una bella differenza tra il crollo solo della tua casa, e durante il terremoto. Nel primo caso, tu vedrai arrivare rapidamente tutti a darti una mano, nel secondo caso le speranze di sopravvivenza calano esponenzialmente. Oggi purtroppo non è un problema di stati singoli, ma di situazione finanziaria generale. Come sempre dico, un’egoista intelligente spera sempre che vada bene a tutti, perchè cosi ha molte più possibilità di vivere bene anche lui senza dover diventare matto.

Berlusconi è caduto.

Ne sono contento, non per l’uomo, non peggiore di molti altri, anzi probabilmente meno peggio di molti altri, ma per me Berlusconi ha una grandissima colpa, cioè di avere fondato il Berlusconismo, che è l’ avere esasperato il concetto di apparenza, superficialità, leggerezza che poi l’ha tradito. Gli rimprovero di appoggiare il suo potere politico soprattutto su una massa di  teledipendenti a cui invece d’insegnare qualcosa, ha rimbambito con i suoi programmi demenziali e facilmente vendibili perchè ne  assecondavano i peggiori istinti. é facile fare audience mostrando tette e culi, morti e sangue, calcio e stronzate, ma non educhi, solo droghi. E oggi è la televisione il massmedia per eccellenza, l’unico che avrebbe potuto insegnare agl’Italiani come funziona il mondo, cosi come il maestro Mazzi aveva insegnato l’Italiano negli anni 60, far capire oltre che far sapere, far crescere invece di far regredire e sicuramente in un mondo complesso come quello d’oggi, sarebbe stato tanto utile quanto rivoluzionario. Invece ha scelto la strada facile, Il berlusconismo è comprare l’affetto del bambino, viziandolo senza mai dire di no, per poi stupirsi se questo da adulto poi uccide il padre per ereditare e comprarsi la porsche.

E’ facile spingere il carro in discesa, ma il problema poi è fermarlo quando ha preso velocità.

Bitcoin e moneta privata.

Moneta privata? Che assurdità, esiste già, si chiamano “assegni a vuoto”. Basta che qualcuno li accetti. Se la discutibile logica è che “il denaro ha il valore che gli si riconosce”, allora basta che ci mettiamo tutti d’accordo, e via, assegni cabrio per tutti come se piovesse. La logica è la medesima per il bitcoin, o qualsiasi altro tipo di moneta, “se noi gli diamo valore ha valore”, naturalmente il rovescio della medaglia è che come qualcuno dice, “no, per me non vale” il sistema comincia ad implodere. Esattamente come una banconota falsa, finchè nessuno se ne accorge, o meglio finge di non accorgersene, la si fa circolare normalmente ed è di fatto denaro , solo che tutti cerchiamo di sbolognarlo il più presto possibile, vero? Un motivo ci sarà. Se fosse cosi facile, basterebbe stampare ognuno a casa nostra, ed ecco la moneta privata, dove sarebbe la difficoltà? No vero? sarebbe troppo facile, quindi la soluzione è un’altra .Il valore di una moneta non può essere soggettivo, dev’essere riconosciuto a livello di comunità, di per sè è un concetto elementare ma la globalizzazione stà complicando enormemente questa cosa, scardinandone il delicato equilibrio. Non è il denaro di per se il problema, ma l’uso di una moneta comune, il dollaro, nelle diversissime società mondiali  in cui viene ad operare,  con i tremendi squilibri di creazione/potere d’acquisto,che vengono a crearsi. Non so se sono riuscito a spiegarmi. (ma ci riproverò).

Mi piacciono i martelli, se te li dò su un piede, puoi anche dire “non ho sentito niente”, (dare valore o meno alla cosa) ma dopo voglio vederti correre.

La ricchezza non può essere un concetto astratto soggettivo, può esserlo in senso lato, ma è un dato oggettivo, deve esserlo. E che sia oggettivo lo dimostra il fatto che mentre chi è ricco può scegliere di diventare povero, non è possibile il contrario, mentre se la ricchezza fosse un concetto soggettivo, funzionerebbe nei due sensi.

Per me è indiscutibile.

Da qui, lancio la mia sfida: se la ricchezza è oggettiva, come  può non esserlo la moneta che ne è lo strumento di misura? E se la moneta è oggettiva, come può non avere un valore REALE, OGGETTIVO di riferimento, visto che “il valore di riconoscimento” non lo è (il Bitcoin vale perchè io dico che vale)?

Ci sarò, però…

http://www.iconicon.it/blog/2013/11/dal-9-dicembre-litalia-dice-basta/

Intendo partecipare, spero che però ci siano anche proposte ragionevoli oltre che proteste. Perchè in caso contrario, è solo tempo perso e danni per chi lavora, come al solito. Perchè i parassiti, se non vanno a, si fa per dire, lavorare, perchè si bloccano le strade, si limitano a godersi la giornata di ferie, mentre gli altri, quelli che davvero lavorano e producono, sono i soli realmente danneggiati. Comunque un segnale è giusto darlo, ma Un primo passo deve andare nella direzione giusta, in caso contrario, diventa solo un passo indietro.

Saremo in grado di essere onesti, per chiedere riforme oneste? O ci limiteremo allo sterile tentativo di mantenere i nostri piccoli e grandi privilegi?

Vanna Marchi ha sbagliato settore, se avesse scelto di fare Finanza, oggi sarebbe un mito.

Quando vedo in tv quei “maghi” che vendono i numeri del lotto, mi chiedo come si faccia a credergli, mi domando che senso abbia una cosa così, se non sarebbe più logico per loro giocarseli da soli i numeri vincenti, guadagnare miliardi e godersi la vita. Perchè no? Ma dicono che loro vogliono aiutare i poveri, per questo li danno, i numeri. (per me li danno di più i loro clienti, i numeri, ma tant’è), ma anche cosi, con i soldi vinti al lotto, potrebbero comunque aiutare direttamente i poveri, vero o no?

Allo stesso modo, vale lo stesso ragionamento  per i gestori di patrimoni, se sono cosi bravi (a giudicare dai loro stipendi), perchè non si limitano a fare i broker “in proprio” e guadagnano per se le grandi cifre? Io lo farei. Mistero. E loro non possono neppure dire che lavorano per i aiutare i poveri, visto che i bastardi come loro i poveri non li aiutano: LI CREANO.

Gratis? No grazie.

Propongo d’iniziare una campagna feroce contro il concetto di GRATIS, gratuito, che nasconde sempre una fregatura, un fallimento.o una pubblicità. Il gratis e l’umus dove s’annida, cresce e prospera  lo spreco, lo stato e  la sanità pubblica ne sono la prova evidente. Gratis significa che non si paga, per cui facciamo i signori, tanto non (crediamo) paghiamo noi, e quindi sprechiamo. Forse che se le reti internet non fossero flat, scaricheremmo milioni di canzoni e migliaia di film che non avremo mai il tempo di guardare e sentire? (abbassando inutilmente a tutti la velocita di banda)  Noi sappiamo che in natura tutto, senza eccezioni, paga qualcosa, sempre. Perciò significa che questo costo finiscono col pagarlo gli altri, i quali non sapendolo, non possono valutarne la congruità. E gli altri degli altri siamo noi.

GUERRA A TUTTO CIO’ CHE é GRATUITO, Tutto dev’essere pagato, magari poco , ma MAI gratis. lo ying e lo yang. il bene e il male, il freddo o il caldo, il buio o la luce, in natura , in fisica, il gratis non esiste, perchè NON FUNZIONA, MAI!

Rifletteteci bene, poi se volete aderite.

Il valore è un concetto soggettivo?

La scienza economica austriaca ci insegna che nulla su questa Terra possiede un valore intrinseco. Il valore economico è sempre, sempre, soggettivo, ossia viene assegnato dall’individuo. Vero? Solo in parte, a mio parere.

Ciò che da valore alle cose, è il BISOGNO di esse  che ne abbiamo, e i bisogni si dividono in reali e virtuali. Il valore dei secondi aumenta con il calare del valore dei primi, cioè, solo alla, completa e abbondante,soddisfazione dei bisogni reali primari, cibo, acqua, abitazione ecc.ecc, può svilupparsi l’aumento del desiderio e quindi del valore dei secondi, che essendo risposte virtuali a bisogni virtuali possono esistere, tranne casi clinici, solo come complemento della completa soddisfazione dei primi.

Questo significa che non è esatto dite che tutti i valori sono soggettivi, ma che tutti lo diventano solo dopo che i veri bisogni, quindi i veri valori, sono soddisfatti.

Riassumendo: Di solito si diventa appassionati d’arte solo se si ha la pancia piena e il culo al caldo.

 

Virtualmente vostro, BITCOIN.

BITCOIN. Stanno cercando di farlo diventare la moda del momento, un novello schema PONZI per idioti, (che sarebbe la classica catena di S.Antonio.) ma non idioti normali, ma idioti dell’epoca internet. Una moneta virtuale, che però è valutata in dollari, che già è curioso come concetto. Qualcuno mi ha detto che anche il valore dell’oro è virtuale, ed è vero, come tutto il concetto di valore d’altra parte, però consiglierei a costoro di provare a procurarsi , scavando, un kilo d’oro, e vedremo se è proprio cosi facile come far girare un algoritmo sul pc, o stampare della carta. Inoltre l’oro è tale perchè dopo 10.000 anni è ancora lo stesso oro, conoscete qualche pezzo di carta o bit che possa dire altrettanto?

Allora, io apprezzo la rete, è chiaro, la uso. Però mi domando se non ci stiamo rimbambendo un pò, scambiando il virtuale con la realtà. mi domando quando si verificherà se fa più danni o più benefici, e secondo me alla fine il conto da pagare sarà molto salato, e quando ce ne renderemo conto sarà troppo tardi. La storia della rete è piena di grandi successi che evaporano nel giro di poco tempo, con tutti i soldi investiti al loro interno. Chi si ricorda il mondo virtuale di…. Non me lo ricordo più, quello in cui tutti dovevano avere un avatar, e c’era tutto un mondo con città, isole e continenti… mi ricordo che io che non lo frequentavo ero indicato dai miei amici  come un paria antiquato. Puff evaporato, con i risparmi di molte persone immagino. Come tantissimi altre società comprate per milioni di dollari che si sono evaporate come nebbia al sole, lasciando il fortunato inventore a domandarsi cosa abbia fatto per meritare un culo simile.

L’oro, al di la delle chiacchere, non lo crei a parole, ma devi farti il culo se lo vuoi, non c’è nessun algoritmo che lo crei per te, cosi come il grano, il formaggio, la casa e il pane. Vedete, Il sesso virtuale può funzionare perchè anche il piacere è virtuale, anche ai miei tempi c’era, si chiamava “farsi le pippe”, è un bisogno della nostra mente, ma il cibo virtuale non funziona, se non mangi muori. Buffo, è come vedere una versione moderna di quei guerrieri africani che si lanciavano contro i fucili perchè il loro stregone li aveva convinti che i suoi amuleti avrebbero fermato le pallottole. Secondo voi, com’è andata a finire?

Vedete, io non ho niente contro i “giocatori d’azzardo) anche se penso che i cretini stiano bene morti, (dipendesse da me, studierei un virus perchè ciò accadesse), ma potrei far finta di niente se danneggiassero solo se stessi, solo che in una società complessa e interconnessa come la nostra i danni subiti dal coglione ( a maggior ragione se essendo nel mondo della finanza gioca con soldi non suoi) si riflettono anche su chi coglione non è, con l’unica responsabilità che ha è di avere dei rapporti, famigliari o di lavoro con lui. Se il mio capo, (o mio socio, padre, figlio, madre ecc.ecc.) si rovina giocando a poker, in borsa o comprando Bitcoin,  ci posso rimettere molto, o tutto, anch’io, da qui la necessità d’intervenire.

Leggende e proposte.

Se c’è una cosa che mi fa girare i maroni, è un concetto, una frase che leggo e sento spesso, “noi abbiamo fatto ricca l’Italia, noi abbiamo lavorato!” riferita ai “vecchi” sottintendendo che chi è operativo oggi, sia un’incapace.

Ora, premesso che ho 53 anni, quindi non sono un giovane virgulto, vorrei poter ricordare a questi signori alcune cose.

Solo degl’arroganti ignoranti possono pernettersi di fare valutazioni, di qualsiasi tipo, senza considerare la situazione nel suo insieme. Oggi è molto, ma molto più difficile fare qualsiasi cosa. Qualcuno vuole confrontare cosa deve fare oggi un povero cristo per aprire un a qualsiasi attività e confrontarlo a 50 anni fa? Oggi per aprire una miserabile  pizza al taglio devi avere fatto un corso al MIT, un ambiente paragonabile ad una sala operatoria dell’epoca, paghi tasse anche sull’aria che sposti muovendoti, una serie di complicatissime e costose procedure contabili, non parliamo poi se hai del personale  e anche una concorrenza spaventosa. Non bastasse, anche la clientela è diventata enormemente più esigente, se 50 anni fa entravate in una salumeria, avevate si e no 4 tipi di salumi e 5 di formaggi (spesso coperti di mosche, di cui nessuno si lamentava, fatelo oggi, e arrivano i NAS, cioè legnate, dopo due ore). Oggi hai 8 tipi di salame, 4 di crudo 4 di cotto 3 pancette, ecc.ecc.ecc. e tutto questo costa, e prova a vendere i culi o l’articolo un pò vecchio. Oggi il cliente è sazio, e non è la stessa cosa vendere a chi ha bisogno, o convincere all’acquisto chi ha già tutto. Parliamo dell’industria e artigianato? Del lavorare come bestie nei sottoscala? Vero, oggi nel sottoscala non si lavora più. Oggi devi investire in un singolo macchinario quello che 50 anni fa investivi in tutta l’azienda casa compresa, oggi i clienti ti restituiscono merce perchè ci sono 2 centesimi di differenza dal progetto, devi consegnare ieri, e ti pago fra un anno, SE ti pago. Devi vendere non in paese, o in città o in provincia, ma almeno a livello nazionale se non in Cina, e lasciatemelo dire, è un pò più complicato che avere i clienti che ti vengono a bussare alla porta. Vendere è diventato un costo enormemente superiore a quello del produrre, il mercato cambia a ritmi sempre più folli, oggi  il ricambio è talmente veloce che spesso non si riesce più ad ammortizzare i costi, e se sbagli un modello sei fottuto, perchè l’investimento è enorme, basta vedere Nokia, Motorola, Lancia, Motomorini, Cagiva, Sony ecc.ecc. , la concorrenza è mondiale, e ti devi misurare con paesi con costi di un quinto dei tuoi. Oggi o sei il primo o sei morto, ma chiunque non sia del tutto scemo sa che questo significa solo una cosa: un’enormità di morti. Proviamo ad aprire un locale? Da piccolo andavo spesso in montagna, dove c’erano le “piole”, locali alla buona dove ti sedevi a mangiare il pollo ai ferri sotto gl’alberi su panche di legno e con l’incerata sui tavoli. Volete provarci oggi a fare cosi? Vi fucilano in piazza. Mi piacerebbe vedere quanti di quei grandi imprenditori del passato “che hanno fatto ricca l’Italia” oggi potrebbero riuscirci di nuovo. 1%?

Eppure sono sicuro che è il modo migliore per permettere ai giovani, e meno giovani, è di permettergli di PROVARE a creare impresa, senza tarpargli le ali immediatamente con regole e regolarmenti che rendono troppo costoso il tentativo, togliendogli così la possibilità di sbagliare, che è l’unico modo di accumulare esperienza e creare impresa diffusa. Se poi, l’impresa decolla,a quel punto si può metterla in regola, ma se impedisco all’aereo di decollare, non arriverà mai da nessuna parte.

Recapitoliamo (per l’ennesima volta). E si che non mi sembra cosi difficile…

Immaginate.

Proviamo ad immaginare che io mi faccia prestare 500 euro da una banca al 5% d’interesse, con questa cifra vado alla Barilla e mi compro la pasta a 0,60 cent al kilo. 833 kili.

Poi il giorni seguenti, mi metto sulla strada a venderla ad 1 euro al kilo. 5 giorni dopo l’ho venduta tutta ed ho incassato 833 euro. Torno alla banca, e restituisco il prestito più interessi, restituisco 501 euro. Mi avanzano 331 euro, detraiamo 31 euro di spese varie. Posso tornare alla Barilla e continuare da solo.

Cosa ha fatto di terribile la banca? Se come sostengono i sostenitori del signoraggio, la banca mi ha prestato 500 euro “falsi”, è anche vero che io glie li ridò, per cui alla fine rimangono un suo problema,  a me, una volta che ho restituito il prestito e pagato l’interesse, cosa mi è costato? 1 euro? E sarebbe tutto qui il dramma?

Quello che non riesco a capire, è perchè l’idea dell’inevitabilità del debito PERENNE è cosi strutturata nelle menti di moltissime persone. Diventa un problema nel momento che NON LO SI ESTINGUE ma lo si lascia crescere incessantemente. E da noi in Italia, essere in debito, con la banca, lo stato, i fornitori (pagamenti lunghi) ecc. è considerato quasi DOVEROSO. Non capisco perchè. Spiegatemelo. Le banche approfittano di noi, ma noi non facciamo niente per impedirlo, anzi le agevoliamo.

Ribadisco, il debito è, o dovrebbe essere, come lo spinta per un’auto con la batteria scarica, lo si fa quel tanto che serve a metterla in moto, poi basta. E se si rimette in moto io non continuo a spingere l’auto fino a destinazione (cioè continuare a far debito). Voi si?

SE sbaglio, ditemi dove e perchè, please.