Governare, che brutto lavoro.

Sò che non è di moda, ma vorrei difendere i governanti, non i nostri attuali governanti, ma in generale. Qual’è il compito di un governo? Quello di moderare gli squilibri di un sistema, di qualsiasi tipo esso sia, e riequilibrare significa intervenire in direzione opposto rispetto al movimento imperante, quindi frenare chi vuol correre e spingere chi vuole rallentare. Come questo possa funzionare in un sistema democratico è cosa non facile da capire, e infatti non funziona benissimo.

Un governo dev’essere PER FORZA di destra, perchè se la sx rappresenta i diritti, e la dx i doveri delle masse (semplifico), è ovvio che gran parte della popolazione lasciata libera si diriga spontaneamente verso l’area dei propri diritti seguendo il proprio istinto egoistico, per cui si rende necessario un governo che la forzi  trattenendola riportandola verso i doveri, in modo di mantenerla ad una giusta distanza tra gli uni e gli altri, cioè in equilibrio. Ciò rende poco simpatici i governanti però, almeno quelli che fanno seriamente il proprio lavoro, con grande vantaggio dei populisti che godono invece di grande popolarità. Che poi il popolo abbia ragione, è tutto da vedere, “vox populi, vox dei”, significa che la terra è piatta, che il sole gira intorna alla terra e che Barabba è meglio di Gesù.

Essere ottimisti o pessimisti? Entusiasmo o prudenza? L’opzione buon senso non è considerata, mai! L’esempio classico del bicchiere d’acqua mezzo pieno o mezzo vuoto è un classico, ma poco funzionale, io lo sostituirei usando un pezzo di corda. E’ lunga o corta? L’unica risposta sensata sarebbe: dipende: a cosa mi serve? La sola risposta sensata sempre e comunque. Ragionare sulle sensazioni è una scemenza totale, lo so, è istintivo, ma trovo inquietante che questa brutta abitudine non sia combattuta a livello culturale. L’istinto non è nostro amico, anzi nella maggior parte dei casi non lo è, ci porta o a fuggire o ad aggredire e di solito entrambe le soluzioni sono sbagliate, o perlomeno lo sono se non sono prima razionalizzate. Occorrerebbero lezioni di buon senso, invece trionfano i sentimenti (buoni per antonomasia, ma quando mai), le canzonette e gli applausi, tutti modi per soddisfare il nostro ego superficiale. Curioso, non consideriamo con la dovuta considerazione la nostra razionalità, che è ciò che ci ha resi ciò che siamo.

Ho una richiesta .

Perchè non si organizza un dibattito sulla questione principale, cioè SU COSA E’ IL DENARO? Parlare di proprietà, di diritto di stampa, di valore e di tutto il resto mi sembra inutile, se non si sa di cosa cavolo stiamo parlando, e benchè abbia letto molto sull’argomento, non mi sembra che ci sia una posizione univoca. Ma è solo con un metodo di misura RICONOSCIUTO, ACCETTATO E CONDIVISO DA TUTTI che si può progettare qualcosa e realizzarlo, ma finchè non si arriverà li, sarà solo la classica torre di babele, e si sa com’è finita.

Apps 2

E’ uscita una Apps del governo italiano che attivata da uno smartphone indica i distributori di benzina meno cari in zona. Cosi, d’acchito sembra una buona idea vero? Invece è un’enorme ca@@@@@. Possibile che non riesco a far capire che non bisogna evidenziare chi fa pagare di meno, ma solo chi esagera, chi fa pagare troppo? Perchè? Beh, rifletteteci un pò… .

Provate ad immaginare che applichino la stessa logica al vostro lavoro o al vostro settore economico, sia che siate un dipendente che un imprenditore. Il risultato? Ovvio, inizierebbe una corsa all’abbattimento dei prezzi prima,e degli stipendi poi, e alla fine rimarrebbero sul terreno migliaia di aziende e posti di lavoro; dopo di che, i pochi superstiti creerebbero monopoli, con prezzi portati ai massimi livelli con buona pace dei clienti che inizialmente credevano portasse a loro vantaggio. Che è poi quello che sta succedendo con la GDO.

SVEGLIAMOCI, stanno distruggendo la classe media, e la rete si stà dimostrando un’arma formidabile nelle loro mani.

Se proprio vogliono fare le Apps, perchè anziche indicare i più economici, non si segnalano i più ladri, cosi da eliminarli? Perchè non si denunciano pubblicamente gli aprofittatori? Immaginate ad esempio gli evasori con villa e BMW che non pagano le rette degli asili o della mensa scolastica perchè evadono risultando “poveri”, o i poveri ciechi che guidano l’auto, o gli ammalati cronici che giocano a tennis, i fannulloni di ogni genere e tipo, ( tutta gente che i colleghi, il comune, o il vicino di casa conoscono bene) Se la loro foto e il loro nome fosse messo su manifesti nelle strade del paese, denunciandoli pubblicamente, credete che continuerebbero a farlo? Pensate che sarebbero così imitati? Altro che perdere milioni di euro e anni di tempo per processi inutili, visto che non vanno mai in galera, almeno che siano indicati pubblicamente come ladri, sputtanarli, altro che privacy.

LA GOGNA.

Democrazia.

Sono le istituzioni che rappresentano uno stato, che è l’insieme di un popolo, di un paese (un’area geografica), una lingua, una cultura e una tradizione in comune. Questo popolo dovrebbe nominare i propri capi, i quali sono chiamati a spiegare le proprie direttive, ed a risponderne. Il guaio è che devono essere scelti, e questo richiede cultura, conoscenza ma sopratutto, INTERESSE. Una società che intende la democrazia come uno scambio mafioso voto / favori, non può pretendere di essere rappresentata da persone integre. Votare non dovrebbe essere un diritto di nascita, ma una conquista. Per guidare un motorino occorre la patente, per poter eleggere i governanti basta avere l’età, che poi si abbia anche la conoscenza è secondario. Come se avendo un dolore e avendo bisogno di una diagnosi, organizzassi un consulto, ma non con un gruppo di esperti, cioè persone che operino all’interno dell’ambito medico, ma prendendo i primi pirla che passano per strada. Voi lo fareste? Perchè è questa la nostra democrazia, il voto di un appassionato, un imprenditore o di un professore universitario viene equiparato a quello di un demente, un giovane ignorante o di un vecchio con l’alzhaimer. Ha senso?

La democrazia è un bene molto delicato; non è per tutti, ma dovrebbe essere riservata solo a chi la conosce, apprezza e rispetta.

Apps.

E’ uscita una Apps del governo italiano che indica i distributori di benzina meno cari in zona. Sembra una bell’idea vero? Un’enorme ca@@@@@. Possibile che non riesco a far capire che non bisogna evidenziare chi fa pagare di meno, ma solo chi esagera, chi fa pagare troppo? Perchè? Beh, rifletteteci un pò… .

Cavalli, competizione e stupidità.

“Arrabbiatevi con chi continuate a votare. Arrabbiatevi quindi anche con voi. I partitucoli patetici al potere non sono lì per grazia divina, ce li avete proprio messi lì voi.”
Si dimentica un particolare, che quelli che li votano, PER IL MOMENTO, non possono certo lamentarsene. Chi ha avuto, e se li sta godendo i propri  privilegi, cerca di mantenerli. E visto che questi privilegiati sono tanti, forse la maggioranza, abbiamo un problema.

Sul carro sono in troppi, e anche se costoro vedono che i cavalli in salita cominciano uno per volta a morire di fatica, che il carro rallenta sempre più e temono che si fermi, non si rassegnano a scendere e a mettersi a spingere, al massimo si preoccupano e pretendono che siano gli altri a farlo. Finchè i cavalli, (noi che produciamo che viviamo del nostro lavoro e che non abbiamo sicurezze) non reagiranno, non si risolverà nulla, ma i cavalli sono troppo occupati a tirare la carretta, e essendo stupidi e competitivi, sono troppo impegnati a fare da soli per capire di essere sfruttati. E’ divertente, gli sfruttatori fanno gruppo, gli sfruttati no.  Sono i più sindacalizzati. Se non fosse tragico, sarebbe da ridere.

C.V.D. Meglio un uovo oggi che una gallina domani.

Quando si è abituati come poveracci ad accontentarsi delle briciole, non c’è niente da fare. Siamo come cani ammaestrati, basta un biscottino che scodinzoliamo. Bleah.

Che vergogna, siamo ancora fermi all’acquisto dei voti, 80 euro e ci vendiamo il futuro. Non me la prendo neppure con Renzi, sa che ha a che fare con morti di fame, si è adattato. E Berlusconi? In quale altro paese civile qualcuno arriverebbe a promettere agli elettori delle dentiere? Ma siamo sicuri che sia colpa sua? Non è che i suoi esperti gli han detto “fallo che con questa feccia di popolo funziona?” E d’altra parte con l’ICI non ha funzionato? E’ la conferma che la democrazia non è per tutti, sicuramente non per noi Italiani, la vendiamo per un’elemosina. Come dare torto ai politici che ci derubano? Nella gran parte dei casi, noi li detestiamo, ma per invidia. Desidereremmo essere al loro posto. E se si comportassero bene, non li voteremmo. Noi siamo per la commedia dell’arte, per la sceneggiata, la gente seria ci annoia.

Meglio vivere a lungo, o vivere bene?

Mi sembra che si stia esagerando con tutto questo buonismo, che ci stà venendo a costare molto, troppo. Che la vita non abbia prezzo è una stronzata enorme, tanto stupida quanto falsa e ipocrita. O riconosciamo che alla prova dei fatti la stragrande maggioranza delle persone mette il proprio benessere economico davanti alla vita altrui, a volte anche di parenti stretti figuriamoci con sconosciuti o extracomunitari, o continueremo a infognarci in situazioni che non sappiamo più gestire. E’ un pò la storia del “Aiutarli? D’accordo, dimmi quanti ne prendi a casa tua”, che come argomento è un pò bastardo e scontato, ma però ha un suo senso. E non parlo solo di accoglienza di extracomunitari, sarebbe interessante provare a togliere la copertura medica pubblica facendo pagare le spese mediche al 100% e vedere quanti casi di lungadegenza rimarrebbero operativi. Sono argomenti che sollevano malumori, e reazioni anche furiose, ma mi chiedo quanti metterebbero a rischio la propria serenità economica, magari vendendo la casa e indebitandosi, per garantire pochi mesi di vita in un letto d’ospedale ad un anziano o un malato senza speranza di guarigione. Qualcuno certamente lo farebbe, ma quanti in %? E infine, sarebbe sensato?

La domanda finale è: possiamo permettercelo di essere buoni e generosi, oggi?

Borghesi di tutto il mondo, uniamoci!

Lotta di classe 2.0. Qual’è la classe borghese? E’ quella formata da chiunque può permettersi qualcosa di superfluo, un terzo paio di scarpe,  un terzo vestito oltre a quelli da lavoro e “della festa” (della messa), una bicicletta o una pizza, chiunque possa immaginare un ruolo per il proprio figlio che sia diverso dal proprio, dove esso non sia solo ” un paio di braccia in più” per il mantenimento della famiglia. In pratica, è quella che oggi definiamo “classe media”, e che abbraccia una vasta parte della popolazione, che va dal salariato al grande imprenditore, cioè include tutti coloro che VIVONO DEL PROPRIO LAVORO, da dignitosamente a molto agiatamente. Negli ultimi 60 anni in Italia e in occidente, è stata la classe numericamente e socialmente predominante, ma da qualche anno comincia ad non esserlo più politicamente ed economicamente e in prospettiva rischia di ridursi molto anche quantitivamente, ovviamente scendendo tra i poveri. Questo sta accadendo perchè è sotto attacco dalle due altre classi, i poveri e l’aristocrazia, i quali, involontariamente i primi, volontariamente e strategicamente la seconda, ne erodono la forza ogni giorno di più. I poveri lo fanno senza volerlo, semplicemente il tentativo di migliorare le proprie condizioni di vita, di diventare classe media a loro volta, li porta a spostarsi, ad emigrare nei paesi “ricchi”  creando un eccesso di offerta di manodopera che unita allo sviluppo tecnologico che riduce i posti di lavoro, porta inevitabilmente alla competizione salariale, creando un mercato al ribasso dei salari prima e dei dei prezzi poi,  i cui tragici risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti. Chi di questa situazione sta criminalmente approfittando è la classe aristocratica, (una volta terriera oggi anche finanziaria e tecnologica), quella della ricchezza FACILE, di casta o di famiglia, non derivante dal lavoro quotidiano ma basata sulla RENDITA*, sul denaro. Una classe parassitaria da sempre che ambisce a recuperare il potere ASSOLUTO perduto dal 19° secolo in poi.

Per vincere lo scontro essa può contare su tre armi potenti, i poveri, come già spiegato, la tecnologia che ridimensiona grandemente la funzione della manodopera,  ma è la divisione, causata da ignoranza e ingenuità,  all’interno della classe media che li stà facendo vincere. Non gli basta la ricchezza, vogliono il potere, e quello nasce dalla debolezza della classe media, non dalla loro forza. La classe media, NOI, siamo imbattibili se siamo UNITI.

La battaglia è in corso; riuscirà la classe media, cioè quasi tutti noi, a non soccombere? Dipenderà principalmente da 4 fatti: 1) la rapidità con cui sapremo usare la nostra forza principale, cioè l’essere consumatori e risparmiatori oltre che come lavoratori, 2) l’impegno con cui trasformeremo i poveri in classe media invertendo la direzione dei flussi, cioè arricchendoli a casa loro, trasformandoli da concorrenti in clienti e viceversa. 3) Recuperando il controllo sul NOSTRO denaro che è la potentissima e più efficace arma segreta che la nuova aristocrazia finanziaria usa contro di noi (usano la nostra avidità per dividerci, indebolendoci e rende loro potenti) 4) e soprattutto se supereremo la nostra incapacità di riconoscerci come un’unica classe, sotto attacco. Basta continuare a dividerci e a combatterci al nostro interno nelle diverse sottoclassi, salariati, imprenditori, artigiani, commercianti, pubblico impiego ecc.ecc. dobbiamo fare fronte comune.

Siamo i più forti, ma potrebbe non bastare.

*Una considerazione banale, chi ha grandi capitali ha un grande vantaggio competitivo: può permettersi di rischiare molto, perchè comunque può permettersi il lusso di perdere. Un “normale” non può. Per questo chi è ricco si può affrontare solo unendo le forze di molti “normali” , perchè solo cosi la perdita è sopportabile, dividendone il peso tra tutti. Il numero è potenza, se ben gestito.