Governo ladro? No, governo complice.

La più grande colpa del governo non è stato il fatto di rubare, ma di essere complice dei nostri furti; per decenni ha coperto i furti di molti, troppi, Italiani. Evasioni fiscali, doppi lavori, truffe , sfruttamenti, pensioni rubate, invalidità e malattie inventate, corruzione, assenteismi, appropiazioni indebite, agevolazioni sfruttate da chi non aveva diritto,  case popolari abitate da chi non ne aveva bisogno,  esenzioni x persone notoriamente benestanti, milioni di piccole e grandi malversazioni che lasciavano gli onesti allibiti e frustrati perchè pur essendo sotto gli occhi di tutti, evidenti, tutte queste disonestà rimanevano impunite, mentre l’onesto ne doveva subire le conseguenze, aumento della pressione fiscale e concorrenza sleale, domandandosi giorno dopo giorno perchè non saltare la sponda e unirsi al sempre più alto numero di impuniti. Quanti se ne sono conosciuti di delinquenti  riconosciuti come tali dall’intera comunità in cui vivvevano che hanno continuato imperterriti a fare i loro comodi? Anche la criminalità comune, dalla prostituta allo spacciatore a colui che normalmente non pagava il biglietto dell’autobus o del metrò, sono di fatto impuniti, considerati reati minori, ignorando il danno che tutti loro insieme creano alla società,  esempio tipico le truffe alle assicurazioni, con truffe evidenti mentre molti periti si costruivano la megavilla, erano noti a tutti i carrozzieri (ma non alle assicurazioni, strano no?); e i dottori che in ospedale t’indirizzavano alla clinica di famiglia? Moltissimi gli esempi. Tutte cose risapute, ma non succedeva mai nulla, “loro” i furbi continuavano a girare con la Ferrari, mentre tu, persona onesta, lotti tutti i giorni contro i mulini a vento e cominci ad odiare la tua coscienza. Chi non ricorda i ripetuti condoni di tutti i tipi? L’impunità è la prassi, la giusta punizione ci sorprende, ma poi la si considera come eccezione che conferma la regola. Siamo un popolo di stupidi, ma che si credono furbi, e non c’è nulla di più pericoloso del cane che si crede lupo.

Dati ABI sui pagamenti in Maggio: solo il 38% dei pagamenti è stato puntuale. Scommetto che tra gl’imprenditori la notizia non sorprende, e questo spiega dove stiamo andando.

Una società muore quando una persona onesta guradandosi allo specchio mentre si rade, si chiede se non stà sbagliando tutto.

Io è da un bel pò che me lo chiedo, e voi?

 

AAA. Bastone cercasi.

In Italia c’è troppa carota e troppo poco bastone. La disonestà è anche questione di rapporto rischi/benefici, se farmi corrompere o rubare milioni mi comporta il rischio di un mese di galera e un anno di domiciliari, io lo faccio perchè il gioco vale la candela, se invece mi aspettano 10 anni di lavori forzati in un’isola artica, allora ci rifletto molto bene sopra e costerebbe talmente caro da rendere poco conveniente la cosa anche al corruttore, che spaccherebbe ghiaccio legato a me con una catena, chiunque sia e anche se avesse 90 anni. (nota: curioso che uno sia abbastanza giovane per rubare, ma troppo vecchio per essere punito. Anzi, parlando di corruttori o corrotti, per me il fatto che uno sia anziano è un’aggravante, perchè, sicuramente non ha bisogno di garantirsi… la vecchiaia)

In Italia siamo vigliacchi fino alla stupidità, ( o stupidi fino alla vigliaccheria) cosi restii a prenderci responsabilità, d’aver creato milioni di SRL, senza pensare che se anche tutti gli altri sono SRL, le probabilità che ti fottano aumentano esponenzialmente. Abbiamo abbassato tutte le pene in campo finanziario e sociale, perchè essendo fondamentalmente abituati alla disonestà, considerandola “normale” ci siamo voluti premunire dal rischio che “possa succedere anche a noi”, preparando cosi un terreno fertilissimo per le fregature e i disonesti.  Siamo diventati tutti sempre più “terroni” i giovani preferiscono il posto statale, “perchè è sicuro e si fa poco”, pagare i debiti è diventato una gentilezza come rispettare gl’impegni e tutto ci è dovuto. Siamo sempre più piagnoni. Adoriamo gli avvocati e i medici, due professioni che prosperano sulle disgrazie della gente, e che fanno di tutto perchè questo accada (non tutti) lasciamo che siano loro, agli avvocati, a fare le leggi, come possiamo pretendere che non le facciano in modo che la loro professionalità sia indispensabile? ma che importa a noi? l’importante è farsi una bella cantata e divertirci, perchè incazzarci? E tutto diventato  “Napoli”, ma quella peggiore, quella dei furbi e degl’individualisti che trionfa ovunque; chi ha dato a dato a dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto, scurdiammoci il passato… . Non sarebbe male se non ci fosse anche un futuro, e visto le premesse è facile immaginare che piega prenderà. E la brava gente, presente a Napoli, Messina, Roma , Brescia, Caserta, Milano, Cuneo, Reggio Calabria, Trento, e ovunque, quella che non può fuggire, assiste inorridita, impotente e sconfitta a questo disastro sociale politico culturale e soprattutto economico, sempre più tentata di applicare il detto “se non puoi batterli unisciti a loro” anche se capisce che si stà andando nel precipizio. Ma almeno lo faccio senza farmi il culo.

Qualche stupido come me, prova a lanciare allarmi, più per coscienza che perchè creda serva a qualcosa, non sò perchè lo faccio. forse è solo per poter dire: “ci ho provato”.

Non leggere se hai il cuore debole.

http://www.iltempo.it/politica/2014/07/27/intanto-il-governo-manda-in-pensione-quattromila-insegnanti-1.1275310

Forza, continuiamo cosi. Vedete, il lavoro degli insegnanti è da considerare tra quelli “logoranti”, e occorre proteggerli poverini, loro non usano l’anno solare, ma quello scolastico, notoriamente assai lungo.

Infatti dev’essere per questo desiderio di logorarsi che ci sono centinaia di migliaia di pretendenti al posto d’insegnanti, perchè c’è un forte spirito di sacrificio, e di masochismo, in Italia. Vuoi mettere quei fortunelli del settore privato, che devono anche dare risultati? O quei fortunati delle acciaierie dei cantieri dei campi o delle officine, che si possono rilassare tutto il tempo? Non sanno loro cosa significa logorarsi.

Fate girare.

Siamo un popolo di santi (ma non di eroi).

Non abbiamo nessuna colpa, la colpa è solo degli altri; chi poi siano questi fantomatici altri, non è facile capirlo, chiaramente i Politici, ma anche i banchieri, i padroni, i sindacati, i parastatali, i ladri, i poliziotti, la magistratura, i criminali, i corrotti, i corruttori, i disoccupati, i cassintegrati, i pensionati, gl’operai, i contadini, i vegetariani, i mussulmani, i cattolici, i milanisti, interisti, romanisti, gl’intellettuali, gli ignoranti, i giovani, i vecchi, le donne, i maschi, i trans, gli automobilisti, i ciclisti, gli omossessuali, gli omofobi, i fascisti, i comunisti, i nordisti, i sudisti, i romani, gli animalisti, i cacciatori i ricchi e i poveri …

Viviamo in un paese che rifiuta la dittatura della maggioranza, quindi subisce quella della minoranza, e visto che tutti apparteniamo a una o più minoranze, facile immaginare molta confusione sotto il cielo.

Siamo un popolo curioso, abbiamo un debito pubblico di 2000 e passa miliardi di euro, ma un capitale privato di 9000 (per quanto il valore reale dell’immobiliare è discutibile) però non siamo vissuti sopra le nostre possibilità negli ultimi anni. Notoriamente fino a pochi anni fa, 2010, siamo stati un paese dedito ai sacrifici e alle privazioni, rapporto auto-telefonini-ristoranti-vacanze-abitazioni/abitanti tra i più alti del mondo (non avendo il petrolio) e contemporaneamente anche un paese ad altissimo tasso di risparmio (dev’essere merito della presenza del Vaticano questa nostra capacità di fare miracoli). Ma guai a dire che forse  lo stato l’abbiamo sfruttato, chi più chi meno, un pò tutti, l’attivo è notoriamente tutto solo frutto del nostro onesto lavoro, a partire da quello di  disoccupati e cassintegrati di lunghissimo corso e di Alitalia e simili carrozzoni di stato mantenuti in perdita da decenni, mentre il passivo è da addebitare solo ai soliti “altri” . Se poi consideriamo che in Italia solo il 50% della popolazione attiva produce ricchezza reale, ( compresi i milioni di extracomunitari), il resto essendo servizi, pensionati o parassiti, bisogna riconoscere che siamo stati molto abili.

D’altra parte sento continuamente dire che “abbiamo fatto sacrifici” per acquistare la seconda casa al mare (sic) o la Porsche; immagino i figli dei dentisti o dei notai mangiare pane vecchio o usare la luce solo in una stanza, “perchè dobbiamo risparmiare per pagarci il posto barca a porto cervo”. Sia chiaro, non ho nulla in contrario ad avere la Porsche o lo yacht, ma sentirmi dire che si sono fatti i sacrifici per acquistarli, mi fa un pò innervosire, trovo che indichi l’aver perso ogni senso della misura, e questo mi spaventa non poco. Questa crisi è epocale, e la gravità delle sue conseguenze dipenderanno dalla nostra capacità di riconoscere ognuno le proprie colpe e di collaborare alla sua risoluzione: ma finchè reciteremo tutti la parte delle vittime, e cosa grave credendoci pure, non saremo disposti a farlo. E il precipizio s’avvicina.

 

 

Made in Italy.

Vorrei far notare una cosa: l’Italia stà diventando sempre più un paese di subfornitori, terzisti; gran parte del lavoro che produciamo non è prodotto finito, e come tale riconoscibile come “made in Italy”, ma parte di prodotti che qualcun’altro commercializzerà. La cosa mi sembra, in parte, sbagliata perchè si rinuncia alla vendita del prodotto finito che spesso è quella che garantisce maggiore redittività. Tutto il lavoro è benvenuto e merita il massimo rispetto, ma fare i subfornitori spesso significa fare grandi numeri ma pochi guadagni, e sono quest’ultimi che permettono alle aziende d’investire in ricerca, di assumere, di pagare meglio le maestranze, di accumulare liquidità che permette di non ricorrere alle banche e di fare pagamenti brevi. Invece conosco aziende che producono milioni di pezzi in pressofusione d’alluminio, il cui guadagno è determinato dal prezzo dell’alluminio perchè la sua trasformazione praticamente rende zero, e mi sembra un’assurdità. Inoltre questo richiede una sempre maggior automazione, con la conseguente riduzione di personale.

Migliaia di prodotti dell’ingegno nazionale scompaiono cosi all’interno di altri prodotti magari “made in Germany” non creando un mercato proprio consolidato, perdendo così la possibilità di farsi apprezzare nel mondo, e mettendosi in concorrenza con paesi quali Cina, India , Turchia e simili,  ma creando i presupposti per essere sempre ricattabili dall’azienda capofila. Una cosa è vendere un auto italiana, una cosa i freni nell’auto tedesca, il cui produttore può sempre cambiarli con  freni turchi.

Un’auto Italiana è risonoscibile, ma il supporto del sedile di un’Audi no. I tedeschi l’hanno capito, noi no. Come al solito, noi ci accontentiamo dell’uovo, loro tentano alla gallina.

I debiti della pubblica amministrazione.

Pagare i debiti è cosa sacrosanta, però questa faccenda dei pagamenti per miliardi alle “povere aziende” vessate dallo stato, problema reale, mi solleva una questione: in questi debiti dello stato (cioè nostri), quanto incidono i vari Mose, Expo, Salerno-Reggio Calabria,  i migliaia di lavori pubblici inutili  il cui costo è stato aumentato in modo vergognoso dai furti e dalle truffe che sempre esistono quando c’è di mezzo Pantalone? O abbiamo dimenticato le truffe nella sanità con siringhe pagate dieci volte il loro prezzo di mercato? E le attrezzature di milioni di euro abbandonate? E le opere preventivate a 10 e costate 70? Tutto dimenticato? O devo pensare che chi paga delle mazzette lo fa soltanto per arricchire i corrotti? Un pò di calma, per favore.

Ricordiamoci, sono soldi di tutti noi.

Sempre sull’abbattimento del 777…

La cosa che mi incuriosisce, è il perchè dell’atteggiamento d’orrore sull’accaduto.

Ora, ci sono solo 2 ipotesi possibili: l’abbattimento o è stato un errore o è stato voluto.

Nel primo caso, non capisco le polemiche sull’accaduto: è stato un incidente, indifferentemente da chi l’ha fatto non è una tragedia diversa da un’altra qualsiasi disgrazia aerea, non essendoci il dolo. Eventualmente, sarebbe da spiegare perchè quell’aereo volava sopra una zona di guerra…

Nel secondo caso, cioè un abbattimento volontario, la domanda è: “a chi fa comodo?” Ai Russi o ai Filo russi? Perchè? Quale vantaggio ne potrebbero ottenere? Già in occidente sono i “cattivi”, dubito che uccidere 298 innocenti, di cui la gran parte occidentali, migliorerebbe i rapporti con la stampa e noi.

E gli Ucraini? Beh, per dare la colpa ai cattivi Russi, cosa che è ciò che sostengono i media occidentali, potrebbero averlo fatto per aumentare la pressione dell’europa sui Russi, incolpandoli. Mi sembra esagerato, per quanto ci si può aspettare di tutto .

Poi è un’altra questione: sò di essere un pò cinico, ma mi chiedo perchè c’è così tanta differenza tra morti e morti; se dovesse morire qualcuno che amo in un incidente aereo, che differenza fa se il suo aereo cade per un problema meccanico, un temporale o perchè viene abbattuto (per errore)? Forse aiuta avere qualcuno su cui poter scaricare la propria rabbia?

Libera stampa, soprattutto obbiettiva.

Certo che fa vergogna leggere i giornali Italiani sulla questione dell’abbattimento del 777 della Malaysia airline. Loro non sono schierati, non accusano nessuno dell’abbattimento , a parte il fatto che sicuramente non sono stati gli Ucraini.

Alcune domande:

1) Quale utilità avrebbero avuto i russi o i filo russi ad abbattere l’aereo volontariamente? Giusto per migliorare i rapporti con l’UE. e gli USA?
2) Perchè i filo russi dovrebbero avversare il recupero dei corpi? Dopo un volo di 10.000 metri cosa occorre nascondere visto che si sa che è stato abbattuto?
3) Perchè rompono tutti le palle sulle scatole nere? Cosa volete che svelino? Se sono stati abbattuti, le scatole nere non possono dire nulla, o pensate che i piloti si siano accorti da dove sono partiti i missili? Credete che chi l’ha fatto li abbia avvisati e ci siano registrazioni delle conversazioni? Perchè non consegnarle subito?  Forse perchè vogliono controllare “per primi” (sai, non è che si fidano neppure i Russi dell’occidente) se non ci siano state istruzioni sulla rotta dai controllori ai piloti per passare “proprio di li”, e quello si che sarebbe registrato, e indicativo.
4) Qui prodest?

TG1 ore 20.00 21/07/2014

” Hanno recuperato ( i filorussi) “solo” 282 corpi  su 298″. In 3 giorni, in zona di guerra, da un aereo caduto da 10.000 metri abbattuto da un missile, sparso su 15 km2. “Solo”? Ma vaffanculo giornalisti di m….. .

Questione di strumenti di misura.

Mi rendo conto di essere ripetitivo sino a sembrare paranoico, ma continuo ad essere convinto che se non ci si trova d’accordo su qual’è lo strumento di misura, non riusciremo mai a trovarce le soluzioni. Non possiamo parlare di denaro se prima non stabiliamo cos’è e come si crea (o dovrebbe crearsi), ne discutere di tasse e tassazione se non ci si chiarisce su chi è che le paga veramente alla fine. Solo se capiamo come funzionano le cose possiamo applicare la nostra conoscenza, il limitarci a conoscere non serve a nulla, perchè tutto cambia continuamente. Se continuiamo a credere che le tasse le paghiamo noi quando le versiamo e non quando consumiamo, se crediamo che il denaro si stampa, ci infogneremo sempre più nei nostri guai, illudendoci con soluzioni semplici.

Il denaro è creato dal lavoro utile dell’essere umano, da tutto ciò che esso crea e produce che abbia un’utilità di qualsiasi tipo. Maggiore è il tasso di disoccupazione, quindi persone che ne lavorano, ne guadagnano ne consumano, minore è la quantità di denaro che si crea, al quale si sostituisce il debito.

Le tasse le paga il consumatore finale di merci e di servizi, il danno creato dall’eccessiva pressione fiscale nasce quando questa porta alla rinuncia  all’acquisto da parte del consumatore finale a causa del suo alto costo; la merce invenduta o i servizi inutilizzati sono la vera perdita fiscale, perchè tutte le imposte e tasse anticipate dai vari operatori non vengono rimborsate e vanno sprecate, cosi come il lavoro e la materia prima che è sono state consumate per la sua realizzazione. Se la situazione persiste nel tempo e non viene modificata, si giunge alla chiusura dell’attività produttiva e del conseguente aumento della disoccupazione.

Riassumendo: solo il suo uso e consumo giustifica l’esistenza di un prodotto e quindi del lavoro che l’ha creato e il suo costo.

 

 

Proposta concreta di reazione.

Uno sciopero degli acquisti di 48 ore; non acquistare nulla per due giorni, senza ne anticipare gli acquisti ne posticiparli, si deve formare un buco. Occorre dare un segnale forte della rabbia, della volontà di reagire e della capacità di coordinazione di milioni di cittadini alla classe politica senza che nessuno possa però essere accusato in nessun modo di danneggiare alcunchè o di ricorrere alla violenza.

Noi persone “corrette” In Italia siamo molti di più di quel che pensiamo, solo che non ci incontriamo più, e perciò non riusciamo a contarci. Dobbiamo tornare nei bar, nelle piazze, nei ritrovi dobbiamo tornare a vederci, toccarci, sentirci, tornare ad essere reali. Solo cosi potremo aver la forza per cambiare il nostro destino.