Semplificando.

In un’economia, il lavoro è il cuore, il denaro è il sangue. Se il cuore si ferma, l’economia muore, se il sangue non circola (troppi risparmi) si formano coaguli e si muore. Entro certi paramiti tutto deve muoversi, o l’economia muore. E se muore l’economia, muore la società e noi con essa.

Mi sembra tanto ovvio da essere banale. Ma pare che sfugga a molti.

Se gli stati potessero semplicemente stampare il denaro, perchè dovrebbero ricorrere ai prestiti (BOT, BTP ecc.) pagando fior d’interessi?

O se preferite: perchè se VOI potreste semplicemente stamparvi il denaro, dovreste andare a lavorare o chiederlo in prestito?

Il dubbio è il padre delle soluzioni, la domanda la madre.

Ma davvero non ci si arriva da soli?

Ieri mi è capitato di nuovo di sentire alcuni tizi che parlavano che occorre abolire le “FILIERE” per risparmiare. Credo di averne già scritto, ma è importante ricordarlo, o per i nuovi lettori.

Le FILIERE danno lavoro ad un buon 60/70% della popolazione attiva. Logistica, trasporti, servizi, commerciale, packaging, distribuzione, indotto: qualsiasi cretino dovrebbe capire che se distruggi le filiere, tu metti sul lastrico milioni di persone, che disoccupate perdono la capacità di consumo, il crollo del quale ovviamente si riflette sulla produzione, che diventando sempre più sovrabbondante scatena la guerra dei prezzi tra le aziende che  finisce per porterne al fallimento la maggior parte; ciò che provoca a sua volta altra disoccupazione e via andare in una perversa ruota autoalimentante.

Se qualcuno conosce un pò la storia, ma basta un pò di buon senso, sa che durante la gravissime crisi economiche, vedere quella del 29 negli USA, mentre milioni di cittadini soffrivano la fame e la miseria,  i contadini distruggevano il loro raccolti nel tentativo inutile di mantenere i prezzi: spreco inutile, migliaia di aziende continuavano a fallire perchè se non c’è possibilità di spesa, cioè la domanda, nulla serve. E’ solo questione di tempo. Impedire che questo accada è compito del governo a cui spetta il controllo e l’ intervenire su abusi e su eccessi punendoli severamente, sia in un senso che nell’altro, nulla dev’essere troppo costoso o troppo economico.

Non esiste il “prezzo buono” per chi non ha un centesimo. (questa mi piace, ci metto il copyright).

L’unica cosa che fa marciare l’economia è IL LAVORO, la piena occupazione, ma non fine a se stessa (tutti pa) ma dedicata alla produzione di merci o servizi realmente commerciabili che rispondano a bisogni , cioè che il cliente voglia acquistare,  e non che sia obbligato a farlo senza percepirne un reale beneficio (burocrazia autogiustificante).

Riassumo: NON SONO I PREZZI DELLE MERCI CHE DETERMINANO LE CRISI, ma la mancanza di potere d’aquisto: finchè il mio reddito mi permette di spendere i prezzi sono sempre relativi, nessun paese è mai andato male perchè le cose andavano bene, scusate il gioco di parole, e questa mania di acquistare sempre di più a prezzi sempre inferiori ha innescato questa spirale deflattiva che ci stà travolgendo.Vogliono distruggere la classe media e lo fanno attraverso la nostra avidità, vendendoci come positiva la concorrenza, la competitività, ma è una balla; serve solo per isolarci, a farci nemici uno dell’altro rendendoci deboli e facilmente eliminabili. In una gara il secondo arrivato è solo il primo dei perdenti, lo scopo reale di chi spinge a gareggiare non è di creare vincenti (1), ma perdenti (1000) perchè chi si sente perdente, si deprime e si lascia schiacciare facilmente.

Noi dobbiamo essere come fili di ferro, che uniti e attorcigliati uno all’altro formino un fascio, un cavo forte e flessibile che più è grosso più regge pesi, dove ognuno da il suo contributo, mentre da soli siamo facile preda di ruggine e di rotture.. Ricordate che è vero  la vita è una corsa, non i 100 metri, ma la maratona. E’ solo questione di ritmo, si deve partecipare correndo,  ma se si corre troppo veloci, si scoppia lungo la strada. Alcuni arrivano prima e alcuni dopo, ma l’importante è muoversi insieme e non rischiare di rimanere fermi e abbandonati lungo la strada.

Ci prendono per scemi. O lo siamo?

Stasera su Radio 24, il giornalista informa che il catasto ha richiesto a comuni, province, regioni di comunicare la situazione degli affitti di palazzi di uso pubblico, cosi da verificare la correttezza delle somme pagate, uno dei tanti scandali di questo assurdo paese. La PA ha tempo fino ad aprile per rispondere alle richieste, cosa già inutilmente tentata in passato, ma questa volta UDITE UDITE, in caso di mancata risposta la corte dei conti potrà applicare delle sanzioni ai renitenti. Il tono del giornalista è di giubilo, finalmente ci sono dalle sanzioni per coloro che non ottemperanno agli ordini del governo o di chi ne fa le veci, e i comuni, province e simili che non ottemperanno all’obbligo nei tempi stabiliti risponderanno in solido, cioè si vedranno ridurre i trasferimenti dal governo centrale. HIP HIP URRA’. Che ne dite?

Ora, personalmente mi sono incazzato. Se vi chiedete il perchè dimostrate che abbiamo un problema. Se la “punizione” è la riduzione dei trasferimenti, chi è che ci rimette? Chi è che si vedrebbe diminuire i servizi o aumentare le tasse? ESATTO, NOI, I CITTADINI !!!!!

Che ne pensate?

Ma che Cazzo di ragionamento da figli di P…….,  teste di c…… Bastardi fanno? Sai cosa gli frega a un bastardo corrotto, che sugl’affitti drogati guadagna mazzette, se “per punirlo” tagliano i trasferimenti al suo comune ? Sai cosa gli frega, io rubo a te, e tu prendi a calci i passanti, sai che deterrenza. Sarebbero questi i sistemi di coercizione del governo verso i burocrati? Ripeto, o sono scemi, o ci prendono per scemi.

Ma la domanda è, ci siete arrivati da soli o non ci avevate pensato? Perchè se non impariamo a riflettere un attimo su ciò che ci dicono, hanno ragione loro, siamo scemi, e gli scemi stanno bene cornuti e mazziati.

PS. Bel coglione anche il giornalista, con amici cosi, chi ha bisogno di nemici?

Denaro: 2a parte

Concettualmente un assegno, insomma. Poi la cosa si complica, le note di banco diventano “al portatore” per cui, chiunque le possieda non è più obbligato a garantirne personalmente ne la provenienza, ne il reale valore, compito che spetta alla banca, o allo stato, emettente, inoltre la quantità di merci e servizi prodotti aumenta in modo vertiginoso, rendendo effettivamente impossibile l’utilizzare una singola merce (oro) come garanzia di riferimento E qui comincia il grandissimo affare per le banche, chi e come controllare se la quantità di denaro circolante corrisponde realmente al valore e quantità di ricchezza esistente? Scoperto questo, le banche che fanno? cominciano ad “investire” il denaro a loro disposizione, “prestandolo” dietro il pagamento di un interesse, cosa che da sempre facevano gli usurai, eranno sempre le stesse persone, ma con una differenza sostanziale: gli usurai prestavano, e perciò rischiavano, il PROPRIO denaro, le banche no. Da qui nasce la pratica della “riserva frazionaria” e la virtualizzazione del concetto di denaro che stà affossando il nostro sistema economico,
Ricapitoliamo: Il denaro una volta era garantito dall’oro, il quale a sua volta era supportato (+ o -) da ricchezze reali (merci, servizi, immobili, tutto ciò che è frutto del lavoro umano) esistenti. Però a causa dell’enorme aumento delle popolazioni, delle merci e dei servizi prodotti e consumati, oggi la produzione e la quantità d’oro esistente è fortemente insufficente alla bisogna, e ciò rende non più possibile questa congruenza se non con un’enorme rivalutazione del valore dell’oro, cosa non possibile per vari motivi, questo rende prioritaria una questione: venendo a mancare l’oro, la merce “JOLLY” di riferimento, chi o cosa oggi può garantire che la quantità di denaro circolante sia commisurata alle ricchezze esistenti? Come impedire che venga immesso sul mercato in quantità molto superiori al dovuto? Come impedire che quest’ultimo venga diffuso sotto forma di CREDITO (magari neanche veramente richiesto, ma indotto)  che crea a sua volta altro denaro in eccesso grazie al discorso degl’interessi sul debito? Come garantire l’equilibrio del sistema accertando che il denaro prestato da una parte sia preso a credito dall’altra in una forma di vasi comunicanti e non creato dal nulla?
Non nego che questo sistema ha dato anche risultati positivi, ma ritorno all’esempio riportato dello starter, stanno ingolfando il motore di brutto, e questo può fermarci in un momento molto delicato, mentre stiamo facendo una salita assai ripida con un mezzo assai carico;  non siamo assolutamente sicuri che i freni reggano se questo succedesse, con le conseguenze che possiamo immaginare.

 

L’ECCESSO DI DENARO CIRCOLANTE RISPETTO ALLA RICCHEZZA ESISTENTE E’ DEBITO.

Denaro, 1a parte.

Premessa 1: Ritornerò ogni tanto sull’argomento finchè nelle mie chiaccherate con alcuni lettori non mi confermeranno che il concetto è chiaro.

Premessa2: In fisica nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Questo è altrettanto vero in economia, quindi vale anche per il denaro. Non si può creare moneta dal nulla, quindi stampare non serve a nulla se non per creare debito,  funzione talvolta utile di “starter” come nei vecchi motori a carburatore, quando per partire si “tirava l’aria” per arricchire un pò la miscela, ma come sanno tutti coloro che hanno vissuto l’esperienza, se si esagera si ottiene solo di fare ingolfare il motore, e allora per ripartire sono casini.

1) Facciamo una piccola storia semplificata dell’economia: all’inizio c’è la ricerca del cibo e delle merci necessarie al consumo personale o della tribù/famiglia, basato sulla raccolta e sulla caccia. Con l’inizio delle coltivazioni e degli allevamenti, comincia a crearsi un surplus di alcune merci che portano alla possibilità di  baratto con quelle che invece scarseggiano, cioè si comincia a commerciare; io ho più capre, le scambio con la tribù vicina che ha più tessuti. Con l’allargarsi dei mercati e delle quantità di merci, la cosa comincia a complicarsi, io ho una merce pronta adesso, quella che tu mi potresti dare in cambio lo sarà tra due mesi, siamo troppo lontani, le merci sono deperibili, hanno valore diverso, ecc., nasce la necessità di una qualche forma mediata di garanzia, d’impegno. La soluzione trovata è quella di usare come sistema di scambio una terza merce “neutrale” alla quale entrambi gli operatori riconoscano un valore e che faccia da garanzia: nasce il concetto di denaro. Molte le forme di moneta usate nel tempo dai vari popoli, ma per comodità rimaniamo sulla più classica di tutti, quella più “universale”: l’oro, una MONETA  CHE E’ GARANTITA DA UN PROPRIO VALORE INTRINSECO, il suo peso, che ne costituisce evidentemente il valore, (inutile incidere su una moneta d’oro di 5 gr “25 gr”, sarebbe riconosciuta immediatamente come falsa :-)).

Intanto, insieme alla popolazione, la produzione di merci continua ad aumentare, cosi il valore, le distanze dei commerci e la quantità d’oro circolante ma questo si porta dietro una problematica, movimentare quantità d’oro sempre più grandi aumenta il rischio di furti e rapine; i più potenti e ricchi si possono permettere palazzi e guardie, ma molti altri no, e specie per quei mercanti che viaggiano, occorre una soluzione, un posto dove si possa costudire l’oro, e nascono le banche. All’inizio le banche sono “banchi di cambio” che convertono in oro vari beni e merci, che diventano luoghi di custodia, dove i commercianti depositavano i loro averi e che offrono il servizio di muovere i capitali da un luogo all’altro “virtualmente” cioè senza rischiare direttamente il loro trasporto fisico. In che modo? Facendo da garante presso altre proprie sedi o altri istituti lontani “associati” che facevano lo stesso lavoro, io ho una certa quantità d’oro presso la mia sede di Roma, con UN DOCUMENTO certifico che il mio cliente “x ” che si presenta da te a Milano chiedendoti dell’oro, ne ha depositato una certa quantità o altri valori convertibili, presso la mia banca,  e nel momento che tu glielo cedi fisicamente, tu sai che ne avrai messa a disposizione la stessa quantità presso di me. In questo modo, non è la ricchezza reale, L’ORO, che viaggia, ma un documento cartaceo nominativo che non ha nessun valore in mano ad un eventuale criminale o malversatore. Tutto questo chiaramente dietro il pagamento di commissioni.

UN DOCUMENTO CARTACEO NOMINATIVO (nota di banco, da qui banconota) CHE NON HA NESSUN VALORE REALE SE NON TRAMITE UN INTESTATARIO RICONOSCIUTO, ovverossia l’effettivo proprietario dei beni. Qualcosa assimilabile ad un assegno, insomma.

Continua.

PS. Interessante domandarsi cosa succedesse dell’oro depositato nel momento in cui i legittimi proprietari scomparivano, cosa fino a pochi anni fa assai comune tra i commercianti che viaggiavano. Ci credo che le banche arricchivano.

 

E se Giuda fosse stato un eroe?

In effetti potrebbe essere, Giuda Iscariota, il traditore, l’infame per eccellenza, potrebbe essere stato la vittima principale della storia. Premesso che io sono ateo e  non credo, mi è capitato di riflettere sulla figura di Giuda, domandandomi se egli fosse stato il carnefice, o la vittima della situazione. Il suo ruolo è stato fondamentale per lo sviluppo della vicenda di Gesu Cristo, infatti senza il suo “tradimento”, non ci sarebbe stata ne il processo, ne la condanna, ne LA RESURREZIONE di Gesù, e senza questo fatto la figura del Cristo oggi sarebbe sconosciuta. Senza morte e risurrezione, non sarebbe diverso dai migliaia di profeti che la storia ha visto. In effetti è stato Giuda a fare da detonatore a tutto ciò che poi sarebbe diventato poi il Cristianesimo, e infatti il suo suicidio può essere visto come rimorso, ma anche come l’incapacità di sopportare il dolore per aver DOVUTO causare la morte di una persona da lui molto amata. E’ solo un’ipotesi, ma mi sembra ragionevole.

In effetti, nella nostra società viene considerata assai negativamente la figura del denunciante o delatore, visto come un infame, e mi chiedo se non sia un errore: certo, c’è caso e caso, ma mi domando se colui che denuncia che sò, che l’ azienda alimentare dove lavora adultera i cibi, o che qualcuno all’interno di un inceneritore per frodare sul combustibile abbassa la temperatura dei forni rilasciando diossina nell’aria, che il vicino di campo seppellisce rifiuti tossici, che nella costruzione di opere edili si rubi sul ferro e sul cemento, o ancora che il vicino di casa dichiari reddito zero approfittando del welfare, libri, asilo, affitti agevolati ecc. mentre si sa che gira in mercedes. Potrei continuare per un bel pò, ma la questione è evidente, costoro dovrebbero essere considerati benemeriti dalla società, e giustamente premiati anche economicamente, invece non è cosi, istintivamente tendiamo a considerarli dei “Giuda” forse legati all’antica idea della “spia” al soldo del padrone, del potere, ma non è detto che sia sempre cosi, e anzi oggi forse è proprio questo che servirebbe, maggiore coraggio per denunciare pubblicamente coloro che danneggiano la società, cioè noi tutti.

Classe media, unisciti o scomparirai.

Sentenza Eternit, uno scandalo “normale”.

Ma  com’è possibile che ci siano migliaia di processi che finiscono con la prescrizione? E tra l’altro i più lunghi importanti e costosi, e ciò come minimo è sospetto. Come possono i giudici e gli avvocati sprecare cosi il denaro pubblico senza rischiare nulla? Perchè un avvocato può impunemente prolungare un processo per anni con motivazioni ridicole? E senza che rischi nulla nel farlo.Continuo a pensare che gli avvocati e le leggi (da loro spesso scritte) siano uno dei problemi più distruttivi per la nostra società, dietro la “legge” si nascondono gl’interessi di una casta, che approfittando di essa ne approfitta per fare ciò che vuole approfittando dell’ignoranza, della disattenzione e della fiducia della popolazione per fare il bello e cattivo tempo. Si usa la legge per imbrigliare la giustizia, ovviamente solo per i ricchi, mentre per la massa non rimane altro che sperare nella fortuna. Ormai siamo tutti imputabili per qualcosa, le leggi sono talmente tante e invasive da metterci di fatto sempre in posizione di essere violarne sempre qualcuna, perciò siamo alla loro mercè. Siamo schiavi di quello che dovrebbe essere la nostra difesa, perchè le leggi, la giustizia, dovrebbero essere lo scudo dei deboli contro la prepotenza dei potenti invece diventano sempre più l’arma che il potere del denaro usa per, non solo abusarne, ma anche per umiliare l’umanità. La legge dev’essere la voce della giustizia, non il contrario: legge e giustizia non sono sinonimi, anche se dovrebbero esserlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Punizione, veloce, severa ed esemplare. Anche brutale se serve.

I reati economici sono in assoluto tra i peggiori, sono quelli che portano alla fame, al suicidio, all’alcolismo, alla droga, alla violenza familiare, all’omicidio i singoli e le famiglie, e alle guerre, alle carestie, ai genocidi le nazioni. Eppure, i reati finanziari, fiscali ed economici in genere sono considerati reati “minori”, con pene pecunarie e penali ridicole. Immaginate cosa significa per un artigiano essere truffato di anni del proprio lavoro, un piccolo risparmiatore che si vede derubato da anni di risparmi, una giovane coppia che si vede sparire l’anticipo per la casa sognata o la casa che va in pezzi pochi mesi dopo averla acquistata, mentre l’immobiliare che gliela venduta è già scomparsa. O parliamo di coloro che seppelliscono liquami  e veleni nei terreni dove si coltivano i cibi che mangiamo noi e i nostri figli? Per non parlare dei grandi evasori fiscali, dei corrotti e corruttori che ci fanno pagare tutto tre volte il valore reale, o peggio per approvare o meno medicinali, ricordate Poggiolini e De Lorenzo? E poi giudici, funzionari e poliziotti corrotti e via andando. Cosa rischiano DAVVERO costoro? Qualche mese di arresti domiciliari nellae loro ville. Ma sono solo danni economici dicono, poco gravi. Poi le miserie, le malattie e i morti che ne sono la conseguenza dei loro atti, quelli non contano. Meglio punire severamente un pirata della strada che un criminale finanziario, fa niente se poi ne muoiono a decine per le conseguenze dei suoi reati economici, il sangue non si vede (subito);non dimentichiamo che le guerre, tutte, sono sempre causate principalmente da motivi economici, nascosti dietro bandiere di onore gloria e nazionalismo. Non esiste il razzismo tra i ricchi, ve ne siete mai accorti?

I crimini (dolosi, non involontari) economici dovrebbero essere puniti nel peggiore dei modi, trasformando i ricchi che li hanno commessi in veri morti di fame, loro e le loro famiglie. Ricordate “Una poltrona per due?” Il modo migliore per far soffrire un ricco è trasformarlo in un povero, ma veramente povero. Per quello molti di loro si suicidano pur di evitarlo.

Comunque, se servisse, ho delle ottime idee per punire gli speculatori, anche originali.

la vita non ha prezzo?

E’ vero? beh, immagino che molto dipenda dalla situazione. Perchè se è vero, non si capisce perchè qui da noi si spendono migliaia, se non decine di migliaia di euro per curare un anziano o un malato terminale, mentre in altri paesi non ci sono pochi centesimi per salvare la vita ad un bambino. Ammetterete che c’è qualcosa che non va. In realtà è la nostra vita , o quella di coloro che ci sono cari che non hanno prezzo, quella degli sconosciuti… dipende da chi paga. Se io vi domandassi: siete voi disposti a rinunciare al vostro benessere economico per salvare la vita di uno sconosciuto?” Cosa rispondereste onestamente? Credo che nessuno direbbe di si, ed è una cosa normale. Certo, quando in televisione si parla di danni e morti, tutti a piangere sulle vittime, a chiedere l’intervento dello stato, a chiedersi perchè non si è intervenuto prima, ma nessuno solleva la questione dei costi, anche perchè è lo stato che paga, ma se dovessimo pagare di tasca nostra saremmo cosi generosi? Ho i miei grandi dubbi.

Quindi, che “la vita non abbia prezzo” è la solita stronz… ipocrita.

Non è solo una questione etica, ma anche economica, prendiamo ad esempio le nuove normative su sicurezza, ecologia e igiene, sono cosi restrittive da creare una situazione difficile per chi deve cominciare a intraprendere un’attività imprenditoriale. Le norme sono sempre più complesse e costose, tali da rendere molto difficile ad un imprenditore alle prime armi il provare ad aprire una nuova attività, facendolo spesso rinunciare al tentativo, impedendo cosi l’apertura di una nuova attività che magari nasce da un’idea nuova, che in futuro potrebbe diventare fonte di ricchezza e di posti di lavoro, anche di grande ricchezza e molti posti di lavoro. Un’idea nuova non può nascere senza spazio, perchè è necessariamente bisognosa di sperimentazione, e quindi di errori e correzioni di rotta, ma se già le spese per il tentativo risultano subito proibitive uno rinuncia. Se Colombo avesse dovuto armare una flotta regolare anzichè tre caravelle piene di criminali, non avrebbe mai scoperto l’America. Nel mondo attività diventate multinazionali sono nate da un carretto per strada o in un piccolo buco riparato alla belle meglio, e togliere queste possibilità è economicamente criminale.

Si dovrebbe permettere alle aziende nuove una certa, comunque controllata, permissività nei primi 2 anni di vita, chiudere un occhio diciamo su una parte delle normative, permettere un periodo di rodaggio passato il quale poi far applicare le regole nella loro interezza, dato che a questo punto si è avviati.

Mentre invece non capisco come si possa permettere che imprese con gli stessi titolari possano aprire e chiudere continuamente, cosa che è prassi comune nell’edilizia. Sono nate e morte centinaia di immobiliari che nascevano e morivano ad ogni singola operazione immobiliare, cosi che poi gli acquirenti delle abitazioni, si sono poi ritrovati senza nessuno a cui rivolgersi in caso di problemi, (e stiamo parlando di persone che devono già fare interventi pesanti mentre devono ancora pagare la maggior parte del mutuo) che sono probabili proprio perchè il costruttore costruiva in fretta e male, conscio di sparire a vendita conclusa. Ed erano tutte aziende che seguivano ufficialmente le regole e normative, sopratutto a livello burocratico, mentre i controlli, quelli veri che salvaguardano il cliente finale, quelli latitano. (si sa, i burocrati amano più le scrivanie che il cantiere e il campo).

Un paese cosi, ma chi lo ha regolato? Chi ha fatto leggi cosi idiote? Basta avvocati e commercialisti come politici, ma solo persone non in conflitto d’interessi.