Il pericolo “buonisti”.

Chi sono i buonisti? In maggioranza ( non tutti) sono persone che non hanno paura della competizione sul posto di lavoro, e non l’hanno perchè di solito lavorano in ambienti protetti, almeno per ora. Pubblico impiego, grandi aziende, parastato, pensionati ricchi, famiglie agiate, ambienti altolocati; costoro sono o si sentono sicuri, e non temono di rischiare il proprio reddito; ciò gli permette di fare i generosi, anche perchè di solito, lo fanno a spese dello stato, mica loro. Questi non hanno paura degl’immigrati, perchè non li vedono come concorrenti , visto che anche se costoro dov’essero entrare, ad esempio, nella P.A. , non lo farebbero a scapito dei “buonisti”, che non verrebbero sostituiti come accade dove si lavora davvero,  ma al massimo affiancati, senza rischi di competizione salariale o al massimo verrebbero sostituiti per pensionamento. La competizione per loro è cosa da sport, a loro nessuno chiede di abbassarsi lo stipendio o di lavorare di più; questi ambienti li si riconosce facilmente, perchè sono quelli dove spesso vengono incentivati i migliori, ma non vengono sanzionati i peggiori; insomma la carota senza il bastone. Comodo no?

La cosa assurda, è che costoro parlano di “lotta tra poveri”, il che è stupido, perchè sono sopratutto i poveri che sono nella condizione di dover lottare davvero, i ricchi perchè dovrebbero farlo? Butta delle monete a terra in una riunione del Rotary, se qualcuno si piegherà a raccoglierle, sarà solo per darti una mano a raccoglierle, ma prova a farlo in una strada povera di Bombay e vedi cosa succede. I famosi terroristi dell’Isis, sono per la maggior parte stipendiati, per molti combattere, uccidere e morire, è un lavoro, un modo di garantirsi un reddito, e questa è la realtà, i poveri devono combattere per garantirsi la pagnotta, e lo fanno tanto più spietatamente quanto è alto il loro livello di disperazione.

Essere “buonisti” è, prevalentemente, un gioco per previlegiati, cosi come fare la beneficenza. Qualcuno disse una volta: ” Fare la carità non è donare i tuoi avanzi al povero, ma dividere il tuo ultimo pezzo di pane con lui”. Quanti sarebbero capaci di farlo? Io no, quindi insisto, se vogliamo eliminare la povertà dobbiamo eliminare i poveri, e questo si può fare in solo due modi: o facendoli arricchire, “aiutiamoli a casa loro”, o ammazzandoli, sempre che non siano loro ad ammazzare noi.

Farli arricchire aiutandoli a casa loro è possibile, ma certo ad un sacco di gente qui, multinazionali in primis, non conviene; dovrebbero guadagnare solo qualche miliardo anzichè molti miliardi.

Ultima osservazione, tutto questo “buonismo” è un ulteriore peso che ricade sulle spalle di coloro che davvero producono, i quali sono sempre più soggetti alla concorrenza spietata, salariale, operativa, produttiva, che rende il lavoro sempre più impegnativo, meno redditizio e più tassato. Sono sempre meno quelli che ce la fanno a resistere, le migliaia di aziende private che chiudono ne sono la prova, quando questi scenderanno sotto la soglia minima di equilibrio, e ormai ci siamo molto vicini, cosa succederà?

Si prevede che ‘Africa raddoppierà la sua popolazione entro il 2050, da un miliardo e 100 milioni, a due miliardi e trecento, dove pensate di sistemarli voi buonisti?

Risparmiatoriiiiiii……..PRRRRRRR.

 

Cosa s’intende per risparmiatore? Vorrei capirlo perchè ci sono alcuni blogger, http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.it/2015/03/mercato-libero-propone-la-tassa-di.html?utm_medium=referral&utm_source=pulsenews

assai più letti di me, che ne parlano come di vittime di stato. Ora, visto che costui intende per  “Risparmiatori”, coloro che hanno almeno centinaia di migliaia o milioni di Euro, vorrei capire cosa solitamente s’intende con questo termine, ai ricchi? Ma uno è ricco perchè “risparmia”? E dove di grazia? Se uno ha auto, ville, yacht, gnocche, vacanze, lussi vari, in che cosa e dove “risparmia”? CONTROLLI IL DIZIONARIO, PLEASE, E LEGGERA’ CHE IL RISPARMIATORE è COLUI CHE LIMITA I PROPRI CONSUMI PER ACCANTONARE, NON UNO CHE NON RIESCE A SPENDERE TUTTI I SOLDI CHE GUADAGNA. I regnanti Sauditi sono “Risparmiatori”? Bill Gates? Ha miliardi di dollari di “risparmi”? Ma come si fa a dire certe scemenze? Il suo “risparmiatore” è solo colui che guadagna più di ciò che desidera spendere, niente di più, non un benefattore o un esempio, (per quanto molto meglio di colui che spende di più di ciò che guadagna). Se poi sono i ricchi le vittime, i poveri cosa sono? Poi li confronta con i piccoli risparmiatori, stavolta con la r minuscola, accusandoli di essere appunto piccoli risparmiatori e come tali da punire; a costui non viene il dubbio che se guadagni meno di quel che ti serve per vivere non riesci a risparmiare? O che si risparmia in funzione di ciò che si guadagna? Ora, se uno è cosi bravo da guadagnare tanto, buon per lui, ma ricordo che chi guadagna tanto è grazie ai bisogni e ai consumi altrui, di cui lui “approfitta” e non perché si sacrifica. Se tutti fossero gay o grandi risparmiatori , la razza umana e l’economia scomparirebbero, anzi non sarebbero mai esistite. (Adamo ed Eva si sarebbero schifati  e se nessuno spende, nessuno guadagna).

I ricchi sono ricchi grazie a chi spende, non a chi risparmia, (a parte i parassiti della finanza) e se oggi i “Risparmiatori” sono relativamente molti, è perchè miliardi di persone sono quei consumatori che danno a loro la possibilità di guadagnare più di ciò che gli serve e di poter così “risparmiare”. E bene anche ricordarsi che se tutti fossero i “Risparmiatori” che piacciono al blogger sopracitato , col cazzo che qualcuno farebbe tutti quei lavori umili, ma indispensabili che fanno così piacevole la vita dei ricchi; sarebbe interessante vedere un mondo in cui tutti facessero i “trader”.

Il risparmio eccessivo è solo dannoso all’economia vera, perchè sono capitali fermi inutilizzati che finiscono solitamente nella speculazione, con le conseguenze che tutti sappiamo. Il denaro per esercitare un effetto benefico deve essere speso in merci e servizi, non fermarsi sui conti correnti o nei fondi, è come l’acqua d’irrigazione che per essere utile deve distribuirsi su tutto il campo, non accumularsi in piccole aree dove imputridire.

Mi sembra impossibile…

Ci stò diventando matto, come cavolo fanno tutti a non vedere cosa sta succedendo? Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri e classe media che rincula ogni giorno di più. Indebolita economicamente, ma sopratutto CULTURALMENTE, con un assurdo buonismo ipocrita, riempendoci la bocca di buone intenzioni e di grandi ideali, dimenticando che è il nostro desiderio di migliorare il nostro benessere che ci ha fatto raggiungere un livello decente di vita, e che è l’unica ricetta che può fare arricchire il resto del mondo.

La colpa è della democrazia, o meglio della vergognosa gestione di essa da parte di una classe politica senza integrità, che ha preferito comprare il voto anzichè guadagnarselo, e da una popolazione assai portata a venderlo per poco. Hanno acquistato il consenso  di una parte della popolazione grazie all’evasione fiscale e alla mancanza di regole, mentre con l’assistenzialismo e i posti di lavoro finti si è conquistati un’altra parte dell’elettorato. Come dire che due cose sbagliate ne possano fare una giusta. E ci si stupisce del risultato disastroso, siamo un popolo cosi abituato al malaffare e alla corruzione che non riusciamo neppure più a riconoscerli, per la gran massa di noi, è NORMALE passare avanti nelle file, farsi dare, o dare, un “aiutino”, fare spendere alla società mille per poter ottenere “1” noi. Quanti di noi non hanno mai approfittato di un’assicurazione dopo un incidente in cui avevamo ragione? Certo, la nostra scusa è : “tanto sono tutte ladre”, o peggio “lo fanno tutti”, e ci scarichiamo la coscienza, è vero o no?

Ma come facciamo ad essere cosi ipocritamente ciechi? Tutti che si lamentano di tutto,  a partire dai cosidetti “risparmiatori”, che si sentono sotto attacco, il che è ragionevole, ma possibile che non si rifletta sul semplice fatto, indiscutibile, che se si è vissuti più che dignitosamente, e si è potuto contemporaneamente risparmiare, e non poco, significa che si è guadagnato piuttosto bene? Non è un’opinione, è un fatto dimostrato, sotto gli occhi di tutti. Perchè siamo cosi disonesti e poco obbiettivi? Non ci rendiamo conto che questa opportunistica visione distorta della realtà ci porta a fare scelte sbagliate, le cui conseguenze non saranno opinabili ma fatti con cui dovremo fare i conti.

FATTO: In Italia ci sono quasi 4000 MILIARDI di Euro in fondi, obbligazioni, conti correnti e investimenti finanziari, cioè denaro, ( + i beni all’estero) a cui si devono aggiungere le proprietà immobiliari, artistiche, industriali, culturali ecc.ecc. . Siamo RICCHI. Fonte: corsera economia 23/03/2015   

Vedi anche http://www.laforzamotrice.it/?p=2601

Ma i peggiori di tutti sono i cosidetti “buoni”, quelli del siamo tutti uguali , che è una stronzata pazzesca; io non sono uguale, io sono io, con tutti i miei (pochi) pregi e i miei (molti) difetti. Riconoscere queste diversità non significa affatto discriminare, ma solamente essere obbiettivi. Non ha senso organizzare una gara tra un 20enne di 75 kg x 180cm e un 80enne di 120 kg x 155cm, vero? Miracoli a parte, non sarebbe corretto, e ciò è logico. Uguaglianza, libertà, sono solo parole inutili, elette a simbolo per manipolare una massa di ingenui o sciocchi che ne otterranno più danni che altro.

Libertà: la libertà non esiste, siamo schiavi dei nostri bisogni, fisici, sentimentali e psicologici prima ancora che sociali, quindi come puoi costruire una libertà universale se non esiste quella individuale? E l’uguaglianza? Se io nasco brutto e povero in una steppa Mongola, e un altro ricco e bello a Londra, che possibilità ci sono che la nostra vita sia “uguale”? Certo, una su un miliardo teoricamente c’è, ma da qui a dire che siamo uguali ce ne corre, o no? Giusto lottare per tentare di dare a tutti pari opportunità, uno stesso punto di partenza, ma anche in questo assai improbabile caso, dare pari possibilità è una cosa,  voler garantire pari risultati è un’altra, è negare l’individuo. Non siamo liberi, non siamo uguali, non siamo fratelli, e benchè riconosca alla rivoluzione francese di essere stata una delle più fulgide luci, forse la più fulgida, nella storia dell’umanità, questo non significa che il suo motto, Libertè, Fraternitè, Egalitè,sia da prendere alla lettera, ma solo come aspirazione teorica. Dobbiamo tenere i piedi per terra, perchè non siamo uccelli, non siamo fatti per volare. Diritti e doveri.

Ricordo per l’ennesima volta, che le mie osservazioni non sono di tipo morale, ma di tipo pratico; tutto questo ci stà portando al disastro, se non ci svegliamo, E ALLA SVELTA, se non cambiamo strada, tra un pò i vivi invidieranno i morti. Troppo melodrammatico? Lo spero con tutto il cuore.

CONDIVIDETE, …. se condividete.

 

Scandalo al sole.

Una cosa curiosa mi ha colpito molto recentamente: un paio di persone che conosco, reduci da un viaggio i Cile una e in Brasile l’altra, sono rimasti sorpresi dal fatto che in molti posti di questi due paesi, specie nelle città, chi pagava con la carta di credito poteva ratealizzare anche cifre molto contenute, tipo il prezzo di un pieno di benzina o l’acquisto di un paio di polo.

Sembra che il contante stia quasi scomparendo, mentre l’uso di carte di credito revolving sia ormai diffusissimo in quelle aree,USA docet. Carte di credito revolving, ovvero lo strozzinaggio legalizzato, spero che voi le conosciate bene, cosi le eviterete come la peste.

http://www.repubblica.it/economia/2013/08/08/news/la_trappola_delle_carte_di_credito_revolving_compri_subito_ma_non_finisci_mai_di_pagare-64458011/

Ora, molti di voi avranno come reazione normale il “se sono polli, peggio per loro”, e devo dire che è una reazione sensata; ma, c’è un ma. La gran parte di questi prestiti sono destinati a finire male, non occorre che vi spieghi lo schema Ponzi, e una domanda mi viene spontanea, mentre un brivido mi scende lungo la schiena: ma di chi sono tutti quei soldi che si prestano a questa gente disperata? (Perchè è ovvio, che solo gente disperata paga interessi del 25% o superiori, quindi mi pare ovvio che la cosa è assai rischiosa, vedi subprime). Io ho l’orribile sospetto, ma più una sicurezza, che l’origine di questi soldi siano i nostri risparmi. Risparmi che la nostra banca presta alle finanziarie, che a loro volta la prestano ad altre che emettono le carte revolving. Ogni passaggio ci ricarica sopra un x per le spese, un x per i rischi, un x per l’interesse, ed ecco che il taeg esplode. Ripeto però il concetto fondamentale, SOLO I DISPERATI, O GLI IDIOTI, PAGANO TASSI NEGATIVI COSI ASSURDAMENTE ALTI, e trattare con costoro è sempre un grande rischio. Quindi la questione diventa, ma se poi costoro non pagassero in massa, ipotesi che in situazioni di crisi e disoccupazione non è peregrina, chi ci rimette soprattutto? Indovinate? Un aiutino?

Non i vari intermediari, che si limitano a dare bancarotta, perchè avendo ognuno di loro utilizzato il denaro preso a prestito a sua volta , di soldi loro non ce ne sono, percui chi ci rimette è solo chi davvero quel denaro si è limitato a versarlo, ovvero i risparmiatori.  Noi, agnelli sacrificali, e un pò stupidi.

Meditate gente, meditate e diffondete, Il gioco è semplice e micidiale se non lo capiamo tutti come funziona la pagheremo tremendamente cara.

 

Piano, con il termine EROE.

http://www.secoloditalia.it/2015/03/dopo-stacchio-eroe-carabiniere-in-congedo-morto-dinfarto/

Massimo rispetto per la persona, ma mi sembra che oggi il termine EROE si usi un pò troppo facilmente. Se è un’eroe uno che muore, d’infarto, mentre insegue un rapinatore in fuga, o colui che muore in un incidente stradale nella stessa situazione, mi domando come definire coloro che si sono immolati volontariamente per salvare gli altri.

Mi viene in mente la storia dei due sommozzatori russi VOLONTARI (20anni)che si sono immersi nella piscina di acqua altamente radioattiva sotto il nocciolo di Chernobil  per aprire le valvole e lasciare fuoriuscire l’acqua per evitarne l’esplosione. Stesso discorso per gli elicotteristi che hanno continuato a bombardare di bario e di vari materiali il nocciolo ben sapendo che non potevano evitare le radiazioni mortali.  Avete idea a quale modo di morire si sono condannati VOLONTARIAMENTE? Ustioni, tumori multipli, dolori tremendi… .

Ripeto, rispetto per tutti, ma impariamo a mantenere il senso della misura, non è giusto continuare ad abbassare l’asticella..

Tanto per non sbagliarsi… sono stufo di aver ragione.

Fallisce la Hipo Adrian Bank, o meglio la bad bank che ne è derivata http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL5N0WD2DK20150311 , la novità è che d’ora in poi, in caso del fallimento di una banca, non sarà più lo stato che interviene, ma pagheranno azionisti, obbligazionisti, e in ultimo i correntisti con conti superiori ai 100.000 euro.

Ora, mi vengono due osservazioni: la prima, quanti azionisti e obbligazionisti sanno di esserlo? Gran parte di questi investimenti non sono fatti direttamente dal risparmiatore, ma attraverso operatori finanziari, per cui l’azionista o l’obbligazionista in realtà spesso non sa di esserlo, quindi ovvio che non ha nessuna responsabilità diretta nelle politiche della banca; ma ovviamente ne risponderà come se lo fosse. Inutile commentare poi la responsabilità del correntista.

Ora, la cosa che mi fa veramente incazzare è però un’altra: cioè cosa pagano i VERI RESPONSABILI del fallimento? Dirigenti, amministratori delegati, sindaci, quadri, dipendenti, bancari insomma, cioè tutti coloro che in piccola o gran parte sono i SOLI veri responsabili che hanno causato il fallimento della banca, e che probabilmente ne hanno ottenuto lauti profitti e bonus? Loro al massimo perdono il posto di lavoro, ma ad esempio i loro  lauti fondi pensione che fine fanno? Vengono usati per pagare i debiti o rimangono intoccabili? E le loro liquidazioni? Investitori ignari e innocenti  pagano, i veri responsabili no?

Non credete che il loro comportamento, ad ogni livello, sarebbe più prudente se sapessero di rimetterci anche loro? Che certe operazioni finanziarie rischiose fino all’assurdo non esisterebbero se tutti i personaggi , dall’ad allo sportellista, sapessero di essere responsabili? Continuo a ripeterlo, finchè ci saranno personaggi che non rischiano mai in proprio, ( il felice mondo degli “esperti finanziari”) che giocano usando soldi altrui guadagnando tanto quando va bene, e poco quando va male, il livello di rischio sarà portato SEMPRE troppo in alto, e il disastro  è inevitabile.

Mondo 2.0

Internet come nuova linfa vitale al sistema economico mondiale. Ridurre il mondo, togliere i confini tra genti e culture, una nuova arena globale. Anche Renzi  e il governo italiano vuole investirci miliardi di euro. Mah, non che non ne capisca l’utilità, ma mi chiedo anche quali siano i pericoli, e non alludo alle stronzate tipo la pedofilia e cose del genere. Quanti milioni di posti di lavoro stà distruggendo la rete? Quanti milioni di persone prima lavoravano nel commercio e adesso stanno perdendo il posto “grazie” all’ E-Commerce? Quanti professionisti e consulenti? Sapete quanto lavoro distruggono, ad esempio, gli E book? E l’audio video digitale? E l’industria  dei supporti, le videoteche, le discoteche, la logistica e produzione, che fine fanno? Tutta la famigerata “filiera” che i coglioni sono felici scompaia, senza capire che con essa scompaiono molti milioni di posti di lavoro, e con che cosa sostituirli?

E poi, la domanda che mi pongo io è anche un’altra, dove ci porterà la totale fine della privacy? Facebook, twitter, telefonini, telecamere, tutto questo controllo sempre più asfissiane e invasivo delle nostre vite non è decisamente esagerato? Non è che questa presunta ricerca di convenienza e di “sicurezza” stia diventando troppo costosa? Non è che le macchine stanno prendendo il sopravvento sull’uomo?  O meglio pochi uomini controlleranno il resto dell’umanità grazie all’uso delle macchine? Se non erro, nel Job act, è prevista anche la possibilità di monitorare i dipendenti tramite telecamere. Ora, capisco che uno dica: se faccio il mio dovere non ho motivo di temere, ma la domanda è: chi stabilisce il limite del mio “dovere”? Come si misura? Quali i parametri? Quelli decisi dal dirigente in base ai bisogni dell’azienda e delle sue macchine (e del suo bonus)? Certo che se poi si legge che la differenza salariale tra dirigente e operaio è di 350 ad uno, capisco che l’azienda abbia bisogno di produttività, ma come operaio o impiegato mi domanderei se il dirigente davvero produca 350 volte più di me. Ma sopratutto, il mega dirigente, risponde dei danni causati dai suoi errori in modo comparabile ai guadagni? O per loro vale il sempreverde “chi ha dato a dato a dato, chi ha avuto ha avuto ha avuto? Trovo accettabile gli stipendi milionari, a patto che siano milionari anche i rimborsi degli eventuali errori fatti, ma come già ho detto, non succede mai.

Ora qualcuno dirà che è un discordo già fatto nell’ottocento, i “nichilisti” chi allora distruggeva i telai, ma è vero che la tecnologia ha spostato gran parte delle masse lavoratrici dalla produzione al terziario prima e terziario avanzato poi, ma adesso se l’intelligenza artificiale ci scaccia anche da li, dove andremo a finire? A fare il consumatori puri e semplici? Le macchine che lavorano al nostro posto e noi pagati solo per consumare? Beh, sarebbe interessante, ma è possibile?

Ieri ho assistito a quella che per me era una novità, un posto di blocco con un aggeggio in grado di verificare “in tempo reale” se le auto che passavano erano assicurate e/o avevavano fatto la revisione. Chi non superava l’esame era fermato e subiva il sequestro immediato dell’auto. Ora, concettualmente la cosa non fa una grinza, però poi, come al solito mi sono chiesto qual’è l’altra faccia della medaglia: mi sono chiesto il perchè qualcuno vada in giro senza assicurazione e senza revisione; ora criminali veri a parte, l’unica risposta ragionevole è che “non hanno i soldi per assicurare l’auto e per rivisionarla”. Mi metto nei panni di qualche povero cristo che, senza lavoro, specie tra gli agenti di commercio e piccoli professionisti oggi il problema è molto diffuso, cercano di arrabattarsi in qualche modo gironzolando qua e la per comprare o vendere qualcosa, o facendo lavori saltuari. Però per poter fare questo l’uso dell’automobile è spesso indispensabile, perciò mi chiedo, cosa cavolo possono fare costoro? Perchè il governo anzichè spendere soldi in casse integrazioni e sussidi vari, “a perdere” non crea milioni di posti di lavoro che vengono pagati con le stesse risorse, obbligando però costoro a lavorare, insegnandogli contemporaneamente un lavoro e sviluppando nuove conoscenze tecniche che il lavoratore possa poi eventualmente riciclare in attività privata? Asili, assistenza anziani, contruzione case popolari, gestione del territorio, ordine pubblico, controllo fiscale, ristrutturazioni e recupero di aree e monumenti pubblici, chiunque riceva un aiuto economico dallo stato dovrebbe lavorare, o studiare, senza riserve, producendo e imparando, con lo stato che possa fare anche da start Up a coloro che magari s’inventano nuove soluzioni creando imprese e prodotti che possano piacere al mercato. Oltretutto si eviterebbero le migliaia di truffe, vedi piloti e dipendenti Alitalia, che sulle casse integrazioni e simili ci speculano.

Sono stufo di sentire che tutti coloro che sono in difficoltà pretendono aiuto dal governo “a prescindere”, lo stato non deve regalare niente a nessuno, ma deve dare a tutti la dignità di un lavoro, decentemente pagato, dopo di che occorre arrangiarsi con le proprie forze.

Come Volevasi Dimostrare

http://www.corriere.it/economia/15_febbraio_27/fondo-quatar-qia-rileva-progetto-porta-nuova-90698176-be73-11e4-abd1-822f1e0f1ed7.shtml

Come continuo a ripetere, non hanno bisogno di fare guerre e terrorismo, non devono conquistarci, gli basta comprarci. Quanto vale l’indotto? Quante tasse pagheranno al comune di Milano?  E come pensate che questo possa impedirgli di costruire moschee?

E sempre una questione di DENARO. Se davvero non vogliamo diventare servi degli stranieri la battaglia principale è sempre la stessa, quella finanziaria. Per questo ho cominciato questo piccolo insignificante blog, nella speranza che si diffondesse la consapevolezza che tutto dipende dal denaro, e dalla sua circolazione. Sia chiaro, non è che il denaro sia tutto, ma purtroppo noi crediamo che lo sia. Come ho gia scritto centinaia di volte, abbiamo scambiato il fine con il mezzo.

A questo proposito mi viene una riflessione sull’euro, personalmente la politica del NO EURO non l’ho mai trovata particolarmente convincente, cosi come l’avversione alla Germania, che trovo solo in parte giustificata, ma in gran parte pretestuosa. L’ho detto e lo ripeto: i Tedeschi hanno puntato sullo sviluppo continuato delle loro industria mentre troppi imprenditori italiani si sono seduti sugli allori, puntando sul “Made in Italy” e sul “siamo i più bravi e belli”, reinvestendo troppo poco dei loro guadagni in azienda e in ricerca e preferendo spendere in beni voluttuari per se stessi. Cosi come spesso si è preferito usare i soldi delle banche per finanziare le aziende anziche usare i propri , con tutti i rischi che ne conseguono se nasce in caso di crisi. Un esempio evidente di questo modo sbagliato di fare è l’abitudine tutta italiana, dei pagamenti a 60/90/120 e anche oltre. Almeno il 50% dei debiti e dei rischi delle aziende italiane verrebbero a sparire se si applicassero dei tempi di pagamento di 30 giorni, come nella cattiva  Germania, invece in questo settore non si muove foglia. Non parliamo poi dell’attività del sindacato italiano, del concetto di produttività specie nel pubblico e nella grande industria, meglio stendere un pietoso velo di silenzio. Se avessimo risolto, e ne abbiamo avuto l’occasione, questi problemi, oggi saremmo tra le locomotive dell’europa, e non un vagone.

Tornando all’Euro, non credo che sia direttamente resposabile dei problemi che abbiamo, ma lo sia indirettamente. L’ Inflazione che abbiamo avuto all’inizio del passaggio lira euro, il famoso cambio 1 euro, 1000 lire,  è in gran parte da addebitare alla speculazione vergognosa che ne è conseguita, cosa che poi nel tempo si è in parte riassorbita, ma sopratutto, l’eliminazione del rischio cambio grazie all’euro ha fatto aumentare la disponibilità di credito all’Italia, grazie anche a tassi d’interesse interessanti, come è successo a Grecia, Spagna, Portogallo, se ne è approfittato alla grande, vedi le varie “bolle” immobiliari e finanziarie, creando le basi del disastro esistente oggi.                         E INEVITABILE DOVER ACCETTARE L’IDEA CHE AVERE CREDITO FACILE E’ SPESSO MOLTO PIU DANNOSO CHE AVERNE POCO. (Per questo personalmente sono assai dubbioso su tutti questi “quantitative easing”)

E’ un bel guaio, un’idea che è nata con la speranza di costringere i paesi a puntare sul lavoro invece che il ricorso a vantaggi indiretti tipo “svalutazione competitiva” che avrebbe dovuto costringere i vari paesi a concentrarsi sui miglioramenti dei prodotti e delle metodologie di produzione, è invece diventato terreno di conquista della speculazione finanziaria, che approfittando della tendenza sempre più diffusa al ” vivere di rendita” che permea sempre più anche il nostro paese, dove dopo aver dimenticato la miseria degli anni passati, sembra che la massima ambizione di un sempre maggior numero di noi è aspirare alla pensione, cassa integrazione, reddito di cittadinanza, superenalotto, slot machines, lotto, gratta e vinci, certo pubblico impiego, “tutto è sempre meglio di lavorare” anche l’idea di guadagnare con la speculazione finanziaria non può che essere affascinante. Cosi gli squali vedono il mare riempirsi di poveri pesciolini idioti che aspettano solo di essere sbranati, pesciolini cui fanno credere di essere squali e che il mondo sia una cornucopia da dove escono doni all’infinito, pesciolini che credono che quei signori in giacca e cravatta con i loro sorrisi a 32 denti, le loro lauree e i loro mega uffici e stipendi, siano li solo per aiutare loro, che siano i buoni mentre sono i loro boia.

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