John Ludd, un grande.

DIstrazione

Chi non ricorda questo monologo che ha fatto giustamente epoca nel contesto di un film a sua volta epocale ?

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.”

Non è necessario aspettare di poter giungere alle porte di Tannhäuser, potrei riscriverla così:

Io ne ho viste cose che chi sta seduto nel suo salotto a lamentarsi della sua sorte senza fare nulla, non potrebbe immaginare: un uomo emergere da un tombino, coperto di feci umane, un sottocasta di quelli che mantengono la rete fognaria in una delle tante disperate metropoli del subcontinente indiano. Uomini scalzi con temperature sotto zero che portano bombole di gas pesanti 35 kg ai ricchi avventurieri dei miei cojones che albergano al campo base di un ottomila, ragazzini che a 20 centesimi di dollaro al kg portano pesi superiori al loro su e giù dalle valli del Khumbu per giorni e giorni, cercando di fare il più in fretta possibile per farne un’altro e poi un’altro ancora. Ho visto centinaia di persone vivere nelle discariche di Nairobi, dove nascono, vivono (?) e muoiono, mangiando avanzi e raccogliendo pezzi di metallo. Donne e bambini appena fuori dal quartiere tursitico di Kathmandu sdriatati per terra, con piaghe purulente, spesso autoinferte o inferte dai loro padroni, per attirare pietà e raccogliere due soldi. Ho visto folle di giovani sulla loro motoretta, inurbati di recente, fuggiti dalle campagne che sperano in qualcosa alzandosi alle 5 e rientrando dopo 14 ore, a Saigon, a Jackarta in tanti posti, tutti uguali… e potrei continuare per ore…

ma sono stanco, di vedere queste cose e di sentire le parole di folle di imbecilli che non hanno la più pallida idea del culo immane che hanno avuto, e quelle infami, peggio che uno sfregio, dei maiali che sostengono che la povertà è in calo perchè il reddito è passato da zero a 100 dollari al mese. Branco di stronzi, ci sono miliardi persone che avevano uno straccio di vita sociale, viveano un ambiente misero ma che si autososteneva, e ora non hanno niente, se non sogni irrealizzabili, polmoni disfatti dallo smog e una vita di merda. E allora tutta sta gente che non perde l’occasione di stare zitta, torturando gli altri con le loro sconcezze, sono biomassa, non appartengono alla mia specie, non so cosa siano, ma non siamo uguali, neanche un pò.

Ma certo Phitio che ci sono anche esseri umani la fuori, serve poco sai, un gesto che dà un sollievo parziale e temporaneo, viene ricordato a lungo, fa sentire meno soli. Qui in media appena uno ha l’influenza precipita nel terrore… ah nessuno comprende la mia estrema sofferenza… immagina sentirsi davvero abbandonato per sempre. Per questo adoro questo vecchio prete argentino, parla di speranza perchè sa cosa vuole dire mentre qua ci si riempie la bocca di termini che non si comprendono… ah spero di potermi comprare la macchina… Deve costargli un sacco andare in certi posti a guardare in faccia i carnefici e sorridere parlando duro ma pacato. Cazzo, non ci riuscieri mai ! Sì ci vuole fede, una fede di ferro, ma senza coerenza non serve a una minchia, è solo un’altra vuota parola. E di coerenza ne vedo poca, pochissima e allora penso che il replicante Rutger Hauer fosse un profeta…

“E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.”

Un commento di John Ludd, che scrive ogni tanto su Icebergfinanza. Un grande.

Stupidi

DIstrazione

una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita“.

Lo dice il Cipolla ed è una buona descrizione. Però la mia domanda è un’altra, cosa fa di un’individuo uno stupido? Per me è una questione di mancanza di prospettiva; lo stupido è colui che non si domanda cosa succede dopo, quali sono le conseguenze delle proprie, ed altrui, azioni. Diciamo il classico “non vedere al di la del proprio naso”, che unito alla conseguente ignoranza creano un mix potenzialmente esplosivo. Dico conseguente ignoranza perhè è ovvio che se uno non si chiede cosa c’è dietro l’immediato, non è stimolato a formulare ipotesi, ad allargare il proprio orizzonte e quindi a informarsi, a conoscere; lo stupido, secondo me, è una persona inconsapevolmente arrogante, perchè pensa che la sua vita sia indipendente, non considera i migliaia di piccoli e grandi collegamenti  a chi vive intorno a lui. Questo discorso si riallaccia al concetto di libertà che ho già altre volte criticato, un concetto utopistico e, appunto, stupido perchè non tiene conto della società in cui viviamo, dei migliaia di servizi dai quali noi dipendiamo per il nostro vivere di ogni giorno, a cominciare da casa, acqua, energia per finire a chi ci fabbrica le scarpe o gli abiti oltre a quelli emotivi. Una rete immensa, di cui lo stupido non considera neppure l’esistenza limitando la propria attenzione solo su quelli che sono i suoi riferimenti più immediati; non capisce, non vuole capire, perchè deve preoccuparsi se aumenta o diminuisce il tasso di sconto negli USA, a lui cosa frega? L’america è lontana.

E chiaramente per lui, lo stupido, è stupido chi si preoccupa per il prima e il dopo, che non “vive l’attimo”, non si “gode la vita”, ignorando che tutto ciò che noi consideriamo progresso (ma lui no, perchè non si pone il problema) è nato grazie a coloro che si sono chiesti il perchè delle cose, e non solo il come. Forse è normale essere stupidi, è umano almeno per quella parte emotiva che misura tutto il mondo paragonandolo alla propria realtà, al proprio tempo fisico e spirituale, ai propri desideri e sensazioni: lo stupido è egocentrico. Per esso la storia inizia e finisce con la propria esistenza, il prima non gl’interessa, e neppure il dopo (ma in questo a ragione) non si rende conto che è figlio della geografia e della storia, e che sono questi gli elementi che possono cambiare in modo drastico, nel bene e nel male, la sua vita.

Concludendo, lo stupido è colui che non vuole prevenire niente, preferisce affrontare le cose giorno per giorno. Beh, se è fortunato, forse ha ragione lui.

NOTA: MI SCUSO PER LA NON ECCELSA FORMA GRAMMATICALE DI TUTTI I MIEI ARTICOLI, MA SONO PIGRO, QUINDI NON CI FACCIO TROPPA ATTENZIONE, IO SCRIVO COME PARLEREI, ABBIATE COMPRENSIONE.. 🙂

Cazzate a profusione. (anche mie)

DIstrazione

Incredibile quante ne circolano, ma delle più assurde. Non amo facebook, ma ho cominciato a seguirlo un pò più spesso e mi sono reso conto dell’incredibile stupidità che c’è in giro. Notizie assurde, commentate ancora più assurdamente, notizie evidentemente farlocche che raccolgono grande seguito, scambi di insulti a tutto spiano senza ne capo ne coda, e spesso senza motivo, problemi posti in modo assolutamente superficiale con soluzioni tanto sceme ma che raccolgono migliaia di “mi piace”, (servono soldi, lo stato li distribuisca) e un sacco di contraddizioni e paradossi che quasi nessuno annota, raccoglie o discute. Ragionamenti quasi mai. Proprio la subburra della peggiore specie, l’ignoranza totale esibita con orgoglio, l’unica ragione è poter dire la propria sperando che la leggano in tanti, che poi la si dimentichi dopo un secondo non ha importanza, ormai non si cerca più “i 15 minuti di celebrità” basta apparire per un piccolo lampo, mamma mamma appaio per un minuto in tv, facendo la figura dello scemo, ma almeno appaio, quindi esisto. Appaio in tv, ergo sum. Povero mondo. Un’osservazione solamente. curioso che i più feroci critici della società e dello stato siano sopratutto i benestanti, quando non addirittura i ricchi, cioè coloro che in questa situazione hanno potuto prosperare. Non è illogico?

 

PS. Per i buonisti: ma uno che fa l’operaio a 1200 euro al mese, che prende assegni famigliari per 5 figli, è aiutato dal comune con casa popolare e aiuti per le bollette e dallo stato con scuola e sanità… davvero aiuta a pagare le pensioni?

Giustizia è informazione.

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Solo una corretta e approfondita informazione permette all’essere umano di dare un giudizio corretto su ciò che accade, la superficialità di cui si rende responsabile l’informazione mediatica, è quanto di più grave e vergognoso una società civile possa rendersi colpevole. Eppure oggi, o da sempre, è ormai la normalità, notizie date in modo parziale, incomplete, travisate quando non addirittura inventate di sana pianta, sono l’arma preferita delle elites per controllare e indirizzare la masse, portandole ad uno scontro che non può avere ne vincitori ne vinti, ma solo sopravvissuti. I giormalisti, o sedicenti tali, dovrebbero essere scelti in base alla loro obbiettività e non alla loro capacità di scrivere; il loro compito è, dovrebbe essere, di DARE una notizia,  non di crearla, d’informare, non di creare emozioni, quello spetta agli scrittori, e anche  commentare la notizia  è un lavoro che possono fare in separata sede. Io giornalista come prima cosa devo evidenziare un fatto, analizzarlo inserendolo in un contesto fornendo le varie chiavi di lettura, e poi, a parte, commentarlo. Ne dovrebbero rispondere personalmente, con i loro beni.

Se a questo ci aggiungiamo la pigrizia mentale del pubblico, ecco che si capisce perchè la gran parte della “gente” non sa giudicare correttamente gli avvenimenti, per cui risulta alla fine inutile il suo parere. Ma come una mandria di bufali, la massa rimane ferma subendo, fino al momento in cui reagisce e scoppia il panico eallora  carica alla cieca, travolgendo tutto e tutti, senza fare distinzioni… e se davanti alla carica c’è un precipizio, la mandria ci finisce dentro.

Usate la testa, non le palle, e forse i padroni dell’informazione perderanno la battaglia nella quale noi classe media ci stiamo giocando il futuro.

Ps. Poi adesso ci sono anche i social a complicare le cose, con il loro enorme carico di cazzate, banalità, semplificazioni, e balle inventate di sana pianta. Non che sia concettualmente sbagliato che ognuno possa dire la sua, ma prima bisognerebbe poter accertare che ci fosse dietro un cervello alla lingua.

Libertà, assurda e pericolosa utopia.

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La libertà non esiste. In natura tutto ciò che funziona, lo fa grazie al fatto che al caos si sostituisce un ordine, ovvero si creano delle regole che permettono la formazione e il funzionamento di tutto ciò che esiste. Regole, e dove ci sono regole non può esserci libertà. Il continuo riferirsi al concetto ipotetico  di libertà è solamente un enorme spreco di tempo e di energie, che sarebbero assai meglio indirizzate, ed utili,  alla ricerca di una giusta distribuzione di oneri ed onori, di diritti e doveri. Lottare perchè questi siano giustamente distribuiti è l’unica cosa sensata, e sarebbe doveroso per tutti farlo.

Allarme rosso: Bail in

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Sapete cosa è il “Bail in”? Se non lo sapete siete dei polli. In due parole, dal 2016, se una banca dovesse fallire, non è più lo stato che interviene, o meglio lo farebbe solo in ultima istanza, ma prima rispondono delle perdite azionisti, obbligazionisti, beni della banca, e dulcis in fondo, I CORRENTISTI sopra i 100.000 euro (per ora).

Ora, so già che molti diranno che ciò è giusto, specie chi non ha soldi, ma senza entrare in rissa con costoro, vorrei far notare alcune assurdità. Vedete, il fatto è che spesso molti degli azionisti e obbligazionisti lo sono per via indiretta, cioè attraverso fondi gestiti da altri, per cui la loro non è una scelta speculativa, ma semplice sfiga, per cui, chiunque abbia dei risparmi investiti, può ritrovarsi a pagare perdite senza averne la minima responsabilità. A maggior ragione, non capisco come possano essere presi di mira i correntisti,  che non hanno nessuna influenza sulle scelte strategiche della banca, e CHE OGGI SONO DI FATTO OBBLIGATI AD AVERE UN CONTO CORRENTE, per cui rischiano di essere cornuti e mazziati.

Ma la cosa più  “divertente”, è che ciò rischia di causare il repentino fallimento di molte banche, perchè s’innescherà una fuga dei correntisti dalle banche più a rischio verso quelle più solide, causando nelle prime un più rapido crollo, con conseguenze difficilmente immaginabili, visto il caos che regna nella finanza con i vari collegamenti incrociati e derivati, mentre le più grandi e solide diventeranno sempre più onnipotenti.

Infine, una domanda: ma in questa brillante  idea, tra quelli coivolti vi sono inclusi anche coloro che nella banca in fallimento ci, o hanno, lavorano? Cioè, i vari bancari, dall’AD fino ai livelli più bassi, vengono chiamati a rispondere in solido dei danni creati, visto che loro SI, sono gli unici veri RESPONSABILI della gestione della banca e dell’eventuale tracollo finanziario? Scommetto di no.

CLASSE MEDIA SVEGLIAMOCI, CI STANNO DISTRUGGENDO.

 

 

Mercato e politica.

DIstrazione

Un mio amico mi ha rimproverato, dicendomi che in questo blog ormai non parlo quasi più di economia. In effetti dal suo punto di vista ha ragione, lui ha un’idea dell’economia molto scientifico, ama le statistiche, i grafici, i dati ed effettivamente io non li uso quasi mai; per questo esistono molti blog molto meglio informati del mio, Icebergfinanza, mlnews, Rischio calcolato, Goofynomics, Zerohedge ecc.ecc. . Purtuttavia, io parlo sempre di economia. Cosa è l’economia? E’ ciò che fa la differenza tra vivere nel benessere o nella miseria, e più tecnicamente, l’insieme del mercato e della politica. Ecco, tutto il sistema economico si basa sull’equilibrio di queste due forze. Al mercato spetta il compito di espandersi e crescere, alla politica spetta il compito di regolarne la crescita, un pò come fa un giardiniere con un giardino; lo scopo del mercato, in un mondo ideale, sarebbe quello di espandersi garantendo un’equa distribuzione della ricchezza, (non lo stesso livello di ricchezza per tutti, ma un minimo di benessere dignitoso per ognuno) con lo scopo di creare benessere diffuso; invece, lasciato libero tende a funzionare in modo “piove sempre sul bagnato” i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.: è una regola economica basilare, se un prodotto ha successo, più c’è richiesta più il suo prezzo cresce, mentre se diminuisce la domanda il suo prezzo cala. E’, ripeto, una norma fondamentale dell’economia, ma se ci riflettete vi accorgerete che alla fine è  la logica  del più forte che stravince, se già vendo molto, perchè devo anche guadagnare di più in percentuale? Ma va cosi, è normale. E qui che deve, o dovrebbe, intervenire la politica, per mettere dei limiti allo strapotere dei vincenti, i quali, appunto, tendono a voler stravincere, a distruggere ogni avversario per arrivare al monopolio con tutto ciò che questo implica per noi, la massa. Le leggi antitrust servono a quello, ma perchè siano efficaci occorre che la politica dietro di esse sia forte e indipendente, ma mi sembra che oggi non sia cosi, che stia venendo sconfitta dal capitale, e grazie a qualcosa che il popolo spesso considera un proprio bene prezioso, la democrazia. Buffo no? Il “potere del popolo” come arma che il grande capitale usa contro di esso per spadroneggiare; almeno a mio modesto parere, è ciò che sta succedendo: ma come?

In democrazia il potere appartiene a chi controlla i media. E questi da chi dipendono, chi li finanzia? Sempre più dalla pubblicità, cioè dal capitale;  mentre la politica ne viene sempre più estromessa, con i coglioni che non vogliono pagare il canone e non vogliono la tv pubblica e che ne sono anche contenti. “Fuori la politica dai media” grida la plebe, senza domandarsi chi poi ne prenda il posto, cioè il denaro che finisce con il diventare il vero potere, sul quale la massa non ha il minimo controllo. Perchè credete che al grande capitale non piacciano i dittatori, perlomeno quelli seri? Perchè in democrazia, grazie ai media, loro possono indirizzare la massa senza che questa se ne renda conto, farla votare in modo tale che si tagli le palle da sola e poi non possa nemmeno lamentarsi, visto che è una “propria” scelta chi in quel momento governa, e se lo fa male la colpa è solo del popolo che non sa votare. Se poi, i vari gruppi politici li mettiamo uno contro l’altro, meglio ancora, e vai col “dividi et impera”. Invece un dittatore serio, stabile, avendo già rubato per se e per i propri figli nipoti e pronipoti, perciò non più corruttibile, per raggiunti limiti di saturazione, può anche mettersi in testa di fare l’interesse del proprio paese, può diventare un problema serio e magari privatizzare o dire no: questo ai grandi potentati economici non stà bene. In quel caso una bella rivoluzione colorata e democratica può essere un’ottima soluzione, non per il popolo di quel paese, ma per i coglioni seguimedia occidentali si. (com’è quella frase: riferimenti a fatti e personaggi reali è da considerarsi puramente casuale).

Concludendo io parlo comunque di economia, anche se non si direbbe. Ripeto, per me lo scopo dell’economia è di garantire a tutti un livello minimo di benessere dignitoso, e questo non dipende da quanta è la ricchezza che circola, ma da come viene distribuita e in base a quali criteri.

Giusto per rimarcare ai signori della sx del “pasti gratis a prescindere”, nessuno ha un diritto se non è disposto ad adempiere ad un dovere.

Varie ed eventuali.

1) La germania accoglie i profughi Siriani perchè è un popolo più facilmente assimilabile culturalmente ed economicamente avanzati, laici, tecnologicamente aggiornati. Domanda: Ma se sono cosi, dico io, sarà anche merito da chi e da come sono stati governati, cioè di Assad; perchè allora l’occidente lo vuole abbattere? Preferiamo la Libia, l’Isis o il Sudan?

2) Molti pensano, tra cui anche molti giornalisti e politici, che il problema profughi ha un risvolto positivo, cioè quello di creare molti posti di lavoro. Capisco la logica da elementari, ma mi permetto una osservazione: ma questi posti di lavoro, rendono? Torno ad un vecchio esempio, pagare qualcuno per scavare una buca e poi riempirla, è creare ricchezza? dove si crea quel valore aggiunto che poi si trasforma in mercato? Un lavoro vero, produttivo, è quello che produce qualcosa, servizi o merci, che qualcun’altro è disposto a comprare, cosi che il lavoratore ne ottenga un PLUSVALORE, che è l’anima dello sviluppo economico. Che plusvalore si forma in questo caso? Che speranze ci sono di ammortizzare i costi? Certo, qualcosa consumando si recupera, ma sarà sempre in perdita, cioè si crea sempre nuovo debito.

3)La Russia si stà impegnando sempre di più a favore di Assad, proteggendo il suo sbocco sul mediterraneo. Ho già scritto sulle grandi guerre causate dalla necessità di avere un accesso sui mari, per la Russia si stà ripresentando lo stesso problema, problema che non esisterebbe con una Russia parte dell’Europa Unita. Ma a qualcuno questo non piace, si preferisce rischiare una guerra, che ovviamente sarà combattuta sopratutto in Europa, di nuovo.

4)Continuo a non capire perchè la lega continui a differenziare tra profughi e immigrati, se si vuole dare una mano, la si da sia a chi muore per bombe che per chi muore di fame, trovo la differenziazione stupida o ipocrita, oltre che inutile. Non li vogliamo perchè ci impoveriscono senza poer migliorare la loro situazione, punto e basta. Ogni altra distinzione è illogica.

5)Per coloro che dicono che gli stranieri portano ricchezza e che pagheranno le nostre pensioni vorrei chiedere una cosa: ma costoro, quanto rendono? Perchè visto che molti di loro fanno figli, e molti, quando non fanno venire i vecchi genitori, lo stato italiano (cioè il suo contribuente) si trova a dover: mantenere la sanità e la scuola per tutti, spesso aiutare con l’alloggio, assegni famigliari, cassa integrazione, pensione, cassa malattia e servizi pubblici vari. Tutto ciò con uno che magari lavora in un capannone a 1000 euro al mese? Secondo me non è un grande affare, però… .

6)Fuga dei cervelli. Altro esempio dell’imbecillità dell’Italiano medio: si trova normale, anzi quasi consigliabile che i nostri giovani cervelli se ne vadano all’estero; come avrete visto se ne parla tranquillamente in pubblico, i genitori se ne vantano addirittura di questo fatto. Ora, vorrei ricordare che allo stato Italiano, CIOE A NOI, portare un ragazzo alla laurea costa, e non poco; trovo perciò discutibile che il mio paese spenda miliardi per preparare giovani che , quando è il momento che restituiscano ciò che sono costati, se ne vadano tranquillamente all’estero, cosi che altri godano del frutto del nostro lavoro, guardandoci e ridendo. Sarebbe come se io preparo, a costo di milioni di dollari, un pilota militare e poi quando è pronto questo andasse in un’altro paese, vi sembrerebbe sensato? Ora, che possa succedere lo ammetto, ma che sia considerato quasi giusto decisamente no. Che poi si ponga la questione del lasciare libertà nell’indirizzo degli studi, è una questione che rimane aperta.Se da noi ci sono troppi laureati disoccupati dipende soprattutto dalle facoltà scelte. Meno avvocati e insegnanti, più biologi e tecnici, e vedrete che il lavoro si trova. Lo studio non è una libera scelta, non un diritto, ma un dovere.

7) E ultima: lo so, sono fissato ,ma continuo a non capire perchè cosi in tanti ribadiscono “ho lavorato 35 anni per la pensione” quindi ho un sacco di diritti. Senza ripetere soliti concetti, una questione: ma in quei 35 anni, come hai vissuto se tutto ciò che guadagnavi era versato per la pensione? Con cosa ti sei mantenuto tu e la famiglia,vitto alloggio, scuola, sanità, servizi, svaghi, automobili ferie e tutto il resto? Trovate cosi economicamente corretto che si lavori per 35 anni ( effettivi circa 10, 8/ 9 ore al giorno x260 giorni l’anno )  e ci si possa mantenere discretamente bene per 80?

 

Lo ammetto: sono un fanatico RAZZISTA… + o -.

DIstrazione

Lo devo ammettere, sono razzista, detesto queste masse che arrivano qui da noi. E’ perchè le considero razze inferiori? No, non è una questione di colore della pelle, di religioni, di cultura o d’altro, non mi piacciono perchè MI FANNO PAURA: sono portatori di una malattia che mi terrorizza, la POVERTA’,  la miseria è la peggiore delle malattie e anche la più contagiosa.(Basta vedere com’è difficile far crescere un’economia, e invece come è un’attimo farla crollare). Noi europei abbiamo impiegato 5.000 anni per guarire da quella stessa malattia, ( l’abbiamo sconfitta, e non del tutto, solo da 50/60 anni) che era endemica e che colpiva il 90% della popolazione; adesso credo che stia ritornando, trasportata da costoro, che ne sono vittime , ma che involontariamente la diffondono e sono perciò un pericolo reale per il nostro mondo.

Io non sopporto la povertà, ne ho subito in una forma lieve anni fa, assolutamente non paragonabile a quella di milioni di costoro, e non riesco a togliermi di dosso l’orribile  sensazione di impotenza e di inferiorità che mi ha accompagnato per un tempo relativamente breve, 1 anno, ma che è rimasto impresso in modo indelebile nella mia memoria. La povertà nella nostra società è molto più distruttiva, perchè ormai ce la siamo scordata, non ci siamo più abituati,  non abbiamo gli anticorpi per combatterla; ci annichilisce, ci deprime, ci annienta perchè ci distrugge psicologicamente prima che fisicamente, perchè essere poveri qui da noi oggi non significa solo essere privi di comodità e beni, ma essere privati della propria dignità, perchè chi è povero è anche un fallito, mentre in un paese africano essere poveri è essere come quasi tutti gli altri.

Si, sono razzista, temo i poveri e vorrei che scomparissero tutti. Preferibilmente trasformandoli in classe media,  impegnandoci sarebbe possibile. Ma c’è chi rema contro.

 

Cosa dovrebbe essere lo Stato secondo me.

DIstrazione

A mio, non troppo modesto, parere, lo stato  e come l’ospedale . Si, dovrebbe funzionare esattamene allo stesso modo, un servizio pagato ragionevolmente e regolarmente da tutti in modo che se e quando serve non costi a chi debba ricorrervi;ma dev’essere anche  un’organizzazione a cui rivolgersi SOLO quando si stà male, quando si è in gravi difficoltà; non ha il compito di prenderci a carico in modo definitivo, ma solo per il tempo necessario a guarirci, a rimetterci in piedi perchè possiamo riprendere la strada con le nostre forze . Ovviamente questo richiede personale che ci lavori, attrezzature, immobili, medicinali e quant’altro serva, e tutto ciò ha un costo che è giusto pagare (tasse), ma a questo non deve essere caricato il peso di cure inutili, ricoveri prolungati inutilmente, accanimenti terapeutici, anziani parcheggiati o lavoratori inutili. Un ospedale per funzionare deve essere efficente, costare il giusto, limitare al massimo gli sprechi e chi ci lavora dev’essere adeguatamente preparato. Prima si capirà che lo stato non è un’associazione benefica, prima potremo ripartire.

Io credo che la rovina dell’occidente sia proprio questa tendenza ad appoggiarsi, a lasciarsi portare, a diventare sempre più parassitari del sistema. Sempre più vogliono passare a “lavorare” per lo stato, che da sicurezza e comodità, e questo stà uccidendo l’economia perchè chi tira il carro sono sempre meno mentre i passeggeri aumentano sempre di più. E non credo che saranno gli stranieri a risolvere il problema: troppi di loro si adattano fin troppo presto e bene a sfruttare scorrettamente il nostro welfare.