A buon intenditor…

Ho visto un film d’azione in questi giorni, al di la della trama, superagente segreto contro supercattivo, mi è piaciuto come il cattivo ha riassunto la situazione: L’uomo per la terra è come un virus per un corpo. Le possibilità sono solo due: o il virus distrugge il corpo, o il corpo distrugge il virus.

Da da pensare, vero?

Debito e tempi che corrono

Torno a fare alcune riflessioni sul concetto di debito. Come sempre, ripeto il mio mantra, il ragionamento che fa da sottostante ad ogni mio post: niente è completamente giusto o completamente sbagliato, tutto ha un suo senso e una sua utilità se è in equilibrio.

Detto questo, vorrei riaffrontare il concetto del debito, e come questo possa essere, probabilmente lo è, l’arma che è usata per scardinare e distruggere la classe media mondiale cioè NOI.

Cominciamo a definirlo meglio, cosa è il debito (o un credito)? Il debito è una promessa, cioè  io utilizzo una merce ora, ma prometto che in futuro produrrò della merce da dare in cambio di quella che stò utilizzando, con un piccolo sovrappiù per ringraziare del favore.

Ora, quale potrebbe essere il metro di valutazione della validità di un debito qualsiasi? Semplice, il calcolo delle probabilità che venga ripagato. Ora, è questo il difficile, perchè qui le valutazioni sono soggette a variazioni anche importanti sia oggettive che soggettive. Per fare un esempio semplice, io conto sul fatto che il mio debitore abbia un lavoro, un reddito mensile regolare, ma se costui lo perde, ecco che la situazione si complica per entrambi. Può anche esserci una forma di garanzia, ma anch’essa è soggetta ad una serie di ragionamenti ma che non voglio trattare qui e adesso.

Un punto fermo: mi limiterò a ricordarvi che comunque il punto debole del sistema, a mio parere, è che gran parte del credito è gestito da personaggi che non utilizzano beni propri, ma prestano soldi altrui senza doverne risponderne realmente in solido; anche senza considerare, ed è già assai difficile, questioni di dolo o disonestà, ciò è sempre pericoloso. Ho detto Banche e finanziarie?

Queste istituzioni sono vitali per il nostro sistema economico, ma ne sono contemporaneamente il rischio più grosso: credete che la bolla immobiliare, o qualsiasi altra bolla, potrebbero gonfiarsi senza l’opera speculativa di queste istituzioni? Chi se non le banche hanno concesso mutui a pioggia permettendo un assurdo aumento dei prezzi dell’immobiliare che hanno aumentato a dismisura il debito che si è dimostrato inpagabile? Chi presta miliardi di dollari al settore finanziario speculativo creando le situazioni che ben conosciamo? Se costoro usassero i propri soldi, o rispondessero “in solido” delle perdite, sarebbero cosi leggeri e generosi? Io credo di no, ma il problema è sempre quello: si privatizzano i guadagni e si socializzano le perdite, ma la massa non se ne rende esattamente conto. Ma prima o poi il sistema salta.

Ma è anche un’altro sviluppo che, a mio parere, stà facendo degenerare il tutto: la velocità di obsolescenza delle merci e il contemporaneo allungamento dei tempi di pagamento delle stesse. Mi spiego, la velocità di sviluppo di molti prodotti, evidente in quelli più tecnologici, annulla il valore residuo delle merci stesse. Mi spiego, se io oggi acquisto un televisore di alta qualità, e decido di pagarlo in 36 mesi, quando avrò finito di pagarlo esso avrà perso quasi del tutto il suo valore economico residuo, visto che un televisore di tre anni è , di fatto, vecchio. Questo diventa per  me acquirente una perdita secca, perchè non ho modo di recuperare la mia spesa in interessi. Anni fa non era cosi, il valore degli articoli acquistati si manteneva meglio nel tempo, e permetteva all’acquirente di poter eventualmente acquistare un prodotto nuovo potendo però contare sul valore residuo, come si fa quando si da in permuta un’auto usata per una nuova, cosi da poter fare meno nuovo debito. Ma se il valore della mia merce si azzera io mi ritrovo a dover riaffrontare la totalità della spesa, o a rinunciare all’acquisto.

Questo fenomeno si può notare, anche se meno evidentemente, anche nell’immobiliare. Mutui trentennali, se non più lunghi, creano una situazione in cui alla scadenza ti trovi con un’abitazione che comincia già a richiedere interventi anche importanti per poterla portare ai canoni tecnologici (antisismici, ecosostenibili, tecnici ecc.) offerti dalle case attuali, e il loro costo chiaramente si ribalta sul valore della casa stessa. Se io compro una casa di 40 anni fa, nella sua valutazione devo considerare il costo delle opere di aggiornamento, e questo va a deterioramento del prezzo d’acquisto. Se il venditore considera il prezzo pagato inizialmente, il costo degli interessi, le spese sostenute negli anni ecco che si accorge che la propria abitazione raramente è un affare, per quanto rimane comunque una spesa sensata*. Stesso discorso per investimenti aziendali, macchinari e capannoni comprati con leasing di 20 0 30 anni, che dopo 15 sono già obsoleti, o lo è la produzione dell’azienda, vedi il caso NOKIA.

Quale la soluzione? Difficile dirlo. Forse una via di mezzo tra oggi e il nazismo e il comunismo? In germania nel 32 e dietro la cortina di ferro negli anni del dopoguerra,  se volevi la wolksvagen o la Trabant, pagavi in anticipo le rate e quando avevi finito ti veniva consegnata la macchina; la cosa aveva i suoi vantaggi, non si facevano debiti, (di solito chi riceveva l’auto la rivendeva immediatamente a prezzo maggiorato ;-)), si azzeravano i rischi finanziari, non esisteva l’invenduto e si annullavano gli sprechi. Però non si stimolava ne l’industria dell’auto, ne il suo sviluppo, e questo si vedeva chiaramente nella bassa qualità dei prodotti “sovietici”. Forse il metodo giusto è una via di mezzo, pagare il 50% prima e il 50% poi, cosi gli stimoli, i rischi e i benefici sarebbero equamente distribuiti tra cliente e azienda.

Come al solito, non soffermarsi troppo sulla forma, ma solo sui contenuti, e se piace … CONDIVIDI.

*A mio parere, chi davvero ha fatto un affare sono stati i milioni di Italiani che sono andati ad abitare in affitto (con canoni spesso ridicoli) in abitazioni di stato o di grandi istituzioni pubbliche, Inps, Inail, Aler, INA, Enasarco, ecc.ecc. che tranquilli hanno potuto comprarsi contemporaneamente la seconda o terza casa potendo speculare tranquillamente. ( Se lo stato italiano dovesse pubblicare tutti i vantaggi, diretti e indiretti, che milioni di Italiani hanno ricavato da esso, ci sarebbe da ridere, quanti che si lamentano continuamente dovrebbero andare a nascondersi).

Truffatori e polli.

Già, perchè il pollo, non è in grado ( o meglio non ha voglia) di valutare da solo ciò che dici, quindi ha bisogno che tu gli fornisca una certificazione (un documento, un titolo di studio, una posizione professionale, pezzo di carta) che lo sollevi dalla fatica di usare la propria testa e la responsabilità della scelta . Quindi non guarda a ciò che si dice, ma a chi lo dice, i casi recenti delle banche fallite dimostrano. La mia parola di blogger contro quella di un direttore di banca o di un esperto per molti non ha suono, dimenticando che io, e altri come me, NON SONO IN CONFLITTO D’INTERESSE. Ma si sa, l’occhio (del pollo) vuole la sua parte. Non per nulla i grandi truffatori sono tutti laureati, con macchinone, rolex e con giacca e cravatta. La prima regola per un truffatore finanziario è quella di sembrare ricco, perchè sa che il pollo pensa che: “un ricco non ha bisogno di rubare” pensa, mentre non solo è una scemenza, ma al contrario un ricco che ruba DEVE RUBARE MOLTO, per giustificare l’impegno.

Il grande truffatore si accontenta di far giornata come quello piccolo, ma la giornata del primo costa cento volte di più.

Tutte le truffe si basano su due elementi basilari:                                                                    1° La complicità indiretta della vittima che di solito nasce dalla sua avidità.                       2° Sulla sua pigrizia mentale.

Compro perchè è un affare (dallo smartphone al 30% del prezzo venduta fuori dagli autogrill alle operazioni speculative ad alto rendimento di banche e finanziarie, la motivazione è guadagnare di più di ciò che sarebbe lecito o normale), o perchè mi fido dei tuoi “titoli”, dott. esperto, consulente, perchè non ho voglia d’informarmi o pensare ma devo avere qualcuno da incolpare se qualcosa va storto.

E’ il concetto della moda, io (gran parte di noi) compro merce griffata pagandola molto , non perchè sappia o riscontri che ci sia alta qualità, ( non sono in grado) ma perchè c’è un qualcosa, marca o firma, che lo certifica. Cosi capita spesso che si compri a 2000 qualcosa che ne vale 200, cioè in realtà che si sia truffati, ma ciò non importa perchè lo scopo ultimo non è il valore reale di ciò che si acquista, ma dimostrare a chi è più povero di me “che io posso”. Perchè ciò è dannoso? Perchè con quei 2000 si sarebbe potuto comprare, e quindi produrre, 10, creando cosi più lavoro e aiutando l’economia vera.

E’ umano, il nostro cervello è molto pigro, specie su quegli argomenti che non ci danno nessun piacere immediato, e i bidoni lo sanno; altrettanto umano è che sembra che sia, per la maggioranza di noi, FONDAMENTALE avere qualcuno, umano, dio o la sorte, su cui scaricare la colpa dei nostri fallimenti. Evidentemente è più facile sopportare le conseguenze fisiche, reali, delle nostre disgrazie che quelle psicologiche. Anche questo ragionamento non dev’essere estremizzato, ma preso come spunto per delle riflessioni più ampie.

Come sempre, guardate il senso e non la forma

Aiuto. Ho bisogno di sapere…

Aiuto. Ho bisogno di sapere se sono matto io, o lo sono gran parte degli altri. Faccio ragionamenti folli? Perchè a me non sembra di fare ragionamenti illogici, ma se mi dite che lo sono, folli, allora sono disposto a farmi ricoverare e smettere di rompervi le storie (ma però voglio sapere dove sono sbagliati :-))

Prendiamo questo fatto delle banche, Etruria, Marche, Carichieti ecc., ma vi sembra sensato quello che sta succedendo? Da gennaio entra in funzione il BAIL IN, spero sappiate cos’è se no cercatevelo, e noi che facciamo? Terrorizziamo azionisti e obbligazionisti in un momento assolutamente delicato per le banche (200 MLD di sofferenze), spingendo milioni di risparmiatori a fuggire da investimenti bancari diretti, obbligazioni e azioni bancarie, peggiorando cosi la situazione finanziaria, e quindi la solidità,delle banche stesse. Ma vi sembra sensato? Ora, i casi sono due: o davvero è in atto un progetto mefistofelico per distruggere la classe media (e non lo dico per battuta, la considero una possibilità reale) impoverendola tramite la distruzione dei suoi risparmi e l’arrivo di milioni di poveri immigrati, oppure siamo in mano ad un’inconcepibile accozzaglia di cretini laureati che non hanno idea di cosa sia la vita vera. Perchè io non contesto il BAIL IN di per se, che considero giusto, ma è il momento di applicazione che non poteva essere più sbagliato.

Tra l’altro, anni fa c’erano le banche di stato, BCI, CI e altre, che avevano lo stato come garante, ma non andavano bene, ci voleva “il libero mercato” e le abbiamo privatizzate tutte; adesso però vorremmo che lo stato intervenisse e chiudesse i buchi delle banche private?. Privatizzare i guadagni e socializzare le perdite? E il liberismo che fine ha fatto? Un ragionamento troppo comodo ma che alla lunga non può funzionare, perchè anche lo stato sociale ha dei costi fissi molto alti, e se a questi si continua ad aggiungere le spese per coprire i buchi dei privati, questi diventano troppo alti alla fine salta tutto. Cioè saltiamo noi, e come ripeto spesso, guardate che cadere oggi non è come cento anni fa, allora si saltava dal primo piano, adesso siamo al 20° piano, e sopravvivere non è difficile, è miracoloso.

Meditate gente meditate (sempre sul senso e non sulla forma) 🙂

Ps, se trovate interessante il post, condividetelo, sò che con le foto di gnocche/gnocchi è più facile, però… .

 

Ci riuscireste?

Ci riuscireste a godervi la crociera sul Titanic sapendo che sicuramente affonderà ma senza sapere quando? Lo chiedo perchè ogni giorno che passa, si ha l’impressione che si stia inevitabilmente avvicinando una catastrofe, e la domanda non è SE accadrà, ma solo QUANDO. Chiunque abbia una minima conoscenza della storia riconosce tutti i segni, questioni economiche sempre più gravi che si trascinano l’una con l’altra, tensioni politiche  che da esse sgorgano e reazioni nazionalistiche e isolazioniste sempre più estremizzate e stupide, interessi personali che danneggiano milioni di persone, mancanza di visione strategica a tutti i livelli, e sopratutto un’ignoranza diffusa e infinita alimentatata dai media sempre più potenti e assurdi.

Tutto a causa di una filosofia di vita sempre più miope e utilitaristica di gran parte della popolazione e di chi la dirige, visioni a brevissimo termine, con l’unico interesse la soddisfazione immediata dei bisogni reali e indotti anche a scapito del futuro proprio e altrui. Un pò la filosofia della droga, che ritorna un pò in tutti i miei ragionamenti; godersi il viaggio, lo sballo, il divertimento per poi ad un certo punto svegliarsi dal sogno  e accorgersi di essere sprofondati nelle sabbie mobili da dove poi solo pochi, se trovano aiuto esterno, possono riemergere. Cosi si vive oggi, tutti vogliamo, chiediamo, pretendiamo, senza chiedersi se sia giusto, se sia meritato, fregandocene degli altri o peggio interessandocene in modo superficiale, alla fine più per soddisfare il nostro bisogno di sentirci buoni che per volontà di aiutare davvero. D’altra parte, è molto difficile dare senza ricevere nulla, addirittura rischiando l’irriconoscenza di coloro che vogliamo aiutare: quante volte i nostri avvertimenti vengono presi per supponenza, invadenza o arroganza? Quante volte alla nostra esperienza viene contrapposta una sedicente maggiore conoscenza o capacità? Quante volte ho sentito dire:” devo/devono fare la propria esperienza?” Quante volte ho visto seguire strade già stabilite senza contemporaneamente domandarsi se e cosa è cambiato nel frattempo? Il mondo cambia, e molto in fretta, ma pochi lo capiscono. E’ un pò come quando pensi ad una città che hai visitato magari 25 anni fa, e non riesci a immaginarla completamente cambiatama oggi è cosi, la tecnologia ha accellerato tutto esponenzialmente, mentre l’uomo è legato alle tempistiche naturali. La scuola  è considerata la fonte di conoscenza, ma dovrebbe essere fonte di metodi di analisi, in cui ciò che s’impara non è il punto di arrivo, ma la base di partenza ma per quanti è cosi? Certo, per chi insegna non è un ragionamento comodo perchè significa essere messi in discussione, “tu potresti aver ragione”, e ti sminuisce.

Alla fine la questione si riduce:  Meglio vivere “tranquillamente” in una falsa sicurezza, di solito destinata a crollare o vivere nella continua, e stancante, incertezza?

Riassumendo: La società umana corre ad una velocità molto superiore a quella dell’essere umano che ne è alla base. Un paradosso pericoloso.

Come al solito, chiudete un occhio sulla forma, ma apritei sulla sostanza.

Numeri, questi sconosciuti.

Numeri, questi sconosciuti. E si che non è difficile, ma a quanto pare è una questione di immaginazione, l’essere umano fatica a capire ciò che la sua mente non riesce a trasformare in immagini ( immaginazione). Questo lo si riscontra quando si parla di numeri, la massa considera solo ciò che riesce a tradurre in immagini, mentre rimane annichilita da ciò che invece esce dai suoi parametri mentali. Un esempio classico, i politici, che sono odiati perchè guadagnano troppo; 10,15 20 mila euro al mese, facendo di loro i principali capri espiatori della situazione odierna. Ora, lungi da me l’idea di difenderli, però se confronto i loro redditi a quelli di molte altre categorie, artisti, sportivi, giornalisti, scrittori, imprenditori, manager, criminali, professionisti, (provate ad informarvi su quanto guadagna mediamente un semplice farmacista ad esempio) e vi accorgerete che tutto sommato non è niente di cosi scandaloso. Certo, lo è il fatto che spesso non se li guadagnano, ma questo, a mio parere,  vale per chiunque, dal pubblico impiegato al dipendente privato, dal giudice all’insegnante, e via andando indifferentemente dalla cifra percepita. Con però un problema per quest’ultime categorie, che spesso sono moooolti più numerosi; e qui arriviamo al punto. Solo i numeri contano. Quando io leggo che in Italia ci sono 22 milioni di pensioni (per 16 milioni di pensionati), significa che ogni singolo euro di variazione per ogni pensione equivaleal la bellezza di 264 MILIONI di euro all’anno, e cosi vale per ogni cosa che riguardi la finanza pubblica. Cavolo, l’Inps incassa 230 miliardi di contributi e ne spende più di 400 ogni anno, (interviene la fiscalità generale, le tanto odiate tasse a ripianare) tra pensioni e assistenza: secondo voi quanto può reggere?. Ma sembra che “la ggente” reagisca solo in un certo range di cifre, sopra certe cifre tutto sembra entrare in un’alone di irrealtà, quindi se si parla di decine di migliaia di euro, tutti s’interessano, se invece si parla di milioni o di miliardi tutto diventa ovattato, aleatorio come se si parlasse di favole o di leggende, di un mondo che non esiste se non per pochi, che ovviamente ne approfittano e ci fregano.

 

 

Ieri ad una trasmissione televisiva del mattino, chiama una pensionata per dire che da gennaio le pensioni le pagheranno il 4 anziche il primo del mese. La trasmissione, 2 giornalisti + 4 politici, s’infervora, c’è chi grida allo scandalo e chi chiede informazioni, chi spiega le ragioni, poi arriva una seconda chiamata che dice che è solo una situazione congiunturale, e sarà solo per Gennaio visto che il 1 2 e 3 gennaio sono festivi, e tutto si spegne. Ora, io mi domando: ma anche se fosse vero, che cosa cambierebbe per i pensionati? Perchè qualcuno si è sentito in dovere di chiamare lamentandosi di una cosa cosi piccola e qualcuno ha dato manforte? Anche se fosse vero, cosa cambiava? 3 giorni di ritardo, visto che poi preso il giro sarebbe stata l’unica volta, sono cosi difficili da sopportare?  Dobbiamo Immaginare milioni di pensionati ridotti alla fame per 3 giorni d attesa? Nel caso l’Inps potrebbe essere tentata di portarlo al 15, cosi la dipartita di milioni di pensionati per fame alleggerirebbe considerevolmente i suoi conti. Un affare. Che stronzata, ma ciò nonostante, oltre alla vecchiaccia che ha chiamato, anche i politici e i giornalisti (di scarsisssimo valore o di grandissima ipocrisia) presenti tutti a dibattere e analizzare la cosa come se avesse la minima rilevanza economica e sociale. Perchè non ne ha alcuna, e il fatto che saputo che il ritardo era solo occasionale la questione si è spenta dimostra che il problema non sussisteva, visto che di fatto i 3 gg di ritardo ci saranno comunque.

Nota: Una volta nella stessa trasmissione era invitato un “povero” esodato (chimici); ho telefonato e sono riuscito a prendere la linea quindi ho chiesto quanto avrebbe percepito di pensione netta. Non mi hanno risposto. Curioso come la privacy non riguardi solo i politici, eppure è sempre la società, lo stato, che paga le pensioni, anche ai privati, quindi perchè non devono essere pubbliche? tanto, se se le sono guadagnate, nessuno ha da ridire. Dubbi?

PS. Io compio 55 anni, quindi la mia attenzione per i pensionati non è dettata da questione anagrafiche, ma dal fatto che a mio parere questa categoria nasconde un gran numero di privilegiati, che non meritano (in parte o totalmente) o non necessitano di ciò che lo stato (noi) gli diamo ogni mese con enorme dispendio di mezzi.

Pensioni e esodati.

Già ne ho parlato, ma questa storia delle pensioni non riesco a mandarla giù. Perchè non si parla mai di cifre? Quanti sono in Italia coloro che prendono più di 1800 euro netti al mese? In un paese dove chi lavora guadagna mediamente 1560 euro, trovo che indagare sulle pensioni superiori a questa cifra sia interessante, o no? Non è assurdo che chi lavora guadagni meno di chi è in pensione? In particolare sarei interessato a certe situazioni: i bancari ad esempio, visto che alcuni di loro rientrano nella categoria dei “poveri” esodati, sarei interessato a sapere quanto percepiscono di pensione costoro, dopo aver avuto trattamenti ultraprevilegiati 14 esima, 15 esima, 16esima , premi, previdenza privata, agevolazioni finanziarie durante tutta la loro carriera; trattamenti non di previlegio ma che si sono ovviamente meritati, come il disastro finanziario in cui ci siamo trovati oggi dimostra ampiamente. I bancari non sono certamente l’unica categoria di previlegiati, (postelegrafonici, ferrovieri, militari, chimici) , ma visto che questi non sono mai sotto traccia, mi piacerebbe accendervi sopra dei riflettori, considerandoli io pesantemente corresponsabili del disastro finanziario, e conseguentemente sociale, in cui si trova il paese. Si, lo sò, risponderanno “obbedivano agli ordini”. Ovvero la stessa cosa che dicevano le SS e l’NKVD.

Al solito: soprassedete sulla forma.