Giornalisti, vil razza dannata.

Odio i giornali italiani, pur di fare audience provocherebbero terremoti con il solo scopo di fare notizia l’indomani. Il caso Roohani e le statue coperte. Ok, figura di merda come il solito, ma detto questo, perchè insistere? Con i soliti giornalisti coglioni che ne approfittano per girare il coltello nella piaga fina a tirare in ballo l’iran, che  a quanto sembra non centra nulla con la decisione, fino a metterli in imbarazzo prima e incazzarsi poi? E se rompono i contratti? In fin dei conti, ci sono solo in ballo !7 miliardi Euro, cosa vuoi che siano per i vari Giannino e Parenzo? 17 miliardi di lavoro vero, di ricchezza prodotta e ridistribuita che da da mangiare a milioni di famiglie. Ma a loro cosa importa? Loro parlano, sputano, insultano, tanto sanno che se succede qualcosa loro non c’entrano, loro hanno la libertà di stampa e d’opinione. Come quei bastardi delle varie agenzie di reting che nel 2006/7 davano la tripla A a qualsiasi merdata, erano pagati per farlo, e che poi nei processi si sono trincerati dietro “la nostra era solo un’opinione”; allora può dirlo anche un medico che sbaglia completamente la diagnosi? Ma allora perchè cazzo vi paghiamo PROFUMATAMENTE se il vostro parlare equivale alla chiacchera di un barbone alcolizzato?

Gente di merda, meriterebbero di essere tutti impalati in piazza e in diretta TV. Ma impalati sul serio, come faceva il buon vecchio Vlad Tepes. Finchè non si comincerà a responsabilizzare davvero le cosidette “elites intellettuali” la decadenza non è un’ipotesi, ma una sicurezza.

 

Un pò di sana inciviltà ci vuole.

Qualcosa abbiamo da imparare dai musulmani, in particolare il ritorno alle pene corporali. Specie per certi reati finanziari ed economici, il ritorno a pratiche come la gogna, la fustigazione, il marchio a fuoco e il taglio di parti anatomiche in pubblico si dimostrerebbero molto più efficaci e dissuasive del carcere. Vedete, il carcere ha alcuni difetti, il primo è che costa molto alla collettività, il secondo è che è “nascosto”, per cui il suo effetto deterrente è limitato, occhio non vede cuore non duole, e a vedere la % di recidività evidentemente non abbastanza educativo. Quindi, esporre un truffatore 48 ore attaccato ad una gogna dove chiunque possa insultarlo fotografarlo, deriderlo, o imbrattarlo credo che sarebbe estremamente efficace oggi. Sottolineo l’OGGI, perchè nel medioevo chi finiva alla gogna spesso era cosi disperato che il fatto di essere ricoperto di lerciume e di sputi non era poi cosi differente dalla sua vita quotidiana, ma immaginate che effetto farebbe su un odierno dirigente di banca scorretto, un burocrate disonesto o un truffatore ? Certe pene oggi sarebbero molto efficaci proprio perchè è enormemente calato il bisogno, la reale necessità, di delinquere: la motivazione; a mio parere sarebbe il 1° e principale metro di giudizio, prima ancora dell’effettivo danno causato, per decidere la punizione di un individuo. Se uno è un povero drogato in astinenza e tenta un furto o uno scippo è una cosa, ma se uno è un milionario che m’inquina una falda per guadagnare di più, o sfrutta, portando alla rovina volontariamente un fornitore o un concorrente, quello pagherebbe in modo esemplare (pubblicamente) la sua colpa, perchè lui NON NE HA IL BISOGNO di delinquere.

Meglio che smetta perchè mi stò incazzando e non vorrei trascendere, mi è tornato in mente il caso BHOPAL e UNION CARBITE.

Est e Ovest

Questo argomento l’ho già trattato qui (se qualcuno ha voglia di cercarlo) tempo fa, ma mi sembra importante ritornarci sopra.

Quando nel 89 cadde il muro di Berlino, e l’URSS, io portai il lutto. No, non sono comunista, ma capivo allora che sarebbe caduto l’equilibrio che aveva permesso all’europa occidentale di raggiungere un livello di benessere diffuso sconosciuto al mondo. Da una parte l’URSS con i suoi paesi satelliti, dall’altra parte gli USA con il loro giardino , il sudamerica, dove entrambe le masse vivevano, e vivono, piuttosto di m…a, mentre noi, ci siamo trovati a fare da punto di equilibrio, e un pò da vetrina, tra le due forze contrarie. Risultato? Una specie di capitalismo socialista che ci ha permesso di vivere assai bene rispetto alla media del resto del mondo, USA compresi.

Poi è caduta l’URSS, e immediatamente è stato il trionfo della grande speculazione finanziaria, delle grandi multinazionali, dell’1% che possiede tutto, con il quale ci stiamo confrontando ora. Inevitabile la fine? Teoricamente no, ma diciamo molto probabile; ci sono troppi stupidi in giro che non possono, o vogliono, capire quel che stà succedendo davvero, e se non si è in tanti non ci sono speranze.

Come ripeto sempre, classe media, svegliati o scompari, e ricorda ( parafrasando Gianni Morandi):

“Solo uno su mille ce la fa… “. Se pensate di essere cosi fortunati non fate niente.

Sim sala bim

La soluzione è cosi semplice, abolire la finanza. Fare soldi con i soldi, è un controsenso da un punto economico “reale”. Come ho già spiegato altre volte, il denaro non è reale, ma è solo una proiezione, un’immagine simbolica della ricchezza reale. E’ un pò come i vecchi matrimoni per procura, ti sposi con una fotografia via radio, ma per consumare occorreva ricongiungersi  fisicamente. Ora, voler fare soldi con i soldi, sarebbe un pò come voler fare figli solo con la fotografia, certo, tu volendo puoi procurarti delle foto di bambini, ( la masturbazione non è consumare:-) ) ma è davvero cosi? La stessa cosa è la finanza, ci sono trilioni di dollari che circolano virtualmente, ma esistono o sono solo “immagini di immagini”? Rappresentano ricchezza reale o sono solo l’immagine di se stessi? Due specchi che si riflettono uno nell’altro quasi all’infinito, ma basta una bottarella per far saltare tutto.

Ma purtroppo la maggior parte di noi tende a fidarsi della propria vista, ma come ci dimostrano gli illusionisti, la vista spesso inganna. Cosi, costoro ci imbrogliano creando l’illusione della ricchezza, e mentre noi abbagliati corriamo dietro alle loro magie, loro trasformano il denaro finto in ricchezza vera. Come? Semplice, comprandolo da noi con le loro illusioni, e noi rimarremo con aria in mano. Rifletteteci!

Vedete, al di la di tutte le chiacchere dei professoroni, degli economisti e degli esperti, in realtà è tutto molto semplice, vogliono riconcentrare tutto il potere nelle mani di pochi, e ci stanno riuscendo, grazie al nostro aiuto e alla nostra (noi classe media) stupidità.

PS. Due osservazioni veloci.

1) Perchè tutti gli esperti nel 90% casi sbagliano le loro previsioni ma noi continuiamo lo stesso ad ascoltarli e sopratutto a pagarli ( profumatamente)?

2) Un esempio di disinformazione; la crisi della Cina. OVVOVE OVVOVE, 6.8 % la peggior crescita degli ultimi 25 anni. Ora provate ad aumentare del 9% (una media ipotetica) per 25 volte di seguito una cifra, e vi accorgerete che partendo da 100, il risultato finale sarebbe 791, cioè una crescita di 8 volte. (in realtà è un numero a calare, quindi sarebbe ben di più, ma fa niente) Ora, per dire che la Cina stia morendo mi sembra un pò poco. Ma se serve seminare il panico… .

 

La scommessa.

Ieri sono andato a vedere il film “La scommessa”, che spiega un pò la crisi del 2008 che ancora ci stà uccidendo.

Non è malvagio come film, ma forse non ha spiegato bene il punto debole del sistema che io ripeto sempre. Il fatto è che costoro ( banche, finanziarie e simili) giocano d’azzardo con i soldi ALTRUI, tutto li. Ora, anche se si è coglioni basta rifletterci un attimo per capire quali sono le conseguenze di una simile situazione, cioè se GIOCO (attenzione, non se vinco, ma mi basta PARTECIPARE al gioco) io guadagno una percentuale, se perdo… non ci rimetto nulla. Bello no? Immaginatevi in questa situazione, voi cosa fareste? Non alzereste al massimo possibile la posta e i vostri guadagni, quindi i rischi per gl’investitori (cioè noi)? Non è difficile da capire.

Sarebbe facilissimo risolvere questi problemi, ma una classe politica di complici o d’ignoranti, eletti da masse di illusi, stupidi e/o ignoranti, non può che portare tutti nei casini, e grossi.

Basterebbe personalizzare la questione. Invece di prendersela con l’istituzione, Stato, burocrazia, partito, sindacato, banca, ecc. , come se questi fossero altro che l’insieme degli individui e delle regole che li compongono, si dovrebbe individuare e colpire i singoli elementi, le mele marce che debbono essere SEVERAMENTE punite. Invece si trova più facile prendersela con l’istituzione, la quale essendo però formata anche da elementi onesti e positivi non può essere condannata in toto.  La semplificazione “tutti o nessuno” porta inevitabilmente al “nessuno”. Inevitabile l’impunità per tutti, e il continuo peggioramento della situazione.

Spero di essermi spiegato, nel caso contrario, provate a fare uno sforzo e vedrete che si capisce ciò che voglio dire. L’alternativa sarebbe una pappardella di 10 pagine, una palla per voi e per me. Ce la possiamo fare 🙂

 

Vivi e morti.

Trovo decisamente assurda la fissa che la maggior parte di noi umani ha per la morte. C’è un terremoto, un’alluvione, un tornado, un attentato, una guerra e la gravità è valutata sul numero di vittime, dove per vittime s’intendono i morti.

Ora, immagino sia un punto di vista mio personale, ma mi domando sempre se è davvero cosi grave essere morti. Mi metto nei panni di chi, specie in un paese povero, si vede distruggere da un terremoto tutta una vita di sacrifici pesantissimi, di lavoro, una casa, un’attività economica, magari ancora da pagare cosi che si rimane senza lavoro e pieni di debiti; oppure da chi non muore, ma rimane permanentemente menomato, paralizzato, amputato e simili e si vede considerato “fortunato”, e comunque non considerato, perchè non è morto. E’ cosi. Terremoto rade al suolo città, fortunatamente solo 5 morti. Miliardi di danni, centinaia di feriti, migliaia di persone sul lastrico, ma solo i morti si contano, il resto non è un problema. Mi sembra una stronzata.

Che poi, gli unici che se ne fregano sono proprio i morti. Sono morti.

per non perdere la bussola

Viviamo nel benessere, e nello spreco. Almeno il 50% di ciò che usiamo è superfluo, anche molto superfluo. Non è poi molto grave allora se calano un pò gli sprechi, quindi un ridimensionamento dei consumi, dice qualcuno, innescato anche dalla crisi e dal conseguente calo degli stipendi non è poi cosi dannoso. Beh, il ragionamento regge, però….

Però c’è un problema, e non da poco. Se è vero che il 50% dei consumi si può considerare spreco, è altrettanto vero che questo 50% di “speco” rappresenta il 65-70% della produzione, del lavoro. Ciò significa che se si eliminasse il 50% del consumo di “superfluo” il 35% della produzione verrebbe a mancare, con la conseguente perdita dei milioni di posti di lavoro relativi. Inutile dire che questo farebbe ridurre ulteriormente i consumi in un vortice autodistruttivo.

L’economia non può stare ferma, o gira in un senso o nell’altro, o sale verso il benessere DI TUTTI, o scende verso la rovina. Ragionamento banale vero?  Vero, ma meglio tenerlo presente lo stesso. SEMPRE.

Giusto per non perdere la direzione.

Il denaro non è una merce che esiste veramente. Continuerò a ripeterlo fino alla noia, mia e vostra; finchè non si capisce questo, la situazione può solo peggiorare.

Il denaro non ha un valore concreto, ma è solo un’immagine della ricchezza, è come cercare di scaldarsi davanti alla foto di una stufa. E’ una convenzione che diventa concreta solo se dietro all’immagine esiste qualcosa, merci o servizi, di reale.

Per fare un’altro esempio, se io faccio 10 foto a dieci mele o se io faccio 10 foto della stessa mela, circola lo stesso numero di foto, ma è la stessa cosa?

Rifletteteci bene, solo se lo farete, capirete.

Mi piacerebbe

Fare il croupier. Splendido lavoro, ambiente pulito, ottimo stipendio, grandi mance, possibilità di arrotondare (segnalando agli strozzini) e nessun rischio. “Pour les emplayeurs” è la forma classica con cui chi alla roulette fa “il pieno” cioè indovina il numero che esce, cede tradizionalmente la posta come mancia per i croupier; naturalmente non accade il contrario quando si perde. Mi ricorda un pò il lavoro dei bancari e dei brocker finanziari.

Continuo a leggere dello scontro tra Italia e Germania. Ora ci sarebbero molti aspetti su cui discutere, ma una cosa non capisco, perchè non si vuole ammettere che i tedeschi hanno sviluppato prodotti che sono più apprezzati dei nostri. Al di la di altre motivazioni, è quello il loro vantaggio principale. Basta vedere l’Automotive, settore trainante per qualsiasi stato, BMW, Audi, Mercedes, Wolkswagen, Porsche, si comprano, noi le compriamo, non perchè sono economiche, ma perchè sono ottime auto. E cosi vale per altri articoli, noi italiani ci siamo seduti sugli allori del passato, quando non abbiamo rinunciato alla lotta, vedi FIAT, e stiamo pagando per questo. Però se la FIAT propone buoni prodotti, 500 e Renegate, ecco che riconquistiamo quote di mercato. Si può fare. Ci siamo concentrati su prodotti a basso contenuto tecnologico e alta resa, moda e immobiliare, che in passato hanno fatto guadagnare fortune, e adesso la stiamo pagando. Non siamo ancora finiti, abbiamo ancora qualità e risorse per risalire la china, se smetteremo di cercare un capro espiatorio e ci metteremo tutti insieme a rimboccarci le maniche e riattivare il cervello e sopratutto, smettiamo di seguire la moda. Si, noi italiani abbiamo il grosso difetto di seguire tutti l’onda, se qualcosa ha successo ci buttiamo in massa su quel prodotto o settore saturando rapidamente, inflazionandolo, il mercato; dobbiamo dare più spazio e risorse a chi ha nuove idee e progetti, rischiando un pò di più, sia a livello privato che statale o bancario, siamo troppo prudenti e troppe energie intellettuali sono indirizzate verso le professioni e i servizi anzichè nello sviluppo e produzione. Dobbiamo ritornare a produrre prodotti che il mondo desidera, anzichè creare burocrazia e statalismo.

Meno burocrati e più imprenditori.