La battaglia della classe media (l’ultima?)

La battaglia della classe media (l’ultima?)

Chi mi conosce sa che ho una teoria, per me è in atto una guerra alla classe media, una guerra scatenata dalle classi alte, quelle che tempo fa si definivano pluto-aristocratiche, contro la classe media. Essendo la classe media, appunto, media, si trova nel mezzo, tra i ricchi e i poveri, e i primi usano gli ultimi come arma per vincere la loro guerra.

“Perché questo scontro?” Qualcuno mi chiede; in fondo i ricchi sono diventati ancora più ricchi grazie all’allargarsi della classe media, quindi perché dovrebbero? Per spiegare meglio il concetto, ho osservato recentemente una piccola cosa, ma estremamente significativa. Ero in ferie, in Polonia, con mia moglie e una coppia di amici, ad un certo punto ci siamo fermati ad uno di quei piccoli negozietti che si vedono lungo le strade, perché la mia amica aveva visto qualcosa di interessante. Ora, non vi annoio con i particolari, ma l’esito finale è stato che ce ne siamo andati senza acquistare nulla, e il commento della mia amica, molto seccata, è stato “si vede che non hanno bisogno di vendere”.

Per me è stata una folgorazione, non che non l’abbia sentito o visto fare molte altre volte, ma in quell’istante ho capito perché le classi alte vogliono distruggere la classe media, perché la classe media può permettersi di non avere bisogno di loro, di fatto d’ignorarli. Pensateci, finchè una persona, anche il semplice operaio, può permettersi di rifiutare, che so, di fare gli straordinari perché ha un lavoro sicuro e uno stipendio dignitoso, il potere di chi stà in alto, è limitato, e questo è inaccettabile per la gran parte di loro. Certo, hanno la forza di imporsi comunque, ma per farlo devono impegnarsi e questo non è potere, ma solo forza, il vero potere non è obbligare qualcuno a sottomettersi, ma fare in modo che costui si sottometta spontaneamente, riconoscendo cosi il loro potere e, contemporaneamente, la propria accettata inferiorità.

Questo succede nel momento che l’altro abbia BISOGNO di te, e lo riconosca. Il potere non vuole servitori, vuole SERVI. Essere potenti non significa avere dipendenti, da sfruttare o meno, ma avere dipendenti sfruttati che te ne sono anche grati, vogliono mendicanti, la dignità è il loro peggiore nemico.

La classe media, che unita è sicuramente la massima potenza esistente, si stà sviluppando sempre di più anche in altre parti del mondo, impedisce tutto questo, e per questo deve essere distrutta. Come? Con l’aiuto dei poveri imbevuti di culture religiose in cui l’obbedienza è fulcro, che come naufraghi inconsapevoli cercano di salire tutti insieme sulla barca della classe media facendola ribaltare condannando tutti a cadere di nuovo in acqua.

Chi vincerà? Sicuramente la classe media è la più forte, ma manca di consapevolezza, e questo potrebbe portarla ad una disastrosa sconfitta che ci porterebbe socialmente indietro di centinaia di anni.

Riassumendo, si è classe media quando non si ha il bisogno di vendere o di vendersi, e se lo si fa, e succede spesso, è comunque per una propria scelta.

Ingratitudine e stupidità, caratteristiche umane.

L’Ingratitudine è uno dei principali difetti dell’essere umano, che è la prova della sua, nostra, stupidità. Perchè stupidità? Perchè l’ingratitudine è figlia dell’arroganza e ci porterà a perdere ciò che abbiamo e si è in gran parte fortunosamente ottenuto .

Mi spiego, prendiamoad esempio, la pensione, (ma anche la sanità, le ferie, i permessi, la maternità ecc.ecc.) per noi sono diritti sacrosanti e inviolabili: e perchè sarebbero tali, chiedo io? Risposta standard: perchè noi lavoriamo. Ora, ne ho già scritto altre volte, cosa vuol dire che noi lavoriamo? A parte il fatto che non mi sembra che lavoriamo poi sto gran che, almeno noi occidentali, (e non vado a vedere quanto “lavora” ad esempio un’impiegato in una grande azienda o nello stato… ) 1750 ore l’anno in media nei paesi avanzati, che su 8760 ore anno,  http://www.giornalettismo.com/archives/1485623/quante-ore-si-lavora-in-italia-e-nei-paesi-ocse/  non mi sembra sto gran che, il 20% circa del tempo lavorativo, cioè 40 anni circa su una vita media di 80 (fatevi 2 conti) , e in cambio di questo cosa otteniamo? Una casa calda, acqua, luce, cibo, sanità, le ferie, automobile, abiti, tempo libero, cultura, divertimento, ecc.ecc. . e non considerando i periodi di cassa integrazione, malattia, disoccupazione, PENSIONE,cioè quando si percepisce un reddito anche quando NON lavoriamo.

La cosa mi stà bene, sia chiaro, ma che mi fa incazzare fuori misura, è come tutto questo per noi sia UN DIRITTO INALIENABILE, qualcosa che ci spetterebbe quasi per volere divino; nessuna riconoscenza verso una società che ci permette di vivere cosi, con un rapporto lavoro-vantaggi che in gran parte del mondo è un sogno quasi irraggiungibile, un mondo dove miliardi di persone lavorano quotidianamente molto di più di noi e  in condizioni spaventose

ingratitudine

ottenendo in cambio solo una frazione di ciò che per noi è benessere SCONTATO.

Quante volte ci rendiamo conto di quanto siamo stati FORTUNATI a nascere qui e ora? Quante volte ringraziamo il fato e chi ha lottato per portarci dove siamo?  Io sento solo lamentele. Ma davvero siamo tutti cosi stupidi da credere di  guadagnarci il nostro benessere? Molti sono cosi stupidi da pensarlo veramente, e questo è il problema, perchè dare per scontate certe cose, è la via più breve per perderle.

Riassumendo: Siamo dei privilegiati, il rapporto lavoro/benefici è sicuramente a nostro vantaggio, faremmo bene a ricordarcelo se non vogliamo perdere tutto.