I tempi cambiano.

Immaginazione.

Il cervello umano lavora per immagini, ed è estremamente difficile superare questo handicap. Basta provare a spiegare un elefante ad uno che non ne lo ha mai visto, e ci si rende conto della difficoltà. Ma se possiamo fornirne un’immagine, un disegno, una foto, ecco che il risultato è immediato.

Attenzione.

Ma c’è qualcosa di più importante da fare prima, e cioè avere l’attenzione dell’interlocutore, il suo tempo, specie se gli si deve mostrare qualcosa di nuovo, perchè ovviamente ne richiede maggiore quantità .Curioso a pensarci, qualcosa che fino a 100 anni fa era abbondante e gratuito, l’attenzione della “gente”, oggi è diventato un bene costosissimo; 200 anni fa qualunque straniero o banditore entrasse in un paese, avrebbe raccolt ofacilmente  intorno a se i paesani ansiosi di avere notizie del mondo esterno, le novità. Oggi siamo subissati da informazioni notizie e novità, e non ne possiamo più; non siamo più noi che corriamo alle notizie, ma il contrario. Da qui i folli costi della pubblicità, (non riesco a trovare informazioni attendibili su qual’è il possibile fatturato mondiale della pubblicità, ma dev’essere immenso, almeno 2500/3000 MILIARDI di $, se teniamo conto di sport, tv, giornali, materiale pubblicitario, marketing, la rete stessa ecc., di tutto ciò che ne viene finanziato direttamente o indirettamente). E lo scopo primario di tutta questa pubblicità qual’è, se non di attirare la nostra attenzione?

Anche sulla rete il discorso non cambia, presentare qualcosa di nuovo. Tendiamo istintivamente a cercare di visualizzare il concetto che ci stanno spiegando, e per farlo ad utilizzare immagini che già conosciamo e spesso questo fa più danno ed è ancora più complicato se non puoi illustrarlo (notare il vocabolo); provate a scrivere il funzionamento di una semplice lampadina come se fosse un vostro brevetto immaginando che nessuna l’abbia mai vista, e ve ne renderete conto, ma anche un servizio che utilizzato dimostra facilmente la sua utilità non è immediato da spiegare a voce e richiede  beni oggi preziosi, il tempo e l’ATTENZIONE dell’interlocutore.

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Due obbiettivi, quindi. Ottenere l’attenzione, e poterla sfruttare al meglio. Come?

Sembra idiota da dire, un paradosso, ma Il modo migliore per farsi notare è esser già noto. Per avere l’attenzione devi essere riconosciuto in qualche modo, i famosi testimonial, che altro non sono, inconsciamente, che un filtro, una “garanzia”.  E questo concetto è alla base del passa parola, tu concedi la tua attenzione perché è qualcuno che ti è noto, meglio se un amico, un conoscente, ti consiglia di guardare qualcosa, di fatto delegandogli una selezione delle informazioni e la “responsabilità” della scelta. Bisogna far parlare di se.

Come arrivare ad essere “noti”? Questo è il dilemma;colpire la fantasia, stupire, divertire, INCURIOSIRE insomma innescare a livello istintivo la voglia di “passare parola” con i mille modi che oggi ci sono., In fondo essere famosi è solo questo, milioni di persone che non ti conoscono, ma sanno chi sei.

Certo che tra il dire e il fare… .