Uno su mille ce la fa.

Conoscete questa canzone di Gianni Morandi?  http://www.italianissima.info/testi/unosumil.htm   È stata la canzone della sua rinascita, quando ormai era precipitato, ridotto a cantare canzoni per bambini, e invece gli ha dato la possibilità di ritornare tra i big.

Credo che dovrebbe ascendere al ruolo di canzone emblema dei tempi moderni, anche se però più che “uno su mille” sarebbe corretto dire “uno su centomila”. E’ la globalizzazione bellezza!

A me non piace lo sport, specialmente quello di oggi, dove il motto di De Coubertin, “l’importante non è vincere, ma gareggiare” suona assolutamente ridicolo.

Competitività la chiamano, e la spacciano come una qualità, una virtù, mentre invece è l’arma perfetta per il “dividi et impera” utile, indispensabile, a chi comanda per mantenere le proprie posizioni ridendo della massa di idioti (noi) che si ammazzano uno con l’altro nel tentativo di risalire posizioni. Come già ho ripetuto spesso, “in una gara il secondo che arriva è solo il primo dei perdenti”, e più è grande il numero dei partecipanti, maggiore è il numero dei perdenti. Il che ci porta alla globalizzazione; secoli fa potevi essere il “campione” del tuo isolato villaggio, il che creava un numero percentualmente significativo di vincenti, 1-2%, ma oggi ti confronti con il mondo, e devi essere il primo almeno tra 100.000; il che ci fa asserire che, come minimo, riduce parecchio le possibilità individuali di successo. Tutti sanno chi è Bolt, (perfino il correttore automatico di word 🙂 ) ma quanti mi sanno dire i nomi di tutti i finalisti ai100 mt delle olimpiadi?  E si che non è cosa facile arrivare li su quelle corsie, in quella finale.

Cosi è il mondo che ci stiamo creando, i 5 vincenti (su decine di milioni) si prendono il 90% dei vantaggi, di popolarità ed economici, lasciando a tutti gli altri a dividersi (e non è detto pacificamente) le restanti briciole. Enormi energie spese per nulla, per arrivare a sentire l’odore del successo, per poi dovervi rinunciare all’ultimo momento; vi è mai capitato di correre come dei matti per prendere un treno, un aereo o una metro e vederveli partire sotto il naso? A me fa incazzare da morire, e magari ci ho perso solo pochi minuti di impegno e fatic;, come dev’essere per colui che lo fa per anni di impegnarsi al massimo per ottenere un determinato risultato e fallisce? Basta un piccolo errore, una partenza sbagliata e tutto il lavoro di anni sfuma in un attimo.

Dove voglio arrivare? Alla rete. Si, a internet, che è ogni giorno più vitale per le nostre vite, che in questo senso ha un percorso assolutamente parallelo allo sport; anche qui sono pochissimi i vincitori, i nomi li conosciamo tutti, Facebook, Google, Ali Baba, Amazon  ecc.ecc. tutti colossi con un potere immenso, che sono destinati ad assorbire l’ 80% delle risorse finanziarie lasciando ai milioni, anzi miliardi, di altri siti il compito di dividersi i magri resti. “E’ il mercato bellezza” “la concorrenza che salvaguardia il consumatore” si dice in questi casi,” vincono i migliori”. Beh, non è tutto falso, ma neanche tutto vero, potrei fare una lunga dissertazione sul concetto di “migliori” ma ve lo risparmio; il punto è un altro, cioè CHE QUESTO SISTEMA NON CREA VINCENTI, MA PERDENTI, e mi domando quanto danno questo possa fare al sistema nel suo insieme.

Non vi annoio ulteriormente, mi limito a ricordarvelo nuovamente: oggi, e domani sarà peggio, preparatevi all’idea che IL FALLIMENTO SIA LA NORMALITA’, quindi non prendetevela troppo e non fatevi distruggere da esso. Provateci (anzi, RIPROVATECI imparando dagli errori passati) preparatevi al meglio delle vostre capacità cercando di non farvi trasportare solo dal facile entusiasmo, ma usando sempre il buon senso: giocate puntando cifre che sapete potervi permettere di perdere. Poi capita la situazione in cui la posta si alza, e i rischi e i possibili guadagni aumentano, ed è logico rischiare di più. Anche in questo caso è una questione di statistica, di calcolo delle probabilità, se aumentano le possibilità di vittoria occorre rilanciare senza mai dimenticare il fattore “C” (come Culo).

Concludendo: Esistono ancora spazi, possibilità di vincere, e bisogna provarci se ne si ha la possibilità e lo si ritiene opportuno, ma per i motivi sopra espressi tenere presente che la sconfitta è la cosa statisticamente molto più probabile quindi siate pronti ad accettarla come si accetta che il nostro biglietto della lotteria non sia quello vincente. Beh, con le giuste proporzioni ovviamente.

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