L’egoismo intelligente.

In questa pagina, vorrei riassumere brevemente quelli che sono le mie idee di base, i pezzi fondamentali del mio pensiero. Premetto che sono idee mie, non mi rifaccio a nessuna scuola o filosofia economica particolare, il mio è solo il tentativo di mettere un pò di ordine nella mia testa di una materia che mi ha sempre interessato e che considero fondamentale per la nostra società, l’economia.

Capitalismo, socialismo, comunismo, liberismo. Tutte parole vuote, esiste solo l’essere umano e la misura del suo egoismo, situazione che varia a seconda dell’individuo e al variare del suo ambiente sociale, cultura personale e  condizione economica.

Fondamentalmente l’essere umano è ,chi più chi meno, egoista.

Chiunque stia leggendo queste mie parole è quasi sicuramente in una posizione di privilegio, possiede molto di più di ciò che gli è indispensabile alla mera sopravvivenza e teoricamente questo dovrebbe metterlo in condizione di essere felice. Dubito che sia così, io stesso per primo non mi sento ne felice ne privilegiato, anche se la ragione mi DIMOSTRA che lo sono, e un semplice confronto banale ed evidente con milioni, forse miliardi di persone al mondo non meno degne di me, ne è una prova indiscutibile, io vivo in un modo incommensurabilmente più agiato. La mia parte razionale ha ragione, ma la mia sfera emotiva rifiuta categoricamente questa realtà, mettendomi avanti i molti che stanno meglio di me, giustificando cosi il mio “lamentarmi” (senza esagerare). Ora, non credo di essere peggiore o migliore della gran parte degli esseri umani, quindi tendo a credere che questa situazione sia quella standard per tutti, ipotesi sostenuta da ciò che vedo e leggo continuamente. La costituzione americana dice che l’uomo ha il diritto alla ricerca della felicità, non alla felicità, ma alla sua ricerca.

Detto questo, la mia idea di società, non perfetta, ma solo in grado di funzionare decentemente, deve essere costruita tenendo conto di queste considerazioni fondamentali, cioè un mondo in cui l’emotività, o se preferite l’irrazzionalità, è una componente fondamentale della quale occorre tener conto, un’occhiale che deforma la realtà. Cosi come bisogna tener conto della forte tendenza ad avere una visione della realtà molto partigiana, un punto di vista limitato che crea opinioni di parte, tanto granitiche all’apparenza quanto fragili col cambiare della propria situazione. Mille esempi: dall’operaio che inveisce contro l’evasore fiscale finchè non diventa imprenditore a sua volta o che pretende gli straordinari in nero, a colui che impreca contro lo spreco della sanità pubblica e poi pretende che operino al cuore la sua mammina 95 enne, perchè LUI le vuole bene,( a spese dello stato ovviamente).

Non dò giudizi di tipo morale, siamo fatti cosi, non ci si può fare nulla.

Però mi disturba l’ignoranza, specie quella storica. Io sono un “socialista” anche se un pò particolare, io credo nel mettersi insieme, nel collaborare, ma non per aiutare gli altri, ma perchè gli altri aiutino me. Mi considero un “Egoista sensato” che pensa che se siamo in tanti a tirare la carretta, alla fine sarà poco più faticoso che camminare, con il vantaggio di poter sfruttare anch’io quando mi servirà, un passaggio. Per questo quando sento  o leggo coloro che sono liberisti, che inveiscono contro lo stato e il socialismo come concetto, m’indispettisco. La storia riporta che sono 5.000 anni che trionfa il “liberismo”, cioè prima che apparisse il socialismo come forma politica organizzata, e non mi sembra che per la stragrande maggioranza della popolazione le cose andassero molto bene, anzi. Moltissime persone, compresi moltissimi dei genitori, nonni, bisnonni di chi oggi critica il socialismo erano morti di fame, e senza il “socialismo” molti di più lo sarebbero ancora oggi, checchè pensino “i liberisti e capitalisti”. Il “socialismo” è stata quella forza che ha riequilibrato la bilancia sociale, per millenni fortemente squilibrata verso l’aristocrazia e le caste politico/sacerdotali, che ricordo ha trovato idee forza e finanziamenti proprio in quella borghesia di cui poi diventerà un’acerrima nemica.

Con questo non intendo dire che io sono socialista; anzi, rimprovero alla sinistra di essere un pericolo perchè non è stata capace di distinguere, di riconoscere i meriti di una classe imprenditoriale che ha permesso il  diffondersi del benessere, a tutti i livelli, nella società occidentale. Certo, non l’ha fatto per spirito altruistico, ma per un interesse personale, ma questo non toglie nulla al valore del risultato. D’altra parte forse che il salariato lavora per spirito altruistico? No, lo fa perchè, giustamente, il suo lavoro viene pagato. IL PROFITTO E’ UN DIRITTO DI CHIUNQUE LAVORI E PRODUCA RICCHEZZA E SI RICORDI CHE IL SALARIO E’ IL “PROFITTO” DEL SALARIATO (non so perchè, ma molti rimangono interdetti quando asserisco questa ovvietà). A mio parere è questo che rende la sinistra inaffidabile, o meglio inefficace, il voler, e far, credere, contrariamente alla realtà, che l’essere umano è fondamentalmente buono, altruista, mentre è evidentemente falso, (individualità a parte) se non altro per la naturale tendenza alla salvaguardia della specie.

Una volta discutendo con dei comunisti, gli dissi:” vedete, voi (come i cristiani) partite dal presupposto che l’essere umano sia un mattone, squadrato, duro e liscio, e con questo vorreste innalzare una torre sociale altissima e bellissima, ma sbagliate; non è un mattone, è un pò di argilla morbida non cotta, almeno finora non ci si è riusciti a “cuocerlo”, perciò potete solo farci una capanna, rassegnatevi. E’ comunque meglio una buona capanna di niente o di una torre crollata.”.

Troppi idealismi. Ma cosa importa il perchè uno fa una cosa? l’importante è che sia la cosa giusta, che poi lo faccia consapevolmente o no, per scelta o per forza, poco importa, l’importante è che il risultato finale sia positivo

Forse che l’ape trasporta il polline per bontà? No, lo fa perchè ne ha un tornaconto, cosi come lo ha la pianta che glielo fornisce, FUNZIONA, e cosi dev’essere.

Concludendo: Io credo che la soluzione dei problemi deve nascere dal comune interesse, e non da motivi ideologici, cosi fa la natura, e checchè noi ci diamo delle arie, noi siamo ancora parte di essa.

 

 

 

 

7 pensieri su “L’egoismo intelligente.

  1. Sono contento di aver letto questo pezzo che condivido pienamente.
    Ci sono persone di Chieti o dintorni che la pensano allo stesso modo e con i quali ci si può discutere (Magari davanti ad un buon caffè …o perche no anche una birra)una volta a settimane tanto per staccare un po la tastiera e dare un po più senso all’umanita ?

    • E soprattutto, un miliardo di parole non riescono a piantare un chiodo. Però a parole si può far conoscere un messaggio, se lei ha amici in facebook, o di mail, faccia conoscere questo blog, queste riflessioni. Io credo che la maggior parte delle persone abbia un pò di buon senso, ma siamo poco abituati ad usarlo. Ma come tutto, è solo questione di allenamento. Grazie comunque per l’apprezzamento. Breda R.
      ps, poi essendo io di Brescia, non ho la possibilità di bere un caffè, o una birra con lei, però se volesse avere uno scambio via e-mail, il mio indirizzo è: kurskit@yahoo.it

  2. L’essere umano è un “mezzo” individuo la cui esistenza è legata alla naturale evoluzione per l’inevitabile sopravvivenza nella continuazione della sua specie. La lotta, di qualsiasi natura sia, economica, politica, religiosa, et altro, è solo una delle tante forme sotto cui si nasconde la locuzione latina mors tua vita mea.

  3. Caro Ruggero,
    condivido molte delle tue idee, ma non saprei definirmi politicamente.
    Anche per me comunismo, socialismo, liberismo sono parole vuote, teorie fondate su presupposti sbagliati o su idealizzazioni dell’uomo.

    Non ho mai provato particolare simpatia per nessun partito perché, come dice la parola stessa, sono di parte.
    Nel nostro sistema l’equilibrio dovrebbe essere una sorta di compromesso tra partiti che difendono interessi e/o privilegi particolari. Eppure non mi sembra che funzioni.
    Sono consapevole che l’obiettività assoluta è un’utopia, tutto ciò che ci circonda e le nostre esperienze ci influenzano, ma mi sforzo sempre di valutare il sistema nel suo insieme e le conseguenze delle azioni sia sul breve che sul lungo periodo.

    Se il sistema funziona bene, se è equilibrato e non basato su privilegi, tutti abbiamo da guadagnarci (tranne quei pochissimi parassiti che si sono enormemente arricchiti non contribuendo alla produzione di ricchezza, ma appropriandosi di quella degli altri). Questo potrebbe rientrare nel tuo concetto di “egoismo intelligente”, credo.
    Non ho però alcuna idea di come lo si potrebbe realizzare.

    Con equilibrio non intendo l’uguaglianza assoluta, non sono contro il riconoscimento (anche economico) del merito, a patto che:
    – il premio sia proporzionale al beneficio che si apporta alla comunità
    – che siano progressivamente rimossi gli ostacoli (economici, culturali, ambientali) che non permettono di realizzare il proprio potenziale
    – che a chi non è in grado di contribuire (malattie, handicap…) sia comunque garantita una vita decorosa e dignitosa.

    • Sono Ruggero, il blogger.
      Mi fa piacere leggere che non siamo soli, che qualcuno che si limita ad avere un pò di buon senso c’è. Non è una questione di partito, se una cosa è giusta, è giusta sempre e comunque, indifferentemente da quale punto di vista la guardi. Se io e te dobbiamo dividerci una torta, e la torta è divisa correttamente in 2 parti, che differenza fa che sia la parte dx o sx? Nessuna. “Sono consapevole che l’obiettività assoluta è un’utopia, tutto ciò che ci circonda e le nostre esperienze ci influenzano, ma mi sforzo sempre di valutare il sistema nel suo insieme e le conseguenze delle azioni sia sul breve che sul lungo periodo”. E’ solo questione di consapevolezza. Come si potrebbe realizzare? Semplice,come per l’uovo di Colombo, basta pensarci, è incredibile vedere che a volte la soluzione la si capisce immediatamente, se solo ci si pone il problema nel modo corretto. In realtà non proponiamo niente di eccezionale, non vogliamo privilegi, solamente garantire le stesse possibilità per tutti, la possibilità di partecipare alla gara partendo dal medesimo punto, e poi ognuno arrivi dov’è capace di arrivare. Come ho già scritto non importa dove arrivino i primi, a patto che gli ultimi non siano troppo lontano; non importa che qualcuno abbia moltissimo, a patto che nessuno rimanga senza niente. Semplice no? Più siamo che ci riflettiamo, più ci avviciniamo alla soluzione. Sperando che tutto ciò si possa ottenere con le buone, ma essendo assolutamente disposti ad usare le cattive se è inevitabile. Cos’altro posso dire cara Silv-iuccia, proviamo a seminare, magari qualcosa cresce.
      Ciao e grazie.

      • Grazie Ruggero,
        però chiamami Silvia. Quell’orribile “iuccia” ho dovuto aggiungerlo perché gli altri nomi erano occupati.
        Tornando a cose più importanti sono assolutamente d’accordo con te, ma quel “siamo disposti ad usare le cattive se è inevitabile” non mi convince.
        Cosa intendi per “cattive”? E poi cos’ha di diverso dal solito paternalismo illuminato che (pretendendo di sapere qual è il bene assoluto di tutti lo fa senza il loro consenso) sta alla base di tutte le dittature?
        Noi parliamo solo, non abbiamo il potere per imporlo a nessuno (anzi ci stanno imponendo quello che non vogliamo) ma in linea di principio non è lo stesso errore?

        • Beh, per poter parlare di fatti anzichè di teorie, potremmo riflettere su Gheddafi, che era il classico “paternalismo illuminato”. Ora è meglio? Sai, io credo che la maggior parte degli esseri umani non ami la libertà, e sai perchè lo dico? Perchè la libertà significa dover scegliere, e fare ciò significa assumersi delle responsabilità, cosa che a moltissimi non va assolutamente, meglio seguire il gregge. Dai da mangiare e da divertirsi e vedi che si votano i vari Zanicchi, Rivera, la cicciolina i Santoro ecc ecc, personaggi votati solo perchè riconosciuti, mentre dover conoscere un candidato significa impegnarsi, e chi ne ha voglia? Meglio il calcio o (scusa) la gnocca o il gnocco. Io credo che la democrazia interessi a molto poche persone, i più la scambiano per il mercato delle vacche, non si da il voto, ma lo si vende. Personalmente preferirei un dittatore, se fosse illuminato. Almeno, sapremmo con chi prendercela.:-)

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