I miei 10 comandamenti.

1) Lavoro:  L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Sul Lavoro, non sull’assistenzialismo. Tutti hanno il diritto di provare a realizzarsi, ma non stà allo stato garantire i risultati, ma solo fornire a tutti i cittadini pari possibilità di raggiungerli.

2) Diritti: Nessuno ha diritto ad una casa, ad uno stipendio, alle cure mediche ecc. solo perchè esiste, l’unico diritto è quello ad un lavoro correttamente retribuito, od al poter intraprendere un’attività imprenditoriale, che gli permetta di accedere a tutto quanto sopra, le eccezioni devono essere limitate all’effettiva impossibilità fisica.

3) Fisco. Le tasse agli imprenditori devono essere fatte pagare in rapporto ai posti di lavoro (reali) creati. Più posti di lavoro crei, meno paghi. Cosi s’incentiva la creazione di posti di lavoro veri, produttivi e ridistribuendo la ricchezza in modo sano, non assistenzialista parassitario. Lo stato deve puntare + sull’aumento dei consumi, più entrate per lo stato (IVA), ma anche più posti di lavoro e più reddito.

4) Pensioni: Contributivo per tutti  (retroattivo), un  minimo e massimo, ma tutti sono tenuti a lavorare fino a quando le loro condizioni fisiche lo permettano; ovviamente dopo una certa età (65) gli orari e la tipologia del lavoro sarebbero adattati alle condizioni,  mantenendo i corpi e le menti degli anziani attivi, sani e utili alla società e contemporaneamente non disperdendo il tesoro della loro esperienza  .

5) Economia. Divieto assoluto a tutte le attività speculative, punire con la massima severità tutte le attività che mirano a fare i soldi con i soldi, ripristinando la legge Glass/Stagall, regolamentare severamente la borsa, vietando l’uso di algoritmi e sistemi computerizzati di operatività; mettere un intervallo tempo minimo tra acquisto e vendita di un’azione, vietare le operazioni allo scoperto,  il trading a breve e ogni tipo di derivati. Il denaro deve andare a chi investe, non a chi specula.

6) La scuola: ha il dovere d’insegnare ai giovani l’uso delle proprie capacità intellettuali, cioè a ragionare. Questo è possibile solo grazie alla discussione, al dibattito, e non solo alla passiva memorizzazione di informazioni. Lo scopo della scuola non è solo quello di far conoscere, ma sopratutto di far CAPIRE, di sviluppare senso critico.

7)  Giustizia. Tutte le punizioni hanno come scopo principale quello di deterrenza prima che di punizione dell’individuo. Lo scopo prioritario non è di punire il reato ma limitarne il numero scoraggiandone l’imitazione; con una speciale attenzione e severità a quelli economici e sociali a partire dalla corruzione, l’evasione fiscale e la speculazione. Un ricco che ruba o truffa, non ha giustificazione.

8) ImmIgrazione: Aiutare gli extracomunitari a casa loro, NON è POSSIBILE asorbire le centinaia di milioni di poveri del mondo, e le cifre che qui si spendono in assistenzialismo inutile (su cui speculano in migliaia) investiti correttamente sul loro territorio potrebbero far partire la loro economia, migliorando la loro vita e creando nuovi mercati e evitando a noi il dumping salariale.

9) Nazione:Creare un sistema Italia, che valorizzi il paese nel suo insieme sfruttando le varie diversità tra le regioni come fonte di creatività, cultura e attrattiva e non come motivo di divisione.

10) Politica Rivedere il sistema politico riducendolo e riformandolo, ma tenendo conto del fatto che un governo ha spesso l’antipatico compito di riequilibrare il desiderio popolare, per cui deve frenare se il popolo vuole correre, e spingerlo se vuole fermarsi, perciò l’elettore deve comprendere che il governo non è al servizio del singolo cittadino, ma della comunità, e spesso i due interessi non convergono, o almeno nell’immediato non sembra.

Un pensiero su “I miei 10 comandamenti.

  1. Concordo con i 10 comandamenti. di una cosa non sono d accordo in “Ingratitudine e stupidità, caratteristiche umane” 1750 ore annue di lavoro da me, non sono l unico, superate abbondantemente.

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